Politica Esteri

New York: si avvicina la legalizzazione della cannabis ricreativa? La proposta consentirebbe l'uso personale e le vendite al dettaglio. Verrà approvata?

New York diventerà l’undicesimo Stato a legalizzare la cannabis ricreativa per gli adulti? E’ questo l’obiettivo di una proposta presentata martedì, dal Governatore democratico, Andrew Cuomo. Nel suo discorso sulla situazione dello Stato, molte sono state le iniziative annunciate, tra le quali i nuovi pedaggi stradali contro la congestione del traffico a Manhattan e il divieto statale di sacchetti di plastica. Di certo, però, quella sulla cannabis ad uso ricreativo ha riscosso maggiore attenzione. Anche perché è solo di un mese fa l’appoggio del Presidente Donald Trump, che ha apposto la firma ad una legge che permetterà ai contadini statunitensi di produrre canapa.  E’ l’emendamento, chiamato Farm bill, che, tra le altre cose, toglie la canapa dalle sostanze considerate illegali a patto che abbia un tasso di THC inferiore allo 0,3 per cento. Ora la canapa potrà di nuovo essere coltivata e utilizzata, magari, per creare carta, tessuti, e il mercato derivante da questo settore potrebbe arrivare a 22 miliardi di dollari entro il 2022.

La proposta di Cuomo, in caso di via libera, consentirebbe l’uso personale e le vendite al dettaglio e questo avrebbe molte ricadute positive sull’economia: infatti, secondo Cuomo, le tasse sulla cannabis aumenterebbero gli introiti fiscali di circa 300 milioni di dollari l’anno. Tale proposta, però, non cancella la possibilità per le città e le contee, di proibire i negozi di vendita al dettaglio entro i loro confini.

«Il tempo di parlare e basta è finito. È il momento di fare», ha detto Cuomo che intende far entrare  il suo piano nel bilancio dello Stato, che i legislatori sperano di approvare entro il 1 aprile. Non sembra molto complicato visto che la legalizzazione ha un ampio sostegno nel Senato e nell’Assemblea controllati dai Democratici. E’ certamente una bella rivoluzione per Cuomo che solo due anni fa aveva respinto la cannabis come ‘droga di base’, ma ora si è convito a legalizzarla dopo un report della sanità dello Stato di New York che evidenziava i benefici della legalizzazione rispetto ai rischi.

A questo punto, però, come sostengono molti democratici nell’assemblea legislativa, sorge un altro problema: è impossibile legalizzare la cannabis senza cercare di aiutare i newyorkesi le cui vite sono state condizionate negativamente da decenni di proibizione. «Avanzare la nostra agenda circa la Giustizia e particolarmente per quel che concerne tutte le forme di ingiustizia che per un tempo troppo lungo hanno colpito ingiustamente la comunità Afro-Americana e le comunità minoritarie. Il fatto è che noi abbiamo due sistemi penali: uno per i ricchi e benestanti ed uno per tutti gli altri», aveva detto Cuomo qualche mese fa.

E poi bisogna dire che mentre c’è un ampio sostegno all’idea di legalizzazione, non c’è consenso su una lunga lista di norme particolari che, comunque, hanno priorità per procedere alla legalizzazione: regolamenti, tasse, le procedure per la concessione delle licenze ai rivenditori. Tutto questo potrebbe richiedere anche la creazione di una specifica entità amministrativa e, anche dopo l’approvazione, è possibile che l’apertura di negozi non sia immediata. Intanto gli oppositori della legalizzazione comunicano già di essere a lavoro per per mettere fine alla proposta di Cuomo. «Non importa quanti Stati lo stiano facendo, la cannabis non porta i vantaggi auspicati. Questa lotta è tutt’altro che finita e faremo sentire le nostre voci», ha detto Kevin Sabet, presidente del gruppo ‘Approccio intelligente alla marijuana’.

Di sicuro, come ha affermato Ari Hoffnung, CEO di Vireo Health, azienda leader nella cannabis medica,la proposta di Cuomo è «un passo storico», ma richiederà un intenso lavoro per garantire che non comprometta le cure mediche esistenti nel mercato della cannabis.

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