Politica Esteri

Quando la parola ‘criminale’ crea problemi nella coltivazione della cannabis ‘legale’ La settimana della canapa nelle testate estere, dal 13 al 20 luglio

Una settimana nella rassegna stampa che mostra peculiari accostamenti tra crimini e marijuana demonizzando la connessione e mettendo in difficoltà tutto l’ampio settore mondiale della applicazione della marijuana in campo medicale. In Canada messa a punto una app specifica per gli utilizzatori di marijuana a scopo medicale.

USA

La Casa Bianca si oppone alla legalizzazione di ogni forma di droga. Nel bel mezzo della nascita di un nuovo ciclo nelle relazioni tra USA e Russia, la Segreteria dell’Ufficio Stampa della Casa Bianca, nella persona di Sarah Huckabee Sandersè stata sollecitata a valutare le più recenti affermazioni rilasciate dal neo-Presidente messicano assurto al soglio presidenziale nella giornata di mercoledì scorso, cioè Andrés Manuel Lopez Obrador. Questi, infatti, ha parlato della fine totale e ufficiale della proibizione sul territorio nazionalee della eliminazione dei divieti contro la marijuana. Il neo-presidente messicano ha anche auspicato una politica più open minde di riforme, tra le quali ha anche citato una vasta amnistia per tutti coloro che hanno commesso reati penali connessi con droghe leggere o assimilabili o che hanno coltivato papavero da oppio o marijuana.

Nella giornata di mercoledì scorso, è stato anche riferito che il neo presidente eletto messicano ha affermato che avrebbe tenuto conto -nella nomina del Ministro degli Interni- di colui che meglio avrebbe sondato la possibilità di legalizzare tutte le droghe in ordine alla riduzione della violenza e dei reati connessi con le droghe nell’intero territorio del Messico. Anzi, ha anche affermato di voler dare “carta bianca” al suo Ministro al ramo su questo specifico tema. E questo in risposta ad una specifica domanda che gli era stata posta, nel caso in cui i confinanti Stati Uniti avessero rivisitato le proprie politiche in tema di droghe e loro potenziale legalizzazione. «Certamente continueremo le nostre relazioni con i nostri partner messicani. Non ho però alcun annuncio da fare in merito alle politiche ufficiali che saranno adottate su quel fronte. In ogni caso, si può dire che non appoggeremo la legalizzazione di alcuna droga in nessun punto e certamente non saremo disposti a consentire alcun ingresso ulteriore di altre droghe in questo Paese». Su questo punto ai cronisti è sembrato che la Sanders abbia voluto sottolineare che la Amministrazione USA non avrebbe sostenuto la legalizzazione di nessuna droga. Mentre il Presidente USA, Donald Trump, non si è espresso ufficialmente a sostegno della piena legalizzazione della cannabis, lo si è sentito esprimersi a proposito dei diritti degli Stati quando si tratta di marijuana medicalee recentemente ha sostenuto un progetto di leggebipartisan che proteggerebbe gli Stati che legalizzano la marijuana mettendoli al riparo da interferenze di livello federale.

Canada

La Namaste Technologies Inc (“Namaste” o la “Società”) (TSXV:N) (FRANKFURT:M5Q:NXTTF) ha annunciato con orgoglio  chela Compagnia ha offerto alla Apple applicazioni per la piattaforma Play Store di Apple e Google in ordine al lancio della sua più recente applicazione Uppy Cannabis Journal. Si tratta della prima “intelligenza artificiale” (AI) focalizzata suuna app per la cannabis medicale che è progettata per mettere insieme feedback su varietà di cannabis e mette a disposizione anche raccomandazioni specifiche tecnico-scientifiche su hardware variamente correlato alla cannabis. La Namaste Technologies Inc.ha implementato la propria Intelligenza Artificiale attraverso la propria società interna della quale è totale proprietaria, la Findify AB(“Findify” o “Findify io” ) ed ha composto più di due milioni di componenti di dati unici connessi alla piattaforma che costituisce la base sulla quale l’algoritmo si evolverà ed adatterà per meglio comprendere gli effetti della cannabis in relazione al trattamento di numerosi sintomi. Attraverso la app Uppy Cannabis Journal, i clienti Namaste ed i pazienti che si curano con cannabis medicale per il trattamento dei propri sintomi avranno accesso al giornale interno confrontandosi sulle proprie esperienze utilizzando diverse tipologie di cannabis. I dati che verranno raccolti nel tempo consentiranno all’algoritmo di identificare i modi in cui le differenti varietà di cannabis potranno curare le varie sintomatologie segnalate dagli utilizzatori. Lo scopo finale di Uppy Cannabis Journalè quello di sviluppare una esperienza di acquisto per la quale i pazienti sono supportati con la raccomandazione d’uso della più attinente e migliore varietà di cannabis personalizzata per le specifiche e personali esigenze, essa sarà basata su dati fattuali raccolti attraverso il network Namaste dei siti di e-commerce combinati con i feedback segnalati dagli utilizzatori e la tecnologia AI.

Namaste aggiornerà il proprio database di più di un milione e mezzo di consumatori su scala globale da mettere insieme quanto più estesamente possibile circa le varietà di cannabis e le finalità curative di applicazione. Dopo che la app verrà approvata da Apple e Google, la Namaste avvierà un programma di mercato per dirigere il traffico dai propri siti interni verso Uppy Cannabis Journale per attrarre nuovi utilizzatori attraverso le più diverse strategie digitali di mercato.

USA-Hawai

Dopo mesi di ritardo a causa delle forniture di semi, l’industria della canapa delle Hawai riprende la sua corsa. Le Autorità hawaiane hanno ufficialmente identificato ed approvatotre licenze per un totale di 30 acri da destinare alla coltivazione specifica nello scorso mese.I tre produttori agricoli progettano di completare le loro prime coltivazioni nel 2018 secondo quanto confermato dal Dipartimento dell’Agricoltura. Le Hawaii avevano legalizzato la pianta nel 2016, quando i legislatori autorizzarono la ricerca presso la Università delle Hawaii a Manoa. Un anno dopo, le Hawaii estesero la produzione di canapa a favore di produttori agricoli privati. A quel punto, la fornitura di semi divenne immediatamente un problema. Le Hawaii ordinarono 50 chili di semi dalla Giamaica nel 2017 ma la fornitura spedita via mare fu distruttapoiché non aveva rispettato i parametri ispettivi imposti dal Dipartimento Statale dell’Agricoltura. I vertici dipartimentali alla fine fecero riferimento ad una fibra ed una varietà di grana sviluppata in Cina, chiamata Yuma, che è stata testata in Malawi e Australia per esser sicuri che potesse risultare performante anche in un ambiente tropicale. Le Autorità preposte al settore agricolo non hanno ancora approvato una varietà per CBD Cannabidiolo o la produzione floreale. Circa una dozzina ulteriore di fattori di accrescimento produttivo di canapa sono in attesa di essere valutati affinché possano ottenere una licenza della durata di due anni, come peraltro confermato da Shelley Choy, coordinatrice del programma pilota di canapa nelle Hawaii. Il Governatore David Igeha affermato in un suo discorso pubblico dopo che sono state assegnate le tre licenze: «I primi tre produttori autorizzati per la canapa ci aiuteranno a dimostrare il reale potenziale dell’industria della canapa delle Hawaii». In ogni caso, i pianificatori della produzione di canapa nelle Hawaii continuano a mettere in guardia sul fatto che la produzione locale potrebbe stentare a partire. «La quantità di semi e la loro varietà potrebbe risultare molto limitata fino al 2019, così i produttori potrebbero valutare se aspettare o utilizzarle, ha affermato il Governatore nella sua dichiarazione pubblica riguardo la produzione di canapa».

Israele

Dopo aver definito “criminali” i pazienti che utilizzano cannabis per i propri trattamenti medicali, il Direttore Generale del Ministero della Salute, Moshe Bar Siman Tov, ha presentato le sue scuse. Nelle sue affermazioni, parecchio contestate e in varie sedi, si ventilava che i pazienti fossero criminali che vendono la cannabis ai giovani. La associazione “Green Leaf” s’è così rivolta al Direttore Generale del Ministero della Salute chiedendo le scuse e la ritrattazione delle sue affermazioni. In una lettera ufficiale, in risposta a tali richieste, ha spiegato che non aveva intenzione di incolpare alcuna persona né tantomeno le organizzazioni rispettose della legge”. Le affermazioni causa di grandi polemiche in Israele su questo terreno così delicato, sono state rilasciate dal Direttore Generale del Ministero della Salute, Moshe Bar Siman Tov, durante una intervista radiofonica che si è tenuta circa un mese fa presso la Radio dell’Esercito, in un programma nel corso del quale i pazienti che adottano la cannabis medica come metodo di cura erano stati equiparati a venditori illegali per i giovani del Paese. Aveva fatto cenno ad una potenziale vendita illegale sottobanco di quote di marijuana terapeutica da destinare a scopo ludico per i giovani lucrando sulle forniture ufficiali legalizzate, per questo ha usato il termine “criminali”. Da quel punto in poi si è scatenata una reazione parecchio veemente soprattutto via web e nei social in tutta l’area dell’utenza di cannabis medicale o legalizzata sul territorio israeliano. Sull’onda delle proteste, la associazione di categoria “Green Leaf” ha presentato -a nome dei pazienti che si curano con la cannabis- una richiesta ufficiale di scuse.

USA

La Legge Agricola impedisce l’accesso ai criminali per fatti di droga all’industria della canapa. Un potenziale divieto permanentepende sul capo dei criminali che hanno commesso reati in materia di droga e tutto ciò deriva da un atto normativo in discussione e che potrebbe rimuovere la canapa dall’Atto sulle Sostanze Controllate(Controlled Substances Act). La Legge Agricola del 2018 è stata generalmente ben salutata dagli attivisti a favore della canapa poiché la versione del Senato potrebbe dare al Cannabidiolo CBD derivato nuove protezioni legali e potrebbe rendere la canapa inscrivibile tra le colture assicurabili e farla rientrare nelle leggi federali sulla gestione delle acque. Allo stesso tempo, però, il provvedimento di legge contiene un altro aspetto che potrebbe risultare non gradito agli attivisti della canapa, cioè il divieto permanente per tutti coloro che sono stati arrestati o condannati per fatti connessi alla droga o questioni collegate con sostanze controllate secondo le leggi federali. Il divieto a coloro che hanno avuto condanne è uno dei temi che riscuotono maggior preoccupazione oggi tra i produttori di canapa i quali ora temono che la Legge Agricola potrebbe dare un duro colpo alla produzione esistente di canapa oltre che alla sua espansione e l’accesso ad altri mercati. «E’ assolutamente discriminatorio»-ha affermato Veronica Carpio– la quale è stata produttrice e coltivatrice di canapa nel Colorado sin dal 2013, un anno prima che la Legge Agricola autorizzasse Stati quali il Colorado a coltivare e produrre canapa. La Carpio -la quale possiede anche un ristorante-pizzeria che vende torte e panini con Cannabidiolo ha affermato che non potrebbe così più essere in grado di coltivare canapa poiché da giovane fu arrestata per fatti connessi alla marijuana. «Questo significa che di qui a poco si potrebbero negare tonnellate di opportunità a persone che vogliano intraprendere l’imprenditoria della canapa», ha affermato la imprenditrice Carpio a Hemp Industry Daily. La dizione di delinquenti è stata aggiunta successivamente ad un originale di un emendamento sulla canapa presentato dal leader repubblicano al Senato Mitch McConnel, un cittadino del Kentucky che è stato anche un fiero avvocato della espansione della coltivazione di canapa. Mentre gli imprenditori che operano nel settore della canapa contattati da Hemp Business Daily affermano che continuerebbero a sostenere l’espansione della coltura anche in caso di divieto per chi abbia precedenti di natura penale per reati connessi, essi credono altresì che l’industria della canapa potrebbe anche spingere unitamente affinché tali interventi in materia di restrizioni e definizioni ostative potrebbero essere rimosse dal testo finale.

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