Politica Esteri

Stati Uniti: cannabis, un passo in avanti e due indietro? Rassegna stampa della canapa nelle testate estere, dal 18 al 22 marzo 2019

L’America di nuovo nella rete dei dubbi legislativi dopo le dimissioni rassegnate da un importante componente della FDA e particolarmente vicino ai temi della canapa industriale e della cannabis ad uso medicale a livello confederale. Allo stesso tempo, il mondo produttivo agricolo americano presenta dieci richieste sulla via della definizione più netta del comparto giuridico per ottenere risposte che sostengano realmente l’industria di settore.

 

USA

Le dimissioni a ciel sereno del commissario FDA gettano ombre e dubbi sulle sorti del settore canapa e CBD negli Stati Uniti

I leader dell’industria della canapa e CBD hanno avuto reazioni diverse circa le dimissioni del Commissario Scott Gottlieb dalla Food and Drug Administration (FDA) degli USA . Le dimissioni rassegnate da Gottlieb sono giunte proprio nel momento in cui l’industria del settore sperava che l’FDA avrebbe finalmente avviato il proprio lavoro per definire una cornice di riferimento su come il cannabidiolo possa essere regolamentato da leggi apposite ai fini della sua inclusione nel ramo food, tra i gli integratori alimentari ed i cosmetici.

«La canapa è troppo importante per i coltivatori della nostra Nazione, i titolari di piccole attività economiche ed i consumatori, perché l’intero movimento per lo sviluppo di tale materia finisca in stallo per colpa di una sola persona», ha affermato Bob Crumley, Amministratore Delegato di Founder’s Hemp nella Carolina del Nord. «La FDA non usi ora queste dimissioni per rallentare la crescita della canapa». Chris VanDusen, fondatore della Empire Hemp Co. che ha sede a New York, è preoccupato circa il fatto che la partenza del Commissario FDA possa creare incertezze su CBD derivato da canapa mentre l’agenzia dovrà decidere sul nuovo nome da porre alla leadership. «Le start up e gli investitori hanno bisogno di rassicurazioni sul fatto che essi stiano andando nella giusta direzione e sono certo ci si voglia adeguare al meglio con qualsiasi legislazione si voglia porre in essere», ha poi aggiunto.

Dopo aver ricevuto pressioni affinché si fornissero guide su CBD, il commissario FDA aveva assicurato i membri del Congresso a febbraio durante una seduta d’audizione della Commissione per gli stanziamenti che lo sviluppo delle leggi di settore era una priorità. Gottlieb aveva affermato che presto avrebbe costituito un gruppo di lavoro guidato da un esponente senior della FDA per condurre il processo ed aveva annunciato un incontro pubblico che avrebbe dovuto tenersi ad aprile. La sua lettera di dimissioni che è stata pubblicata per la prima volta su STAT indicava che avrebbe lasciato l’ufficio in aprile ma non ha dato alcuna spiegazione per la sua partenza né ha fatto menzione alcuna all’industria CBD.

Un portavoce FDA ha riferito ai media «importanti soluzioni politiche su un certo numero di tematiche continueranno ad essere sviluppate per portare avanti la materia» ma non ha trattato di CBD o sul senso del meeting pubblico in alcun modo specifico.

Jonathan Miller, un procuratore della ‘Tavola Rotonda USA sulla canapa’ che è ben difficile che la FDA possa rimandare il meeting di aprile a causa della partenza di Gottlieb. «Io credo che si tratti di una decisione che spetti all’amministrazione e non a Gottlieb», ha aggiunto Miller. «I venti della politica sono alle nostre spalle. E continueranno ad esserlo». Michael Bronstein, fondatore dell’ ‘Associazione Americana Commercio Canapa e Cannabis’ (ATACH) ritiene che le questioni CBD resteranno il focus dell’agenzia, anche con questi cambiamenti in corso.

«I gruppi interni di lavoro e discussione dell’FDA che stanno già operando continueranno a progredire a causa di quel che è già stato reso pubblico ma anche per la pressione politica», ha poi aggiunto. Miller ha affermato che l’industria della canapa non dovrebbe troppo stare a indagare su quali significati reconditi possa avere la decisione di Gottlieb di rassegnare le dimissioni. «La posizione di Gottlieb in evoluzione su CBD è più un riflesso di dove sia l’agenzia, dove sia l’Amministrazione Trump e francamente dove sia Washington», ha aggiunto Miller. «Sono fiducioso che dovunque si ricollochi Gottlieb sfiderà lo stesso destino derivante dalla pressione del Congresso affinché si decida a favore della totale vendita di CBD».

Geoff Whaling, capo della Associazione Nazionale Canapa ha affermato di sperare che le dimissioni di Gottlieb non sfocino «nell’avviare nuovamente la discussione su tutta la materia inerente la canapa dopo quella che c’è stata fino alla Legge Agricola».  Poi ha aggiunto «Già le dimissioni del commissario riscuoteranno effetti impattanti. Ma non credo giungano ad uno stop sugli esponenti ufficiali FDA nel proseguire il raggiungimento dei loro scopi di lavoro con USDA e di giungere a stabilire chiare e nuore regole». E poi, un nuovo commissario potrebbe influenzare la futura direzione di canapa e CBD. «Una delle preoccupazioni che oggi si affacciano è quale possa essere l’opinione di qualsiasi commissario sia in arrivo e quali effetti possano avere i suoi pensieri sul sistema giuridico-legale. E tutto ciò colpirà molto dello sviluppo che si svolgerà nell’industria della canapa». Con i consumatori che chiedono accesso al CBD e l’industria della canapa che lavora molto per incontrare quella domanda, il Presidente della Associazione Imprese Canapa, Joy Beckerman ha affermato che il nuovo commissario FDA deve oggi essere considerata una priorità. «I leader stanno cercando di fornire la più alta qualità in sicurezza e prodotti legali che siano adatti e rispondano alle esigenze dei consumatori», ha affermato Beckerman. «La nostra speranza e la nostra aspettativa è che il prossimo commissario possa prendere questa torcia e la porti avanti».

«L’industria della canapa guarda avanti fin dalle retrovie», ha affermato VanDusen di Empire Hemp. «Io spero che chiunque rimpiazzi Gottlieb abbia un punto di vista ragionevole su questa industria emergente e consenta a tutti gli altri supplementi alimentari e prodotti alimentari di continuare a svilupparsi attraverso le stesse linee guida», ha poi aggiunto.

Jay Hartenbach di Medterra CBD, società con base in California ha affermato che l’attenzione della FDA di creare leggi e categorie specifiche per CBD nei supplementi alimentari e nel cibo spingerà in avanti la legittimazione dei prodotti di questa industria specifica. «La caduta di vere leggi nel settore ha creato qualche attore cattivo che non ha le migliori intenzioni», ha affermato Hartenbach. «Questa sovrastima consentirà alle società di mettere al primo posto la qualità e i loro consumatori, avranno così modo di distinguersi».

 

USA

Le dieci cose che l’industria della canapa si aspetta dal Dipartimento USA all’Agricoltura

Tutto il settore della canapa chiede un processo legislativo più rapido in materia, una immediata revisione delle leggi che riguardano il trasporto tra Stati degli USA che era stata già promessa nel 2018 con la Legge Agricola, test omologati e validi su base confederale e non più per singolo Stato in modo da avere standard unici ed univoci uguali per tutti e la fine delle restrizioni sui semi importati in tempo perché siano utilizzati per la campagna del 2019.

Queste sono alcune delle richieste presentate al Dipartimento USA dell’Agricoltura USDA attraverso un intervento web nel corso della settimana corrente al fine di sollecitare un dibattito pubblico sulla canapa e sulla Legge Agricola del 2018 .

«Noi non capiamo l’importanza di questa coltura e quanto interesse vi sia nel coltivare questa coltura nella stagione 2020», ha affermato Sonia Jimenez, Amministratrice dell’USDA Agricultural Marketing Service (AMS) Speciality Crops Program, proprio durante il contributo web.

Più di 2.100 persone hanno assistito al contributo web, il secondo tenuto dall’USDA a proposito della canapa, compresi i commissari della Commissione Agricoltura dello Stato, i procuratori e i sostenitori, coltivatori di canapa, banchieri, professionisti del ramo assicurativo e vari titolari di attività dell’indotto.

Vi erano anche rappresentanti delle comunità dei nativi americani. Hanno chiesto all’USDA di prendere decisioni immediate per la partecipazione tribale alla stagione della semina e piantagione 2019. Tra le richieste più frequenti presentate all’USDA: la creazione confacente delle leggi così che gli Stati e le tribù possono sviluppare la produzione ed il rafforzamento delle piante per la stagione 2020, poiché una volta che queste leggi saranno definite, gli Stati avranno bisogno di ulteriore tempo per sviluppare le variazioni; leggi immediate per consentire il commercio di canapa tra gli Stati invece d’aspettare fino a quando le leggi sulla canapa siano state definitivamente chiarite; test THC post coltivazione uniformi. Gli imprenditori al ramo della canapa chiedono che le spedizioni ed il trasporto di canapa viaggino sigillati e non sottoposti a successivi test, affinché si conservi l’integrità dei test iniziali e in tutto questo siano protetti anche i coltivatori; USDA conferma che gli stressanti della pianta possono causare una crescita di livelli di THC; standard comuni di test di laboratorio su THC per assicurarsi che le pratiche adottate nell’applicare i test non varino da laboratorio a laboratorio e da Stato a Stato; fine delle restrizioni imposte sulle importazioni di semi in tempo per la stagione della semina e del raccolto 2019, una stagione che è praticamente dietro l’angolo; documenti omologati a fini di licenza comuni su base nazionale;  sviluppo di pratiche migliori e finanziamento per esperti nelle coltivazioni ed altre risorse per lanciare con successo la canapa come industria produttiva e positiva nella direzione di una strutturazione di una vera e propria industria del settore; assicurazioni sulle coltivazioni ed accesso ad altre fonti di finanziamento su base federale per la stagione della coltivazione 2019; cooperazione tra USDA ed altre agenzie federali per chiarire i ruoli e le leggi che agiscono per ognuna delle agenzie che operano all’interno della Legge Agricola 2018; Stati che producono canapa come Colorado, Kentucky e Tennessee hanno offerto il proprio aiuto all’USDA nella definizione delle leggi nazionali, affermando che le leggi dei loro Stati potrebbero essere implementate ed estese a livello confederale per reinventare il corso delle cose nel settore specifico.

Il Segretario di Stato all’Agricoltura Sonny Perdue ha affermato lo scorso mese che l’USDA dovrebbe posporre la revisione del settore canapa a livello statale e delle tribù in tempo perché i singoli Stati possono fornire i loro piani fino a quando l’agenzia abbia completato il processo legislativo per la stagione 2020.

L’Amministratore AMS Bruce Summers ha ripetuto che l’USDA avrà come obbiettivo il completamento della legislazione sulla canapa entro la fine del 2019, in tempo perché gli Stati possano fornire i propri piani per il 2020 ovvero per la stagione della semina del 2020Il Servizio Marketing Agricoltura USDA indirizzerà i commenti e le domande sul proprio sito dove una registrazione del proprio video immesso in rete è visibile dal 18 marzo scorso.

 

Portogallo

Liberalizzazione della coltivazione e produzione canapa: un passo avanti e due indietro

Più di 40 operatori nel settore della canapa hanno sottoscritto una lettera aperta inviata al Governo dove si richiede il ripristino del sistema di concessione licenze dopo che quel permesso è stato bloccato all’inizio del 2019.

L’opposizione all’industria del settore giunge dopo che il Ministero per l’Agricoltura del Portogallo ha emesso un testo ufficiale di chiarimento a gennaio nel quale si scrive che tutte le licenze correlate variamente alla canapa devono essere sottoposte a revisione da parte di INFARMED, il Legislatore Portoghese della Sanità che è di fatto l’autorità che governa sui prodotti farmaceutici e sulle sostanze poste sotto controllo pubblico. La variazione, in quanto ad effetti, significa che i coltivatori di canapa devono sottostare ad un regime di concessioni molto stringente così come quello posto in Portogallo sotto controllo medico e che governa le concessioni correlate alla cannabis.

In derivazione di tali cambiamenti, i permessi di coltivazione della canapa precedentemente concessi dal Direttorato Generale Cibi e Veterinari DGAV attualmente non sono più disponibili. Negli ultimi due anni, i contadini potevano ottenere concessioni dal DGAV con il personale Codice Identificativo Particella Terreni ed i dati valutati per semina e coltivazione in corso.

«Quando ho cominciato io non avevamo bisogno di consultare INFARMED per poter coltivare la canapa. Avevamo solo bisogno di acquisire la certificazione riguardante la semina con semi con 0,2 massimo di THC e di ricevere la verifica DGAV», ha affermato il coltivatore di canapa Miguel Negrão, uno dei fondatori di Cannacasa, una associazione di imprenditori del ramo canapa.

La lettera degli operatori dell’indotto della canapa inviata al governo, nello specifico, richiede l’immediato interessamento sui permessi per la concessione alla coltivazione nel 2019 sulla base delle leggi che hanno regolamentato il settore in precedenza, oppure «almeno la definizione di permessi temporanei per il 2019, concedendo ai coltivatori il piano per la stagione oltre alla loro protezione e gli interessi dei loro clienti».

Il Governo portoghese ha approvato una nuova legge sulla cannabis medicale nella scorsa estate che stabilisce regole dentro e intorno al settore così come all’indotto. Le regole riguardano la coltivazione, la produzione, l’estrazione di olii e la manifattura commerciale, così come la catena delle vendite, la distribuzione e le farmacie o i punti vendita, l’importazione, l’esportazione, il transito e le vendite complessive. I coltivatori di canapa vedono la nuova legge – sebbene non in modo direttamente legato alla canapa stessa – come una forma di sostegno per la via del chiarimento giuridico-legale in ambito di concessione licenze e circa la approvazione di una legge definitiva sulla cannabis medicale, identificando la Cannabis sativa L. come equivalente per il settore delle sostanze controllate e quindi sotto la giurisdizione di INFARMED.

Allo stesso tempo, un documento illustrativo del Gabinetto del Ministero dell’Agricoltura emesso il 30 gennaio scorso richiesto dalla rappresentanza politica di Sinistra circa i coltivatori di canapa, aveva indicato che «non vi sono barriere per la produzione di canapa industriale in Portogallo». L’opposizione ha provato che lungo la strada del buio tunnel della canapa in Portogallo si è trasformato in un percorso all’indietro che ha nuovamente reintrodotto dubbi sulla reale crescita della coltivazione di canapa nel 2019 confluendo poi nella attuale confusione legislativa.

Nella lettera di richiesta presentata al Governo si chiede di «sostenere l’industria della canapa attraverso la liberalizzazione dell’uso di piante senza alcuna restrizione», con questo i firmatari della lettera hanno chiesto anche di innalzare il livello consentito di THC portandolo a 0,3% come in Canada o persino allo 0,6% per rendere più competitivo il prodotto portoghese in un mercato parecchio aggressivo e competitivo negli ultimi tempi a livello globale. Il livello di THC consentito nell’industria della canapa è uno dei temi di maggior impatto nelle discussioni che si stanno svolgendo a livello internazionale non a caso, si tratta di un terreno di scontro strategico per la direzione da intraprendere anche in tema di CBD. Mentre l’Unione Europea non ha ancora definito chiaramente le leggi del settore, le Nazioni europee generalmente si sono accomodate sul livello dello 0,2% di THC come standard di riferimento.

 

Hong Kong

L’Asia che guarda con sempre maggior attenzione agli USA decide sempre più di investire in America

In un segno che caratterizza ulteriormente l’intenzione degli investitori asiatici di guardare con sempre maggiore attenzione al mercato degli Stati Uniti, Colorado CBD e C-Beyond Health hanno affermato che riceveranno linee di investimento da una società con base a Hong Kong multinazionale nota col marchio Triple Ten Ltd. E ci si è mossi nella direzione di spostare la produzione in Thailandia man mano che le regole interne di management saranno ulteriormente chiarite. Mentre C-Beyond Health non ha rivelato nulla a proposito dell’identità dell’investitore, l’Amministratore Delegato Scott Reese ha definito l’investimento con un volume «significativo».

«Cercheremo più attori professionali nell’ambito delle cure della Salute in Asia, mercato aperto per le linee di prodotti a base di cannabinoidi e vogliamo costruire nuove relazioni con i più alti livelli di guida in questi mercati», ha aggiunto Reese consultato dai media sui progetti della sua società.

I fondi provenienti da investitori di Hong Kong saranno destinati il prossimo anno per dare una miglior risposta alla richiesta definita enorme di soluzioni a base di cannabis, sostenere inoltre l’innovazione tecnologica nella produzione e generalmente rispondere al mercato interno così come a quello di caratura internazionale, come affermato nelle parole dello stesso Reese.

Triple Ten è una holding con interessi nel settore della cura della salute, sviluppo agricolo, nei media, nella vendita di immobili e nello sviluppo di reti di resorts. «L’alleanza tra le nostre due società è forte, crediamo che i mercati emergenti come la Thailandia giocheranno un ruolo molto vasto nella espansione globale della società stessa», ha affermato Thongchai Kolsrichai, Managing Partner presso Triple Ten.

Per la Thailandia, Triple Ten è il primo target internazionale, gli indicatori sono positivi. Il governo militare della Thailandia ha approvato all’unanimità la marijuana medicale alla fine dell’anno scorso. E ci sono già centri di ricerca creati presso la Rangsit University che operano nel settore della cannabis medicale e sui benefici del THC o del CBD oltre a sperimentare su più di 100 altri elementi chimici specifici delle piante di cannabis. Una sperimentazione clinica pilota è condotta in un ospedale di Bangkok e sta testando olii estratti da cannabis ed altri estratti per studiarne gli effetti su malattie quali il Parkinson, l’epilessia ed il cancro.

Nel mese di gennaio 2017 una nuova legge, sostenuta dal Board di Controllo sui Narcotici è stata approvata e passata al vaglio del Gabinetto di Governo per legalizzare la canapa con un livello di THC pari a 1% o più basso per scopi di natura industriale e medicale. Che è più sopra rispetto allo 0,3% che si verifica un po’ in tutto il Pianeta, il che concede alla Thailandia un ulteriore vantaggio distintivo. Fin da quando la nuova legge è entrata in vigore, qualsiasi business deve richiedere uno speciale permesso, per la coltivazione e la produzione di canapa e per la realizzazione di prodotti derivati dalla lavorazione della canapa. Le società private saranno in grado di coltivare la canapa con inizio nel 2021 e solo società statali o compartecipate dallo Stato potranno coltivare canapa nei primi tre anni dall’entrata in vigore della legge stessa.

 

USA

Marchio americano annuncia di aver acquistato una impresa di tecnologia d’estrazione olandese

La società Folium Biosciences con sede in Colorado, USA, ha affermato d’aver acquistato FeveCon, un designer su larga scala di tecnologia d’estrazione supercritica di CO2 con base a Weesp, Olanda. Folium ha affermato in sede ufficiale che questa mossa darà alla compagnia un livello addizionale di integrazione verticale e rafforzerà la capacità tecnica di controllare i processi di produzione che vanno dalla definizione del seme fino alla rete commerciale di vendita. Le compagnie non hanno annunciato i dettagli finali del contratto in via di definizione tra le due società. «Abbiamo acquistato la società farmaceutica accreditata R&D e le sue licenze come quelle dell’Active Ingredient ed un portfolio che comprende IP il quale a sua volta include più di 150 brevetti», ha affermato l’Amministratore Delegato Folium Kashif Shan, a proposito della acquisizione che nelle sue parole «Velocizzerà la nostra divisione farmaceutica e le joint venture Rx nella sezione degli ingredienti attivi e nello spazio dello sviluppo dei nuovi prodotti».

L’Amministratore Delegato FeveCon, Geert Woerlee, un veterano dell’industria specifica, il quale possiede numerosi brevetti e segreti commerciali importanti ai fini della tecnologia d’estrazione, diventerà il CTO di Folium Biosciences. La stessa Folium Biosciences ha affermato che possiede più di 300.000 metri quadri di spazio a fini di manifattura in Colorado. Le strutture ed i servizi della società in America del Sud sono in via di progettazione e realizzazione, come confermato dalla società stessa. Folium ha inoltre annunciato che Vanessa Fernandez si unirà alla società in qualità di VP dello Sviluppo e Qualità del Prodotto. Ha il background acquisito in R&D ed è stata consulente negli sviluppi farmaceutici per molte società europee ed americane del settore.

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