Politica Esteri

USA: caso Neil Young, quando la cannabis non ti dà la cittadinanza Rassegna stampa della canapa nelle testate estere, dall’11 al 15 novembre 2019

Gli Stati Uniti che sorprendono nella loro ambivalenza. Mentre si amplifica il processo della legalizzazione, accade anche che vi siano spesso oscillazioni sul versante opposto. Un recente ‘caso’ è davvero eclatante. Il cantautore di origine canadese Neil Young ha incontrato non poche difficoltà nel corso della acquisizione della cittadinanza statunitense e proprio l’uso della cannabis potrebbe rimettere tutto in discussione lasciando l’autore e musicista in stato di sospensione. In un post inserito nel suo blog, Neil Young, che ha 73 anni, ha affermato che recentemente ha presentato la documentazione relativa alla cittadinanza USA e di aver «superato i test ma deve ancora superare un altro test dovuto al proprio uso di marijuana e su come la si fuma poiché questo pare presenti alcuni problemi». La Food and Drug Administration ha approvato un trial umano della Yale School of Medicine e CT Pharma dedicato allo studio della efficacia delle medicine a base di cannabis. E’ il primo studio medico basato sulla cannabis applicato sul genere umano ed approvato dall’FDA. Una ricerca svoltasi nel Colorado nel settore CBD e realizzato per conto della società Joy Organics e attuata da YouGov, il 18 per cento dei rispondenti al sondaggio ha affermato di essere ‘molto preoccupato’ ed il 26 per cento si è detto ‘non molto preoccupato’; il 26 per cento del sondaggio si è detto ‘nient’affatto preoccupato’.

 

Stati Uniti

La cittadinanza statunitense di Neil Young è nel limbo a causa dell’uso di cannabis

Il cantautore di origine canadese Neil Young ha incontrato non poche difficoltà nel corso della acquisizione della cittadinanza statunitense e proprio l’uso della cannabis potrebbe rimettere tutto in discussione lasciando l’autore e musicista in stato di sospensione. In un post inserito nel suo blog, Neil Young, che in realtà ha 73 anni, ha affermato che recentemente ha presentato la documentazione relativa alla cittadinanza USA e di aver «superato i test ma deve ancora superare un altro test dovuto al proprio uso di marijuana e su come la si fuma poiché questo pare presenti alcuni problemi».

Neil Young ha sottolineato un avvertimento sulla politica dell’uso di marijuana emesso nel corso del 2019 da parte del Procuratore Generale Jeff Sessions a proposito delle «attività connesse alle sostanze-correlate sottoposte a controllo e le determinazioni connesse all’utilizzo moralmente accettabile». Lo specifico avvertimento si riferisce alla «violazione delle sostanze controllate a livello federale, compresa la marijuana, che permane come barriera nello stabilire un buon livello di moralità compatibile con la acquisizione della naturalizzazione anche nel caso in cui i comportamenti non assumano particolare lesività verso le leggi federali».

Neil Young risiede in California, dove la cannabis è legalizzata per uso adulto. Nel post, Young ha indicato che vuole ‘poter ottenere la doppia cittadinanza e votare’ ma non pensa che sarà in grado di rimanere negli Stati Uniti. durante il procedimento di elaborazione della sua richiesta e documentazione.

«Spero sinceramente di aver mostrato un buon carattere morale e sarò in grado di votare secondo la mia coscienza su Donald J. Trump e i suoi compagni candidati americani, (in qualità di non-ancora nominato)», ha scritto il musicista. In una dichiarazione alla CNN, l’USCIS ha rifiutato di commentare la domanda di Young, se non notando che «individui che commettono violazioni di sostanze controllate federali possono poi affrontare potenziali conseguenze per quel che riguarda l’Immigration and National Act». L’agenzia ha ribadito che la politica si applica a tutti i cittadini stranieri, indipendentemente dallo Stato o dalla giurisdizione in cui risiedono.

 

Stati Uniti

L’FDA approva i trials medici sulla cannabis all’Università di Yale

La Food and Drug Administration ha approvato un trial umano della Yale School of Medicine e CT Pharma dedicato allo studio della efficacia delle medicine a base di cannabis. E’ il primo studio medico basato sulla cannabis applicato sul genere umano ed approvato dall’FDA. La FDA ha approvato, infatti, lo studio così come pianificato dalla Yale University e la conferma è giunta dalla Connecticut Public Radio attraverso un proprio report specializzato. Lo studio sarà prima approvato dall’FDA e poi si passerà a testare la cannabis su soggetti umani.

La dott.ssa Rajita Sinha, ricercatrice leader della Yale University School of Medicine a capo del trail clinico, ha affermato che gli studi tenteranno di identificare come la cannabis medicale funziona, a chi potrà essere utile, quali sintomi possono essere alleviati, i dosaggi e se vi sia ulteriore «necessità di miglior perfezionamento».

Michael Fedele, presidente del consiglio di amministrazione della CT Pharma, sede di Portland, Connecticut, ha affermato alla CPR che spera che lo studio si traduca nella prima medicina approvata dalla FDA a base di cannabis, interamente prodotta negli Stati Uniti. «Al momento attuale, una compagnia inglese, la GW Pharma, è l’unica che ha finora ottenuto la approvazione da parte della FDA per un proprio prodotto, l’Epidiolex a base di pianta di marijuana medicale sul mercato nazionale. Potrebbe davvero non essere il caso con rispetto alle compagnie americane», ha aggiunto Fedele attraverso CPR.

Secondo la FDA, l’agenzia «è consapevole che c è un notevole interesse nell’uso della marijuana per tentare di trattare una serie di condizioni mediche” e sostiene la “ricerca sull’uso medico della marijuana e dei suoi costituenti attraverso la cooperazione con altre agenzie federali coinvolte nella ricerca sulla marijuana». Secondo un rapporto di Hartford Business Journal, Yale ha indicato che la prima fase esaminerà uomini e donne tra i 21 e i 45 anni che usano cannabis per divertimento ma non hanno i requisiti per l’uso medico. La seconda fase si concentrerà su uomini e donne di età compresa tra 21 e 60 anni con dolore cronico. Ogni partecipante riceverà un placebo, CBD e THC. Saranno valutati gli effetti collaterali quali i segni vitali della frequenza cardiaca, della pressione sistolica e diastolica e i sintomi clinici.

 

Stati Uniti

Sei prodotti a base di cannabis realizzati da società possedute da veterani pronte a celebrare la Giornata dei Veterani Militari

Al giorno d’oggi, l’America vede il numero di 18,2 milioni di veterani, secondo quanto riporta il più recente censimento USA. Sfortunatamente, in cambio del servizio loro reso, questi veterani tornando a casa si ritrovano a dover sfidare grandi difficoltà quando si tratta di ricostruire il loro rientro in condizioni di vita civili. Oggi, i veterani debbono lottare contro problemi che superano nettamente la media delle difficoltà di ordine quotidiano in un altrettanto normale contesto di civile convivenza. Anzi, si ritrovano in condizioni di prossimità con la povertà assoluta, in giro come dei senza casa, per non dire poi, dei problemi di natura psichica e psicologica come la PTSD (Sindrome da Disordine Post Traumatico) ed infine la altrettanto drammatica condizione di prossimità al suicidio. Ogni anno, l’11 dicembre diventa così motivo di riflessione su tutta questa ampia e dolorosa condizione comune a tutti loro ed ogni anno si è costretti a constatare che nulla è cambiato rispetto agli anni precedenti, nonostante il mare di parole di circostanza che vengono profuse come sempre in occasioni di questa portata.

Una piccola ma concreta differenza per i veterani tra il 2018 e il 2019 è che la canapa è ora legale. Una manciata di veterani ha approfittato delle nuove leggi sulla canapa e sta lavorando nel settore per avviare aziende che operano nel settore della canapa e aumentare la consapevolezza dei problemi che riguardano i veterani. Spesso questo include il sostegno all’accesso dei veterani alla cannabis, la stessa pianta della canapa ma con più dello 0,3% di THC, livello che è ancora limitato sotto la proibizione federale. Include anche la sensibilizzazione sul potenziale dei farmaci cannabinoidi derivati dalla canapa per aiutare a guarire una varietà di malattie comuni tra i veterani, come la depressione e il dolore. I sei prodotti realizzate dalle società di proprietà dei veterani presentati al pubblico in occasione del Veterans Day sono: 

Relieve Salve realizzato da Sana Botanicals, si tratta di una soluzione unica nel suo genere; non è come il classico burro classico da spalmare nella forma di pomata, è gelatinosa e colorata giallo brillante con un aroma caratterizzato dalla curcuma che contiene. Ma una volta superata l’insolita consistenza, si troverà che è un bel prodotto che viene facilmente assorbito dalla pelle senza lasciare un residuo untuoso. Contiene mentolo e aloe (oltre ad un’altra dozzina di essenze) insieme a CBD è offre una certa sensazione di fresco quando viene strofinata ma scalda molto facilmente.

Transdermal Patch prodotto da Warfighter Hemp, uno dei partner di HEMP, ha la missione di migliorare la qualità della vita dei veterani, per cui la maggior parte dei propri prodotti sono dedicati alla cura del dolore con prodotti a base di cannabis contenenti sia THC sia CBD, i prodotti Warfigher vanno dai prodotti a spettro completo (che contengono tracce di THC) a prodotti a zero-THC.

Olio Full Spectrum CBD prodotto da UnCanna, la storia di questo Marchio è l’esempio perfetto delle prospettive che i veterani hanno utilizzato per giungere alla produzione di derivati dalla lavorazione della canapa. Coby Cochran, il fondatore di UnCanna ha rifornito per più di 10 anni l’Esercito USA ed ha avviato la attività specifica nel 2018 quando un paio di suoi amici si sono suicidati.

Hemp Agave Nectar prodotto da Pure American Hemp. Tutti sappiamo che è una idea alquanto stramba quella di aggiungere olii estratti da canapa al nettare di agave. Ma molti erano curiosi a proposito di questo prodotto, così lo si è sottoposto a un test preventivo. Si presenta in un flacone insolitamente grande, più di mezzo litro, quindi è certo che duri a lungo. Solitamente piace usare l’agave nelle ricette per sostituire lo zucchero raffinato e oltre a questo nettare di agave, il sapore di canapa aggiunge un po’ di spirito curioso a base di erbe per regolare un po’ la dolcezza.

AC Diesel CBD Crumble prodotto da Extract Labs. Questo crumble a base di CBD non è per i deboli di cuore o per quelli che per la prima volta si trovano a consumare cannabis e prodotti di canapa, perché per consumarlo, deve essere tamponato o vaporizzato. Ma per quei consumatori che si sentono a proprio agio con le pastiglie, un prodotto come questo concentrato di CBD riempito di deliziosi terpeni è una gradita pausa dall’intensa esperienza del THC. Extract Labs con sede nel Colorado, fondata dal veterano di svariati combattimenti Craig Henderson, ha un vero e proprio programma per i veterani che offre il 25% di sconto delle loro tinture, attualità, cannabis frantumata e sbriciolata.

Lozione Amelia’s Soothing prodotta da Veedverks. Questa lozione pluri-premiata si presenta in tre differenti tipi. Vi è una versione senza profumi, una versione rinvigorente con un sentore di limone, ed una versione rilassante con un sentore di lavanda. E’ stata sottoposta a test di valutazione la versione al profumo di lavanda che è stata proprio quella che ha conseguito il premio Connoisseur Cup nel Colorado.

 

Stati Uniti

Una ricerca mostra che i consumatori hanno dubbi sulla sicurezza dei prodotti CBD

In una recente ricerca condotta da YouGov per la Joy Organics del Colorado, più della metà degli intervistati ha ammesso di avere delle preoccupazioni a proposito della sicurezza dei prodotti a base di CBD, nello specifico, a causa del potenziale contenuto in termini di pesticidi o metalli pesanti. Una ricerca svoltasi nel Colorado nel settore CBD e realizzato per conto della società Joy Organics e attuata da YouGov, il 18 per cento dei rispondenti al sondaggio ha affermato di essere ‘molto preoccupato’ ed il 26 per cento si è detto ‘non molto preoccupato’; il 26 per cento del sondaggio si è detto ‘nient’affatto preoccupato’.

Tuttavia, una grande maggioranza di quelli interrogati -l’81 per cento- ha detto che attualmente non usano prodotti CBD. Solo l’11 per cento ha detto che attualmente usano tinture CBD, mentre l’8 per cento ha detto che hanno vaporizzato CBD e il 4 per cento usato altri prodotti, senza nome. La preoccupazione principale tra coloro che sono stati intervistati (31 per cento) era circa i contaminanti come pesticidi e metalli pesanti nei prodotti, mentre il 29 per cento degli intervistati ha detto di essere preoccupato per gli ingredienti aggiunti dannosi, come le essenze profumate per gli estratti da svapare. Un altro 23 per cento ha detto che erano preoccupato per il consumo accidentale di CBD sintetico e il 14 per cento riferisce di temere che il CBD possa essere dannoso per il corpo.

Darcie Moran, direttrice della garanzia di qualità al Joy Organics, ha detto che «il sondaggio mostra come molti consumatori semplicemente non sanno che cosa stiano mettendo nel loro corpo o quali marchi di fiducia stiano usando». Ha avvertito che i consumatori possono meglio identificare le marche di alta qualità controllando le liste degli ingredienti e cercando i prodotti che fanno chiaramente leggere le indicazioni curative, in modo da distinguere quelle che non sono conformi alle norme della Food and Drug Administration. «La linea di fondo è questa: se un’azienda non fa test attraverso laboratori di terzi e pubblica i risultati di ogni lotto, non si può sapere che cosa contengono i loro prodotti. La canapa è un noto bioaccumulatore, il che significa che ha una speciale capacità di assorbire contaminanti nel suolo, contaminanti che possono poi finire in prodotti derivati dalla canapa», ha affermato la Moran, in una dichiarazione ufficiale.

La società suggerisce che molti consumatori che svapano prodotti CBD potrebbero essere un passo indietro rispetto all’uso con la recente serie di malattie polmonari si ritiene che siano collegati allo svapare. Si ritiene che la maggior parte di queste malattie sia collegata a prodotti contraffatti a base di vapore nei mercati illeciti. La struttura Appalachian Biomass Processing creerà 13 posti di lavoro e riceverà una sovvenzione di 25.000 dollari dal fondo di sviluppo del Governatore per l’Agricoltura e le Industrie Forestali che sarà affiancato dalla Contea. Il Governatore Ralph Northam (Democratico) ha affermato che l’industria della canapa «oggi apre una vasta ricchezza di opportunità per arrecare nuovi posti di lavoro e nuove imprese» nello Stato. Ha aggiunto che la struttura «svolgerà un ruolo chiave nel contribuire a creare un mercato altamente atteso per i nostri agricoltori e per i produttori industriali di canapa».

 

Stati Uniti

Apre in Virginia una industria di estrazione e lavorazione di fibre vegetali di canapa

La prima industria che lavora le fibre di canapa della Virginia, apre a breve a Wythe County, una struttura produttiva che si stima possa investire 894.000 dollari in quel sito industriale e ottenere più di 6.000 tonnellate di canapa nell’arco di tre anni, come peraltro confermato dagli Uffici del Governatore nella scorsa settimana. La struttura sarà il primo centro industriale di lavorazione delle fibre di canapa nello Stato a seguito del passaggio della Farm Bill federale lo scorso anno, che ha rimosso la canapa dal Controlled Substances Act. Il Governatore Ralph Northam (Democratico) ha affermato che «l’industria specifica della lavorazione della canapa apre nuove e crescenti prospettive che creeranno opportunità nuove per il mondo del lavoro nello Stato». Ha poi aggiunto che l’apparato industriale della Virginia giocherà un ruolo chiave nel creare un nuovo mercato avanzato per tutti i coltivatori locali e tutto l’indotto della coltivazione della canapa.

Susan Moore, proprietario della Appalachian Biomass Processing e nativo della Wythe County, ha detto in una dichiarazione che lo Stato e la Contea forniranno sovvenzioni per lo sviluppo del business specifico ed aiuterà la società «a creare un settore completamente nuovo per la regione». L’azienda utilizzerà una macchina specializzata nello stripping per elaborare balle di steli di canapa in due prodotti agricoli grezzi finali, fibra di basco per l’industria tessile e l’Hurd, per l’uso nella forma di lettiera animale. Il Segretario per l’Agricoltura e le Foreste, Bettina Ring, ha notato che ci sono più di 1.100 coltivatori di canapa registrati nello Stato ed ha detto che avere l’infrastruttura per la trasformazione «e mercati forti in cui venderlo sono fondamentali per cogliere il suo potenziale».

La Virginia ha legalizzato la produzione di canapa nel 2017 -prima delle riforme federali- e la scorsa settimana il Dipartimento USA per l’Agricoltura ha rilasciato una apposita bozza di leggi per l’industria del settore specifico.

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