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Le intuizioni di Napoleone sugli usi della canapa L’Imperatore dei Francesi fu il primo sovrano della modernità ad affrontare il problema della diffusione e dell’abuso di queste sostanze

Napoleone Bonaparte è un colosso, forse una dei personaggi storici più conosciuti, amati, ammirati, discussi e odiati della storia dell’uomo. Fiumi di inchiostro sono stati versati sul suo conto e la storiografia non finisce mai di analizzare nuovi lati delle sue imprese e della sua figura. Hegel, il celebre filosofo tedesco, riferendosi a Napoleone, scrisse a un suo amico «Ho visto l’imperatore – quest’anima del mondo – uscire dalla città per andare in ricognizione. È veramente una sensazione meravigliosa vedere un simile individuo che, concentrato qui su un punto, seduto a cavallo, si estende sul mondo e lo domina».

Il generale di Ajaccio dominò veramente il mondo, portando in tutta Europa un nuovo modo di vivere la politica, lo stato, le istituzioni, ma anche nuove usanze della quotidianità. Napoleone non ha importato sono nuovi codici, nuove importantissime leggi o nuovi parametri di urbanistica, ma ha cambiato la vita degli europei sotto diversissimi aspetti. Pare ad esempio che l’usanza di guidare a destra in Europa prese piede proprio sotto Napoleone Bonaparte, che promosse questa abitudine in funzione anti-britannica, e anche perché pare che l’Imperatore fosse notoriamente mancino. Si dice anche che i primi esemplari di cibo in scatola furono preparati dal pasticcere napoleonico Nicolas François Appert, che fu il primo a cuocere cibi in vasetti di vetro a chiusura ermetica, permettendo così ai soldati di portare con loro una certa varietà di cibi durante le lunghe campagne militari napoleoniche. Il pasticciere ricevette come premio per la sua idea ben 12.000 franchi, all’epoca una cifra di tutto rispetto.

I soldati di Napoleone si spostavano per l’Europa, esportando usi e addirittura svaghi. Ad esempio, prese sempre più piede il gioco delle carte nella sua variante del Vingt-et-Un, amatissima dal generale e dai suoi soldati. I soldati napoleonici venivano però anche a conoscenza di usanze appartenenti a popoli lontanissimi, per loro nuove e strabilianti. Durante la campagna d’Egitto molti restarono veramente sorpresi dai possibili usi della canapa.

La canapa, nella sua variante di Cannabis sativa, si era diffusa in Europa già dalla notte dei tempi, importata dal vicino Medio-Oriente. Pare che già prima dell’espansione dell’Impero Romano la canapa venisse coltivata nelle isole britanniche dai Celti e dai Pitti. Nel Medioevo si continuò a coltivare la canapa, fino a quando nel 1484 una bolla papale vietò l’uso della pianta ai fedeli. Solo nell’Ottocento, i soldati napoleonici entrarono in contatto con la ‘Cannabis Indica’, specie più ricca di principi attivi stupefacenti. La sostanza fece così nuovamente capolino in Europa. Pare che Napoleone stesso fosse molto interessante alle proprietà antidolorifiche della pianta, nonché ai suoi spiccati effetti sedativi. I suoi usi terapeutici erano notevoli. La canapa indiana iniziò a circolare tra i banchi delle farmacie francesi e ben presto iniziò a diffondersi tra i borghesi parigini e tutti quei giovani romantici che erano soliti ritrovarsi in esotici Club des haschischins. Fumare cannabis divenne in breve tempo di grande tendenza a Parigi, artisti e poeti ne facevano uso regolare.

Napoleone aveva intuito molte delle potenzialità della canapa, tuttavia temeva anche le conseguenze dell’uso sconsiderato che le sue truppe potevano fare di questa sostanza. Possiamo dire che l’Imperatore dei Francesi fu il primo sovrano della modernità ad affrontare il problema della diffusione e dell’abuso di queste sostanze, attuando una vera e propria campagna di dissuasione di massa.

Nel 1798, proprio durante la campagna d’Egitto, emanò un decreto per il quale ai soldati francesi era vietato «bere il forte liquore fatto dai musulmani con un erba detta Hashish e fumare le foglie della cannabis». Essendo vietato bere alcol nei paesi musulmani, ed essendo di conseguenza molto difficile reperire bevande alcoliche durante la campagna d’Egitto, i soldati napoleonici cercarono una valida alternativa all’alcol, che garantisse loro un momento di svago e di relax nell’accampamento. Fraternizzarono ben presto con i commercianti di hashish, scoprendo qualcosa che per loro risultava completamente nuovo. Napoleone pur intuendo i pregi della sostanza si preoccupò delle conseguenze che l’eccesso dell’hashish poteva avere sui suoi soldati e decise quindi di bandirlo dagli accampamenti militari, minacciando con dure pene anche gli arabi che avessero voluto venderne alle sue truppe.  Impose uno strettissimo controllo doganale, ma ormai era troppo tardi. Di lì a breve Victor Hugo e Charles Baudelaire si sarebbero trovati nei locali più alla moda di Parigi a sognare mete esotiche lontanissime fumando hashish.

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