Politica Esteri

USA favorevoli al 62% per la legalizzazione della cannabis La settimana della canapa nelle testate estere, dall’8 al 12 ottobre

Continua il dibattito relativo alla legalizzazione della cannabis negli USA, un Paese che a tratti appare aperto e disponibile in tal senso, in altri casi ed in altri Stati, l’intero processo di legalizzazione viene bloccato in ogni ambito, soprattutto legislativo interno. Questa incertezza che esplica effetti contrastanti tra i potenziali investitori, vede -nella settimana in corso- anche la ufficializzazione da parte di un noto istituto globale di ricerche del fatto che ormai il 62% della popolazione USA sia disponibile alla legalizzazione della marijuana, una percentuale che è andata via via crescendo nell’arco degli ultimi anni seppur a fronte di un linguaggio giuridico che sembra non aver ancora assimilato il clima di cambiamento e che ha relative difficoltà a proporre qualcosa di nuovo e che possa essere recepito dal mercato. Una ricerca scientifica e medica viene condotta su pazienti anziani ospitati in centri di lungo-degenza per verificare se la cannabis possa progressivamente sostituire i cannabinoidi nella terapia del dolore. Il colosso canadese Walmart ormai pronto ad entrare nel business della Cannabis medicale attraverso il proprio vasto apparato distributivo che comprende le farmacie. Seguirebbe, così, la Coca Cola e tanti altri grandi Marchi internazionali interessati ad investire in un settore economico e produttivo dalle grandi prospettive e che si sono già avventurati per tali vie. Il Governatore del Texas propone una drastica riduzione delle pene in caso di possesso di marijuana o commette reati connessi, il dibattito sulla Cannabis in Texas assume i contorni del dibattito politico a distanza, tra chi è favorevole alla legalizzazione e liberalizzazione e chi, invece, propone delle misure più limitate

 

USA

Cresce la percentuale dei sostenitori della legalizzazione della cannabis

Esiti della ricerca condotta annualmente dal prestigioso ‘Pew Research Institute’, la percentuale dei sostenitori della legalizzazione della Cannabis ora negli USA è al 62%, la più alta di sempreOgni anno il prestigioso ‘Pew Research Institute’ pubblica i risultati della ricerca ufficiale dove si esamina il numero dei sostenitori della legalizzazione della cannabis tra gli americani.  Secondo gli ultimi esiti di tale ricerca, il 62% degli americani tra la popolazione adulta sostiene l’abolizione delle leggi limitative sul consumo di cannabis e la riforma della legislazione che regolamenta il mercato della cannabis. La percentuale a sostegno della legalizzazione ha raggiunto così un vero e proprio record di tutti i tempi, in questo settore, un record che è stato progressivamente abbattuto negli ultimi anni. Nel 2013, infatti, si attestava al 52%, nel 2016 si registrò già un innalzamento fino al 57%. Lo scorso anno la percentuale è cresciuta fino al 62% ma, per la prima volta, il numero dei contrari è sceso fino al 34%. Scorporando i dati per sesso di appartenenza, i maschi sono più favorevoli alla legalizzazione rispetto alle femmine, gli ispanici e i membri del Partito Democratico sono più favorevoli rispetto ai Repubblicani, i quali sono largamente contrari alla legalizzazione della cannabis negli USA.

Secondo gli esiti dello studio la maggior percentuale di sostenitori della legalizzazione (74%) è da collocarsi tra la ‘Generazione del Millennio’ (nati tra il 1981 ed il 1995). A seguire, col 63%, vi è la ‘Generazione X’ ovvero i nati tra il 1965 ed il 1980 seguita dal 54% dei due baby boom (1945-1964). Su 70 membri ed oltre la percentuale dei sostenitori della legalizzazione scende al 32%. La ricerca è stata condotta alla fine del mese di Settembre 2018 su di un campione rappresentativo della popolazione USA composto da 1.750 residenti statunitensi. Alcuni Stati degli USA hanno già legalizzato la Cannabis (Washington e Colorado il 2009, Alaska Oregon nel 2012, Maine, Massachussetts, Las Vegas e California il 2014, il Vermont che si è aggregato il 2016). Lo scorso mese hanno legalizzato la Cannabis anche le Isole Marianne, territorio americano nell’Oceano Pacifico.

 

USA

Le troppe incertezze e le diverse complessità assunte dalle leggi locali in tema di cannabis e marijuana creano confusione

Stati che legalizzano, Stati che pongono divieti, linguaggi giuridici e legali diversificati a fronte di un mercato che chiede chiarezza sul proprio presente e sul proprio futuro. I produttori di cannabis ed i venditori al dettaglio delle Nazioni coi più grandi mercati di settore a livello mondiale affermano di voler continuare a spingere l’acceleratore in questo campo, nonostante vi sia un certo allargamento del fronte del parere contrario nei propri sistemi giuridico-legali e che impedisce in vario modo e in vario livello la legalizzazione della cannabis stessa. L’Ohio è uno degli ultimi Stati in ordine di tempo ad aggregarsi al movimento contro i Cannabinoidi dopo l’annuncio, lo scorso mese, del ‘Board of Pharmacy’ dove si ufficializza che il prodotto è legale solo nelle farmacie dove viene consentita la vendita di marijuana a scopo medicale. L’agenzia ha inviato comunicazioni ai farmacisti in tono ufficiale ed ha chiarito attraverso specifiche istruzioni, che non viene consentita la vendita di prodotti CBD e derivati.

Le comunicazioni inviate in sede ufficiale hanno ad esempio, messo fuori mercato la ‘Cannabinoid Creations’ che realizza un prodotto CBD per cavalli e che ha presenziato con tale loro creazione a numerose edizioni annuali di ‘All American Quarter Horse Congress’, un evento della durata di un mese che si tiene a Ottobre in Columbus, Ohio. Quando quest’anno Scott Leshman ha chiesto dove potesse parcheggiare, l’organizzazione dello show gli ha risposto che la sua società non avrebbe potuto più partecipare. «Mi hanno mostrato una copia delle normative sui cannabinoidi e mi hanno detto “Ci spiace, non possiamo ospitarla qui da noi”», ha affermato sorpreso e sconsolato il fondatore di ‘Cannabinoid Creations’. Lehman ha fondato la sua società in Michigan ma ha pianificato di trasferire verso l’Ohio dopo che il Michigan ha affermato che i prodotti CBD devono essere venduti nelle farmacie autorizzate per la marijuana. Ora che anche l’Ohio appare voler dare un giro di vite sul tema, ha deciso di spostare tutto nuovamente stavolta verso Denver. Leshman inoltre, è in fase di creazione di altri Marchi dove si fa esplicito riferimento alla parola ‘canapa’ invece delle sole lettere C-B-D.  Un giorno si è legali, un altro giorno no, afferma Leshman. «In quest’industria devi essere sempre pronto con un Piano B ogni volta».

In realtà, la situazione è molto complessa e variegata. Ad esempio, in California, il più grande mercato a livello mondiale nel settore cannabis, il Dipartimento di Salute Pubblica dello Stato CDPH nello scorso mese di Luglio ha affermato che i cannabinoidi sono legali solo se provengono dalla marijuana e sono venduti secondo il sistema MJ di quello Stato. I prodotti derivati dalla canapa sono considerati illegali se li si vuole inserire in cibi o supplementi nutrizionali, l’uso più comune degli estratti CBD, in parte perché il Dipartimento Salute della California non considera la canapa sia compresa nelle regolamentazioni statali sulla Cannabis. Due mesi dopo l’annuncio, la stessa agenzia ha riferito alla testata ‘Hemp Industry Daily’ che non è stata intrapresa alcuna azione diretta in tale ambito al di là del postare l’informazione del divieto sul proprio sito web istituzionale e dell’invio di copia di tutto questo alle agenzie locali correlate al Dipartimento della Salute. Secondo gli operatori locali che agiscono nel settore CBD le risposte in sede locale sono state miste. Patrick Gogging, un procuratore specializzato in tema di Canapa ha affermato che la California ed altri Stati stanno avviandosi a lente approvazioni di divieti su CBD, dovute alla grande popolarità dei prodotti. «Probabilmente stanno continuando a raccogliere informazioni ed a definire strategie specifiche per il loro approccio -ha affermato il procuratore- Noi intendiamo continuare a parlare alle popolazioni locali circa le motivazioni alla base di tali disarmonie giuridiche».

 

Canada

Ricerca condotta in Ontario su anziani lungodegenti attraverso l’utilizzo di cannabis in sostituzione progressiva di Oppioidi nella terapia del dolore ed altre patologie

L’espansione degli appartenenti alle fasce di età elevata pongono questioni anche in ambito medicale. Una ricerca mostra gli aspetti positivi nella somministrazione di cannabinoidi al posto di oppiacei nella cura del dolore. Uno studio scientifico sull’uso di Cannabis su cittadini anziani lungodegenti di Ontario, Canada, è in corso di sviluppo e potrebbe offrire risposte importanti su un tema di vasto interesse. Così come in Australia, anche in Canada vi è una popolazione il cui livello di età è in forte espansione. L’invecchiamento della popolazione è una questione che riguarda molto da vicino le popolazioni di alcuni Stati, poiché fasce d’età elevata in espansione significano anche maggiori spese sociali e cure mediche da sostenere e gli apparti di Sanità Pubblica possono facilmente andare sotto pressione, si tratta, quindi, di tematiche alquanto pregnanti al giorno d’oggi. Secondo le statistiche emesse in Canada, la proporzione di crescita dell’età anziana è stata pari all’8% nel 1960 giungendo fino al 14% nel 2009. Gli anziani si stima che possano raggiungere tra il 23% ed il 25% della popolazione entro il 2036. E successivamente espandersi ancora tra il 24% ed il “8% entro il 20161.

L’estensione della durata e della qualità della vita possono essere cose abbastanza differenti. Man mano che la popolazione vice più a lungo, le persone sono più soggette a condizioni di degenza o cura a lungo termine soprattutto in ambiti come le patologie cognitive ed il dolore cronico e la Cannabis medicale ha grande potenziale per assistere e curare entrambe le sindromi.

Spectrum Cannabis, una società sussidiaria di ‘Canopy Growth, ha creato una partnership con la Ontario Long Term Care Association‘ (OLTCA) attraverso l’offerta di garanzia senza restrizioni a fini educativi per finanziare uno studio sulla canapa medicale applicata sui soggetti anziani. Canopy Growth asserisce che in merito alla cannabis sarà il più grande progetto pilota ed il più vasto in ambito medico nella sua stessa natura e vedrà il coinvolgimento di almeno 500 soggetti tra i cittadini cui saranno sottoposti i test.

Un altro studio che è stato reso pubblico agli inizi dell’anno in corso è riferito all’uso della cannabis per migliorare i livelli di protezione e di agilità nella popolazione anziana ed ha chiarito che il suo potenziale è importante nella contestuale diminuzione dell’utilizzo di medicazione a base di oppiacei, il cui eccessivo abuso è un problema sempre più diffuso in tutto il Mondo. La Cannabis medicale appare essere ben accetta tra i cittadini anziani degli Stati Uniti. Un sondaggio nazionale reso pubblico in Aprile ha rivelato che l’80% dei rispondenti in età tra i 50 e gli 80 anni mostrano migliori risposte attraverso l’uso consentito di marijuana raccomandata da un medico.

 

Canada

Il colosso Walmart sul punto di fare ingresso nella catena distributiva farmaceutica della cannabis

Niente di ufficiale, al momento, ma dopo la decisione del Governo canadese di legalizzare la vendita di cannabis medicale e vista l’ampia disponibilità di propri punti vendita, dopo la Coca Cola anche la ‘Walmart potrebbe cogliere l’opportunità di entrare nel business della cannabisIl colosso canadese ‘Walmart Inc.’ sta valutando di fare ingresso sul mercato nazionale della cannabis come un potenziale e nuovo serbatoio in termini di rendita a sostegno dell’economia del Paese, punto di vista reso noto dalla nota testata economico-finanziaria ‘Bloomberg’. Nello specifico, ‘Walmart‘, così come la Coca Cola e numerose altre imprese che producono bevande popolari e birre, è attratta dall’industria del settore ed anche perché ha visto quale sia l’ampio proliferare di prodotti CBD. La portavoce Diane Medeiros ha affermato che la Società stava già guardando con attenzione al mercato CBD ma finora non ha ancora avuto modo di vedere e rendere disponibile nei propri punti vendita alcun prodotto originato da Cannabis e derivati e non ha alcun piano di investimento specifico per vendere Cannabis Medicale fuori dal circuito delle farmacie siglate ‘Walmart’.

Gli interessi societari da parte di varie imprese nella direzione della pianificazione degli investimenti a favore della cannabis sono letteralmente esplosi nel momento in cui il Canada ha annunciato la sua decisione di liberalizzare completamente il suo mercato specifico ma ‘Walmart’ ovviamente non è certo il primo Marchio nel settore del commercio e della vendita ad essersi interessato del business della cannabis. La canadese ‘Shoppers Drug Mart, una catena di farmacie la cui sede principale è a Toronto e che ha investito massicciamente nel settore della vendita della cannabis e dei prodotti derivati, ha già ricevuto una licenza alla vendita da ‘Health Canada per poter distribuire cannabis medicale in varie forme, prodotti e derivati che oggi campeggiano nei loro scaffali attraverso la vendita di prodotti realizzati e messi in commercio tra differenti produttori legalizzati.

La legalizzazione prende effetto in tutta la Nazione a partire dal 17 Ottobre. Shoppers -che vuole far visita ad una farmacia dove si vende cannabis nel primo giorno di vendita liberalizzata, in ogni caso potrebbe vedere una limitata disponibilità di prodotti fino a quando il mercato giungerà alla sua più piena maturazione.

 

USA

Il Governatore del Texas si dichiara favorevole alla riduzione delle pene per reati connessi alla cannabis

Proposte pene sostitutive alla carcerazione e forme di corresponsione come la cauzione per evitare lunghi decessi per possesso e spaccio di cannabis. Il volto degli USA che cambia progressivamente in tema di cannabis. Come riportato anche da ‘Texas Obsverver’, in un dibattito in vista delle elezioni per il rinnovo della carica di Governatore, il Governatore Abbott ha proposto la riduzione della pena massima per il possesso di un quantitativo inferiore a due once di Cannabis da 180 giorni di detenzione in carcere ad un massimo di $ 2.000 in cauzione per evitare il carcere ed un massimo di $ 500. Nello specifico, ha proposto il passaggio del livello di pena da Reato minore di Classe B a Reato minore di Classe C.

L’espressione ufficiale del Governatore nasce da una richiesta relativa a chiarimenti sulle riforme circa la Cannabis durante un dibattito col Governatore nel corso della scorsa settimana. L’oppositore del Governatore Abbott, il candidato democratico ed ex Sceriffo di Contea del Texas, Lupez Valdez, ha affermato che lei era in favore della legalizzazione della cannabis medicale e che lasciava liberi i cittadini di votare circa l’utilizzo di cannabis da parte di utilizzatori adulti.

Il Governatore Abbott è stato visto come il maggior ostacolo alle riforme sulla cannabis nello Stato Lone Star per lungo tempo. I sostenitori affermano che, mentre la decisione apparentemente ideologica è un importante sviluppo per i Repubblicani, potrebbe esplicare ben poco per evitare serie conseguenze che seguono ad una condanna per possesso di xannabis. «Al di là della valutazione sui dettagli circa quel che il Governatore ha detto, il fatto che si stia muovendo su tale materia è già di per sé un fatto notevole. Ma è pur vero che farebbe quasi nulla circa gli effetti collaterali connessi al possesso di una pianta che altri Stati hanno già decriminalizzato», ha affermato Heather Fazio, la Coordinatrice della Coalizione per Texani per una Politica Responsabile sulla Marijuana attraverso la testata ‘The Texas Observer’.

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