Politica Esteri

Le nuove frontiere degli ostacoli alla cannabis: i pesticidi Rassegna Stampa della Canapa nelle testate estere, dal 21 al 25 Gennaio 2019

Gli Stati Uniti fanno riflettere sul rapporto agricoltura ‘tradizionale’ e coltivazione di cannabis. Recenti test applicati alla coltivazione di cannabis mostrano che alcuni prodotti in commercio derivanti dalla lavorazione della cannabis non riescono a superare i test di ammissibilità del Governo centrale. In realtà, si tratta di maglie di verifica scientifica e analisi molto più strette rispetto a quelle applicate ai metodi di coltivazione ‘tradizionale’. Tutto ciò fa riflettere: 1) su quanta stringente pressione si attua ancor oggi nei confronti della cannabis che risulta essere più redditizia a livello economico e commerciale; 2) quanta liberalità è stata concessa alla agricoltura tradizionale per essere giunti allo stato attuale, ovvero allargare le maglie di controllo sui pesticidi pur di ottenere maggior prodotto da vendere al proprio interno e sulle piazze internazionali

 

USA

Prodotti a base di CBD ritrovati con pesticidi non passano i test di validazione

Quattro dei 29 prodotti a base di CBD sono stati ritrovati con problematiche di vario genere nel corso dei più recenti test applicati e secondo quanto riportato da Remedy Review che ha sottoscritto specifici contratti di ricerca con laboratori indipendenti al fine di monitorare e testare prodotti CBD, come peraltro riportato anche in un recente report reso pubblico proprio da Remedy Review. Due prodotti, la tintura ‘Joy Organics Orange Bliss 500mg e ‘Pure Hemp Botanicals 750 mg Pure CBD Oil Full Spectrum Tinture’, non hanno passato i test in termini di pesticidi rintracciati. Il prodotto ‘Joy Organics’ non ha passato il test a causa del pesticida rintracciato ‘Imazalil mentre il prodotto Pure Hemp ha mostrato la presenza di pesticidi ‘Synergist Piperonyl Butoxide. Il produttore ha ritirato le unità Orange Bliss che sono state commercializzate nel mese di Dicembre 2018, sempre secondo quanto riportato da Remedy Review.

In altri risultati, Sagely Naturals Relief + Recovery CBD + Turmeric Capsules è stato un prodotto risultato contenente un quantitativo oltre i limiti concessi in termini di batteri bile-tollerabili gram negativi. E ‘JustCBD 550mg tintura (prezzo di vendita 74.99 dollari) conteneva solo 1.8 mg/ml di CBD, un decimo della concentrazione riportata in etichetta, o l’equivalente in CBD di 50 mg tintura che JustCBD vende a 15 dollari.

Ognuno dei prodotti è stato sottoposto a test riguardanti i contenuti di cannabinoidi, terpeni, metalli pesanti, pesticidi, residui di solventi, contaminanti microbiologici. I test sui cannabinoidi sono stati applicati per verificare i contenuti riportati sulle etichette alfine di definirne la correttezza con un dieci percento del contenuto ritenuto valore accettabile.

Secondo quanto riportato da Remedy Review, la questione mostra la rilevanza della redditività valutata dalle aziende come valore primario, il che potrebbe indurre ad attuare una eccessiva pressione nella direzione della capitalizzazione in fase di vendita sul mercato, a discapito – però – della salute dei consumatori. I pesticidi, ad esempio, segnalano che l’apparato della produzione e dell’industria di prodotti derivanti dalla lavorazione CBD – nel caso in cui oltrepassi i limiti di legge imposti a tutela del consumatore – tenga in eccessivo conto del fattore redditizio e questo si scontra con le necessità di legge a protezione della salute. Una questione di non poco conto, soprattutto al giorno d’oggi, dato che si sta verificando un po’ ovunque – a livello globale – questa rinnovata fase di boom dell’industria della cannabis.

 

USA

Leggi offrono protezione per lavoratori che usano prodotti realizzati con canapa industriale

Due leggi introdotte recentemente nelle legislature di Stati aperti nei confronti della cannabis potrebbero offrire protezione ai lavoratori che usano prodotti realizzati con canapa industriale. Sia il Kentucky sia il Tennessee hanno legalizzato l’agricoltura connessa con la canapa industriale ed hanno anche rimosso la canapa industriale dalla lista compresa nella Legge sulle Sostanze Controllate contenuta a sua volta nella Legge Agricola del 2018. Con questo i legislatori hanno voluto proteggere i consumatori che sostengono questa nuova opportunità per i coltivatori americani.

In Kentucky, la Legge 83 del Senato, nota come ‘Legge di Shauna, istituisce un processo d’appello per impiegati pubblici che risultino positivi ai test THC sul posto di lavoro negli screening appositi dopo aver usato prodotti a base di canapa. La misura è stata così denominata in onore di Shauna Staton, una donna con la posizione di tecnico medico di pronto soccorso che perse il lavoro dopo aver usato prodotti a base di prodotti CBD ottenuti da olio ottenuto da fieno di canapa a fini di terapia antidolore. Staton presentò appello contro il suo allontanamento dal lavoro e successivamente le venne riconosciuto il suo diritto e riassunta.

Adriane Polyniak, proprietario di Bluegrass Hemp Oil ha riferito ai media che si tratta di una buona soluzione per coloro che scelgono di usare prodotti salutistici derivati da canapa legaleUna legge similare potrebbe essere introdotta nelle prossime settimane anche nel Tennessee, grazie all’opera del senatore Frank Niceley, un repubblicano di Knoxville. La sua misura di legge potrebbe rivedere il programma di stato di disintossicazione da droghe semplicemente allentando i paletti relativi ai limiti di THC, forse stabilendo un valore basato sull’indice di massa corporea. Gli impiegati e i dipendenti che risultassero positivi ai test potrebbero avere anche l’opportunità di appellarsi e presentare prove connesse a raccomandazioni mediche dove si invita all’uso di prodotti medicali a base di CBD. Il Tennessee Drug-free Workplace Program è un programma volontario per impiegati privati che incoraggiano l’assunzione libera da droghe e alcool in uno sforzo volto a far crescere la produttività e la sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

USA

Un uomo di Dallas escluso dalla lista di inserimento per un trapianto a causa dell’uso di prodotti a base di CBD

Rolando Rosa stava usando supplementi CBD per alleviare il dolore. L’utilizzo delle pillole contenenti CBD hanno causato la sua positività ai test per THC quando i dottori lo hanno applicato per spiegargli come mai fosse stato escluso da una lista per trapianti di fegato. I dottori, quindi, si sono appellati alle risultanze dei test nonostante la famiglia del potenziale paziente per trapianto di fegato avesse più volte rimarcato il solo utilizzo di olii estratti da CBD a fini di riduzione dello stato di dolore.

Contrariamente all’opinione popolare sui test antidroga e CBD, vi è una rara ma pur sempre possibile eventualità che si possa non superare un test pur usando solo supplementi a base di canapa CBD. Rolando Rosa si trova in uno stato di forte necessità di trapianto di fegato. Secondo sua figlia Monica Garcia, suo padre era passato a supplementi CBD per alleviare il suo dolore cronico al contempo riducendo farmaci contenenti sostanze derivanti da oppiacei painkiller. Proprio quando sembrava alle viste un eventuale trapianto di fegato, i dottori hanno inviato comunicazione ufficiale dove risultava positivo al test THC. I vertici dell’ospedale hanno ventilato che questo rifletteva ‘non conformità’ con gli ordini dati dai medici. «Questa è una pillola difficile da mandar giù -ha affermato Monica Garcia- proprio perché eravamo vicini alla possibilità di avere un trapianto e credevamo che di lì a poco tutto si sarebbe concluso».

I consumatori stanno acquistando milioni di dollari in olii da supplementi CBD annualmente. Una ragione per la quale le persone sembrano preferire questa via terapeutica è che si possono ottenere numerosi effetti benefici senza incorrere in uno stato di alterazione da droghe, poiché non vi sono sostanze psicoattive e non si incorre in stato di alterazione associata generalmente alla marijuana. Legalmente, la canapa industriale e i prodotti derivanti dalla lavorazione della canapa devono avere meno dello 0.3 per cento di THC, grandemente al di sotto della soglia riscontrabile in un qualunque stato di alterazione da fumo di marijuana. In ogni caso, tracce rilevanti di THC possono apparire nei relativi test. Quando durante la somministrazione di test sulle droghe e CBD, al di là di quello che accade nella generalità dei casi, accade di incorrere in una qualche eccezione e si appare al di fuori dei limiti concessi dalla legge, i soggetti che si ritrovino in queste condizioni contestano che questo possa accadere anche se utilizzano solo olii estratti attraverso processi legali ed entro le norme. Si tratta quindi di rara casualità e quando accade si può persino perdere il posto di lavoro e l’accesso alle cure mediche di legge.

Oggi si riflette profondamente sulla intera materia, soprattutto sugli standard applicati nel corso dei test, poiché vi sono numerose variabili intervenienti come la biochimica personale, l’uso estremo di olii da CBD che possa indurre nel non superamento dei test.

 

Israele

La cannabis per esportazioni si avvicina alla sua approvazione da parte del governo

Questa domenica, la proposta finale per la approvazione della cannabis per esportazione in partenza da Israele sarà portata sulla scrivania del Primo Ministro. Se Netanyahu la approverà, nuove società avranno modo di entrare in piena operatività nel settore.

Dopo tre anni di discussioni, il Governo è sul punto di approvare la cannabis medicale in partenza da Israele per il mercato estero. Secondo gli articoli della commissione interministeriale contenuti nel documento di legge, che sarà approvato dal Primo Ministro Benjamin Netanyahu, l’esportazione di prodotti a base di cannabis medicale come le infiorescenze e gli olii saranno approvati a fini di esportazione all’estero. Se il disegno di legge sarà approvato, le società che operano nel settore della cannabis medicale che rispettano i criteri di legge, potranno esportare i propri prodotti solo verso altre Nazioni che a loro volta avranno sottoscritto i relativi contratti depositandoli.

In ogni caso, allo stato attuale, non vi sono molte Nazioni dove poter esportare cannabis come, ad esempio, il Canada che è considerata destinazione attraente per l’export ma ha deciso di non acconsentire, come chiarito successivamente ai media interpellati sul tema.

La proposta di legge sarà presentata al Gabinetto di Governo dopo che vedrà l’accordo dei principali ministri coinvolti sul tema e dopo le modifiche che riguarderanno i poteri concessi al Ministero della salute ed alla polizia in termini di controllo e conformità.

Grande è l’interesse da parte dei vari imprenditori che intendono investire in questo ramo e soprattutto è grande l’interesse verso l’esportazione viste le limitazioni nella propria Patria che non giustificherebbero la creazione di nuovi impianti di trattamento né l’estensione delle coltivazioni.

 

Israele

Riforma meno restrittiva sulla varietà di cannabis che si possono coltivare in territorio nazionale

Il Ministero della Sanità sta correggendo le varietà di cannabis della nuova riforma che elimina 85 tipologie delle specie di cannabis medicale attualmente in uso. La tavola finale è stata aggiornata così che – quando la riforma entrerà in effetto – in aprile di quest’anno, le società potranno continuare a produrre le varietà esistenti. In ogni caso, il resto del testo del decreto non sarà ulteriormente emendato.

Una nuova direttiva, definita dalla unità cannabis medicale presso il Ministero della Sanità cancella le linee guida precedenti che conducevano al declassamento di decine di varietà di cannabis attualmente in utilizzo da parte di numerosi pazienti. Come rivelato dalla testata Cannabis Magazine per la prima volta circa sei mesi fa, era stato eliminato circa l’85% delle specie di cannabis, in anticipazione della nuova legge di riforma che ci si aspetta entri in vigore in circa tre mesi di tempo, cioè intorno ad aprile 2019.

Il declassamento dettato dalla tavola ufficiale delle varietà di cannabis nel documento delle linee guida (Libro Verde) stabilisce che non è possibile usare varietà con più del 20% di THC e meno dell’1% di CBD. La assoluta maggioranza delle specie correnti non incontra queste condizioni specialmente quelle con alti livelli di THC che son poi quelle che vengono somministrate ai pazienti oncologici.

Secondo la nuova formulazione, le società manifatturiere che operano in questo campo non saranno più tenute a specificare la varietà di cannabis utilizzata e saranno altresì autorizzate a creare propri mix di varietà mischiandole secondo le finalità.

 

Israele

L’ Associazione Internazionale di Poliziotti e Giudici invoca la legalizzazione

Si espande la richiesta forte di depenalizzazione per i consumatori di cannabis in Israele. Si tratta di uno sforzo storico che oggi vede l’appoggio della organizzazione internazionale di polizia e dei giudici LEAP che sostiene la legalizzazione, la quale organizzazione ha inviato un parere tecnico sulla questione, invocando presso i giudici israeliani l’adozione di una politica similare a quella che ha mostrato avere tanto successi negli Stati Uniti. L’ Organizzazione Internazionale LEAP, nella quale ufficiali di polizia, giudici ed esponenti ufficiali di organizzazioni no profit congiuntamente operano, presenta una richiesta netta a favore della legalizzazione, affinché vengano abolite le leggi sulle droghe preesistenti e di regolare diversamente il mercato della cannabis in Israele.

La lettura ufficiale giunge nella cornice di un’opinione esperta contrassegnata la scorsa settimana da rappresentanti dell’organizzazione e sarà successivamente sottoposta all’attenzione della Corte Suprema di Israele nell’ambito della petizione storica presentata presso la Corte di Giustizia per cancellare la penalizzazione dei reati connessi al consumo di cannabis, la cosiddetta Corte Cannabis.

Il testo di legge presentato sottolinea anche i vantaggi di una reale decriminalizzazione ed insiste che la soluzione totale è quella di regolamentare il mercato (legalizzazione). “La depenalizzazione consente il rafforzamento delle agenzie per rasserenare il clima col pubblico riducendo le interazioni non necessarie, per prevenire arresti e la carcerazione. Ma mentre la depenalizzazione è un primo passo nella giusta direzione, non ancora regolamenta il mercato illegale che nutre il traffico di droga. Lo Stato di Israele attraverso la legislazione e la regolamentazione in via di definizione renderà il suo vero contributo al welfare pubblico ed all’indebolimento di elementi criminali che il divieto sulla cannabis ha finora solo rallentato.

La petizione presentata presso la Corte Suprema include anche addizionali opinioni formulate da esperti in vari campi e giuristi senior provenienti da 9 differenti Nazioni e a riguardo del testo la Corte Suprema ha già ricevuto richieste similari ed ha declassato i consumatori di cannabis. In Messico, ad esempio, a seguito della decisione della Corte, il governo ha recentemente stabilito una nuova legge per legalizzare la cannabis.

Le nuove frontiere degli ostacoli alla cannabis: i pesticidi Rassegna Stampa della Canapa nelle testate estere, dal 21 al 25 Gennaio 2019 ">