Politica Esteri

Stati Uniti: cannabis, politica contro giustizia Rassegna stampa della canapa nelle testate estere, dal 9 al 13 dicembre 2019

Anche il mondo della politica negli Stati Uniti fa fronte unito nel chiedere che vi siano minori restrizioni nell’ambito della cannabis affinché i ricercatori possano meglio analizzare gli effetti positivi o potenzialmente negativi nell’utilizzo della cannabis ad uso medicale, liberando il tema da sovrastrutture di tipo ideologico e burocratico. Per tutti questi motivi una coalizione di politici di entrambi gli schieramenti, Democratici e Repubblicani, ha portato in Parlamento la richiesta di allentare i livelli di restrizione posti in materia e di poter accedere, in ambito scientifico, alla cannabis stoccata nelle riserve nazionali, in modo da poter avere accesso, così, non solo a quantitativi più regolari ma anche qualitativamente più elevati e controllati. Secondo recenti ricerche statistiche, il numero degli incidenti correlati all’uso di cannabis diminuisce in presenza di un correlativo ambito legato all’uso della cannabis. Lo si è potuto meglio verificare nelle zone di confine interno, negli USA, tra Stati che hanno già avviato la liberalizzazione del commercio della cannabis anche ad uso ludico e Stati che, invece, non pongono restrizioni alla commercializzazione dell’alcool ma le pongono nei confronti della cannabis. Una società creata da veterani che hanno partecipato a vari conflitti dove sono state presenti le forze militari USA produce e commercializza cannabis per trattare il dolore e i Disordini da Sindrome Post Traumatica, conoscendo appieno il tema e vivendolo in prima persona. I suicidi dovuti ad entrambi quei fattori tra i veterani di guerra, negli USA, sono infatti su livelli numericamente drammatici. Creata una linea di prodotti a base di cannabis anche per gli animali domestici, anch’essi traggono giovamento da rimedi medici estratti attraverso la lavorazione della cannabis.

 

Stati Uniti

Politici bipartisan presentano una richiesta congiunta al Dipartimento di Giustizia perché i ricercatori possano accedere alla marijuana stoccata nei dispensari statali

Una coalizione bipartisan di politici sia alla Camera sia al Senato ha inviato una lettera unitaria al Dipartimento di Giustizia lo scorso venerdì, dove si richiede un cambiamento politico che consenta ai ricercatori di accedere alla marijuana dei dispensari statali per migliorare gli studi sui benefici ottenibili dalle piante e gli eventuali rischi.

La lettera congiunta, guidata dal repubblicano Harley Rouda(California) e dal senatore democratico Brian Schatz (Hawaii) menziona le risposte date dalle agenzie federali di salute pubblica dove si precisa che le esistenti restrizioni sulla cannabis hanno finora inibito la ricerca. Un problema in particolare, è che vi è solo una manifattura federale autorizzata nell’attuare ricerca sul grado e livello della marijuana.

Mentre la DEA Drug Enforcement Administration ha affermato che è in corso la approvazione di ulteriori imprese manifatturiere, sono trascorsi circa tre anni da quando hanno annunciato che le applicazioni per un maggior numero di coltivatori sarebbe stato accettato e, più recentemente, l’agenzia ha affermato che avrebbe sviluppato leggi alternative per approvare le proposte che sono state sottoposte all’attenzione.

«Allo stesso tempo, lo status quo non ha regolamentato alcuna barriera alla ricerca condotta sia dai National Institutes of Healthné dalla Food and Drug Administration», affermano i politici nella lettera menzionata. La barriera è un divieto posta ai ricercatori nell’accesso per ottenere marijuana dai dispensari.

«Entrambe le agenzie hanno chiesto che i ricercatori siano messi in grado di ottenere cannabis dalle fonti statali legali», si specifica nella lettera presentata dal gruppo bipartisan di politici USA .

 

Stati Uniti

Incidenti automobilistici connessi all’uso di alcool in declino nell’Idaho dopo che Washington ha legalizzato la marijuana

Dopo che lo Stato di Washington ha implementato la vendita di marijuana legale per uso adulto nel 2014, il numero degli incidenti automobilistici connessi con l’uso di alcool nel vicino Idaho sono diminuiti, stando agli esiti di un recente studio scientifico di settore . La associazione tra i due fattori è stata più marcata tra le Contee più vicine al confine con Washington.

«Questi esiti dello studio collimano con l’accresciuto accesso alla marijuana che conduce all’allontanamento progressivo dall’alcool a favore della marijuana», conclude il testo dello studio e del documento di lavoro pubblicato la scorsa settimana dallo Utah State University’s Center for Growth and Opportunity.

La ricerca, redatta dall’economista Benjamin Hansen, è la prima a esaminare se lo shopping transfrontaliero (cioè il passaggio da uno Stato all’altro per l’acquisto di beni) abbia un impatto indiretto sulla salute pubblica, in questo caso, se gli incidenti dovuti all’abuso di alcol sono aumentati o diminuiti.

Hansen, dell’Università dell’Oregon, ha utilizzato due set di dati per la sua analisi. Per misurare la domanda di marijuana in Idaho, ha usato Google Trends per misurare quanto spesso le persone in Idaho si son messe alla ricerca del termine ‘dispensario’ tra il 2007 e il 2017. Al fine di accertare se gli incidenti stradali legati all’alcol sono aumentati o diminuiti in Idaho dopo che la marijuana è stata legalizzata a Washington, l’autore ha guardato i dati dal dipartimento di trasporto dell’Idaho tra il 2010 e il 2017.

Due date chiave, sono state particolarmente attenzionate da Hansen nel suo documento, erano settembre 2015 e marzo 2016. Fu allora che iniziarono le vendite di marijuana ricreativa a WallaWalla, Washington e ad Huntington, in Oregon, rispettivamente.Entrambi si trovano a distanza di guida dal confine dell’Idaho, rendendo così facile per i residenti attraversare le linee statali per acquistare la cannabis. Inoltre, come il documento afferma, il report del rapporto delle Forze dell’Ordine dell’Idaho mostra «consistenti aumenti del traffico e dei sequestri a seguito delle legalizzazioni introdotte da Washington e dall’Oregon».

Hansen ha poi confermato che la ricerca del termine ‘dispensari’ è cresciuta in modo ‘drammatico’ nell’Idaho dopo che Washington e l’Oregon hanno avviato la propria legalizzazione.«Questo suggerisce che l’interesse per la marijuana -in particolare, la marijuana disponibile a Washington e nell’Oregon- è aumentato significativamente man mano che aumentava il numero dei negozi aperti nelle vicinanze e che la rottura della tendenza non è dovuta ad un fattore casuale», scrive lo stesso Hansen.

L’autore ha anche scoperto che l’accesso alla marijuana ricreativa è stato associato ad una diminuzione del 21% degli incidenti che coinvolgono l’alcol nelle contee dell’Idaho che confinano direttamente con Washington. Le Contee situate a un’ora di distanza da Washington hanno visto una riduzione del 18 per cento, mentre le Contee a tre ore di distanza hanno visto una riduzione del 10 per cento. Gli stessi Autori dello studio affermano che quando la distanza di guida da Washington era di quattro ore o più, l’effetto era insignificante. «Trovo prove di un gradiente di distanza per cui gli incidenti stradali legati all’alcol sono diminuiti vicino al confine, ma queste diminuzioni sbiadiscono per le contee più lontano dai vicini regimi legali che regolamentano la marijuana», Hansen ha concluso nel suo studio.

Per verificare le sue scoperte, Hansen ha usato un altro modello statistico per vedere come la legalizzazione della marijuana influisce sul numero di incidenti stradali. Ancora una volta, ha scoperto che «Sembra che il conteggio dei numeri degli incidenti che coinvolgono l’alcool decresce nel periodo successivo alla legalizzazione della marijuana ma che questi effetti variano con la distanza».

«Le interazioni con la distanza suggeriscono che l’effetto dell’accesso legale sugli incidenti legati all’alcol diminuisce di circa il 3 per cento per ogni ora di distanza da un rivenditore».

Lo studio di Hansen aggiunge nuove prove sul fatto che, quando la cannabis è legalmente accessibile, la gente la sostituisce con l’alcol. Il suo lavoro supporta la ricerca precedente, tra cui un altro studio recente che ha trovato come le leggi sulla marijuana medica sono «negativamente correlate al consumo di alcol».

 

Stati Uniti

Il Nuovo Messico terzo per investimenti nell’industria della canapa quest’anno

Il Nex Mexico Economic Development Department sta investendo 200mila dollari nella 420 Valley LLC, una sede di produzione, coltivazione e processazione a Las Cruces, come annunciato dalla stessa agenzia nella giornata di mercoledì scorso. Esponenti ufficiali affermano che la pianificazione è parte degli investimenti nel settore dell’agricoltura sostenibile ed altri settori economici che possono aiutare a diversificare l’economia dello Stato .

Il Governatore Luian Grisham (Democratico) ha affermato che la canapa e l’agricoltura sostenibile “sono componenti essenziali” della missione dell’Amministrazione nell’espandere l’economia dello Stato. I fondi derivanti saranno redistribuiti a favore della 420 Valley in tre anni.

«Dobbiamo pensare in modo più ampio di un’industria e di un’unica industria; dobbiamo creare opportunità per gli imprenditori e gli abitanti del New Mexico di tutte le età che sono desiderosi di trovare un lavoro soddisfacente e di avviare carriere sostenibili. E attraverso il nostro Dipartimento di Sviluppo Economico e altre iniziative chiave faremo esattamente questo».Ha affermato Grisham, in una dichiarazione.

La 420 Valley è fornitrice verticale integrata di prodotti CBD che si prospetta assumere 55 impiegati in tre anni che incasserà una media di circa 33-000 dollari di stipendio annuale. Il totale degli stipendi dell’azienda dovrebbe raggiungere i 2 milioni di dollari in tre anni, la 420 Valley si stima comincerà ad assumere personale il prossimo anno.

L’azienda ha inoltre firmato un accordo con un edificio di 13.000 metri quadrati a Las Cruces, dove prevede di trasferirsi entro gennaio. Il Co-fondatore di 420 Valley Rick Morales ha definito l’edificio «un obbrobrio” e l’investimento statale permetterà alla società di «renderlo utilizzabile e adatto».

Il sindaco di Las Cruces Ken Miyagishima ha affermato che il business e gli investimenti statali possono portare la città «Sul punto di diventare un leader nella crescita di una fiorente industria della canapa industriale».

A maggio, il Nex Mexico Economic Development Department ha promesso 2 milioni di dollari a Rich Global Hemp, che intende assumere 180 dipendenti. Nel mese di settembre, l’agenzia ha dedicato $250,000 a New Mexico Hemp Services, un sede di business collocata a Santa Rosa specializzata nella formazione al lavoro nel settore dell’industria.

 

Stati Uniti

Warfighter Hemp: una società che opera nel settore della canapa fondata da veterani

I prodotti derivati dalla lavorazione di CBD si segnala da tempo offrano aiuto valido a molti veterani di guerra nel trovare una alternativa naturale, che non crea dipendenza e non-psicotropa per accrescere le dosi di prescrizione di medicamenti in uno sforzo a sostegno della attuale epidemia di interventi a base di oppioidi

Un recente studio ha scoperto che il CBD può aiutare nel trattamento e recupero dalla dipendenza da oppiacei. Secondo lo studio, il CBD ha il potenziale «per aiutare i pazienti ad affrontare l’ambiente che spinge al desiderio e all’ansia riducendo la frequenza cardiaca e i livelli di ormoni dello stress» che possono essere innescati da fattori come suoni e persone.Warfighter Hemp vuole fornire ai veterani un prodotto alternativo agli antidolorifici prescritti per aiutare a gestire il dolore, ridurre l’ansia e migliorare la qualità generale della loro vita. La mission di Warfighter Hemp è quella di fornire prodotti CBD in all’alternativa alla vera e propria epidemia di antidolorifici. Tragicamente, l’attuale decesso di suicidi tra i veterani è di 17 al giorno.

La società è stata fondata da Steve Danyluk, un tenente colonnello in pensione del Corpo dei Marine degli Stati Uniti.Dopo aver visto la forma assunta dai veterani del Paese derivante dall’uso eccessivo di oppioidi, ha preso coscienza del fatto che ci dovevano essere altre opzioni alternative agli oppioidi che sono stati somministrati ai suoi compagni veterani per affrontare la dura minaccia della Sindrome Post Traumatica PTSD.

Realizzati al 100% canapa organica, coltivata sulla più grande fattoria di canapa organica del Colorado, i prodotti WarfighterHemp sono a spettro completo e contengono una varietà di cannabinoidi e terpeni per sostenere l’effetto entourage. L’azienda utilizza test certificati da terze parti ed è completamente trasparente circa la quantità di cannabinoidi nei suoi prodotti, fornendo certificati di analisi per ogni lotto di prodotto.

I prodotti Warfighter Hemp realizzati di canapa, includono tinture, capsule e patch, così come lozioni topiche, perle per bagno, crema solare e anche un prodotto a base di miele. Zero THC è la gamma di prodotti di punta ed è disponibile come tintura, capsule e un cerotto transdermico. Warfighter Hemp non si limita solo ai proclami, anzi, investe il proprio denaro e lo mette sul piatto pragmaticamente, restituendo il 50% dei propri profitti a enti di beneficenza che sostengono l’indipendenza dei veterani.

Acquistando da Warfighter Hemp, non solo ci si sosterrà con prodotti CBD di alta qualità ma si sosterrà anche la salute e il benessere dei veterani in tutti gli Stati Uniti. Ci si unirà anche alle migliaia di clienti, rappresentanti e ambasciatori in tutto il mondo che utilizzano Warfighter Hemp.

 

Stati Uniti

Prodotti CBD e canapa per gli animali domestici

Il settore CBD si è enormemente sviluppato, al giorno d’oggi riesce a dare risposte in ambito medico ma anche in termini di sollievo da fastidi e problemi fisici di livello meno impattante, almeno a prima vista ma che procurano una vita difficile anche nella vita quotidiana, come artrite e soprattutto cefalee e dolore in genere. Il settore CBD evoluto e diversificato, però, comincia a dare risposte anche ad ambiti della vita domestica che non solo riguardano l’aspetto medicale individuale degli umani ma -oggi- anche per gli animali domestici che, oltre che nella considerazione di pet teraphy, offrono compagnia anche a bambini, anziani e persone sole.

Quando le persone trovano sollievo attraverso il CBD, spesso vogliono che anche i loro animali domestici possano trovare giovamento ed una migliore qualità della vita allo stesso modo. Tuttavia, mentre è incredibile per vedere il vostro golden retriever con l’artrite tornare nuovamente a muoversi, è importante prima assicurarsi che il CBD del nostro animale domestico sia sicuro e di alta qualità.

I prodotti per il settore pet hanno essenzialmente il più basso livello di barriere affinché si possa far ingresso nel settore del mercato CBD, così lo spazio per i prodotti pet hanno finora ottenuto ampia accessibilità per caratteristiche alquanto oscure. In ogni caso, il mercato si è evoluto molto fino ad oggi, così l’ambito CBD è definitivamente operativo ed oggi può dare una risposta ampiamente adatta anche ai nostri cari animali da compagnia.

Stati Uniti: cannabis, politica contro giustizia Rassegna stampa della canapa nelle testate estere, dal 9 al 13 dicembre 2019">