Politica Esteri

Stati Uniti: il 40% degli adulti è interessato a provare i prodotti a base di CBD Rassegna stampa della canapa nelle testate estere, dal 25 al 29 marzo 2019

L’America dell’onda lunga della liberalizzazione, vede in recenti ricerche il 40% della propria popolazione a livello confederale disponibile a provare prodotti a base di CBD e con livelli controllati di THC. In Canada si rileva l’importanza del settore nel contribuire alle casse statali e si pensa di introdurre una tassazione specifica entro la definizione della Legge Finanziaria del 2019

 

Stati Uniti

Una ricerca dimostra che il 40% degli adulti è interessato a provare i prodotti CBD

Secondo una recente ricerca condotta da High Yeld Insights, circa il 40 per cento degli adulti, con età superiore ai 21 anni ed oltre, mostrano interesse all’utilizzo di prodotti CBD «secondo le giuste condizioni». La maggioranza di coloro che hanno indicato volontà nel provare i prodotti CBD con età intorno ai 35 anni (il 64 per cento), femmine (56 per cento), con qualche esperienza di vita in collegio (79 per cento).

Attraverso la ricerca si è scoperto che la metà degli utilizzatori attuali sono sotto i 35 anni di età ed il 54 per cento ha usato CBD per meno di un annoMike Luce, co-fondatore di High Yeld, ha affermato che il CBD «sembra essere di beneficio per una maggior accettazione della cannabis».

Sette tra i 10 attuali utilizzatori di CBD hanno anche già utilizzato cannabis contenente THC in una qualche forma nei precedenti tre mesi. «Questo indica che per alcuni utilizzatori prodotti a base di solo CBD svolgono anche una funzione complementare», ha affermato Luce in un suo documento ufficiale rilasciato ai media.

La ricerca ha rilevato, inoltre, che il 30 per cento degli intervistati ha riferito di utilizzare prodotti con solo CBD mentre la restante parte ha preferito prodotti con CBD e THC allo stesso tempo. Il 42 per cento ha sottolineato che aveva già provato CBD poiché aveva facile accesso ai prodotti derivati, il 34 per cento ha riferito di avere una specifica ricetta medica ed il 44 per cento crede che sia disponibile una «ricerca neutra».

I dati completi, che comprendono le risposte di più di 2.000 consumatori, 1.500 dei quali aveva usato già prodotti CBD negli ultimi tre mesi e 500 che non ne ha avuto modo, saranno pubblicati da High Yeld in un report intitolato L’Esperienza del consumatore: Parte prima.

 

Canada

Il Governo canadese propone una tassazione specifica per i prodotti a base di THC edibili

La proposta potrebbe trasformarsi in una riduzione delle tasse per prodotti a basso THC o derivati dalla lavorazione della canapa. Il Governo liberale canadese ha incluso una tassazione specifica per i prodotti THC destinati ad alimentazione, quindi, edibili e per i prodotti topici nel suo Budget Annuale 2019 che stanno per essere resi disponibili a fini di vendita nel mercato ricreativo nazionale anche prima della data del 17 ottobre, come peraltro confermato da Investing News.

Il piano di modifica al livello di tassazione è basato sulle raccomandazioni offerte dalla task force nazionale sulla cannabis. «Il budget 2019 propone che la cannabis edibile, gli estratti di cannabis (compresi gli olii estratti) ed i prodotti topici a base di cannabis siano soggetti alla imposizione di dazi per licenze sulla cannabis ad un livello flat applicato sulla quantità del totale di Tetraidrocannabidiolo (THC), il principio psicoattivo principale alla base della cannabis contenuto in un determinato prodotto finale», riporta un testo ufficiale del Budget Federale Canadese.

Avtar Dhillon, Presidente e capo esecutivo di Emerald Health Therapeutics ha affermato che la struttura della tassazione rivisitata e riformata potrebbe condurre ad una riduzione della imposizione fiscale sui prodotti con basso livello di THC, così come quelli derivati dalla lavorazione della canapa. «Ci aspettiamo che questa revisione del sistema di tassazione riguardante le imposte dirette potenzi le nostre opportunità d’utilizzare la nostra canapa acquistata secondo vie economiche come la materia prima da destinarsi a prodotti a base di canapa per alimentazione», ha affermato Dhillon in un report ufficiale.

Si ritiene che i cambiamenti possano poi prendere effettivo avvio nel mese di maggio, il giorno 1. In ogni caso, le variazioni non esplicheranno alcun impatto sull’attuale livello di tassazione per infiorescenze, semi e le piantine vendute in Canada.

 

Stati Uniti

La Food and Drug Administration terrà le audizioni sul CBD ad aprile

La Food and Drug Administration degli USA, dopo mesi di incertezza, finalmente fissa una data per porre chiarezza in tema di legalità nella coltivazione e lavorazione della canapa e circa le leggi specifiche per il CBD. Il Commissario FDA Scott Gottlieb ha tenuto un gruppo di studio a livello congressuale lo scorso 27 febbraio dove si è chiarito che si sarebbero tenute audizioni ufficiali ad aprile, in materia di legislazione riguardante il cannabidiolo (CBD) derivato dalla lavorazione della canapa. I commenti di Gottlieb sono pervenuti in risposta a domande giuntegli da parte delle subcommissarie della House Appropriations Barbara Lee (D-California), Chellie Pingree (D-Maine) e Mark Pocan (D-Wisconsin) durante una audizione di mercoledì scorso.

La scorsa settimana Pingree ha guidato un gruppo di 12 membri della House of Representatives comprendente anche Pocan nella spedizione di una lettera ufficiale a Gottlieb chiedendo rapidi chiarimenti da parte dell’agenzia su come il CBD possa essere regolamentato e reso disponibile per il pubblico.

Gottlieb ha illustrato i suoi pareri sul CBD nella giornata di mercoledì durante l’audizione quando ha affermato che è consapevole che l’intento dei parlamentari e dei legislatori è quello del passaggio della Legge Agricola del 2018 in relazione alla legalizzazione CBD. «Dirò innanzitutto che abbiamo ascoltato il Congresso forte e chiaro con rispetto su quello che riguarda questa legislazione specifica, comprendo anche che il Congresso voglia essere parte attiva nel processo che conduce alla piena disponibilità del CBD per l’utenza». Poi ha anche aggiunto: «Credo ormai siamo sulla strada per definire una risoluzione molto rapidamente circa il fatto che i prodotti derivati dal CBD ricadano oppure no sotto quel tipo di schedatura pre-esistente e quindi definire se rispetto alla Legge Agricola del 2018 il CBD sia da considerarsi una sostanza controllata oppure no».  Lo stesso Gottlieb ha anche assicurato i legislatori ed i parlamentari che l’agenzia ha anche messo a punto alternative per regolamentare il settore CBD sempre al fine di rendere disponibile quanto più possibile il CBD per l’utenza finale degli USA. «Posso assicurarvi che siamo particolarmente concentrati su questa tematica. Si tratta di un tema sul quale stiamo lavorando più intensamente che in altri settori».  Il Commissario ha affermato che l’FDA terrà audizione pubblica intorno ad aprile. Poi Gottlieb ha rimarcato che sarà nominato un gruppo di lavoro di alto profilo affinché relazioni attraverso un report sullo stato delle cose affinché ci si possa confrontare con alcuni esperti anziani dell’agenzia che poi chiariranno a loro volta tutto il quadro giuridico e legislativo.

Il CBD – così come l’Epidiolex, l’ingrediente attivo dell’FDA prodotto medicale approvato – è considerato come una droga sottoposta a leggi specifiche. Anche sostanze che sono sottoposte a «ricerche cliniche sostanziali», come il CBD, sono normalmente non permesse perché siano usate come ingrediente da destinare all’alimentazione. In ogni caso, «la legge ci consente di proseguire nel nostro processo di definizione giuridica e di proseguire su questa strada, lo scopo finale è quello di stabilire un quadro generale che definisca cosa si possa rendere disponibile a fini di alimentazione», ha aggiunto Gottlieb. Il Commissario ha suggerito che una legislazione disposta su una doppia via potrebbe essere introdotta con forme altamente concentrate oppure di CBD riservate per prodotti farmaceutici mentre si approvano livelli più bassi di cannabidiolo da utilizzarsi in supplementi alimentari e prodotti alimentari. Sempre secondo le sue parole, «l’agenzia potrebbe cercare una distinzione tra i due livelli poiché vogliamo proteggere l’incentivo allo studio del CBD inteso come prodotto farmaceutico». E’ stato sottolineato che l’FDA conosce perfettamente il potenziale del CBD nella cura della salute e nel salutismo in genere ma si è anche affermato che non vi sono precedenti giuridici specifici che aiutino a definire il quadro legislativo in questo settore, al fine di rendere disponibile una sostanza nella forma di droga oppure di ingrediente alimentare da utilizzarsi nella catena produttiva per alimentazione umana. Gottlieb ha poi concluso che -nel caso in cui l’agenzia richieda ulteriore tempo per definire le leggi CBD- si potrebbe decidere di cercare autonomamente ed alternativamente una via legislativa ad hoc.

 

Stati Uniti

L’indotto del business cannabis di New York in piena operatività per il mercato del libero utilizzo nel settore degli utenti adulti

Le società che operano nel settore della marijuana medicale a New York combattono oggi per ottenere un primo passo per il mercato ricreativo e cercano con gran forza di conquistare un primo obiettivo in questo delicato e rilevante settore. La legge promulgata dal Governatore Andrew Cuomo riguardante l’uso tra adulti ha sollevato preoccupazioni circa i titolari delle 10 licenze per uso medicale di marijuana che potrebbero restare sostanzialmente fermi al palo. La bozza di legge invocata per l’attuale mercato della marijuana vede competere l’una contro l’altra le aziende del settore in un’asta per l’ottenimento di un certo numero di licenze o per offrire un pacchetto completo che comprenda anche candidati non operanti nel settore specifico della marijuana.

Jeremy Unruth, direttore affari pubblici e sistemi di legislazione presso PharmaCann in un’intervista concessa all’ABC di New York, ha affermato che l’intera industria della marijuana potrebbe «semplicemente evaporare se non le fosse consentito di partecipare all’uso per adulti» quindi c’è estrema necessità di trovare una rapida soluzione ed un netto chiarimento positivo poiché lo Stato potrebbe così cominciare a rilevare notevoli introiti attraverso la tassazione locale.

Ora il punto chiave è come trovare i fondi per gli scopi di equità sociale del governatore ed un’asta di licenze esistenti per marijuana è stata recentemente vista come un meccanismo di ottenimento rendite per raggiungere quella finalità, hanno affermato alcuni esponenti esperti del settore.

La New York Medical Cannabis Industry Association recentemente ha proposto un altro suggerimento, spedendo una lettera a Cuomo ed ai leader legislativi chiedendo di creare 25 milioni di dollari nella forma di Cannabis Economic Opportunity Fund per aiutare le donne -e le minoranze- nel possedere proprie imprese. Unruh ha sottolineato che l’industria della marijuana medicale è aperta ad altre modalità nel campo della risoluzione della questione legata al procacciarsi fondi per i programmi di equità sociale e la discussione, in effetti, sta procedendo.

In alcune aree della Nazione, come il Colorado, il Massachusetts ed il Nevada, i possessori di licenze per la marijuana hanno ottenuto linee di accesso rapide secondo la priorità di stato specifica per le licenze in ambito ricreativo. Ciò ha dato supporto al business esistente della cannabis anche nel nuovo mercato emergente dell’uso tra gli adulti.

Altri Stati hanno cominciato da un altro tavolo di gioco: Washington ha creato una lotteria, la California ha preferito un gratta e vinci sia per il settore medicale sia per sostenere l’ambito ricreativoPer gli analisti del settore, le proposte più recenti potrebbero mettere l’intero settore della marijuana a New York in serio pericolo, comprese le imprese possedute e dirette da donne.

Il procuratore specializzato sulla cannabis del New Jersey, Rob DiPisa, che segue molto da vicino il mercato di New York, ha recepito le preoccupazioni tra gli operatori che lavorano nel settore della esistente marijuana medicale soprattutto le loro preoccupazioni in merito alla possibilità di non accedere al mercato per uso adulto. Cuomo ha affermato che una legge sulla legalizzazione potrebbe essere non inclusa nel budget del 1° aprile ma il governatore ha anche previsto che i legislatori potrebbero raggiungere un accordo su una misura comune condivisa entro il mese di giugno.

 

Israele

Una dura decisione del Ministero della Sanità: 2000 pazienti restano senza cure a base di cannabis

Nonostante le richieste accorate avanzate preventivamente al Ministero della Salute ed alla Unità Cure Mediche con cannabis, dalla sede ministeriale si sono adottati provvedimenti in base ai quali circa 2.000 pazienti che erano in cura con trattamenti medicali a base di cannabis resteranno privi di tale copertura. Si tratta di pazienti in cura da Tikkun Olam ma vi sono da considerare anche altri 2.500 pazienti addizionali precedenti allo stop imposto alle concessioni. Il portavoce del Ministero della Sanità, Eyal Besson “scomparso” e non lo si riesce più a trovare.

A causa di un malfunzionamento del Ministero della Sanità, migliaia di pazienti, compresi i malati di cancro, sono oggi senza la fornitura di prodotti medicali a base di cannabis che era loro stata assicurata con opportune certificazioni mediche, sull’onda lunga del deterioramento nel rapporto tra l’apparato della Medicina e della Sanità Pubblica da una parte ed il Ministero della Sanità dall’altra. Un problema che va assumendo contorni progressivamente peggiori in Israele.

Un’ analisi condotta dal media specializzatoCannabis Magazine mostra che 1.800 pazienti sono trattati tra i 7.000 pazienti che in precedenza avevano ottenuto licenza all’accesso alle cure mediche a base di cannabis, costretti quindi a lasciare Tikkun Olam, come già annunciato dal Governo che aveva indicato la fine di luglio 2019 come data definitiva per la cessazione della concessione di licenze alle cure mediche a base di cannabis per coloro che ne avevano fatto richiesta in precedenza e che erano state loro accordate in base a parere medico ufficiale.

A tutto questo bisogna aggiungere il numero di 1.800 pazienti che stanno ancora usufruendo di quei trattamenti ma che hanno forniture che finiranno nel giro delle prossime due-tre settimane. E 2.500 pazienti che già hanno visto cessare la loro fornitura. La disillusione ed il timore di restare senza cure mediche che svolgevano già il loro effetto positivo in Israele quindi, è molto grande.

Questa rovinosa caduta nei numeri delle licenze di concessione si svolge nonostante le numerose richieste presentate presso il Ministero della Salute di rivedere l’intera materia. Lo stesso Tikkun Olam ha confermato che, secondo la tempistica imposta dal Ministero della Salute, non può far altro che diminuire e poi cessare la fornitura di prodotti medicali a base di cannabis di fonte statale invitando i propri pazienti a rivolgersi privatamente a società farmaceutiche quali Candoc o BOL Pharma. Facile immaginare l’aggravio dei costi per tutti i pazienti che avevano finora ricevuto benefici dai trattamenti medicali a base di cannabis finora e che si ritrovano improvvisamente a dover fronteggiare non una penuria di forniture ma dover acquistare in proprio e privatamente prodotti medicali attraverso società farmaceutiche private.

Stati Uniti: il 40% degli adulti è interessato a provare i prodotti a base di CBD Rassegna stampa della canapa nelle testate estere, dal 25 al 29 marzo 2019 ">