Politica Esteri

Midterm, svolta per la legalizzazione della cannabis? Rassegna Stampa della canapa nelle testate estere, dal 5 al 9 novembre

Le elezioni MidTerm USA hanno visto lo schieramento pro legalizzazione della cannabis riscuotere parecchi successi all’interno di tutta la Confederazione Statunitense. Si tratta di un movimento di pensiero assolutamente trasversale rispetto all’appartenenza degli schieramenti Democratico e Repubblicano, infatti, alcuni leader Repubblicani si sono schierati a favore della legalizzazione. Ed hanno vinto. Infatti, l’argomento ha ottenuto molti rappresentanti sia nella Camera Bassa USA sia nel Senato. Soprattutto a livello locale molti leader politici possono ora mobilizzare con maggior libertà le revisioni di legge in special modo nella maggior liberalizzazione dell’accesso alla cannabis medicale. Il fatto che il Procuratore Generale e Ministro della giustizia Jeff Sessions sia stato di fatto defenestrato da Donald Trump non appena conclusesi le operazioni dello spoglio delle schede del MidTerm, viene visto ora dagli attivisti come una grande vittoria che spiana la strada ad una più ampia liberalizzazione dell’accesso alla cannabis. In Inghilterra vi è molta polemica sul fatto che la cannabis medicale è maggiormente disponibile nel mercato medico nazionale ma -nella realtà dei fatti- la sua reale disponibilità è prossima allo zero, come sottolineano i pazienti che hanno ottenuto permesso ufficiale alle cure su base cannabis e persino da parte degli stessi medici. In Israele il Governo continua nella sua applicazione della mano durissima verso i consumatori di marijuana, la stessa polizia propone soluzioni più morbide nei confronti di coloro che guidano l’auto sotto effetto di marijuana, ovvero, sospendere la patente ma contestualmente offrire la possibilità di viaggiare gratis sui mezzi pubblici.

 

USA

Gli effetti delle politiche sulla legalizzazione si sono rivelati nelle elezioni Midterm

Alla luce dei risultati verificati dopo lo spoglio delle elezioni Midterm negli USA, il mondo della cannabis constata l’apertura di nuove prospettive positive sul proprio cammino.  Anzi, ha determinato un ‘peso’ tutt’altro che trascurabile sull’andamento delle stesse elezioni presidenziali degli Stati Uniti.  Un esempio alquanto illuminante, da questo punto di vista, è il Michigan e il gruppo degli Stati del Nord Est che hanno guidato l’onda politica favorevole alla legalizzazione della Marijuana ma «la vittoria poderosa proprio nel Michigan dimostra la direzione ricercata a livello nazionale dall’intero movimento» ha affermato Maria McFarland Sánchez-Moreno, direttrice esecutiva della Drug Policy Alliance, che ha indicato chiaramente come il cambiamento verificatosi nel Michigan sia in realtà, dimostrativo delle mutazioni in atto nei processi di legalizzazione della cannabis che finora si riteneva fossero ristretti nella West Coast e nel Nord Est della Confederazione. «Con una tale schiacciante vittoria nel sostegno pubblico alla legalizzazione della Marijuana, comprese le maggioranze Repubblicane e quelle tra gli anziani americani, vi è solo da immaginare che il governa continui a procedere su questa strada».

Sconfitta: il North Dakota rifiuta l’uso per gli adulti della cannabis

La Misura 3 che avrebbe legalizzato l’accesso alla marijuana per gli adulti nello Stato ha visto sempre minor appealing man mano che si procedeva nello spoglio delle schede. Si è poi giunti ad un rapporto del 60% dei votanti contro la legalizzazione già quando si era all’80% delle schede spogliate.

Vittoria: il Missouri approva l’emendamento per la Cannabis Medicale

Il Missouri aveva tre differenti proposte relative alla marijuana medicale al voto. Solo un emendamento ha prevalso, l’Emendamento 2, che comprende un 4 per cento nella tassazione sulla cannabis che andrebbe a riguardare i servizi sanitari a sostegno dei veterani. L’emendamento ha vinto sulla Proposta al 2 per cento di tassazione e 15 per cento per l’Emendamento 3.

Vittoria: Lo Utah approva la Carta della cannabis medicale, la Proposta 2

Mentre nella notte del voto MidTerm la Proposta 2 è stata approvata, in realtà le parti interessate s’erano già raccolte prima delle elezioni. Ora tutti gli attivisti in prima linea in questa materia trovano un più ampio terreno comune d’azione nel dialogare con Legislatore e con i politici locali oltre che con la Chiesa dell’Ultimo Giorno in modo da trovare una via comune accettata per i pazienti dello Utah. Il voto espande ora il già approvato programma che concede limiti meno ristretti nell’accesso alla cannabis medicale, un accesso che in precedenza prefigurava solo i malati terminali, qualora il prodotto sia disponibile sul mercato sanitario.

Vittoria: la Florida ripristina il Diritto di Voto per i condannati per crimini non violenti

Il successo dell’Emendamento 4 in Florida apporta cambiamenti nella Costituzione dello Stato per ripristinare i privilegi del voto per coloro che sono stati condannati o tenuti in condizioni di carcerazione per crimini non-violenti. Una gran parte di essi sono stati condannati in qualità di consumatori di Cannabis e -secondo la Legge della Florida- per un primo reato connesso col possesso di quantità superiori a 20 grammi secondo la classificazione dello Stato che lo colloca nella fascia del reato grave‘. Questo significa meno di tre quarti di oncia. National Organization for the Reform of Marijuana Laws NORML ha fatto notare che l’unico altro Stato che stabilisce una classificazione di reato per possesso di Marijuana in modo così pesante in termini di pena comminata è l’Arizona. Si ritiene che 1.5 milioni di abitanti della Florida vedranno il loro diritto di voto ripristinato a partire da subito dopo le votazioni del MidTerm.

Commentando i risultati delle votazioni del MidTerm, il Vice Direttore NORML Paul Armentano ha affermato: «La Florida è leader nazionale negli arresti condotti su base annua. In molti casi, coloro che sono stati arrestati sono stati accusati di reato per il semplice possesso.  La approvazione dell’Emendamento 4 ripristina i privilegi del voto di migliaia di cittadini della Florida che sono stati sottoposti a stigma a causa della detenzione di marijuana e reati connessi e rende chiaro che le conseguenze collaterali di una detenzione per possesso non violento non potrà impedire l’accesso alla più piena partecipazione nel processo democratico».

Corsa al Congresso

Vittoria: il proibizionista Pete Sessions perde il suo posto alla Camera

L’evento di maggior portata nella Camera è stato che il Repubblicano Pete Sessions ha perso il suo seggio. Sessions ha lavorato molto attivamente per bloccare ogni legislazione riguardante la marijuana che fosse mai giunta all’interno della Camera stessa. La sua fuoriuscita dal Congresso è di fatto la più grande vittoria conseguita dagli attivisti a Capitol Hill in direzione di politiche volte alla liberalizzazione su base federale. Il Direttore Politico di NORML, Justin Strekal ha affermato: «Il rappresentante politico Pete Sessions è stato il più grande ostacolo presso la Camera degli Stati Uniti per il passaggio di leggi di buon senso e qualsiasi proposta fatta da rappresentanti dei movimenti attivisti per la legalizzazione della Cannabis. La sua fuoriuscita apre le porte alla possibilità per la Casa dei Rappresentanti nel 2019 di promulgare un certo numero di leggi di carattere significativo in materia».

L’alleata della Cannabis Dana Rohrabacher senza seggio

Sembrerebbe che la cannabis abbia perso il più datato e riconosciuto alleato al Congresso Dana Rohrabacher che ha perso il proprio seggio nel Distretto della California del Sud, aspetto emerso già nel corso dello spoglio dei voti. Probabilmente debbono aver pesato sul suo conto certe connessioni col contesto russo che hanno gettato una luce oscura su decenni di lavori svolti in precedenza nel suo campo d’azione politica. Soprattutto per prevenire che il Dipartimento di Giustizia spendesse troppo denaro nei confronti dei fornitori di marijuana.

La corsa a Governatore

Le varie sfide al ruolo di Governatore un po’ in tutta la Nazione hanno mostrato diversi candidati esprimere il proprio sostegno a favore della riforma del settore della Marijuana, questa volta più che nel passato. Mentre molti dei Democratici che hanno espresso il proprio operato a favore nella corsa al vertice governatoriale dello Stato in realtà si son poi persi per strada, bisogna anche sottolineare che non mancano certo storie di successo.

Vittoria: Jared Polis assicura il Colorado al Governatorato

Uno dei più grandi difensori dell’industria della Marijuana nel Congresso, Jared Polls, repubblicano, andrà ad occupare il posto di Governatore in Colorado. Nel passato recente, Polis ha combattuto a favore dell’accesso alle attività bancarie per l’industria della cannabis. Ed è stato uno dei più fieri oppositori alla mano dura voluta e cercata dal Procuratore Generale Jeff Sessions. Oltre ad essere potenzialmente il miglior Governatore a favore dei processi di liberalizzazione della marijuana, Polis si è anche dichiarato apertamente primo Governatore gay d’America.

Vittoria: l’alleato della cannabis Gavin Newsom ottiene il seggio di Governatore della California

In California, il riformatore di lunga data Gavin Newsom raggiunge il ruolo di Governatore del più popoloso Stato nell’Unione. Fin dal suo primo ingresso nell’arena politica, a San Francisco, Newsom ha svolto attivamente il suo operato politico a favore della Cannabis e delle leggi connesse. Più di recente ha guidato la commissione col fiocco blu sulla legalizzazione della marijuana stilata prima che l’Atto sull’Uso degli Adulti della marijuana fosse promulgato. Newsom era il politico dotato di maggior visibilità nello Stato a favore della legalizzazione della Cannabis nel 2016 ed ha svolto anche il compito di Vice Governatore.

Vittoria: Illinois, il nuovo Governatore J.B. Pritzker ha da tempo chiesto la piena legalizzazione della marijuana

In Illinois lo Stato ha un nuovo Governatore democratico, J. B. Pritzker il quale ha posto come obbiettivo della sua azione politica la piena legalizzazione della marijuana. In ogni caso, il Chicago Sun-Times afferma che il piano di Pritzker avrà bisogno di maggior appoggio politico e dovrà affrontare ancora molte opposizioni oltre alle misure già approvate su base statale in materia di cannabis, in direzione della legalizzazione, diversamente da quanto accaduto per la Canapa Industriale che ha già davanti un panorama più liberalizzato ed ha offerto maggior accesso a studenti ed a pazienti che si liberano da trattamenti a base di oppioidi.

Vittoria: il Governatore del New Mexico è un vero Campione pro cannabis

Michelle Lujan Grisham è uno dei personaggi di maggior spicco a favore della legalizzazione della cannabis. Si può dire che sia una vera campionessa, da questo punto di vista. Alle sue spalle la Drug Policy Alliance che ha sostenuto il suo operato e lo caratterizza. Si tratta del secondo Governatore della Nazione che attraverso la legislatura in corso operi a favore della piena legalizzazione della cannabis. «La legalizzazione della Marijuana ha ora una buona opportunità di divenire realtà nel New Mexico nei prossimi anni grazie al nostro nuovo Governatore ed una nuova legge più favorevole», ha affermato Emily Kaltenbach di DPA. «Michelle Lujan Grisham porterà avanti le politiche sulla riforma del settore nel New Mexico, riforme che finora son state in stallo per gli ultimi otto anni durante la Amministrazione Martinez», ha aggiunto.

Vittoria: il nuovo Governatore ha fatto campagna politica a favore della legalizzazione

L’ex componente del Congresso Tim Walz è il nuovo Governatore del Minnesota. Agli inizi della campagna, lo scorso anno, Walz affermò che avrebbe creato un sistema a sostegno delle vendite di Marijuana con un differente sistema regolato di leggi che avrebbe così offerto nuove opportunità all’agricoltura locale ed all’Economia dell’intero Minnesota«Questo sistema comprenderà investimenti nell’educazione giovanile nella maggior conoscenza di tutti i prodotti a base di Marijuana e controlli sulla crescente distribuzione oltre che nella vendita con migliori strumenti di controllo giuridico». Secondo la sua visione, riferita ai media locali, una rinnovata politica di settore potrebbe solo migliorare le rendite derivanti dall’imposizione fiscale, attraverso la creazione di nuovi profili professionali per cittadini del Minnesota, proteggere i bambini dello Stato e creare un maggior senso di fiducia negli adulti nel prendere proprie decisioni basate sulla propria personale libertà.

Vittoria: Maine, il Governatore anti legalizzazione della cannabis LePage ha perso il suo seggio

La democratica Janet Mills ha vinto nel Maine in occasione delle votazioni MidTerm. L’ex Procuratore Generale è stato scalzato dal suo ruolo dopo aver pervicacemente condotto la sua battaglia contro ogni forma di liberalizzazione del mercato e delle leggi del settore, così LePage potrà ora proseguire sulla strada che condurrà alla vendita liberalizzata di marijuana così come approvato dagli stessi elettori.

Vittoria: approvazione della Legalizzazione da parte del Governatore del Michigan

La Democratica Gretchen Whitmer ha vinto nel Michigan dopo essersi pronunciata fortemente a favore della legalizzazione. Il tema della legalizzazione è stato un argomento topico nel corso delle elezioni al ruolo di Governatore nel Michigan ma Whitmer alla fine ha vinto con uno scarto del 10%.

Moderata vittoria: Phil Scott mantiene il suo seggio nel Vermont

L’unico governatore a favore della cannabis, Phil Scott del Vermont, in tutta l’America. Dopo esser diventato il primo Governatore d’America a legalizzare la cannabis attraverso il potere della penna, Scott ha vinto col 15% di scarto. Lo si considera un risultato scarso. Ma sufficiente per proseguire. Ora -come ha espresso favorevolmente il suo appoggio alla causa della liberalizzazione- giunge il momento di attuare tutto questo nel proprio Stato. Bisogna annotare che pose un veto alla legalizzazione nel Vermont nel 2017 ed è stato alquanto riluttante a innescare una riforma della legislazione locale in tema di legalizzazione.

Sconfitta: Charlie Baker, contrario alla legalizzazione, vince nel Massachusetts

Il Governatore Charlie Baker ha mantenuto il proprio Governatorato nel Massachusetts. Egli apertamente dichiara di detestare la marijuana e le attività connesse ed è stato il principale portavoce che ha guidato l’ondata contraria alla legalizzazione nel 2016 esplicando ogni sforzo contrario alla marijuana in ogni forma. Molti nello Stato ritengono che questa Amministrazione sia il principale ostacolo alla vendita di una sola bustina due anni dopo la legalizzazione in un posto che già ha i suoi dispensari medici attivi.

Sfide locali

Vittoria: cinque città dell’Ohio depenalizzano la marijuana

Cinque differenti città dell’Ohio hanno votato per depenalizzare la marijuana in occasione delle votazioni di MidTerm. Questo dato comprende la maggioranza della popolazione del centro di Dayton, la sesta città più grande dello Stato. Si è trattato di un tema popolare nell’agone elettorale e che ha grandemente caratterizzato la scena locale. La misura volta alla depenalizzazione ha portato a casa il 65% del voto a Dayton ed un più massiccio 71 per cento nella più piccola comunità di Norwood.

Vittoria simbolica: nel Wisconsin viene approvata la legislazione non vincolante sulla legalizzazione

Tra le varie votazioni che si sono svolte in occasione delle elezioni di MidTerm nel 2018 vi erano molti scrutini riguardanti legislazioni non vincolanti come nel Wisconsin. Nello Stato l’interesse sul tema non sembra essere stato uno di quelli che hanno scosso l’opinione popolare se non nella direzione di ritenere chiusa la strada alla cannabis sia a per uso medicale sia per scopi ricreativi, specialmente nel Milwaukee dove il 70 per cento dei votanti si è espresso per una legge non vincolante sulla cannabis a scopo ricreativo. Milwaukee è grande il doppio della città di Madison, la seconda del Wisconsin. La popolazione urbanizzata è quella che ha votato per la legalizzazione. Il Wisconsin non ha un sistema legale per referendum estesi quanto il territorio statale così solo la legislatura può sottoporre questioni ponendoli al voto come una variazione di carattere costituzionale per legalizzare la marijuana.

Vittoria: La città del Massachusetts rifiuta di vietare la marijuana legale

Mentre lo Stato del Massachusetts ha già legalizzato la Marijuana, le municipalità hanno ancora l’autorità di porre divieto all’interno dei propri confini. La città di Newton, Massachusetts, ha rifiutato un paio di questioni sottoposte a votazioni che avrebbero limitato l’accesso alla marijuana legale nella propria comunità. I votanti a Newton non solo hanno respinto un piano per impedire la vendita di marijuana in città ma ha anche respinto un piano per limitare il loro numero.

Le Municipalità della California approvano la Nuova Tassazione sulla cannabis

La California ha visto molti votanti favorevoli alla cannabis a livello locale, praticamente diventando il territorio alla guida in questo settore. I votanti a San Francisco hanno approvato Prop D aggiungendo un nuovo 1-5 per cento d tasse sul business della cannabis dopo i primi 500.000 Dollari annui di vendita annuale. Il tasso dipenderà dalla misura del business. Nella Contea di San Bernardino, vi erano molte Municipalità pronte a introdurre nuove tassazioni sulla cannabis. Parimenti in Adelanto, Colton.

 

USA

Il Ministro della Giustizia e Procuratore Generale Jeff Sessions, feroce oppositore della Cannabis, esautorato dal Presidente Trump

Il Ministro della Giustizia e Procuratore Generale Jeff Sessions è stato praticamente accompagnato alla porta dal Presidente USA, Donald Trump.  Sessions è stato uno dei più grandi oppositori nei confronti della legislazione che amplifica la disponibilità della Cannabis sul territorio nazionale. La sua rimozione da ruoli chiave e strategici nella Confederazione così come nella Amministrazione, lascia molti presagire che nel 2019 vi possano essere maggiori spazi d’azione per quel che riguarda la legalizzazione della cannabis su livello nazionale e non più solo nei singoli Stati degli USA. Solo un giorno dopo le elezioni di MidTerm, Sessions ha presentato una lettera di dimissioni, dopo due anni di incarichi svolti alle dipendenze della Amministrazione USA. E’ stato rimpiazzato dal suo Vice Matthew Witaker il quale si esprimerà a breve anche in tema di legalizzazione della Cannabis. Durante il periodo della sua operatività per conto della Amministrazione USA non ha mai perso occasione di porre veto e argine a qualsiasi tipo di legislazione che liberalizzasse il mercato della xannabis in America, anche e non solo in termini di riforma del sistema giuridico-legale di settore.

La Session Act introdotta per abolire il ‘memorandum di intesa‘, il documento fondativo dell’ex Presidente Barak Obama che consentiva agli Stati singoli USA di poter disporre leggi nella direzione della legalizzazione della cannabis, di fatto faceva tabula rasa di tutto il cammino percorso in quella direzione. Persino prima di prendere possesso del suo ruolo, Sessions dichiarò apertamente la sua opinione per la quale la marijuana fa male come l’alcol e come l’alcol andrebbe bandito ed indicò la famosa pop star Lady Gaga proprio in tema di ‘dipendenza’ dalla marijuana . Le persone per bene non fumano marijuana, aveva affermato. Successivamente ha più volte chiarito che avrebbe combattuto la sola idea della legalizzazione. «La marijuana non è qualcosa che possa essere legalizzata, anzi, al contrario, è qualcosa che va ridotto, è pericoloso».

Con la rimozione del principale nemico dall’Amministrazione americana, la strada per implementare la legalizzazione ora sembra aprirsi un qualche varco. E così la legalizzazione approvata nel Michigan, che rende quello Stato il decimo che ha una vendita e commercializzazione liberalizzata, sembrerebbe potersi affermare che sia giunta la ciliegina sulla torta lungo la strada che nel primo Trimestre 2019 configurerebbe una migliore e implementata variazione a favore della legalizzazione negli USA.

 

Gran Bretagna

La cannabis medicale diventa disponibile in Gran Bretagna previa apposita prescrizione a partire dal 1° Novembre ma davvero pochi pazienti riescono ad ottenerla

Dal 1° Novembre, sulla carta, la cannabis è disponibile sul mercato nazionale in qualità di cannabis medicale dietro prescrizione medica. Il che rappresenta finalmente la legalizzazione della cannabis come parte integrante di alcune terapie previste dalla legge del Regno Unito. Sempre per legge, questo comporta che non dovrebbe essere contemplata la presenza di cannabis anche se a scopo medicale, nel mercato illegale del Regno. Dopo qualche giorno dalla approvazione, però, si verificano i primi problemi nella gestione della cannabis. Quasi nessuno, nemmeno quelli che vivono vere e proprie odissee mediche (quelle che hanno poi portato alla revisione di legge che ha condotto alla legislazione attuale più liberale in tema di cannabis medicale) riesce ad accedere alla cannabis medicale per curarsi. Gli stessi parlamentari, il personale medico e tutto l’indotto della distribuzione e somministrazione della cannabis medicale sta registrando un vero e proprio blocco nell’accesso alla cannabis medicale anche qualora vi sia reale necessità e sia previsto dal Piano Sanitario Nazionale approvato. La revisione di legge, in verità, è giunta dopo casi di cronaca sanitaria che hanno colpito molto l’opinione pubblica del Regno Unito, da cui è derivata la forma di liberalizzazione in campo medico. Non sono mancate, tuttavia, le critiche al Governo e le frange mediche (e non) che hanno indicato alcuni rischi nella distribuzione liberalizzata della Cannabis Medicale.

«A causa della limitata base provata, il Governo può autorizzare solo la prescrizione di prodotti a base di Cannabis somministrabile da personale medico ed elencati nel Registro Specialistico del Concilio Medico Generale GCM e solo ai pazienti dove vi è evidente necessità clinica che non può essere assolta da medicine con licenza già acquisita ed altre opzioni mediche che sono già state esaurite, come ha chiarito il British Brain Tumour Charity».

Per gli osservatori, la situazione è certo migliore rispetto alla nebulosità giuridica regnata fino all’anno scorso ma le cedevolezze del sistema di accesso e di somministrazione ai pazienti che ne hanno realmente bisogno, sottolineano che la Gran Bretagna in tema di applicazione medica della cannabis, soprattutto se regolamentata a livello governativo, è ben lungi dal funzionare in un qualsiasi senso.

 

Israele

La Polizia può ritirare la patente a chi guida sotto effetto di Marijuana ma offre la possibilità in alternativa di viaggiare gratis con l’autobus

Non mancano caso di cronaca che hanno aperto il varco nelle polemiche. Pochi giorni fa è diventato noto nei media nazionali il caso di un incidente nel corso del quale la Polizia ha annullato la patente di guida ad un paziente in cura con cannabis dopo che questi ha ammesso di aver fumato 6 canne prima di mettersi alla guida. La Polizia non era a conoscenza di una variazione correttiva che è stata pubblicata sei mesi fa e controfirmata dal Primo Ministro Benjamin Netanyahu, secondo la quale è possibile guidare per i pazienti in cura con cannabis nel caso però in cui la cannabis sia stata consumata almeno tre ore prima di mettersi alla guida. La Polizia risponde che fino a quando la proposta di legge non entrerà ufficialmente in vigore, sarà considerata ancora non valida. Per tutti questi motivi, il Ministero della Salute israeliano, preso atto dello stato delle cose, sta meditando su una variazione di legge da apportare al testo vigente in modo da dirimere anche questo tipo di controversie legali. Secondo quanto riferito dai media locali, la nuova legislazione consentirebbe ai pazienti in terapia con cannabis di guidare ma con nuovi e differenti limiti, senza tener conto del momento dell’assunzione della cannabis fino ai suoi effetti finali in caso di incidente o infrazione al codice della strada. Secondo le informazioni fornite dal Ministero della Salute, si va chiarendo il contesto relativo alla concessione di permessi di guida a pazienti in terapia con cannabis medicale fino ad un limite di 5 nanogrammi di THC nel loro corpo per ml di sangue.

Si fa notare da più parti che non si tratta di una soluzione efficace, poiché 5 nanogrammi per ml di sangue è una cifra molto bassa che può certamente restare in circolazione nel corpo umano degli assuntori regolari di cannabis, fino a due settimane o più dall’assunzione. In comparazione, il Colorado ha stabilito un limite di 15 nanogrammi per ml di sangue che è anch’esso limite considerato troppo basso ed è stato ampiamente criticato da chi assume cannabis in quella Nazione. Quindi, questa nuova legge dei 5 nanogrammi non salverà i pazienti in cura dalla guida sotto effetto. Allo stesso tempo, è stato segnalato che la Polizia si oppone a quest’idea e offre una strana alternativa: trasporto pubblico gratuito per i pazienti in terapia con cannabis medicale. L’Autorità Nazionale per la Sicurezza Stradale si è opposta anch’essa alla proposta del Ministro della Salute. Ministro che oltretutto ha chiarito di fare riferimento ad una legislazione ampiamente approvata in giro per il Mondo e che tende a salvaguardare sia la salute dei singoli sia la materia complessa del traffico più in generale ed il diritto alla mobilità. Presto entrerà in azione la nuova Riforma del Codice della Strada che consentirà alla Polizia di condurre un test per guidatori al fine di verificare i livelli di THC anche quando non vi sia un particolare sospetto. Il mezzo a disposizione della Polizia sarà quello che sarà certamente utilizzato in questi frangenti.

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