Politica Esteri

Stati Uniti: l’Illinois legalizza la cannabis Rassegna stampa della canapa nelle testate estere, dal 24 al 28 giugno 2019

L’Illinois approva ufficialmente la legalizzazione della cannabis e diventa così l’11° Stato USA ad aver approvato il processo di legalizzazione. L’FDA si dimena ancora tra rimandi e necessità di includere tutte le novità e le innovazioni finora intercorse nel campo della cannabis, soprattutto in materia giuridico-legale. In Polonia si discute e si approfondisce il campo delle novità tecnologiche così come si constata la necessità di avere chiarimenti anche nella definizione del futuro della cannabis ad uso medicale. In Israele una recente ricerca dimostra che la stragrande maggioranza dei casi intentati verso minori a causa del possesso e consumo di droghe, in specie di cannabis, in realtà andrebbero derubricati poiché si tratta di uso personale

 

Stati Uniti

L’Illinois è ufficialmente l’undicesimo Stato che legalizza l’uso tra adulti e regolamenta con apposita legge la sua vendita nella legislatura corrente 

La nuova legge, firmata lo scorso martedì 25 giugno, spingerà anche alla revisione di 800.000 procedimenti per precedenti condanne conseguenti a reati connessi con l’uso di droghe.

Il Governatore dell’Illinois, J.B. Pritzker, Democratico, ha firmato la storica legalizzazione e la legge attuativa nella giornata del 25 giugno scorso rendendo, così, l’Illinois l’undicesimo Stato che pone fine al proibizionismo nei confronti della cannabis. E’ anche la prima volta che una legislazione statale ha approvato in modo indipendente le regolamentazioni per la coltivazione ad uso commerciale e la distribuzione di prodotti a base di cannabis per uso tra adulti. «In quanto primo Stato della Nazione a legalizzare pienamente l’uso tra adulti della cannabis con un apposito processo legislativo, l’Illinois mostra il meglio della democrazia: un impegno bipartisan e profondo per migliorare la vita di tutta la nostra popolazione», ha affermato il Governatore J.B. Pritzek nel corso di un intervento pubblico attraverso la rete ABC News. La legge per la legalizzazione dell’Illinois, che è stata approvata in Parlamento il 31 maggio scorso, entrerà in operatività il prossimo 1° gennaio 2020. Secondo questa legge, i residenti dell’Illinois i quali, con età da 21 a salire, avranno la concessione di acquistare e possedere fino a 30 grammi di cannabis, 5 grammi di concentrato di cannabis e fino a 500 milligrammi di THC come soglia massima prevista in prodotti derivanti da infusi che lo contengono. Le pene previste per possesso e spaccio saranno dimezzate per i non residenti come accade per i turisti. La legge è stata anche creata per includere disposizioni di vasta portata in materia di equità sociale: a partire dal 1º gennaio, chiunque sia stato precedentemente condannato per l’acquisto o il possesso fino a 30 grammi di cannabis può vedere quei crimini cancellati dalla loro fedina penale. Inoltre, una parte del gettito fiscale dello Stato sarà destinata alle comunità impoverite e alle comunità di colore, che sono state più colpite dalla proibizione

A differenza della maggior parte degli altri Stati USA, la legge per la legalizzazione della cannabis in Illinois non consentirà agli adulti di coltivare le proprie piante di cannabis in casa a meno che non si tratti di un paziente regolarmente registrato per l’utilizzo della cannabis medicale. 

La legge stabilisce un mercato regolamentato per la coltivazione, la produzione e la distribuzione della pianta, inclusa una vera e propria struttura di licenze e tasse che si espanderà sul modello della cannabis medica dello Stato

Tuttavia, secondo l’imprenditore del settore cannabis Kris Krane, Presidente e Co-fondatore della società con base a Chicago ‘4 Front Ventures’, questo approccio si tradurrà in gravi carenze di prodotto durante e oltre la fase di lancio del prodotto legalizzato sul mercato — un problema che in realtà, ha afflitto ogni altro Stato che ha introdotto la legalizzazione del mercato fin dall’inizio della sua introduzione in operatività giuridico-legale. «Il problema immediato è che queste imprese hanno costruito un’infrastruttura finalizzata alla produzione fisica progettata per soddisfare le esigenze di un mercato medicale di 70.000 persone» ha scritto Krane in un suo articolo pubblicato da ‘Forbes’. «Non sono nemmeno lontanamente attrezzati per soddisfare la domanda di mercato per 13 milioni di residenti e 58 milioni di turisti annuali nella sola Chicago».

Fino a quando la concessione di licenze sarà drammaticamente estesa, Krane mette in guardia sul pericolo per il quale, a breve, l’Illinois potrebbe diventare famoso come la “casa degli 800 Dollari di vendita all’oncia».

Il Governatore Pritzker ha svolto la sua campagna politica lo scorso anno, incentrandola fortemente sul tema della cannabis. Dopo aver vinto le elezioni per il Governatorato lo scorso novembre, ha affermato di voler vedere l’Illinois come il primo Stato USA nel Midwest ad aver legalizzato la produzione, commercializzazione e vendita della cannabis ad uso adulto sperando di battere il vicino Michigan, i cui elettori hanno optato per la legalizzazione nel 2018 ed il cui mercato sarà legalizzato si stima entro la fine del 2019.

 

Polonia

Strategie europee per il CBD: spunti di riflessione comunitaria

Un approccio su tre livelli per la regolamentazione del CBD in corso da parte della ‘European Industrial Hemp Association (EIHA) sarà sottoposto a discussione e studio nel corso del convegno ‘Il futuro della canapa medicale’ nei giorni 23-24 agosto 2019 presso l’ ‘Hemp Today Center nella sua sede in Polonia .

La direttrice manager EIHA, Lorenza Romanese, aggiornerà sullo stato della materia dei lavori presso la Associazione tenutisi a Bruxelles al fine di fissare un quadro generale di riferimento attuativo e realistico per il CBD a livello dell’intera Unione Europea.

‘Host Hemp Today’, ‘EIHA’, il noto marchio della Repubblica Ceka ‘Hempoint’ sono co-organizzatori del summit, dove si analizzeranno lo stato attuale delle cose e le opportunità nel settore CBD oltre alle ulteriori e potenziali grandi opportunità che si svolgono nei settori medicale, dell’alimentazione, degli integratori alimentari e nel campo della bellezza, del salutismo e campi affini sempre in considerazione dei prodotti derivati dalla lavorazione CBD. Lo sponsor principale dell’evento è il brand guida europeo ‘CannabiGold’, il cui Direttore Vendite Jacek Kramarz è tra i maggiori esperti che parteciperanno e guideranno il summit stesso.

L’EIHA ha proposto un approccio trilaterale sulla materia soprattutto in termini di regolamentazione e definizione dell’apparato giuridico-legale e normativo per tutta la tipologia di prodotti che contengono o sono derivati dalla lavorazione del CBD, rilevando l’attuale e fragile mosaico di norme relative agli estratti di CBD e di canapa nell’Unione europea, che ha messo in pericolo i mercati degli alimenti e degli integratori alimentari CBD.

Tra le raccomandazioni EIHA: ad alti dosaggi, i prodotti derivati da CBD potrebbero essere considerati medicinali e potrebbero essere regolamentati di conseguenza; a medi dosaggi, i prodotti contenenti CBD potrebbero essere definiti come prodotti suppletivi oppure come integratori alimentari, con una regolamentazione giuridica simile a quella di prodotti come la valeriana, glocosamine, chondroitine (solfato), Ginko, Biloba, alcune vitamine e prodotti contenenti ferro; a basso dosaggio e concentrazioni di CBD, si potrebbe adottare la dizione di prodotti alimentari senza alcun tipo di restrizione legale. Romanese includerà anche un aggiornamento sul lavoro svolto dall’EIHA a Bruxelles, volto a definire il settore degli estratti di canapa — il più importante CBD — come alimenti derivati in Europa, e quindi la normativa esente da norme di conformità che eviti effetti costosi secondo le linee guida contenuta nel Nuovo Catalogo dei nuovi cibi.  

 

Polonia

Grande richiesta di sviluppatori di progetti per tecnologie specifiche per la canapa 

Soluzioni per la raccolta e la lavorazione dell’intera pianta della canapa sono oggi l’oggetto principale della stragrande richiesta del settore, come inventori, ingegneri e altri assortiti operatori della fusione di metalli in specie saldatori, i quali lavorano tutti febbrilmente per sviluppare tecnologie all’avanguardia e macchine piccole e grandi incentrate sulla lavorazione della canapa. Questa è stata la conclusione complessiva di 30 leader del settore provenienti da 14 Paesi che si sono riuniti per discutere lo stato globale di ‘Hemp Machines & Technology in un micro-summit recentemente tenutosi presso l’’HempToday International Center of Excellence in Polonia.

Con i mercati della canapa in una fase storica di crescita e l’impulso per la multi-coltivazione, la attuale sotto-meccanizzazione è un problema perché per l’agricoltura, e per molti prodotti, la canapa richiede soluzioni specifiche per le piante, ha detto Kehrt Reyher, Editor & Publisher a ‘HempToday’. L’attenzione per lo sfruttamento dell’intero impianto si è forse riflessa meglio durante il Summit attraverso una presentazione del veterano sviluppatore italiano Valerio Zucchini, della ‘Zucchini Consulting & Trading’, che ha introdotto un gruppo di macchine applicabili a ciò che la sua azienda chiama ‘Trivalenza’, una strategia di multi-coltivazione che produce biomassa per l’estrazione, olio ematopoietico, cibo e mangimi, così come steli per intessere e fibra. Zucchini lavora con fibre naturali e canapa da circa due decenni, avendo rivolto negli ultimi anni la sua attenzione alla creazione di tecnologie per semplificare il lavoro agricolo nella raccolta e nella raccolta delle colture nello specifico. La sua azienda pone l’accento sulle soluzioni per le piccole e medie aziende agricole, prevalenti in molte parti d’Europa e in altre regioni del mondo. Zucchini ha precedentemente sviluppato sistemi di produzione per canapa, lino e cellulosa per la produzione di materiale isolante per l’edilizia e l’industria automobilistica. 

Infine, i delegati al summit sono stati coinvolti tutti per una panoramica di ‘Hemp Factory’, un impianto di lavorazione della canapa a energia solare che ha aperto solo recentemente in Germania. Lo sviluppo della struttura è stato guidato da ‘HempConsult GmbH’, con sede a Dusseldorf e specializzata nel settore sulla consulenza finalizzata al mondo della canapa.

 

Stati Uniti

La Food and Drug Administration non fornisce alcuna nuova linea guida per il CBD

Tre settimane dopo la sua prima audizione pubblica sul cannabidiolo, la FDA afferma, in un lungo comunicato stampa ufficiale, che applicherà un «rigoroso e scientifico approccio» per la definizione delle leggi sul CBD, nonostante la veloce crescita del mercato di settore, l’agenzia non ha ancora fissato alcuna linea guida sulla materia.

Il comunicato ufficiale autorizzato dal dottor Amy Abernethy, Commissario principale della Commissione e Lower Schiller, principale Commissario Associato per la politica, indica che mentre l’agenzia riconosce il «pubblico interesse significativo» riguardo i prodotti CBD «Vi sono molte questioni senza risposta circa la scienza, la sicurezza e la qualità di molti di questi prodotti».

Poi il testo prosegue: «l’approccio della FDA alla cannabis ed ai prodotti derivati è stato coerente e costante. Noi trattiamo le sostanze derivate dal trattamento della cannabis alla stessa stregua di qualsiasi altra sostanza e si tratta di materia soggetta alle stesse Autorità così come ogni altro tipo di sostanza dello stesso genere di appartenenza. Ciò detto, alcune altre leggi correlate nel frattempo son però cambiate così come è molto mutato anche il mercato di settore», hanno affermato ufficialmente alcuni esponenti ufficiali della FDA in una relativa conferenza stampa.

Gli autori sottolineano che l’Agenzia ha approvato il CBD farmaceutico ad uso medicale denominato Epidolex e, fin da quando la droga era in fase di trial scientifico prima ancora che il CBD fosse aggiunto ai cibi ed agli additivi alimentari, l’utilizzo del CBD permane in qualche modo proibito. L’Agenzia suggerisce che essi potrebbero emettere una apposita legislazione dove si crei una particolare eccezione nei confronti dei prodotti CBD da destinare ai cibi e nei complementi alimentari a fini di dieta; in ogni caso, gli Autori hanno fermato ogni decisione in attesa di valutare se vi siano spazi o no di eccezione. Essi citano anche alcune ricerche nel campo delle Bioscienze condotti da Greenwich Biosciences dove si sostiene che il CBD è potenzialmente tossico per il fegato, un risultato che in verità, è stato contestato dalla CED Foundation, in quanto si fa notare che i topi nello studio hanno ricevuto l’equivalente umano di 42,050 milligrammi di CBD, cioè quella che hanno chiamato «una quantità irragionevole» fatte le debite proporzioni.

«In questi giorni dove molte persone stanno assumendo pillole da 10 milligrammi di CBD per giorno, l’ammontare di CBD che era stato introdotto forzosamente nell’alimentazione dei topo dello studio citato equivarrebbe nel caso umano a 4,305 milligrammi, 12,915 milligrammi e 43,050 milligrammi per più di 10 giorni oppure 17,220 milligrammi, 51,660 milligrammi e 172,200 milligrammi in dosi monouso», come riporta la Fondazione in un testo dove si rigettano gli esiti della ricerca in un articolo pubblicato da ‘Forbes’ a firma di Mike Adams. «In questi giorni, come riferimento, molte farmacie vendono CBD in dosi da 10 milligrammi, 20 milligrammi fino a 2-300 milligrammi». Nel suo aggiornamento, la FDA ha smesso di offrire qualsiasi linea guida per l’industria CBD ma, in un apparente cenno agli imprenditori del settore ha espresso preoccupazione circa il fatto che «la diffusa disponibilità di prodotti quali alimenti o integratori alimentari potrebbe ridurre gli incentivi commerciali allo studio del CBD per i potenziali usi a fini di farmaci».

 

Israele

Circa il 90 per cento dei casi per droga riguardanti minori sono da imputare ad uso di cannabis per uso personale

Nuovi dati sul tema rivelano che meno del 99 per cento dei casi aperti nei confronti di minori in Israele a causa di reati connessi con le droghe sono in realtà imputabili ad utilizzo di dosi per uso personale, dei quali solo il 90 per cento direttamente connessi con la cannabis. La riforma della depenalizzazione (codice penale) non si applica a minori che sono ancora sotto assolvimento di condanne per condotta criminale nel settore specifico.

Un report del Concilio per l’Infanzia rivela che tra i 3.763 casi aperti contro minori in Israele nel 2017 (l’ultimo anno per il quale questo tipo di dati sono stati raccolti e ufficializzati), non meno del 99 per cento di essi era da imputare a reati connessi però col solo uso personale.

Queste cifre appaiono nel report annuale del Concilio che è stato recentemente pubblicato col titolo ‘Infanzia in Israele 2018’ e che è stato anche consegnato al Presidente dello Stato d’Israele. Secondo i risultati, alcuni dei procedimenti che sono aperti nei confronti di giovani per reati di droga sono ‘casi TM’ (Trattamento con la Condizionale), in cui il caso può essere chiuso d’ufficio e il procedimento penale è conseguenzialmente evitato, il soggetto può essere iscritto così a un processo di riabilitazione. Secondo il rapporto del 2017, 3.763 casi sono stati aperti nei confronti di minori per reati connessi alla droga, di cui il 44% riguarda casi penali e il 56% si tratta di casi da destinarsi a cura sotto sorveglianza. Il 99 per cento dei casi riguardanti procedimenti aperti verso minori per reati connessi con le droghe, sia nel caso in cui si trattasse di reati perseguibili penalmente sia se si trattasse di casi con la condizionale, generalmente si trattava di possesso di droghe per solo uso personale secondo quanto peraltro riportato dallo studio citato.

Secondo la Polizia, circa l’86 per cento dei casi per droga intentati in Israele sono in prevalenza per la cannabis e se ci riferisce ai minori il livello statistico diminuisce ulteriormente, così la stragrande maggioranza dei casi riguarda il 90 per cento circa e riguarda l’uso di droga nel complesso.

Si tratta di tematiche importanti, i dati non sono di poco conto: riguardanti i minori si tratta di cose che possono inficiare la vita e l’andamento scolastico, così come le ‘macchie’ sul periodo di accesso agli studi universitari e la successiva collocazione sul lavoro.

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