Politica Esteri

La canapa nella legislazione dell’Ucraina L'evoluzione e la normativa nazionale in materia di canapa e cannabis

Posizione Paese

Secondo i dati riportati dalla piattaforma ‘Hemptoday’, nel 2017 l’Ucrainasono stati coltivati più di 4000 ha di canapa, contro gli 890 del 2016 dichiarati dall’European industrial Hemp Association (EIHA). Tuttavia, l’Associazione nazionale ‘Canapa industriale in Ucraina’ parla, già nel 2015, di un’area interessata di 2000 ha (in 11 Regioni o ‘Oblast’’), mentre nel 2016sarebbero stati coltivati 2800 ha per i (con una resa di 2500 t) e 600 per la fibra (oltre 5000 t). Malgrado la mancanza di finanziamenti e l’accesso critico ai territori in Ucraina orientale, dove un conflitto è tuttora in atto, la canapa industriale – l’unica legalmente coltivabile – è un settore in crescita, che vede il Paese allinearsi (o quasi) alla vicina Russia, dietro Cina, Canada, Francia, USA ed Estonia.

Giro di affari

Non disponiamo, al momento, di dati sufficientemente verificabili.

Sistema industriale e commercio

In occasione della 14° ConferenzaEIHAtenutasi a Colonia nel giugno 2017, il Presidente dell’Associazione europea Mark Reindersha sottolineato l’importanza dell’Ucraina come attore industriale, che potrebbe diventare uno dei principali esportatori europei. Le ‘colture tecniche’, di cui la cannabis sativa fa parte (insieme, esemplificando, al lino, al luppolo, al coriandolo o alla cicoria comune) sono diffuse su tutto il territorio nazionale e la varietà delle specie autoctone costituisce un’ottima base per l’elaborazione di colture di alta qualità.

La Regione nord-orientale di Sumy, tradizionalmente coltivata a canapa, è oggi ritenuta un motore di sviluppo economico. A Hlukhiv, capoluogo della Regione, ha sede l’Istituto di Ricercasulle colture da fibra dell’Accademia Nazionale di Scienze Agrarie. Fondato nel 1931, l’Istituto copre 6 Dipartimenti e, dal 2003, collabora con la Federazione francese dei produttori di canapa (FNPC) per l’esportazione di semi (in Europa, Asia, Nordamerica, Africa e Australia). Mentre botanici e agronomi specializzati lavorano allo sviluppo selettivo di nuove varietà a bassa percentuale di THC (0,08%), le Regioniattualmente più rappresentative sono, oltre a quella di Sumy (18 imprese coinvolte a vario titolo), gli Oblast’ di Poltava (48 imprese) e Volyn (4 imprese). Tra le varie società impegnate nel settore, Agro-Hanf, con sede a Kiev, produce tessuti e abbigliamento che esportanei Paesi baltici, in Canada e Stati Uniti, mentre diverse impreseproducono per il mercato alimentare (olio e semi di canapa; in misura minore, si producono anche cosmetici naturali). Nel 2016 Kravets OP(Kiev) ha avviato un partenariatoin Kazakistan per la fornitura di semi, derivati e di un’expertise relativa alla lavorazione della cellulosa di canapa.

Le varietà create dall’Istituto di Hlukhiv sono 20 (monoiche e con THC molto basso) e sono coltivate in diversi Paesi del mondo (Russia, Canada, Cina, Australia, Germania e Repubblica Ceca); 6 sono state selezionate e iscritte nel Registro nazionale (Hlukhivskyi 46, Hlukhivski 33, USO-14, USO-31, Zolotoniski 11, Zolotoniski 15); 2 (varietà USO) fanno parte del Catalogodelle specie agricole approvato dall’Unione Europea ed entrambe, insieme a Zolotoniski 11 e Zolotoniski 15, sono iscritte all’omologo Registro canadese).

Tessuto sociale

La canapa è stata, nella storia dell’Ucraina, una coltura diffusa e prodotta a base familiare. Nel XX Secolo la coltura fu quasi interamente soppressa, fatto che pesa non poco sul rilancio dell’industria dopo il 2000, con conseguenze negative in fatto di expertise tecnica e disponibilità di macchinari per la lavorazione della materia prima, che ha provocato la perdita dei raccolti. Negli ultimi anni, dopo il cambio di politica economica, si assiste a una convergenza di interessi tra diversi soggetti: coltivatori, produttori specializzati e ingegneri, con l’utilizzo di tecnologieavanzate e la ricerca di partenariati con imprese straniere. Ciò determina un aumento di investimenti nel settore, maggiore occupazione e aumento delle conoscenze assistito da un sodalizio con gli istituti di ricerca.

Prima divisa tra l’Impero zarista e gli Asburgo, poi divenuta – dopo la Pace di Riga del 1921 – una delle 15 Repubbliche socialiste sovietiche, l’Ucraina condivide con la Russia, per le politiche contraddittorie attuate nei confronti della cannabis sativa, le vicende intercorse ai tempi dell’URSS (citiamo, qui due tragedie che hanno messo in ginocchio, a circa mezzo secolo di distanza il Paese: la tragica carestia nota sotto il nome di ‘Holodomor’ e il disastro nucleare di Černobyl’ del 26 aprile 1986).

Dopo l’indipendenza (1991), si è avviata la riforma dell’agricoltura, collassata sotto il sistema produttivo sovietico. Con l’attivazione di un sistema di agevolazioni fiscali per gli agricoltori (1998) e dopo l’abolizione, con legge del 1999, delle proprietà agricole collettive (Kolchoz), dal 2000 si sono aperte le porte al capitale estero e alla privatizzazione delle superfici coltivabili. Oggi l’Ucraina è, in potenza, un granaio europeo e un esportatore di canapa su scala mondiale. La macchina statale si è nuovamente attivata nell’ultimo decennio prevedendo prestiti e sussidi (fino al 30% dei costi sostenuti) per l’acquisto di nuovi macchinari e la semina di particolari colture, come la barbabietola, il lino e la canapa.

Nel 2011, durante la Presidenza di  Viktor Janukovyč, mentre il Paese assume un orientamento sempre più europeista, si assiste a un progressivo aumento delle superfici controllate dalle agro-holding. Dopo l’adozione di una normativa agraria più rispondente al contesto produttivo, resta la necessità di attrarre investitori stranieri e ottenere co-finanziamenti. Il Reform Support Team(un panel di esperti istituito presso ogni Ministero nel quadro della strategia di riforma dell’amministrazione centrale) per il Ministero dell’Agricoltura ha annunciato nel 2017 buone prospettive per l’industria bio-alimentare, per la quale sarebbe convertibile un’area complessiva di 381.173 ha.

Il network‘Canapa industriale in Ucraina e in altri Paesi’ sottolinea l’importanza, nel paese, della distinzione tra illegalità della marijuana come droga e canapa a uso industriale. Alekander Ignatyuk, curatore del progetto di rete, Presidente dell’omonima Associazione ed ex-dipendente del Servizio di Sicurezza nazionale (Divisione anti-droga), afferma in proposito che, al di fuori della canapa, l’unico aspetto degno di uno sviluppo a lungo termine è l’uso medico della cannabis, che presenta – a valle di un processo di legalizzazione – interessanti prospettivedi mercato.

La politica repressiva contro le droghe non ha risparmiato l’Ucraina. Il consumo di cannabis tra le fasce più giovani delle popolazione è diffuso e la percezione sociale della pericolosità della sostanza non è omogenea. Nell’ottobre 2016, una manifestazione sulla cannabis ha visto affrontarsi sostenitori e proibizionisti in Piazza Mikhaylivska a Kiev, provocando scontri e l’intervento delle Forze dell’ordine, mentre l’anno successivo di fronte al Palazzo del Governo si è tenuta, il 28 ottobre, la ‘Marcia per la Liberazione’ (della cannabis).

Normativa di riferimento

Diritto internazionale

Convenzione Unica sugli stupefacenti– 1961

Convenzione ONU sulle sostanze psicotrope– 1971

Convenzione ONU contro il traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope– 1988

Diritto dello Stato

Codice Penale– 2001

Decreto governativodel 22 agosto 2012

Legge 425-VII– 2013 (Legge sui prodotti biologici; approvata il 3 settembre, non interamente applicata)

  • DDL 5448(depositato il 24 novembre 2016)

L’ordinamento nazionale

 Prima del 2012 la legge dello Stato non tracciava differenze tra canapa e cannabis, compromettendo le iniziative avanzate dai canapicoltori. Nel 2012 il Governo ha adottato un provvedimento che regola la disciplina delle licenze per la coltivazione di cannabis a contenuto minimo di THC, fissato allo 0,08%. Nel 2013 il Governo ha soppresso le limitazioni relative all’affitto delle aree coltivabili (in precedenza non era consentito coltivare in un raggio inferiore a un km da un’abitazione, una strada, o a 3 km dal confine di Stato). In vista di un futuro ingresso del Paese nell’UE, questa politica tiene nella dovuta considerazione gli standard contenuti nei regolamenti europei.

L’ Ukrainian Monitoring and Medical Center on Drugs and Alcohol (UMMCDA), Agenzia di Stato sotto il ministero della Sanità, è stato istituito nel 2015 con il compito di sovraintendere al monitoraggio e alla circolazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope. L’adempimento di tali obblighi è declinato secondo il precedente Memorandum di Intesacon l’Osservatorio europeo delle droghe.

In Ucraina, il possesso e trasporto di quantità fino a 5 grammi di cannabis è depenalizzato, così come la coltivazione fino a 10 piante. La punibilità per quantità superiori (anche senza scopo di lucro) o per attività legate alla vendita o al traffico della cannabis sono punite dal Codice Penalesu una base edittale compresa tra i 3 e gli 8 anni di detenzione (Art. 307).

Tuttora mancando una disciplina che regoli l’accesso alla cannabis medica e l’autorizzazione certificata al suo utilizzo, la normativa nazionale si concentra sulla produzione industriale di semi e derivati.

Soprattutto in ambito scientifico, secondo il trend internazionale, il tema rimane oggetto di dibattito.

 

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