Politica Esteri

Massachusetts: quando la cannabis è legale, il business è assicurato Rassegna stampa della canapa nelle testate estere, dal 10 al 14 giugno 2019

Gli Stati Uniti nuovamente faro della legalizzazione. E della ben più conveniente redditività. Il caso positivo del Massachusetts, nella sola ultima settimana di maggio la resa è stata di 140 milioni dollari.

 

Stati Uniti

La cannabis  a scopo ricreativo nel Massachusetts vede le vendite crescere fino a 140 milioni di dollari

Dopo sei mesi di piena operatività, le vendite di cannabis per uso ricreativo del Massachusetts continuano ad aumentare, con vendite aggregate che si avvicinano ai 140 milioni di dollari durante l’ultima settimana di maggioIl mercato ha goduto di un lancio notevole la settimana che comprendeva il Giorno del Ringraziamento 2018, e i rivenditori del Massachusetts hanno visto in media su base mensile le vendite aumentare del 21% tra dicembre 2018 – il primo mese intero di vendite – e maggio 2019.

Le vendite mensili medie ad oggi sono appena sotto i 23 milioni di dollari, con le vendite di maggio di 34 milioni di dollari fino al 29 maggioLo stato attuale totale complessivo di 139 milioni di dollari proviene da vendite di oltre 3 milioni di unità di prodotti a base di cannabis, con una spesa media per unità di 44 dollari.

Come visto in altri mercati, il fiore grezzo comprendeva poco meno della metà di tutte le vendite di dollari, con concentrati e infusi prodotti -sia commestibili sia non commestibili (cioè, topici)- collettivamente rappresentano poco più del 50% delle vendite. Fiori grezzi e semilavorati per infusi, fette biscottate e frullati rappresentano ognuno al massimo l’1% delle vendite totali. Il Massachusetts è stato il primo Stato sulla costa orientale a legalizzare la cannabis per uso ricreativo, e i suoi rivenditori erano tenuti a beneficiare di commercio fuori dello Stato da abitanti del New England vicini numerosi, oltre alle vendite ai residenti locali.

Gli analisti di ‘Crain New York’ stimano che fino al 50% delle vendite per uso da adulti in Massachusetts potrebbe provenire da New YorkIl testo recentemente pubblicato del ‘Marijuana Business Factbookstima nel 2019 le vendite di marijuana a scopo ricreativo in Massachusetts attestarsi nella gamma di $ 450 milioni-$ 500 milioni.

 

Stati Uniti

Colorado: la società ‘Medicine Man’ si espande nella coltivazione in esterni con un accordo col più grande coltivatore del settore

La società con sede a Denver ‘Medicine Man Technologies ha raggiunto un accordo con la più grande struttura di coltivazione in esterni di cannabis e la più grande manifattura locale e società commerciale affermando che un nuovo investimento statale come previsto da legge apposita ha sorretto l’intera operazione. I contenuti dell’accordo non sono stati resi pubblici nel loro dettaglio.

‘Medicine Man’, una società integrata verticale impegnata nel settore della cannabis, sta acquisendo la compagnia specializzata in coltivazione ‘Los Sueños Farms’ e ‘MesaPur’, distributore e società manifatturiera di infusi facendo business con ‘Purplebee’s’. Entrambe le compagnie sono collocate nella parte meridionale del Colorado, nella Contea di Pueblo.

Secondo un nuovo comunicato stampa, l’acquisizione è stata possibile grazie ad un recente passaggio della Legge Parlamentare 19-1090 che consente a investitori non-statali ed a capitali come quelli detenuti da società a proprietà pubblica, così come a fondi pubblici, per acquistare le società che operano nel settore della cannabis del Colorado.

‘Medicine Man’, che è stata elemento attivo nella direzione della acquisizione, commercia sui mercati over-the-counter sotto il simbolo ticker MDCL. Il co-fondatore di ‘Medicine Man’ e suo CEO Andy Williams era stato un grande sostenitore della nuova legge.

 

Stati Uniti

Cannabis spedita via posta: è legale

Il Servizio Postale degli Stati Uniti USPS ha confermato -nell’ambito di una politica di espansione aggiornata nella scorsa settimana- che i prodotti derivanti dalla lavorazione della canapa sono legalmente inviabili via posta fatte salve talune specificate circostanze e fino a quando la coltura non sarà sotto controllo in ambito federale.

Nelle linee guida pubblicate nel Bollettino Postale dell’agenzia l’USPS afferma che ha ricevuto «numerose richieste di chiarimenti da entità commerciali e soggetti individuali riguardanti la legalità delle spedizioni di cannabis via posta, nello specifico prodotti derivanti o contenenti il cannabidiolo CBD sotto forma di olii e vari altri prodotti derivati dalla pianta» fin dall’approvazione della Legge Agricola del 2018 che ha legalizzato la canapa. Di conseguenza, in marzo l’istituzione ha diffuso orientamenti interni in materia e sta ora chiarendo all’esterno ciò che considera giuridicamente compatibile comunicare per iscritto. Ecco il linguaggio della nuova politica:

«Canapa e prodotti a base di canapa, compreso il cannabidiolo (CBD) con la concentrazione di tetraidrocannabinolo (THC) di tale canapa (o dei suoi derivati) non superiore a un limite dello 0,3 per cento, possono essere spediti solo quando: A) Lo spedizioniere è conforme a tutte le leggi federali, statali e locali (come la Legge Agricola del 2014 e la sua implementazione del 2018) relative alla produzione, lavorazione, distribuzione e vendita di canapa; e B) Lo spedizioniere conserva tutte le registrazioni dei movimenti che attestano il rispetto delle leggi specifiche, compresi i risultati dei test di laboratorio oppure le relazioni di conformità, per un periodo non inferiore a due anni dalla spedizione»L’aggiornamento è attualmente meno restrittivo di quel che i sostenitori dell’industria della canapa hanno finora consigliato.

Nel mese di aprile, la Tavola Rotonda USA sulla Canapa ha inviato una lettera al Servizio USPS affermando che l’agenzia dovrebbe consentire la spedizione di prodotti derivati da CBD e altri prodotti variamente derivati dalla lavorazione della canapa ma ha affermato che gli spedizionieri dovrebbero proattivamente produrre una dichiarazione di autocertificazione contenente informazioni che affermano che il prodotto soddisfa la definizione federale di canapa e anche una copia di un certificato da un laboratorio di analisi di test al fine di utilizzare i servizi USPS.

A sua volta il servizio USPS chiede a chi spedisce di conservare solo i documenti relativi alla spedizione stessa per almeno un paio d’anni. «Colui che spedisce non è tenuto a presentare la documentazione al momento della spedizione ma tale documentazione può essere richiesta in tempo reale oppure in una data successiva, nel caso vi sia un qualche dubbio circa la spedizione dell’articolo o sulla capacità del destinatario di riceverlo in modo legale», ha scritto USPS nel suo comunicato stampa ufficiale. «Questo processo è coerente con i regolamenti e le leggi in vigore che disciplinano le questioni relative alla possibilità di spedire materiale riservato».

L’agenzia ha affermato che le questioni riguardanti la spedizione via posta dei prodotti derivanti o contenenti canapa sono suscettibili di essere ulteriormente chiarite dopo l’ufficializzazione della legge agricola in via definitiva. «Con questa revisione, il Servizio Postale intende fornire standard di spedizione che affrontino sufficientemente l’ambiente attuale per quanto riguarda il trasporto commerciale nazionale di prodotti a base di cannabis così come quelle modifiche previste dalla piena attuazione della legge agricola del 2018», afferma USPS.

 

Stati Uniti

Il Congresso discute sugli emendamenti per facilitare gli studi sulle droghe contenute nella Scheda I

La Casa dei Rappresentanti, il Parlamento USA, sta discutendo su variazioni ed emendamenti da apportare affinché siano rimosse dalla legislazione vigente delle restrizioni attualmente in essere che gli scienziati affermano siano di ostacolo alla ricerca nel settore negli effetti potenziali in ambito terapeutico previsti nella Scheda I delle sostanze controllate come Psilocybin, MDMA e la marijuana.

L’emendamento, presentato dalla repubblicana Alexandria Ocasio-Cortez (Democratica di New York) nella scorsa settimana potrebbe eliminare una vasta sezione su larga scala di leggi che stabiliscono che nemmeno un dollaro di denaro federale può essere stanziato per «qualsiasi attività che promuova la legalizzazione di alcuna droga o altra sostanza contenuta nella Scheda I».

Il presidente ha stabilito che la misura è stata approvata in una votazione a voce dopo il dibattito, ma il suo destino finale non sarà determinato fino a quando l’intero organo prenderà una votazione per appello nominale, prevista al più tardi entro la fine della settimana corrente.

«Accademici e scienziati riferiscono che disposizioni come questa creano [stigma] e ostacoli logistici insormontabili per quel che riguarda la ricerca su farmaci elencati nella Scheda I come la psilocibina e l’MDMA che si sono dimostrati promettenti ai fini della terapia vitale e nel trattamento della Sindrome Post Traumatica PTSD», come recita il testo di una sintesi presentata dagli studiosi sul tema e contenuta nella richiesta di emendamenti alla legge vigente.

La commissione parlamentare per il regolamento, la verifica dei poteri e le immunità ha approvato la proposta per l’esame a tavolino prima della seduta plenaria di lunedì scorso. Tuttavia, proprio durante quella stessa riunione, ha bloccato un separato emendamento che avrebbe negato al Dipartimento dell’Istruzione di impedire o limitare i fondi alle Università che consentono l’uso o il possesso di cannabis medicale all’interno del proprio campus oppure in uno Stato dove è già in atto la legalizzazione.

Gli elettori di Denver hanno approvato una misura locale per depenalizzare la sostanza il mese scorso, e il Consiglio comunale di Oakland ha approvato all’unanimità una misura simile la scorsa settimana, misura che si applica anche ad altri psichedelici tra cui Ayahuasca, mescalina e Ibogaina.

Sia Correa che Ocasio-Cortez hanno parlato del tasso di suicidi tra i veterani militari e del potenziale degli psichedelici per aiutarli con condizioni come il disturbo da stress post-traumatico.

Le ultime settimane hanno visto un significativo progresso della riforma sulla cannabis perseguita attraverso il processo di stanziamento dei crediti al Congresso, con diversi rapporti del comitato che sollecitano l’adozione della legislazione rinnovata sulla marijuana. I comitati hanno chiesto disposizioni sulla regolamentazione della CBD, l’attuazione delle politiche sulla canapa, l’eliminazione degli ostacoli alla ricerca sulla cannabis, la prevenzione della guida in stato di ebbrezza, proteggere i benefici dei veterani e chiedere che il governo federale riconsideri le sue politiche occupazionali in quanto si riferisce ai lavoratori federali che usano cannabis in conformità con le leggi statali.

 

Israele

Il Premier Netanyahu sostiene il progetto di legge che consente la coltivazione della pianta della cannabis e che depenalizza il relativo reato

Il Primo Ministro Sharon aveva espresso il suo sostegno al nuovo disegno di legge del partito MK Sharan Haskel, che abolisce completamente l’incriminazione dei consumatori di cannabis in Israele e permette la coltivazione della cannabis per uso proprio. Nei prossimi giorni si deciderà se il Governo sarà in grado di farlo avanzare in un processo accelerato anche prima che la Knesset parta per una pausa elettorale.

Le due nuove leggi, una per l’abolizione totale della criminalizzazione della cannabis e una per la crescita del commercio e l’uso del CBD, sono state consolidate in una proposta che potrebbe essere messa sul tavolo della Knesset nei prossimi giorni, se il governo la approvasse. Il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva espresso sostegno per il nuovo disegno di legge, redatto dal partito MK Sharan Haskel, e sta considerando i progressi come promesso prima delle elezioni nell’attuale governo.

Se il partito MK Haskal ed il primo ministro Benjamin Netanyahu saranno sufficienti perché il processo proceda, la proposta sarà messa ai voti nella prima lettura della Knesset la prossima settimana, seguita da una seconda e una terza lettura e forse da un’approvazione finale la prossima settimanaSe approvata, sarebbe l’unica legge approvata dal governo nel più breve tra 21 Knesset che si sono succedute nei governi israeliani.

Il calendario è di grande importanza, poiché tra circa tre settimane la Knesset si fermerà per una pausa elettorale e sarà impossibile votare nuovi progetti di legge finché il prossimo Governo non sarà formato dopo le elezioni.  Se il disegno di legge viene approvato nella sua completezza, sarebbe un messaggio di grande rilievo per i consumatori di cannabis in Israele che possono tenere per sé e consumare nella loro abitazione senza timore di incursioni, arresti e pene comminate indiscriminatamente.

Contrariamente alla nuova legge introdotta dal Ministro Gilad Erdan due mesi fa e che non cancella affatto l’incriminazione, la nuova legge abolirà l’incriminazione dell’uso di cannabis in un’area interamente privata. In aggiunta alle disposizioni del disegno di legge, la cannabis con un peso fino a 50 sarà permessa per uso personale e anche una piantina di cannabis a casa sarà consentita per il proprio uso personale.

La proposta include anche l’autorizzazione del libero commercio e l’uso del CBD e dei suoi prodotti derivati, la componente della cannabis che non è masterizzata in proprio. Questo ingrediente è legale in America e nel 75% dei Paesi europei, considerato particolarmente benefico ed ha anche un grande potenziale pure per il ramo alimentare, cosmetico e sanitario.

Tuttavia, anche se il governo approvasse l’iter del progetto di legge per una prima votazione, nel momento in cui il disegno di legge raggiungesse una terza lettura, ci possono essere modifiche in alcune delle sue clausole, ed è ragionevole supporre che -se approvato- sarà un po’ meno permissivo. Queste sezioni saranno discusse dal Comitato dopo una prima lettura.

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