Politica Esteri

Sudafrica sugli scudi, dopo le revisioni di legge che liberalizzano la cannabis La settimana della canapa nelle testate estere, dal 24 al 28 settembre

Una settimana caratterizzata da una relativa euforia in Sudafrica, soprattutto dopo il pronunciamento dell’Alta Corte di Giustizia che ha consentito un prolungamento di due anni affinché il Legislatore possa rivedere la materia e consentendo a chi intenda coltivare cannabis di poterlo fare -fatte salve le precondizioni di legge- senza incorrere in arresti o infrangendo alcuna legge in merito tra quelle oggi in essere nel Paese. La questione è molto importante al giorno d’oggi anche negli Stati Uniti dove si dibatte con intensità, poiché alcuni Stati hanno liberalizzato la cannabis e la possibilità di accedere a forme light di marijuana mentre altri non lo hanno ancora fatto e non ancora hanno deciso in merito. Questa incertezza legislativa ha un certo peso sulle volontà degli investitori che temporeggiano prima di capire cosa la legge consenta sul territorio federale e questo significa mancati investimenti negli USA e investitori che dirottano i propri capitali verso altre zone del Mondo. In Australia una società ha creato e immesso sul mercato un kit per la preparazione di latte di Canapa in casa, cogliendo una fetta notevole del mercato nazionale e potenzialmente globale. Negli Stati Uniti una società sta testando la somministrazione di fumi da cannabis per sedare le aragoste e ridurre la loro sofferenza durante la cottura al vivo in acqua bollente. Una società australiana ha messo a punto un chewing gum che rilascia effetti terapeutici nel cavo orale, nella terapia del dolore e nella protezione dello stomaco

 

Sudafrica

Sono ancora tante le barriere che impediscono la piena fase di esplosione dell’industria della Canapa in Sud Africa ma la recente decriminalizzazione di tutte le forme di cannabis decisa nell’ultima settimana dalla Corte Costituzionale nazionale ha aperto nuovi panorami nelle speranze che sono correlate alla coltivazione specifica, come affermano tutti gli attori sulla scena del settore della cannabis e fermo restando l’atteggiamento attendista circa la definizione dell’apparato legale che dovrà regolamentare questo settore così complesso. Tony Budden, attivista pro-Cannabis di lungo corso in Sudafrica ha affermato: «Tutto ciò, accoppiato con la recente mossa del Dipartimento Sudafricano del Commercio e dell’Industria DTI, sostiene il Sud Africa sulla strada di una economia della Canapa in grande crescita». Il Dipartimento sudafricano del Commercio e dell’Industria ha recentemente annunciato che sta facendo ricerche sul potenziale della Canapa in un certo numero di applicazioni e settori, in questo scenario, il Ministro Rob Davies a sua volta, conferma che il suo Dipartimento riconosce che l’Africa può diventare certamente un attore innovativo sul mercato della Canapa in così forte ascesa a livello globale.

Altre iniziative sono in fase di avanzato sviluppo mentre il giudizio della Corte è in arrivo allo stesso tempo del Concilio per lo Sviluppo della Cannabis del Sud Africa CDCSA, un nuovo corpo industriale, che sta celebrando i suoi vertici con un festival in Chintsa, Eastern Cape, una delle Provincie più povere del Paese ma famosa per la sua grande produzione di Cannabis. Il Concilio per lo Sviluppo della Cannabis del Sud Africa ha lo scopo di creare una cornice di riferimento aperta ed agile per la produzione di Cannabis e per la sua incentivazione per valorizzarne la sua intera catena produttiva ed al contempo sostenendo e supportando la politica gestionale che conduce al ridisegno degli assetti giuridico-legali in materia. Nello stesso tempo, il Dipartimento dell’Agricoltura, Foreste e Pesca del Sud Africa ha annunciato di aver creato un team interdipartimentale per aiutare il legislatore nella definizione della cornice operativa dell’industria della Canapa.

Senzeni Zokwana, Ministro per l’Agricoltura intervistato di recente da news24.com ha affermato: «Molti progressi sono stati conseguiti in termini di allineamento con le esigenze della produzione di Canapa, così come nei campi della ricerca, dello sviluppo tecnico, per la fattibilità commerciale e altre materie correlate». Jason Law, del Concilio per lo Sviluppo della Cannabis in Sud Africa si è detto gratificato dal pronunciamento della Corte Costituzionale ma che ancora tanto deve essere realizzato per vedere una imprenditoria ed una produzione stabile per la Cannabis in Sud Africa. Per questo consiglia al Legislatore ed a tutte le parti coinvolte in sede nazionale di considerare lo sviluppo agricolo una priorità. Se anche le Provincie meno sviluppate avranno a cuore questa produzione, si può finalmente dare una risposta valida e costruttiva alla povertà rurale. Al Sud Africa -sulla carta- non manca nulla per essere uno dei leader mondiali nel settore dell’industria della Canapa, vista la ricchezza della propria produzione, la estrazione di cannabinoidi, la produzione e commercializzazione di CBD e la creazione di altre specie di cannabinoidi come THCV, che è specifica del Sudafrica e ve n’è una relativa abbondanza.

 

USA

La crescita dell’industria della Canapa ed i dati statistici fortemente discordanti sulla sua crescita

Si apre un ampio dibattito, in questi giorni su dati fortemente contrastanti relativi ai tassi di crescita dei mercati della Cannabis negli Stati Uniti. Il fatto che il raggio delle stime sia così ampio non è cosa di poco conto, in quanto una visione chiara sui reali tassi di sviluppo dell’industria della Canapa è condizione necessaria perché gli investitori decidano di conseguenza. Brightfield Group, società di ricerca con sede a Tampa, Florida, recentemente ha affermato a Rolling Stone, di stimare che i mercati Cannabis e Cannabinoidi CBD avranno vendite pari a 22 bilioni di Dollari USA entro il 2022. Ma altre stime, nello stesso segmento di analisi, divergono nettamente. Statista, un portale statistico molto stimato tra le società blue-chip comprese le imprese produttrici di beni caratterizzate da consumatori ad alta velocità, ha mostrato proiezioni statistiche relative ai mercati CBD che cresceranno gradualmente fino a raggiungere $1.8 bilioni USD entro il 2022. In linea con l’ente di ricerca sulla Cannabis New Frontier Data Hemp Business Journal che nel 2016 aveva stimato che il mercato sarebbe cresciuto di $2.1 bilioni USD entro il 2022.

Mentre tutte le parti interessate negli USA considerano la reale apertura del mercato connessa al passaggio entro quest’anno della Legge Agricola, un cambiamento realmente epocale, alcuni attori veterani della scena industriale affermano che le stime di Brightfield  sono ancora quelle poste più in alto. «Ventidue bilioni sembra essere una stima effettivamente alta, specialmente se la si compara con altre stime e numeri», ha affermato Daniel Kruse un consulente veterano della Società HempConsult GmbH con sede a Dusseldorf, Germania, il quale ha notato -ad esempio- che l’intero mercato delle forniture alimentari degli Stati Uniti è proiettato verso il generare solo $57 bilioni entro il 2024, ben distanti quindi dai 31.7 bilioni del 2016, secondo Statista. «E’ vero che più e più persone abbandonano i farmaci e sono in cerca di rimedi naturali e questo -nei fatti- è un grande potenziale per il mercato CBD», ha aggiunto Kruse sollecitato dai media. Ma le leggi sono ancor oggi il peggior ostacolo, ha affermato lo stesso Kruse che ha anche additato le incertezze nei pronunciamenti relativi alla legislazione di settore e le decisioni che sono state via via intraprese in chiave sempre più restrittiva dalla US Food and Drug Administration FDA soprattutto come ostacoli che impediscono un reale sviluppo del quadro specifico CBD. Brightfield ha riferito a Rolling Stone che la sua previsione è basata sulla cosiddetta esplosione‘ del mercato dei prodotti per la salute e la bellezza e che incorporano CBD ed ha anche indicato un trend in veloce crescita tra i consumatori che utilizzano prodotti con CBD nello sport così come nella cura di artrite ed altre patologie che normalmente sono trattate con prodotti di sintesi. Generalmente le stime, al di là delle forti differenziazioni nelle valutazioni nel breve e medio periodo in termini di previsioni, tendono a mostrare un mercato in forte espansione non solo sul territorio USA ma anche a livello globale. Solo il competitor che si presenterà più agile sulla scena mondiale riuscirà a sopravvivere.

Per questi motivi tra i produttori, coltivatori e distributori di prodotti per il mercato CBD sia medicale sia a scopo ricreativo, il mercato internazionale ha bisogno di punti chiari in ambito legislativo per conoscere bene cosa si può produrre e commerciare e cosa non è legalmente approvato. Il caso degli USA è esemplificativo, in chiara divisione tra Governi degli Stati singoli che via via approvano la produzione e commercializzazione di Cannabis sia a fini di terapia medicale sia a scopo ricreativo regolamentato da una parte e dall’altra Governo FederaleAmministrazione USA attuale apertamente instradata in direzione contraria. Questo clima di incertezza, in special modo in ambito legislativo può avere effetti molto nocivi per lo sviluppo della produzione e del commercio.

 

Australia

Prodotto il primo kit per ottenere latte di canapa fatto in casa

La società australiana Primary Hemp ha realizzato quello che viene già definito il primo latte ‘Mylk’ in kit DIY a base di canapa per tutti coloro che vogliano prepararsi un latte di canapa a casa.  L’interesse verso il latte di canapa è recentemente aumentato molto velocemente fino a quando in Australia è stato emesso un divieto specifico e verso altri prodotti derivanti dalla lavorazione di semi di canapa che è stato poi esteso fino all’anno corrente. Il latte di canapa è ottenuto da semi di canapa sgusciati (privati della pellicola esterna previamente) che sono poi immersi in acqua e tenuti in ammollo. A parte la attrattività del prodotto per coloro che non desiderano o non possono assumere Caseina, il latte di canapa è nutritivo, in effetti ha zero colesterolo, tutti i 10 amminoacidi essenziali, Vitamine D, B, A, B2 e B12, Omega 3, 6 e 9. Sembra che il latte di canapa voli via dietro le richieste sempre più pressanti del mercato dagli scaffali dei punti vendita di settore, così la Australian Primary Hemp ha avuto in mente l’idea di rendere disponibile un kit che consenta di prepaparsi del latte di canapa direttamente in ambiente domestico.

«Il nostro kit DIY Hemp Mylk kit permette ai consumatori di prodursi latte di canapa fresco nella propria abitazione e nella cucina di casa. Non è solo latte di Canapa altamente nutritivo e fonte di Omega 3, 6 e 9 ma è anche fortemente rispettoso dell’Ambiente», ha affermato Skye Patterson di Australian Primary Hemp. E’ lo scopo principale della Società quello di commercializzare in Australia i prodotti di alta qualità derivanti dalla lavorazione della Canapa da collocare e superare il livello dell’offerta media del settore commerciale specifico, oltretutto con prodotti australiani al 100%. Il kit contiene una bottiglia da latte, 100 g di Semi di Capana, un sacchetto di Latte estratto di Canapa, le Istruzioni. Il costo attuale del kit è di $29.99 al quale va sommato il costo della spedizione che è da calcolarsi intorno ai $10 aggiuntivi. E’ possibile anche acquistare una confezione meno costosa ed alternativa, si tratta di semi sempre della Australian Primary Hemp al costo di $28,50 per 500 grammi, più spedizione. Vi sono persino dei tutorial video su Youtube per aiutare i consumatori a preparare tutto in casa, senza particolari stress.

Per quanto riguarda la denominazione, poiché vi è stata qualche turbolenza tra i produttori di derivati dal latte vaccino, per i quali il termine ‘milk’ (latte) è termine proprio e stabilito per legge, tutti i produttori dell’indotto della Canapa hanno così preferito usare l’assonanza mylk per distinguere ciò che -invece- è prodotto dalla lavorazione dei semi di canapa. La distinzione nel termine consente anche ai consumatori di tenere bene a mente la diversità di quanto prodotto dai caseifici e quanto invece, è prodotto dall’industria della Canapa. Fin dalla sua fondazione nel 2016, Australian Primary Hemp si è sviluppata in una delle più grandi imprese produttrici della Nazione in Canapa locale. Con base a Geelong, Victoria, la sua Canapa è coltivata in terreni collocati nella parte occidentale dello Stato, con partner in Tasmania, Nuovo Galles del Sud, Victoria e Australia del Sud.

 

USA

Aragoste sedate con marijuana per addolcire la loro morte cotte in acqua bollente mentre sono ancora vive

Immergere le aragoste in acqua bollente per poi mangiarle fresche in ristoranti a la page, è spesso sembrata una crudeltà infinita anche per chi di questo tipo di crostacei è appassionato a tavola. E così, alcuni si sono sperimentati nel trovare una qualche soluzione che fosse più ‘umana’ nel cuocere questa pietanza ricercata. Anche attraverso l’uso della cannabis. Generalmente, una via ‘classica’ per evitare la cottura da vive in acqua bollente è stata quella di passare prima le aragoste, scampi e gamberi in freezer per un breve periodo prima di immergerle in acqua bollente. Charlotte Gill della Charlotte Legendary Lobster Pound del Maine, negli States,  ha identificato un’altra soluzione.

Un report pubblicato all’inizio del mese su Mount Desert Islander recita: «In un test sperimentale per verificare gli effetti della cannabis sulle aragoste, l’aragosta Roscoe è stata collocata per alcuni minuti in una scatola con circa due pollici d’acqua al fondo. Successivamente fumi di marijuana sono stati insufflati nell’acqua al fondo della scatola. L’ipotesi di Gill è che questo trattamento possa sedare gli animali e potrebbe così rendere la loro morte meno traumatica». A questo punto, ci si è chiesti: 1) le aragoste hanno recettori per i cannabinoidi? 2) Se è così, quali tipi di effetti possono avere i cannabinoidi sulle aragoste? Infatti, non tutti gli animali reagiscono allo stesso modo a THC, ad esempio, i cani sono particolarmente sensibili a THC che può creare anche effetti indesiderati.  Mentre i mammiferi, gli uccelli, i rettili ed i pesci hanno recettori ai cannabinoidi, la loro presenza negli invertebrati è ancor oggi oggetto di controversie a causa di effetti contrastanti. In riferimento al punto 1 il report suggerisce che le aragoste hanno recettori ai Cannabinoidi. In relazione al punto 2 lo stesso documento asserisce che «Per quel che concerne i crostacei, il THC sopprime l’attività dei legami neuromuscolari nelle aragoste H. americanus (Prova Livello II, Turkanis & Karler, 1988)».

La giunzione neuromuscolare si riferisce alle sinapsi tra un neurone motore ed una fibra muscolare scheletrica. Una caduta dell’attività potrebbe prevenire la contrazione dei muscoli, forse mostrando che l’aragosta non stia provando dolore. Vi sono molte questioni irrisolte circa questa metodica, compresa quella al dubbio se la somministrazione attraverso l’insufflazione di fumi consenta alle aragoste di ingerire THC ma una cosa è certa, ha creato grande interesse nella Charlotte’s Legendary Lobster Pound. Ha anche ottenuto l’attenzione del Governo statale, che in relazione al business ha chiesto al ristorante di non andare avanti col fornire aragoste cotte con la sedazione attraverso l’uso di cannabis alla propria clientela. Poiché si tratta di una richiesta e non di una specifica direttiva, in aperto desiderio di rispettare le regole in atto al momento in questo settore, il business ha slittato la pianificazione di fornire alla propria clientela aragoste sedate con cannabinoidi prima della cottura al vivo ed ha spostato la data della propria particolare modalità di cottura al mese prossimo. «Dopo essere stati contattati dalle Autorità dello Stato e in ossequio alla normativa in atto in questa specifica materia (apportando quindi variazioni minime alla nostra operatività interna e procedure) siamo completamente fiduciosi che a breve saremo in grado di procedere come pianificato», ha affermato il reparto produzione su questo tema.

 

Australia

Messi a punto chewing gum a base di cannabinoidi per trattamenti medicali

L’industria delle cannabis medicale sta creando ogni specie di curiosa partnership, compresa questa specifica esperienza in Australia. Impressions Healthcare (ASX:IHL) è una impresa manifatturiera australiana e fornitrice di paradenti che produce in propri laboratori dentali nel territorio di Victoria. La società potrebbe a breve anche distribuire prodotti a base di cannabinoidi attraverso l’Australia e la Nuova Zelanda se tutti i piani messi a punto si svolgeranno secondo quanto finora previsto. La società ha sottoscritto una lettera d’intenti ed un accordo in esclusiva con la società americana AXIM Biotechnologies. I prodotti di AIXM comprendono anche CanChew Gum. La gomma, con ingredienti derivati dalla Canapa industriale è per gran parte basata su Cannabinoidi con alto livello di sostanze non psico-attive e con basso livello di THC. Il sito web di CanChew non inserisce alcun chiarimento pubblicitario su quale ampio spettro di olio di Canapa sia usato per rendere il prodotto utile ed operativo con alcuni alimenti a causa delle leggi FDA che regolamentano questo settore (la società classifica la gomma come nutraceutica piuttosto che farmaceutica) ma il sito AXIM suggerisce CanChew per il trattamento della Sindrome da Colon Irritabile IBS.

Un altro prodotto, CanChew RL andrà ora nella sua fase di trial clinici per trattamenti della Sindrome da Gambe Senza Riposo. Il prodotto farmaceutico più caratterizzante di AXIM, MedChew Rx è in via di ingresso nella sua fase trial indirizzando i test sul trattamento del dolore e la spasticità nei pazienti con sclerosi multipla. Al fine di pianificare la distribuzione dei propri prodotti in Australia e Nuova Zelanda, la Società collaborerà anche allo sviluppo di nuovi prodotti, compresi quelli correlati alle patologie che colpiscono la bocca e la gola. In un comunicato aziendale ufficiale si scrive: «Impressions punterà sul marketing dei propri prodotti per la cura orale e sulle attività connesse per esplorare le opportunità di distribuzione in un vasto raggio di prodotti AXIM e sui prodotti terapeutici man mano che l’opinione pubblica sulle terapeutiche basate su trattamenti a base di cannabinoidi migliora».  Axim ritiene sia essenziale per la Società focalizzarsi sul catturare i mercati internazionali in questo stadio della propria crescita. «La collaborazione sullo sviluppo di nuovi prodotti e la ricerca di approvazioni di legge adatte sono la via migliore per espandersi nei nuovi mercati e noi siamo felici di aver incontrato partner adatti che si sosterranno in questo processo di crescita», ha affermato George E. Anastassov, Capo Ufficio Esecutivo di Axim Biotech. Axim è stata conglobata nel 2010 da Axim International, Inc. ma nel 2014 ha cambiato la propria denominazione in Axim Biotechnologies, Inc.

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