Politica Esteri

Stati Uniti sempre al limite del dubbio sulla cannabis: legalizzare oppure no? La settimana della canapa nelle testate estere, dal 22 al 26 ottobre

Stati Uniti ancora divisi al proprio interno tra Stati che hanno legalizzato la marijuana e Stati che si oppongono nettamente a tale linea di pensiero. Il dibattito attraversa gli schieramenti politici, in quanto vi sono esponenti parlamentari dei Repubblicani che si sono schierati apertamente a favore della legalizzazione mentre esponenti dei Democratici avanzano parecchi dubbi sia di natura giuridico-legale sia di tipo ideologico. Intanto in Israele i pazienti che hanno ottenuto accesso alle terapie mediche a base di cannabis scendono in protesta in strada poiché il Governo in carica vuole introdurre una stretta su quel tipo di cure mediche a base di CBD, il che -si teme- potrebbe innescare anche un innalzamento dei costi che ricadrebbe ulteriormente sulle spalle di quei pazienti che finora hanno dimostrato di aver ottenuto grandi benefici in specie nella Terapia del Dolore. Ne approfittano i vicini beduini del Deserto del Negev che hanno sostituito l’hashish con la cannabis illegale e la spacciano sul territorio israeliano, rifugiandosi al confine con l’Egitto in strutture mimetizzate. In Australia, invece, vince la curiosità, il mondo del commercio e del pragmatismo, nasce così un’altra linea di prodotti realizzati con birra a base di canapa.

 

Stati Uniti

Legalizzazione sì, legalizzazione no, dibattito sempre acceso, il caso dell’Indiana

Il dibattito relativo alla legalizzazione della marijuana negli Stati Uniti è ancor oggi un territorio parecchio diviso tra chi è pro e chi è contro. Alcuni Stati hanno approvato la legalizzazione soprattutto per il versante applicativo in termini medicali, altri hanno però seguito una linea di tendenza tradizionalmente ostativa nei confronti della marijuana sia a scopo terapeutico sia a scopo ricreativo. E’ quello che sta accadendo negli ultimi giorni nello Stato dell’Indiana, dove il clima della discussione s’è fatto particolarmente acceso e dove sia coloro che compartecipano i processi decisionali, ovvero il fronte politico e parlamentare sia coloro che sono annoverati nelle file degli opinion leader, stanno dibattendo con particolare fervore.  In effetti, in quello Stato sono stati fatti almeno due tentativi nella direzione della legalizzazione, in specie per quel che riguarda la marijuana a scopo medicale. Con un ultimo tentativo vicino alla sua conclusione nel 2015. La Commissione di studio estiva che s’è tenuta alcune settimane fa s’è anch’essa divisa tra i due opposti fronti l’un contro l’altro avversi. Tra i sostenitori vi è da menzionare Jim Lucas, del Partito Repubblicano dello Stato dell’Indiana, il quale in tal proposito, come riportato da WISHTV, ha affermato: «Questo è uno di quei temi da dentro o fuori ma l’Indiana ha bisogno di risolvere la questione ed io vi do la mia parola che mi impegnerò perché questo accada». Nel suo sito web personale, il parlamentare asserisce che la legalizzazione della cannabis ad uso medicale è da lui considerata una delle priorità dell’azione politica. Il parlamentare repubblicano ha anche aggiunto: «La ricerca condotta da università degne di stima, e le decine di altri Stati che hanno già approvato la legalizzazione, dimostrano i positivi e molteplici effetti esplicati di questa pianta, oltretutto senza gli effetti collaterali, tossici e dannosi o la numerosità di additivi richiesti dai farmaci in commercio e che vengono normalmente prescritti al giorno d’oggi».

Tra coloro che si sono opposti con maggior forza finora alla legalizzazione della cannabis vi è la Associazione Medica dello Stato dell’Indiana che ha ribadito la propria netta opposizione alla eventualità della approvazione di una legge che consenta la legalizzazione della cannabis in ogni direzione, anche medicale. Sebbene affermi di addurre ampia comprova e ricerca scientifica a sostegno del proprio punto di vista, tema dove però, la Comunità Scientifica internazionale è altrettanto divisa al proprio interno.

Nella popolazione dello Stato, però, secondo recenti sondaggi, vi è ampio appoggio al fronte della legalizzazione, con percentuali che vedono il 73 per cento a favore ed il 25 per cento contraria, almeno stando ai dati del 2016, gli effetti attuali della approvazione effettuata in altri Stati ed in altri Stati degli  USA potrebbero aver spostato queste percentuali ulteriormente a favore del fronte favorevole alla legalizzazione della cannabis ad uso medicale.

Nello Stato dell’Indiana vi è una inveterata tradizione circa la cannabis. Nell’Aprile 2017, ad esempio, il Governatore Eric Holcomb, approvò ufficialmente una legge specifica che consentiva l’uso dei cannabinoidi CBD per porre sotto controllo i movimenti incontrollati derivanti da epilessia. Quella legge poi è entrata in piena operatività lo scorso mese di Luglio 2017. Nonostante tutto questo, l’applicazione di CBD ha dovuto comunque sfidare molte opposizioni anche in ambito giuridico-legale, soprattutto dopo il declassamento in ambito medicale con l’inserimento della cannabis a sostanze prescritte nella Scheda I. Poi, nel mese di Marzo dell’anno corrente, il Governatore Holcomb ha firmato una legge che autorizza tutti coloro che ne fanno richiesta di accedere all’applicazione di CBD e prodotti derivati, come olii ed estratti. L’olio CBD deve naturalmente essere estratto da cannabis sativa che è consentita dalla definizione di canapa industriale e contiene non più dello 0,3% di THC, oltre ad altre sostanze controllate e legali. Mentre lo status di CBD è stato finalmente chiarito nello Stato dell’Indiana, sembra che al momento sia tutt’altro che chiarito il panorama applicativo riguardante altre forme di cannabis medicale ammissibili nel loro uso sul territorio dello Stato.

 

Stati Uniti

California, il Governatore ha firmato una legge che consente la coltivazione di canapa per la prima volta nello Stato

Il Governatore della California, Jerry Brown ha recentemente apposto la propria firma ad una legge che renderà più semplice per i contadini la coltivazione di canapa industriale a scopo commerciale. Il Senatore Scott Wilk, Repubblicano, sponsor della Legge del Senato 1409, ha affermato -nel corso di una conferenza stampa- che la nuova legge consentirà alla California di proseguire con un suo proprio programma pilota nel settore della canapa. «Questa è una grande vittoria per i nostri coltivatori», ha affermato Wilk, il quale ha poi aggiunto che la legge aiuterà lo Stato ad unirsi al novero degli attori che caratterizzeranno l’Economia della canapa nel corso del suo sviluppo industriale. Ora la California può competere con altre trenta Nazioni e 19 Stati nella crescita della canapa Industriale, ha aggiunto Wilk. «Questa è una vera e propria manna dal cielo per l’economia della California e per i contadini del nostro territorio», ha poi chiosato Wilk. Chris Boucher è l’Amministratore Delegato di Farmtiva, una compagnia integrata verticalmente operante nel settore CBD e per la selezione di sementi specifiche che ha appena completato la coltivazione di 55 acri di terreno destinato alla coltivazione di CBD nella Imperial Valley della California. Egli stesso ha riferito ai media specializzati che il testo di legge HB 1409 sulla canapa Industriale sta operando proprio in direzione della tentata legalizzazione della Canapa Industriale nello Stato USA. «Nel 2013 hanno approvato la legge SB 566 che era un approccio molto disorganizzato alla legislazione riguardante la Canapa, probabilmente una delle leggi di settore tra le peggiori in tal senso nell’intero Paese», ha aggiunto Boucher. Dal suo punto di vista, la Legge SB 566 comprende in sé alcuni problemi come i requisiti relativi all’impiantare ad alta densità, un divieto al piantare cloni ed un divieto su tagliare alcuna pianta e sui suoi componenti fino al raccolto. Dopo che la Legge Farm Bill del 2014 ha autorizzato i programmi pilota statali per la coltivazione di canapa, i legislatori statali hanno definito la Legge SB 566 ritenendola non compatibile con la nuova legislazione federale impedendo ulteriormente la coltivazione di Canapa in California. Su questo tipo di questioni, la Legge SB 1409 consente di piantare cloni, consente di piantare piante maschio ed il taglio di materiale vegetale della pianta come campioni per esami di laboratorio etc. I contadini possono anche piantare con una densità più bassa che consente una produzione di più alta qualità nelle sue infiorescenze. In precedenza la California non aveva consentito l’estrazione di CBD dalla Canapa, la legge SB 566 non ha legalizzato la produzione di estratti dalle piante.

In realtà, la California s’è sempre mossa in modo ambivalente sul tema della coltivazione della canapa, mentre il Governatore Scott Wilk acconsente ad alcune forme di coltivazione e di trattamento, il precedente Governatore Arnold Schwarzenegger è stato più apertamente posizionato sul fronte della chiusura verso la coltivazione della canapa , in specie per motivazioni legate ai dubbi relativi al potenziale vulnus di carattere giuridico-legale che una eventuale legalizzazione avrebbe potuto arrecare e per gli indecifrabili sviluppi che una tale legislazione avrebbe potuto avere nella California. Questo tipo di atteggiamento, che ha condotto ai veti contrari che finora si sono succeduti in materia tra i Governatori ed i legislatori dello Stato della California, ha finora determinato la complessificazione dello scenario legislativo statale in materia di coltivazione della canapa. Un fattore che, invece, mette un po’ tutti d’accordo, è quello legato ai potenziali vantaggi che tale coltivazione potrebbe arrecare alle casse dello Stato soprattutto per la sua redditività. Il Senatore Wilk ha affermato che il passaggio di questa legge potrà beneficiare la California ed i costituenti che essa rappresenta: «La canapa industriale utilizza meno acqua di tante altre colture ed ha bisogno di quantità minime di pesticidi. E’ utilizzata in 25.000 differenti prodotti e le imprese manifatturiere che utilizzano la canapa nei loro prodotti finali hanno deciso di stabilire la loro produzione nella Antelope Valley. Il passaggio della legge SB 1409 porterà ulteriori retribuzioni al personale addetto e creerà ulteriori posti di lavoro nel nostro Distretto».

 

Israele

Contestazioni e proteste in strada per la riforma del settore sanitario che prevede restrizioni nelle concessioni di licenze mediche per l’uso della cannabis medicale per curare i pazienti che l’hanno adottata e per il potenziale aumenti dei prezzi

Pazienti in rivolta fuori dall’abitazione del Vice Ministro per la Salute Yaakov Litzman a Gerusalemme, Polizia in assetto antisommossa e rischio di scontri in strada. Si tratta soprattutto di pazienti e parenti di pazienti in cura con varie forme di cannabis medicale utilizzata per la cura di differenti forme di malattia. Si tratta solo di un ulteriore passo nella escalation che vede contrapposti da una parte i vertici governativi e dall’altra ammalati e parenti di pazienti che hanno adottato la cannabis medicale per curare alcune patologie delle quali soffrono da tempo.  Il motivo del contendere è la riforma pianificata in questo settore specifico che viene ritenuta fortemente improntata alla riduzione dei dosaggi e che lascia libero spazio all’aumento incontrollato dei prezzi. La protesta fuori dall’abitazione del Vice Ministro Litzman viene dopo i tentativi di cancellare i piani del Ministero della Sanità di riduzione delle concessioni e licenze ma, attraverso la pressione delle Forze di Polizia, in buona sostanza non hanno sortito granché effetti. I pazienti si sono radunati all’angolo di Ha’azel Street nel quartiere Ezrat Torah a Gerusalemme dove vive Litzman ed hanno marciato davanti all’ingresso dell’abitazione dove hanno cominciato ad invocare il nome di Litzman perché venisse fuori a parlare con loro, tra vociare, urla e slogan di protesta. I pazienti hanno affermato: «La cannabis è una medicina, un problema di riforma», «Il popolo chiede la cannabis medicale» e «Litzman Litzmann svegliati, la pianta farà effetto».

Un gruppo di residenti ultra ortodossi del quartiere che hanno creato una separazione sulla strada che va verso l’abitazione di Litzman, è poi giunta sulla scena della protesta. Gli attivisti hanno organizzato la partecipazione dei pazienti Nir Yupatero, Meir Kadosh e Orin Penso. La Polizia s’è posta in difesa dell’abitazione dall’esponente governativo ma la situazione va avanti da tempo, il dibattito in Israele in materia di concessione dell’utilizzo della cannabis medicale nella cura di alcune forme di patologia e nel limitare il dolore, si è fatto via via sempre più surriscaldato e progressivamente stanno anche aumentando le distanze tra i due punti di vista contrapposti. In effetti, finora il Governo centrale ha posto una certa chiusura verso le varie organizzazioni sociali e civili che agiscono sul territorio nazionale israeliano mentre però la ricerca va avanti, anche in Israele dove non sono mancati effetti delle scoperte scientifiche di livello tutt’altro che trascurabile. Un paradosso, in una scena complessa e dove le voci si accavallano fino a giungere alla protesta plateale davanti all’ingresso dell’abitazione del Vice Ministro della Salute oggi in carica in Israele.

 

Israele

Cresce il mercato del contrabbando di canapa illegale al confine con l’Egitto, grandi guadagni per i beduini del Deserto del Negev

Il mercato della cannabis illegale sta vivendo una stagione particolarmente lucrosa per i beduini del deserto del Negev, macchine lussuose, denaro contante a fiumi in tasca. Clienti in aumento e prezzi in ascesa. Il commercio della cannabis illegale in Israele sta espandendosi ma soprattutto ad usufruirne in termini di capitali accumulati sono i beduini. Il contrabbando di hashish dal confine egiziano è quasi del tutto cessato dopo la costruzione delle linee di difesa in cemento ed al suo posto è in crescita la cannabis illegale coltivata nelle serre dei Beduini del Negev, quella che è diventata la principale fonte del mercato israeliano illegale in espansione che oggi oltretutto viaggia più facilmente grazie all’applicazione Telegram. A differenza dei coltivatori israeliani che si interessano soprattutto della produzione di cannabis in appartamenti ed in strutture chiuse, che implementano il processo alla luce del bisogno di strumentazioni dedicate, i beduini utilizzano le aree del Sud della Nazione con serre mimetizzate con coperture camouflage.

Secondo i servizi di intelligence israeliani i coltivatori beduini hanno cambiato le misure del loro commercio di cannabis in Israele. Hanno di fatto completamente mutato il mercato con variazioni anche del 10% sui prezzi ed è molto difficile riuscire a fermarli o bloccarli perché lasciano le donne a controllare le coltivazioni e loro usano jeep, moto e impianti radio per organizzare il trasferimento della cannabis dai luoghi della coltivazione ai mercanti nel centro della Nazione.

I beduini che coltivano la Cannabis nel Deserto del Negev sono anche responsabili -affermano gli esperti locali- del forte abbassamento dei prezzi della cannabis in Israele (nella stagione invernale alquanto calmierati, nella stagione estiva spiccano il volo). Tutti coloro che si interessano di commerciare la cannabis sanno ora di poter stracciare prezzi concorrenziali grazie alla competitività illegale dei beduini del Negev e questo sta letteralmente ridisegnando l’intero quadro dei prezzi della cannabis in Israele ma -correlativamente- sta anche destabilizzando il mercato interno, viste le facilitazioni illegali delle quali godono i beduini che coltivano la Canapa in località protette, mimetizzate ma pur sempre illegali.

 

Australia

Una birra a base di canapa, è boom nel Paese dei canguri

A breve un’altra birra a base di canapa riempirà gli scaffali dei locali adibiti alla sua vendita in Australia. Non si tratta di un lancio commerciale facile, viste le normative parecchio restrittive in questo ambito applicate in Australia, normative fortemente limitative su tutti i prodotti derivati dalla lavorazione della canapa nelle sue varie forme. Solo recentemente è stato rimosso il divieto sulla canapa e sulla coltivazione di sementi specifiche e vi è comunque un ampio novero di leggi che stabiliscono strettamente come si debba coltivare e come possano essere commercializzati tutti i prodotti della filiera specifica. Ad esempio, nessuna parte della pianta di canapa può essere specificata sul packaging dei prodotti a parte le sementi selezionate. Sembrerebbe che un paio di marchi proposti sono stati respinti dai legislatori così questi produttori hanno deciso di utilizzare un simbolo grafico della pace per alleggerire la questione. Il prodotto viene descritto: «… un gran numero di essenze con aroma di agrume umido, frutti tropicali e con nocciolo, con alcune venature speziate di bacche. Sentore di biscotto e pane tostato che conferiscono bilanciamento alle note vegetali resinose dell’olio di canapa e aroma di ossa di spezzatino». Per olio di canapa i produttori di birra intendono olio di semi di canapa, piuttosto che olio estratto dalle foglie o dai fiori, cosa che per legge è vietata. Un olio derivato dal seme di canapa immerso in acqua è stato sviluppato specificamente per questo tipo di prodotto.

Non vi è alcun dubbio che la birra attrarrà grande interesse sia tra i curiosi sia tra gli estimatori attenti alla birra ma l’incremento delle vendite non è il solo obiettivo per questo prodotto. «Vogliamo dare luce alla positività in termini di alimentazione salutare, sia nell’ambito del tessile, come materiale da destinare all’edilizia, ed infine come ingrediente per la realizzazione della birra», ha affermato il co-fondatore di Young Henrys, Oscar McMahon. «Se possiamo implementare il numero delle persone interessate alla canapa, ai suoi utilizzi e ai prodotti derivati e se possiamo interessare sempre più persone nei confronti di questo prodotto così incredibile e che meriterebbe ben altri e più numerosi utilizzi, allora, sì che potremo parlare di una birra di successo».

La birra Hemp IPA sarà disponibile alla spina e in lattina attraverso la catena distributiva di prodotti selezionati e grandi distributori, inizialmente in South Australia SA, Australia Capitol Territory ACT, Victoria, New South Wales NSW e Queensland. Hemp IPA non è la prima birra ad essere prodotta sul territorio australiano da quando è stato cancellato il divieto. Tra gli altri Marchi vi sono la Dr Weedy’s Hemp Ale e la Doss Blockos Hempire Hemp Ale. Le bevande di questa natura sono anche distribuite in tutto il Mondo visto che i bevitori di birra sono sempre alla ricerca di nuovi sapori ed esperienze ed hanno sempre uno spirito volto alla curiosità ed alla avventurosità.

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