Politica Esteri

La Thailandia ci ripensa: bloccate tutte le autorizzazioni sui prodotti alla cannabis Rassegna Stampa della Canapa nelle testate estere, dal 28 gennaio al 1° febbraio 2019

La Thailandia, sotto dittatura militare che aveva appena approvato la legalizzazione della cannabis ad uso medicale e che in precedenza aveva anche recepito le unioni civili tra persone dello stesso sesso, oggi blocca tutto il settore delle concessioni in materia di cannabis perché il Premier, un ex generale oggi alla guida del regime militare dopo il colpo di stato del 2014, ufficialmente su richiesta popolare, ha deciso di bloccare tutto in attesa di una nuova legge in materia che chiarisca meglio i limiti alle concessioni ed alle registrazioni dei prodotti CBD.

 

Thailandia

Dietrofront: tutte le certificazioni CBD e THC vengono sospese in attesa di legge specifica

In merito ad una richiesta popolare relativa alle certificazioni registrate su sostanze ottenute o derivate da cannabis e contenenti THC e CBD, il Primo Ministro è intervenuto per risolvere la disputa con un provvedimento di sospensioneIl Primo Ministro thailandese Prayuth Chan o-cha ha reso pubblico un decreto legge nel quale si impone al Dipartimento delle Proprietà Intellettuali di invalidare tutte le concessioni relative a qualsiasi molecola derivata dalla cannabis, fatto peraltro confermato dall’agenzia stampa ABC News.

GW Pharmaceuticals e Otsuka Pharmaceutical hanno ottenuto certificazioni patentate all’inizio del mese in corso . Nonostante il fatto che le concessioni su organismi naturali sono esplicitamente proibite, le applicazioni non sono state completamente respinte ed invece è stato loro concesso lo status di certificazione pendente’. Il Primo Ministro Chan o-cha ha emesso il decreto a causa delle preoccupazioni su interessi stranieri nell’utilizzare certificazioni a scopo di monopolizzare il mercato thailandese. Secondo il decreto e precedenti letture approfondite della Legge, le certificazioni per i prodotti derivanti da cannabis sono già in violazione della Legge thailandese che stabilisce che le piante non possono essere certificate.

Il decreto continuerà a mantenere l’oscillazione sul tema delle certificazioni del settore cannabis fino a quando il Parlamento thailandese non scriverà una stesura definitiva della legge che regolerà l’intero settore della cannabis medicale che è stata legalizzata in Thailandia all’inizio dell’anno in corso. La legge relativa alla legalizzazione della cannabis deve ancora essere controfirmata ed approvata dal Re Maha Vajiralongkorn prima che la fase successiva del processo di approvazione abbia inizio. Il Governo in carica in Thailandia, una dittatura militare che ha preso il potere nel 2014, concede spazio a decreti ampi durante il periodo del proprio operato, a decreti legge simili a questo riguardante la decisione di invalidare tutte le certificazioni e le concessioni rilasciate sui prodotti derivati o contenenti cannabis.

 

USA – Massachusetts

Lo Stato del Massachusetts investe molto nel settore Green e raccoglie 24 milioni di dollari in due mesi dalla sola vendita di prodotti da cannabis

Le vendite da farmacia hanno totalizzato 24 milioni di Dollari nei soli primi due mesi di cannabis legale nel Massachusetts, come peraltro confermato da fonti ufficialiI dati resi pubblici dalla Massachusetts Cannabis Control Commission nell’arco di questa settimana mostrano che 23.8 milioni di dollari in prodotti da cannabis sono stati venduti a partire dallo scorso mese di novembre quando la vendita al dettaglio della cannabis attraverso il circuito delle farmacie è stato avviato nello StatoLe vendite di cannabis legale sono state sostenute nel Massachusetts fin dall’inizio. Nei soli primi cinque giorni dalla legalizzazione, le uniche due farmacie autorizzate che hanno aperto in quel frangente di tempo hanno venduto più di due milioni in beni derivanti dalla lavorazione della cannabis. Questi venditori iniziali di prodotti da cannabis, New England Treatment Access (NETA) nel Northampton e Cultivate nella città di Worcester County nel Leicester sono poi state seguiti da molti altri punti vendita, sull’onda di questo grande ed immediato successo.

La Commissione ha anche reso pubblici i grafici relativi alle vendite riguardanti la settimana più recente. Durante quel periodo, i punti dove i prodotti da cannabis erano disponibili hanno venduto 76.606 unità di prodotti da cannabis. Il costo medio per unità venduta è stato di 43.86 dollari. Una tassa del 20% è stata attribuita sui prodotti da cannabis, con un 17% che va nelle casse della unità statale comunitaria e il 3% nelle casse delle singole municipalitàIn questo modo il Massachusetts è diventato il primo Stato della Costa Orientale degli USA ad avere la vendita legalizzata di cannabis ad uso ricreativo quando le prime farmacie e dispensari hanno aperto alla vendita specifica nel mese di novembre, il giorno 20, dello scorso anno. Stephen Mandile, un veterano della guerra in Iraq, è stato il primo in coda presso Cultivate quando ha appeno aperto i battenti. Egli stesso ha riferito ai media che è stato a lungo in attesa della legalizzazione della cannabis praticamente in tutta la sua vita da adulto. «Probabilmente ho sognato tutto questo fin dai tempi delle scuole medie superiori ed ho sognato da quei tempi che questo sogno si avverasse ma riuscire oggi a vedere tutto questo realizzato è davvero meraviglioso», ha affermato lo stesso Mandile. «Il riconoscimento dei veterani di guerra non solo me stesso, ma l’estensione a tutti i veterani di guerra insieme a me e tutto ciò che è significato in termini di attenzione su tutto questo settore è qualcosa di super speciale per me».

Nel Leicester, Cultivate ha ottenuto un così grande successo nella sua prima settimana di apertura al pubblico circa la vendita di prodotti da cannabis che gli esponenti ufficiali delle istituzioni cittadine hanno dovuto convocare un incontro urgente per la gestione del traffico che si è congestionato in modo notevole nella città. Il management del punto vendita ha affermato che circa 1.000 clienti hanno fatto visita al negozio ogni giorno fin dall’apertura. Dawn Gauthier, un residente che vive vicino a Cultivate, ha affermato che il nuovo negozio di prodotti da cannabis ha svolto un impatto molto positivo sull’intero vicinato e nel territorio attiguo. «Ci ritroviamo auto fuori dalla nostra casa praticamente sette giorni su sette ogni settimana», ha affermato Gauthier. «Non abbiamo più una nostra vita privata, sembra di vivere in un vaso di vetro per pesci rossi, alla vista di tutti». Altri clienti, sollecitati dai media, hanno riferito che -nonostante il grande afflusso di clienti e auto- ciò che si vuole acquistare lo si ottiene abbastanza facilmente, il servizio è rapido. «E’ tutto molto rapido, affermano i clienti, ognuno può acquistare con calma». Persino i poliziotti si sentono straniti nel vedere così tanta gente acquistare cannabis liberamente ed in modo legale. Sotto i loro occhi.

 

Unione Europea

L’ICCI chiede al settore CBD, in specie ai produttori di cibi, di ottenere la approvazione dell’Unione Europea

L’Istituto Internazionale Cannabis e Cannabinoidi (ICCI) ha raccomandato ai produttori dell’Unione Europea di CBD e di estratti di canapa di attenersi per i nuovi alimenti all’autorizzazione dell’Unione Europea per i loro prodotti. I prodotti nel settore dei nuovi alimenti autorizzati avranno un notevole vantaggio comparativo rispetto a molti prodotti non autorizzati, ha affermato l’ICCI in un report recentemente reso pubblico sul tema. Il nuovo alimento è definito come ‘cibo che non è stato usato per il consumo umano’ con un significativo accordo all’interno della Unione Europea prima di Maggio 1997 senza tener conto delle date di ingresso degli Stati Membri nell’Unione e ricade almeno sotto una delle dieci categorie specificate di cibi ben descritte nei regolamenti UE.

L’ICCI ha affermato che pianifica di rendere pubbliche le valutazioni di prodotti destinati all’alimentazione a base di CBD e di canapa. «Questo significa che tutta l’informazione sulla produzione diventerà bersaglio di ispezioni da parte dei legislatori nazionali», come ha fatto notare l’ICCI nella descrizione delle proprie linee guida. Nessun regolamento o alcuna legge ulteriore è stato anticipato a proposito dei nuovi alimenti a livello dell’Unione Europea, secondo quanto confermato dallo stesso ICCI.

Le leggi dell’Unione Europea sui nuovi alimenti datano da dicembre 2015 quando la legislazione è stata adottata dal Parlamento Europeo e dal Concilio dell’Unione Europea. La legislazione è indirizzata a rendere il processo di autorizzazione dei nuovi alimenti più efficiente mentre allo stesso tempo assicura alti standard di sicurezza alimentare a favore dei consumatori. Questa legislazione è entrata in vigore dal 1° gennaio 2018Tra gli scopi della legislazione: assicurare la salute umana e proteggere gli interessi dei consumatori; ottimizzare la funzione del mercato alimentare interno; revisionare ed aggiornare la legislazione sui nuovi alimenti del 1997 per includere gli sviluppi tecnologici e scientifici nell’industria alimentare.

 

USA

La FDA pianifica una Cornice di Riferimento CBD

Il commissario della Food and Drug Administration (FDA), Scott Gottlieb, afferma che l’agenzia ha avviato la creazione di una cornice di riferimento per i prodotti CBD che sono stati legalizzati attraverso la Legge Agricola del 2018. Fatto peraltro confermato anche da CNBCLa firma del Presidente Donald Trump sulla Legge Agricola 2018 della scorsa settimana ha tecnicamente legalizzato la canapa industriale ed i prodotti derivati dalla canapa. In ogni caso, la legge ha posto i prodotti CBD sotto la giurisdizione della FDA.

La FDA a sua volta pianifica di tenere dei meeting pubblici al più presto allo scopo di identificare il miglior modo di stabilire il mercato federale dei prodotti CBD. “Mentre i prodotti contenenti cannabis e sostanze cannabis-derivate restano soggetti alle autorità ed ai requisiti FDA, la FDA continuerà ad intraprendere passi per creare delle vie più efficienti per strutturare il marketing legale di questi prodotti”, ha aggiunto il commissario Gottlieb.

 

Israele

Una società israeliana ha annunciato di aver avviato la coltivazione di cannabis in Uganda

Together ha annunciato d’aver avviato la coltivazione di piante di cannabis nelle fattorie agricole in proprio possesso in Uganda, e tutto ciò dopo alcuni mesi di attesa prima di ufficializzare la notizia stessa. La società inoltre ha anche annunciato di star pianificando la realizzazione di un impianto produttivo di cannabis medicaleDopo un ritardo di alcuni mesi, la società israeliana della cannabis Together ha annunciato che ha già avviato la coltivazione di cannabis in propri terreni agricoli collocati in Uganda. L’annuncio ufficiale della società di una piantagione di cannabis in Uganda ha ricevuto numerose e severe critiche sul tema dopo che esponenti ufficiali avevano veementemente negato questa informazione. Poi, però, la società attraverso i propri manager ha avuto apparentemente successo nel risolvere la questione.

La società in un proprio comunicato ufficiale ha chiarito che è in atto la pianificazione di costruire un intero processo di lavorazione della cannabis nella Nazione africana. «L’impianto della coltivazione e la produzione delle piante in Uganda assicurano che il segmento della produzione in questo territorio sarà anch’esso sotto nostro stretto controllo e supervisione in ordine al realizzare prodotti con cannabis medicale che raggiungano gli standard richiesti dai consumatori nei mercati target e senza alcuna dipendenza», ha affermato Nissim Barakeh, amministratore delegato della società.

La compagnia, inoltre, continua ad affermare la propria intenzione di esportare prodotti a base di cannabis verso il Canada, sebbene il Canada abbia già chiarito pubblicamente di non voler approvare l’importazione di cannabis per scopi commercialiTogether opera nel campo della cannabis medicale attraverso una società sussidiaria chiamata Globus Pharma, che attualmente sta creando una rete infrastrutturale in campo agricolo per la coltivazione e produzione di cannabis medicale in Israele. L’annuncio giunge contro lo sfondo di riferimento attuale in materia dove si colloca l’intenzione del governo di approvare finalmente una definitiva legislazione finalizzata alla esportazione di cannabis medicale verso l’estero dopo tre anni di discussioni parecchio accese in materia.

La Thailandia ci ripensa: bloccate tutte le autorizzazioni sui prodotti alla cannabis Rassegna Stampa della Canapa nelle testate estere, dal 28 gennaio al 1° febbraio 2019 ">