Politica Esteri

Midterm: i referendum, la cannabis la fa da padrone I referendum sulla cannabis sono al centro dell'attenzione in un numero chiave di Stati, e molti candidati sono schierati a favore di qualche forma di legalizzazione

Le elezioni di midterm del 6 Novembre non sono soltanto l’occasione per rinnovare il Congresso -tutta la Camera ed un terzo del Senato- ed eleggere i governatori di diversi Stati, ma anche per votare su 155 referendum in 37 Stati americani. I temi sono i più vari, dall’aborto alle tasse sugli assorbenti igienici, passando per la liberalizzazione della marijuana e l’esposizione dei dieci comandamenti nei luoghi pubblici.

In California gli elettori dovranno esprimersi sul mantenimento tutto l’anno dell’orario estivo, mettendo fine all’alternanza fra ora legale e solare. Si vota anche sull’emissione di bond per un totale di 15 miliardi di dollari che serviranno a finanziare diversi programmi per gli alloggi, le infrastrutture ambientali e gli ospedali pediatrici.

In Florida: in questo Stato si vota per il ripristino del diritto di voto dei detenuti una volta scontata la pena, per vietare le prospezioni di gas e petrolio in mare e proibire il fumo delle sigarette elettroniche sul posto di lavoro. C’è anche un voto per abolire le gare di lotta fra i cani

In Alabama: Si vota per inserire nella Costituzione dello Stato la protezione della vita dei bambini non ancora nati e autorizzare l’esposizione dei dieci comandamenti in scuole ed edifici pubblici. Quindici anni fa, le autorità destituirono dall’incarico l’allora capo della Corte suprema locale, Roy Moore, perché si era rifiutato di togliere i dieci comandamenti dalla sua aula. Nel 2017, Moore ha perso le elezioni come senatore dell’Alabama, dopo che diverse donne lo hanno accusato di averle molestate quando erano delle ragazzine.

In Nevada: si vota per eliminare la tassazione sugli assorbenti igienici, sull’onda di un movimento di migliaia di donne a favore della parità di genere. 

In California, Missouri, Michigan, Nord Dakota, Utah si votano provvedimenti per liberalizzare l’uso della marijuana.

Nello Stato di Washington si voterà per limitare la vendita delle armi, alzando l’età legale per il loro possesso da 18 a 21 anni. Sono inoltre previsti controlli sui precedenti di chi acquista armi.

I referendum sulla riforma globale della cannabis sono al centro dell’attenzione in un numero chiave di Stati. E i risultati, sostengono gli osservatori locali, potrebbero portare a un cambiamento epocale nel modo in cui si tratta il tema negli USA. Non solo: ‘Marijuana Momentrileva che almeno 20 tra i principali candidati, anche Governatori, sostengono la legalizzazione della cannabis molto più che in qualsiasi ciclo elettorale precedente.

Vediamo ora, nel particolare, cosa sta accadendo e quali sono le proposte sul tavolo elettorale di ogni singolo Stato.

Michigan

Qualora i chiamati al voto dovessero votare favorevolmente, potrebbe diventare il primo Stato nel Midwest a legalizzare l’uso ricreativo della cannabis, unendosi ad altri nove. L’iniziativa renderebbe la marijuana legale per chi ha 21 anni o più e legalizzerebbe fiori, concentrati o infusi, ma non solo; darebbe anche il permesso di coltivare fino a 12 piante per uso personale, ma  ne limiterebbe il possesso con determinate condizioni. Ciò non implica l’utilizzo in pubblico poiché, infatti, questo è vietato dalla misura. Il Michigan imporrebbe anche una tassa sulle vendite di cannabis pari al 10%; le entrate sarebbero indirizzata poi verso infrastrutture, ricerca clinica, istruzione ed altro.

Nord Dakota

Altro Stato in cui la legalizzazione della cannabis è un quesito rivolto agli elettori. Si tratterebbe, qui, di eliminare «hashish, marijuana e tetraidrocannabinoli» dalla lista di sostanze attualmente proibite rendendo, in definitiva, legale l’uso ricreativo per tutti gli adulti. Se approvata, l’iniziativa eliminerebbe la punibilità per reati non violenti legati alla cannabis, come la crescita, il possesso o la vendita. Non vi sarebbe altresì alcun limite per la quantità di cannabis posseduta o coltivata in casa. La misura innescherebbe anche la cancellazione automatica di tutte le condanne non violente per «una sostanza controllata che è stata legalizzata». Uno svantaggio: nessuna disposizione per i regolamenti o le licenze, né una tassa specifica per la cannabis; tradotto, lo Stato non raccoglierà -eventualmente- i frutti della legalizzazione.

Utah

Qui gli elettori decideranno se approvare una misura che legalizzerebbe la marijuana medica che consentirebbe a si trovi in determinate condizioni di salute di ottenere cannabis cruda fiori o oli, prodotti commestibili e altri, tutti a base di cannabis contenenti THC o CBD per uso terapeutico. Altresì, sarebbe consentita la coltivazione fino a sei piante di cannabis per uso medicinale personale in circostanze limitate.

Missouri

A differenza dei precedenti, il Missouri ha ben tre iniziative di legalizzazione, tutte relative esclusivamente alla marijuana medica. Occhio perché le misure sono marcatamente diverse per portata e intenzione. Il primo Emendamento -il 2-, si allinea più strettamente ad altri programmi già incontrati poiché legalizzerebbe la cannabis medica imponendo altresì una tassa sulle vendite del 4%, il cui gettito finanzierebbe i servizi di assistenza sanitaria. L’emendamento 3 è meno completo ed imporrebbe una tassa sulle vendite del 15% per finanziare un istituto di ricerca e sviluppo di farmaci casualmente gestita da Bradshaw, colui che ha proposto la misura. La terza iniziativa, la Proposition C, creerebbe una nuova legge piuttosto che modificare la costituzione come le altre, legalizzando la cannabis medica e attuando un’imposta sulle vendite del 2% che contribuirebbe a pagare i servizi per i veterani, il trattamento delle tossicodipendenze, l’istruzione e l’applicazione della legge.

California

Sebbene sia già legale utilizzare e possedere cannabis in California, i legislatori hanno ancora imposto divieti ai dispensari e alle fattorie locali. Gli elettori, perciò, sono chiamati a decidere su oltre 80 iniziative municipali che allenterebbero i limiti suddetti e/o istituirebbero tasse locali sulla cannabis, se non entrambe.

Ohio

Gli elettori decideranno qui su di una riforma che ridurrebbe alcuni reati di detenzione ed altri reati minori. L’emendamento proposto ridurrebbe anche il periodo di detenzione per i condannati per reati di droga che hanno completato programmi di riabilitazione, tra le altre misure. A livello locale, i residenti a Dayton decideranno su una misura che decriminalizzerà piccole quantità di cannabis e rimuoverà le pene per i reati minori di possesso di marijuana e hashish.

Wisconsin

Nessuna misura statale ma solo in 16 contee e due città –Waukesha e Racine – si deciderà in qualche modo sulla politica della cannabis.

Florida

Qui, ci sono due promettenti governatori: il democratico Andrew Gillum e l’avversario repubblicano sostenuto da Trump, Ron DeSantis; le loro posizioni sulla legalizzazione della cannabis potrebbero essere il fattore decisivo per gli elettori della Florida. In questo Stato oltre il 60 per cento degli elettori sostiene la legalizzazione e la regolamentazione dell’uso ricreativo della marijuana, secondo un recente sondaggio dell’Università della North Florida. Gillum sostiene che legalizzare e tassare la cannabis ricreativa per adulti potrebbe portare a 1 miliardo di nuove entrate statali che potrebbero andare verso il suo sistema scolastico fallimentare. DeSantis, d’altra parte, è contrario alla più ampia legalizzazione della cannabis, ma ha detto che vuole espandere il programma di marijuana medica della Florida.

Illinois

Comein Florida, i candidati nella corsa governativa sono divisi: Bruce Rauner è un strenuo oppositore della legalizzazione dell’uso di marijuana ricreativa, mentre il candidato democratico, JB Pritzker, ha suggerito che la legalizzazione potrebbe generare centinaia di milioni di entrate fiscali Se viene eletto Pritzker o Jackson (l’altro favorevole), l’Illinois potrebbe diventare uno dei primi stati del Midwest a legalizzare la cannabis, insieme all’ipotesi eventuale del Michigan.

Connecticut

Qui, Ned Lamont, il candidato democratico, sostiene la legalizzazione e la regolamentazione della marijuana ricreativa e crede che il gettito fiscale aggiunto, intorno ai 30 milioni, potrebbe aiutare a risolvere la crisi del bilancio del Connecticut. Il suo avversario repubblicano, Bob Stefanowski, non è contrario alla legalizzazione ricreativa della cannabis di per sé, ma ha affermato che non è un punto focale del suo programma. Oz Griebel, invece, il loro sfidante indipendente, sostiene un percorso diverso che incorpora anche la riforma della giustizia penale e utilizza le entrate fiscali per la salute mentale, i programmi sull’uso di sostanze e programmi di educazione.

Minnesota

Come il Connecticut e la Florida, anche qui i candidati siedono su fronti opposti: il democratico Tim Walz sostiene la legalizzazione e la regolamentazione della cannabis per qualsiasi uso mentre Jeff Johnson, il suo sfidante repubblicano appoggiato da Trump, si oppone alla legalizzazione dell’uso ricreativo, anche se ha detto che potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di espandere il programma relativo alla marijuana medica.

Texas

Quando si tratta di Senato, tutti gli occhi sono puntati sul Texas. Il democratico Beto O’Rourke sta inseguendo il posto di Ted Cruz nel Congresso, e la lotta è accesa. Uno dei principali punti controversi? Proprio la legalizzazione della cannabis. Cruz ha cercato di dipingere O’Rourke come «troppo liberale»:la depenalizzazione, legalizzazione e regolamentazione della marijuana sono parti importante della sua piattaforma politica. Cruz, d’altra parte, si oppone alla legalizzazione della cannabis, ma ha sostenuto come senatore che i diritti dovrebbero essere preservati in materia. La completa riforma della cannabis magari potrebbe non essere il fattore decisivo nella corsa al Senato, ma certamente giocherà un ruolo importante.

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