Politica Esteri

Quel livello di THC che toglie competitività all’industria europea della canapa Con l'aumento dei mercati alimentari derivati dalla canapa, questo problema diventerà ancora più evidente nei prossimi anni

Guardando alla storia della regolamentazione della canapa industriale, nel 1984 sono stati determinati per la prima volta in Europa i limiti di THC(ovvero il delta-9-tetraidrocannabinolo, uno dei maggiori e più noti principi attivi della cannabis, sostanza psicotropa prodotta dai fiori di cannabis), fissando un valore limite dello 0,5%(No 1430/82). La norma prevedeva che dal 1987 questo valore fosse ridotto allo 0,3%, giustificando questa decisione come ‘Protezione della salute pubblica’.

Ciò era in linea con gli ultimi studi scientifici in materia, nel 1976 Ernest Smalle Arthur Cronquistin ‘A Practical and Natural Taxonomy for Cannabis’, Taxon Vol. 25, No. 4, pp. 405-435) utilizzarono il limite dello 0,3% di THC(peso secco) per distinguere tracanapa’ (Cannabis non da droga) e ‘Marijuana’ (Cannabis da droga). Da allora, il valore limite del THC allo 0,3%è stato riconosciuto e utilizzato a livello internazionale per le varietà di canapa industriale, rimasto in vigore fino ad oggi in Canada e negli Stati Uniti.

Sorprendentemente, il regolamento nell’Unione Europeaè stato modificato nel 1999 ed il limite è stato ridotto dallo 0,3% allo 0,2% (No 1251/1999).Questo ulteriore abbassamento del livello di THC venne giustificato per impedire la coltivazione di cannabis di droghe illecite nei campi industriali di canapa, senza mai presentare nessuna prova a sostegno di questa politica restrittiva.

Infatti, da un punto di vista scientifico non vi è alcun motivo di porre un limite di THC dello 0,2%, esso è sicuro tanto quanto lo 0,3% per escludere ogni fine illegale. Inoltre, decenni di esperienza in Canada hanno dimostrato che i semi di canapa ad uso alimentare ottenuti da varietà con 0,3% di THC non hanno valori di THC più elevati,  rimanendo sicuri e innocui per la salute umana.

Il problema realeè che il livello di THC concesso in Europa limita la scelta delle varietà per gli agricoltori, escludendo diverse genetiche dal mercato. Per esempio, a causa della limitazione dello 0,2% l’industria alimentare Europea ha uno svantaggio competitivo significativonei confronti dei produttori del Nord America e dell’Asia e, con l’aumento dei mercati alimentari derivati dalla canapa, questo problema diventerà ancora più evidente nei prossimi anni.

Ad oggi, l’obiettivo dellaEuropean Industrial Hemp Association(EIHA) nel comunicato ufficialeThe European Industrial Hemp Association (EIHA) demands rational THC limits for industrial hemp in accordance with international regulations’ è diripristinare il precedente limite di THC allo 0,3%, basato su studi scientifici e ben funzionante all’estero, comunicando al Parlamento europeo, alla Commissione europea e agli Stati membri la necessità di invertire e modificare il processo di inasprimento avvenuto nel 1999, ripristinando la piena competitività dell’industria europea della canapa.

 

Elenco Normative Europee relative alla canapa industriale (Cannabis sativa L.) dal 1970 al 2000 con relativo argomento ed effetto pratico.

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