Politica Esteri

Lussemburgo: si rompe il ghiaccio in Europa sulla cannabis ricreativa? Il nuovo Governo ha annunciato che sarà approntata una legalizzazione. Questo invia un messaggio forte agli altri Paesi nell'UE

La scorsa settimana, la nuova coalizione di governo del Granducato di Lussemburgo ha annunciato di stare per avviare una riforma delle politiche sulle droghe che consenta l’uso ricreativo della cannabis. Qualora la riforma venisse approvata, il piccolo Stato nel centro dell’Europa potrebbe diventare il capofila della riforma della regolamentazione della cannabis ricreativa in Unione Europea. Già nei primi giorni del 2018, era stata presentata una petizione che chiedeva la legalizzazione della cannabis nelle stesse modalità del Canada e che aveva raccolto sufficienti firme per essere discussa in Parlamento dove i deputati, a giugno, hanno dato l’ok ad una legge che autorizza l’uso di cannabis terapeutica, ma limitato a precise condizioni di salute e alla residenza. Inoltre, tutte le varietà di cannabis e i farmaci a base di cannabinoidi devono contenere basse concentrazioni di THC e solo le farmacie presso gli ospedali potranno distribuire questa medicina. L’accesso è autorizzato solo nei casi più gravi (sclerosi, Alzheimer).

Come ha riportato il Luxembourg Times, ad annunciarlo, durante una conferenza stampa, sono stati i tre partiti della coalizione di governo guidato da Xavier Bettel: Partito Democratico (PS), Partito socialista operaio lussemburghese (LSAP) e i Verdi (déi gréng). Questi tre partiti, con una piccola maggioranza in Parlamento, hanno potuto formare il Governo, i cui membri saranno presentati in questi giorni. Il 14 ottobre si sono tenute le elezioni per rinnovare i 60 seggi della Camera dei Deputati (Chambres des Députés, in francese, D’Chamber, in lussemburghese). Il CSV di Claude Wiseler ha perso cinque punti percentuali rispetto al 2013, attestandosi su 21 seggi, mentre LSAP di Schneider e DP di Bettel perdono rispettivamente 3 seggi e 1 seggio, indicativi della perdita di 4 punti percentuali complessivi all’interno della coalizione di Governo. Un grande boom per i Verdi, guidati da Françoise Folmer e Christian Kmiotek, che hanno guadagnato 5 punti percentuali e 3 seggi, arrivando a 9. Infine ADR è passata da 3 a 4 seggi, mentre il nuovo Partito Pirata del Lussemburgo (Piratepartei Lëtzebuerg) ne ha guadagnati 2.

«Una legalizzazione sulla cannabis ricreativa sarà approntata» è stato affermato dai tre durante i colloqui, ma non è stata fissata nessuna scadenza. L’obiettivo è «depenalizzare, e quindi legalizzare in condizioni da definire, la produzione sul territorio nazionale nonché l’acquisto, il possesso e il consumo di cannabis ricreativa per i residenti maggiorenni». In che modo? Verrebbe sviluppato un sistema di distribuzione commerciale, al quale però potranno accedere solo i residenti del Principato, mentre verranno disposte sanzioni per chiunque venda ai minori o nelle scuole. «Gli introiti fiscali provenienti dalla vendita di cannabis saranno prioritariamente investiti nella prevenzione, sensibilizzazione e presa in carico del vasto settore delle dipendenze», sostiene il Governo.

Per Bill Wirtz, analista politico del gruppo Consumer Choice Centre, un gruppo per i diritti dei consumatori con sede in Lussemburgo, «il Lussemburgo diventerà il primo paese dell’UE a legalizzare la cannabis, perché la Repubblica Ceca, il Portogallo o i Paesi Bassi tollerano o hanno solo depenalizzato. Questo invia un messaggio forte agli altri Paesi nell’UE. Il ghiaccio è rotto». Questo, ha affermato Wirtz, potrebbe permettere la creazione di un mercato legale e ricreativo che include il THC.

Ricordiamo che sono ancora tante le resistenze, nella società come nel dibattito politico interno ed europeo: non tanto per l’evoluzione dell’uso medico-terapeutico, rispetto al quale si è assistito, dal 2006, a una crescita nonostante i vincoli tuttora posti alla produzione nazionale, ma su una effettiva legalizzazione di ciò che ruota intorno al consumo personale della cannabis. L’attitudine dei diversi Paesi alla legalizzazione del consumo personale di questa sostanza comporti esperienze variamente connotate da Stato a Stato.  La Decisione quadro 2004/757/GAI del Consiglio dell’UE, relativa alle sanzioni per traffico illecito di stupefacenti, distingue le condotte inerenti al consumo personale (escludendone dal proprio ambito) da quelle finalizzate allo spaccio. Ma la distinzione non è ancora presente in tutti i Paesi.

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