Politica Esteri

La canapa nella legislazione della Russia La Repubblica federale russa e il suo diritto in materia di canapa e cannabis

Posizione Paese

Per superficie coltivata a canapa, la Russiasi colloca oggi in coda a Cina, Canada, Francia, USA ed Estonia.

Secondo Petr Chekmarev, Direttore del Dipartimento per il trattamento e la protezione delle colture del Ministero russo dell’Agricoltura, entro la fine del 2018 si stima una superficie coltivata a canapa di 4400ha, vale a dire 4 volte superiore al 2010. Tuttavia, una recente analisi(gennaio 2018) riferisce una superficie effettiva di 1500 ha (ossia meno di Olanda e Italia e al pari della Germania nel 2016). I dati offerti dal Gruppo Konoplexsono, invece, più vicini alla stima governativa: per l’anno in corso, 3100 ettari seminati solo nell’Oblast di Penza, con una superficie destinata alla canapa di 5000 ha. In base ai dati di tradingofferti dalla piattaforma Tridge, nel 2016 si sono prodotte 589 t di semi di canapa (114,18% in più dell’anno scorso e 14,15% in più rispetto al 2013, l’anno della ‘ripresa’). Le attuali coltivazioni sono localizzate principalmente in 5 territori: Adygea (Repubblica), Mordovia (Repubblica), Penza (Oblast), Novosibirsk (Oblast), Orël (Oblast).

Mediamente, la resa annua stimataè di di 1-1,5 t/ha, sia per le fibre che per i semi.

Giro di affari

Il mercato della canapa russa conosce, oggi, un nuovo impulso. I Gruppi Konoplex, Russian Hempe altre realtà imprenditoriali nel Paese, con l’appoggio delle sovvenzioni statali, stanno lavorando a nuovi complessi produttivi e sono nate iniziative consortili per facilitare l’accesso dei prodotti al mercato europeo Al momento, per il turnover relativo alla canapa industriale (il solo mercato autorizzato, almeno finora, dalla Federazione) non disponiamo a sufficienza di dati e stime attendibili.

 Sistema industriale e prospettive di mercato

Esito delle ricerche sviluppate nel decennio 2001-2011, a livello statalesono registrate 26 varietà di canapa con un alto grado di adattabilità e a basso contenuto diTHC(correntemente chiamata anche ‘canapa tecnica’ o ‘non narcotica’), anche se comunemente raggruppate in 2 ‘famiglie’ principali: russa meridionale(resistente alla pulce e al succiamele, ha crescita lenta, produce pochi semi e ha un’alta resa in fibra) e centrale(resa in paglia e fibra inferiore, in semi molto maggiore della varietà meridionale, rispetto a cui è più vulnerabile ai parassiti).

Nel 2011, tuttavia, la coltivazione di canapa in Russia era quasi scomparsa e il Governo federale ha deciso uno stanziamentodi 10 miliardi di rubli(circa 135 milioni di euro) per rilanciare la coltura.  Negli ultimi anni è aumentata la produzione nazionale di filato e fibre sintetici  (che copre oggi il 35% della domanda interna), in gran parte importati dalla Cina. Poliestere e viscosa, domanda elevata e stabilità dei prezzi contro fibre naturali. Parallelamente annuncio incremento fibre naturali e produzione di materia prima. La canapa è in testa tra le fibre destinate a produrre tessuti tecnici e materiali innovativi(secondo fonti vicine al Ministro dell’Industria e del Commercio). Piano del Governo e alcuni imprenditori locali per aumento aree coltivate a canapa che, nel 2013, tornava a crescere nelle Repubbliche di Buriazia e Altai (Siberia orientale).

Oggi il Governo pianifica la costruzione di impianti di lavorazione per il rilancio dell’industria in diverse aree del Paese. Un esempio è l’Oblast sudorientale di Penza, dove l’incontrotra politica di sviluppo regionale e investitori (russi ed esteri) ha visto l’avvio, nel 2017, di un nuovo progettoindustriale (produzione di fibre, cellulosa e olio di granella). La holdingKonoplex, operativa in 3 aree, ha iniziato a produrre (spremitura a freddo e imballaggio) semi e olio di canapa, mentre la prossima tappa (progetto pilota) interesserà la fibra.  Il Gruppo è così composto: Konoplex Penza e Konoplex Agro si occupano dei semi nei Distretti di Penza e Nizhnelomovsky, mentre Konoplex Food Products(600 t di olio l’anno) e Konoplex Prom lavorano alla trasformazione della materia prima in prodotti alimentari.

Dall’attività di fornitura di fibra di canapa a un impianto sito nell’area di Volgograd (la vecchia Stalingrado) appartenente al gruppo Severstale a una fabbrica di funi di Maikop(Adygea o Adighezia), nel 2010 è nato il ‘Russian Hemp Fiber Group’, consorzio per la promozione e l’allargamento del mercato verso l’Europa, che oggi comprende 4 soggetti:   le Srl Canapa della Mordovia(Distretto di Insarsky, Repubblica di Mordovia) e Evroteh System(Lyubertsy, Oblast’ di Mosca), l’Associazione russa dei Lavoratori della Canapa(Mosca) e la società Insar Bio-Based Product, costituita nel 2014 e con sede a Berlino. La prima impresa (Canapa della Mordovia) ha importato macchinari dalla Repubblica Ceca nel 2011, coltivando 4 note varietà russe (‘Kubanka’, ‘Maria’, ‘Surskaya’ e ‘Zenica’) in una regione storica come la Mordovia, dove la produzione di canapa industriale fu avviata negli anni ’30. Le varietà di semi destinate alla grande produzione sono selezionate in diversi istituti di ricerca (citiamo, in particolare, quello di Krasnodar).

Lo scorso aprile, il Ministero dell’Agricoltura ha promessonuovi contributi alle imprese e misure di sostegno ed investimento per l’ammodernamento del settore (rimborso fino al 50% delle spese direttamente sostenute per acquisto di attrezzature e macchinari necessari alla lavorazione; finanziamenti a breve termine a tassi agevolati). La domanda interna e potenziale di esportazione sono valutati positivamente dall’Amministrazione, e si prevede un aumento della produzione. Negli ultimi 5 anni, il consumoannuo di fibre naturali è aumentato del 5-6%(contro il 13-15% del sintetico, scarto che, peraltro, sembra destinato a crescere). Il Governo di Vladimir Putin, dopo l’ingressodella Russia nell’Organizzazione mondiale del Commercio (OMC) nel 2012, punta a una valorizzazione – oltre che delle fibre naturali – dei semi geneticamente non modificati, gli unici ufficialmente ammessi, in base alla consapevolezza che il Paese è la più vasta riserva di superfici non contaminate da agenti chimici come il glifosatoe che le colture di base prive di OGM costituiranno un apporto fondamentale alla domanda futura di alimenti biologici. 

Tessuto sociale

Storicamente, la canapa ha sostenuto l’economia del Paese: entrata nell’uso quotidiano a partire almeno dal Cinquecento,nel tempo è stata destinata all’industria manifatturiera(tessuti, cordami) e all’edilizia locale che all’esportazione.  A metà del Settecento l’Impero russo forniva di canapa l’Inghilterra e il Nordamerica già prima della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, e seguì a farlo – soprattutto la Marina – fino alla prima metà dell’Ottocento (il Presidente americano James Buchanan, poi Ambasciatore a San Pietroburgo, si adoperò nella protezionedei produttori di canapa dalla concorrenza russa). A cavallo dei Secoli XIX e XX, l’industria del cotone, più economico, soppiantò la produzione di canapa, che però è rivalutata dalle autorità sovietiche: nel 1936 si producevano oltre 40.000 t di fibra e 6,3 milioni di litri di olio di canapa, che diventano i principali asset dell’esportazione sovietica nel Secondo dopoguerra

Geograficamente il territorio è riserva di ecotipi(regioni centrali e settentrionali, ma anche a Sud, nella regione ucraina) e lo sviluppo di specie locali e ibridi risale alla fondazione dell’Istituto delle colture di Gulkov (Ucraina). Questa eredità è oggi raccolta dal N.I. Vavilov Research Institute of Plant Industry (VIR) di San Pietroburgo, che conserva la banca dei semi (germoplasma) forse più completa al mondo. itiamo solo qualche nome di varietà di Sativa catalogatecome ‘canapa’, provenienti da diverse regioni della Federazione: Altaiskaya, Dalnevostochnaya, Ermakovskaya, Orlovskaya, Maryiskaya, Tatarskaya.

Nel 1961, con la sottoscrizione della Convenzione Unica sugli stupefacenti, che dichiara la canapa «pianta narcotica», in Unione Sovietica si assiste alla progressiva eliminazione della coltura(benché nel 1976 vi siano ancora 136.000 ha coltivati). Si stima che l’URSS rappresentasse circa il 70% dell’area mondiale coltivabile a canapa (equivalente a quasi 1 milione di ettari), ma nel 1987 la produzione fu quasi interamente sospesa, quando Michail Gorbačëvfirmò un Decreto che criminalizzava la coltivazione di cannabis su piccoli appezzamenti.

Altri fattori che ne hanno causato il declino sono le difficoltà oggettive di coltivazione e raccolta manuali e l’assenza di macchinari agricoli e impianti di lavorazione. La ripresa di interesse per la coltura, dal 1995, ha a che vedere con la ricerca scientifica e la produzione di nuove varietà come ‘Diana’ (varietà centrale, con THC a 0,04%) o la più diffusa ‘Surskaya’, registrata nel 2005 dall’Istitutodi Penza.

 Intanto, mentre oggi l’Occidente pone lentamente termine a 45 anni di ‘guerra alle droghe’ – in gran parte fallita – , altri Stati si preparano ad applicare ‘in blocco’ questo modello: è il caso del dialogo bilaterale avviato da Russia e Sudafrica nel 2016.

Il nuovo accordo è oggetto di un servizio di approfondimento di Kevin Bloom, giornalista del Daily Maverick, una delle principali testate online sudafricane. La Russia ha alimentato una campagna contro l’oppio afghano e – come è successo in Crimea 4 anni fa – il metadone. Secondo Bloom, l’intesa tra i due Paesi sembra condannata agli stessi errori commessi dalla vecchia politica repressiva del consumo, che alcuni pensano riduca la dipendenza e ostacoli la criminalità organizzata, nonostante i dati di mercato (circa 300 miliardi di dollari l’anno in proventi illeciti). «Tuttavia», conclude Bloom, «mentre sudafricani e russi affermano di implementare le Convenzione internazionali sulle droghe, la lezione della ‘Prima guerra’ dimostra il contrario».

Per Mosca e il suo Presidente, nonostante lo sviluppo del dibattito accademico, la ‘riduzione del danno’ e l’approccio terapeutico alla cannabis sono temi entrambi aggirati dal discorso politico, né una legalizzazione del secondo sembra incontrare il parere favorevole dei medici, in base alla ferma convinzione di una funzione veicolare della cannabis nei confronti delle droghe pesanti.

Normativa di riferimento

Diritto internazionale

Convenzione Unica sugli stupefacenti– 1961 (ratificata il 20 febbraio 1964)

Convenzione ONU sulle sostanze psicotrope– 1971 (ratificata il 3 novembre 1978)

Convenzione ONU contro il traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope– 1988 (ratificata il 17 dicembre 1990)

Diritto dello Stato

Legge federale n. 3-FZ– 1998 (Art. 18.4; modificato nel 2010 dalla Legge federale n. 87-FZ)

Decreto n. 460– 2007 (modificato con Decreto n. 881/2010)

Codice Penale– (1996) 2012 (Art. 228; modificato nel 2012 dalla Legge federale n. 18-FZ)

Codice Penale– (1996) 2010 (Art. 231; modificato nel 2010 dalla Legge federale n. 87-FZ)

Codice degli illeciti amministrativi– 2001 (Legge federale n. 195-FZ, Artt. 10.4 e 10.5)

Decreto n. 934– 2010 (elenco dellepiante contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope soggette a controllo governativo; parametri: dimensioni pianta / estensione coltivazione) 

* Corte Suprema (plenum), Ordinanza n. 14/2006(interpretazione Art. 228 Codice Penale; modificata con Risoluzione n. 31/2010)

La canapa nell’ordinamento russo

Coltivare canapa in Russia è legale, nei limiti di una percentuale di THC inferiore allo 0,1%, cioè la metà dello standard europeo.

Negli anni ’80 sono state studiate diverse varietà provviste di bassi quantitativi di THC. Oltre alle varietà di semi certificate dagli istituti nazionali di agronomia e ricerca, lo Stato non vieta alle imprese di produrre nuove sementi, a condizione che ciò avvenga nel rispetto della vigente normativa sui brevetti e della disciplina sugli stupefacenti.

I requisiti e le condizioni relativi alla coltivazione e all’utilizzo industriale di varietà di piante contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope sono stabiliti, in base alla legge federale(n. 3-FZ/1998), dal Governo. L’atto di riferimento è il Decreto n. 460 del 20 luglio 2007 (perfezionato nel 2010), che autorizza l’iscrizione nel Registro di Stato «solo delle varietà di cannabis che non eccedano lo 0,1% di tetraidrocannabinolo, misurato considerando il peso a secco di foglie superiori e infiorescenze» e vieta comunque di servirsi di semi a scopo industriale a partire dalla quarta riproduzione.  La coltivazione in larga scala di tali piante(nel nostro caso, cannabis contenente THC sopra i limiti legali) è sanzionata penalmente dal Codice federale(Art. 231) secondo massimi edittali di 300.000 rubli(circa 4000 euro) di multa e 2 anni di reclusione(che possono diventare 8 nel caso di attività organizzata o coltivazione su vasta scala). La listadelle piante in oggetto è stata approvata dal Governo con Decreto del 27 novembre 2010: nell’allegato, accanto alla coca e al papavero, troviamo la «Canapa (pianta del genere Cannabis)», che è vietato coltivare oltre i 20 (se di grandi dimensioni) o i 330 esemplari.

Il Codice degli illeciti amministrativi(2001) prevede una serie di obblighi tesi a garantire un regime di protezione delle colture (adozione di misure sulla conservazione delle piante e l’eliminazione di piante selvatiche, residui o prodotti di scarto contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope; coltivazione illecita di piante contenenti tali sostanze, laddove il fatto non costituisca già reato) con sanzioni che variano a seconda che il responsabile sia una persona fisica (privato o funzionario pubblico) o giuridica. La detenzione amministrativa, per una durata massima di 15 giorni, è prevista solo in caso di coltivazione illecita.

L’Art. 228 del Codice Penale, modificato nel 2012, regola nel dettaglio le fattispecie di produzione, conservazione, distribuzione, vendita di sostanze stupefacenti e psicotrope, compresa la produzione in larga scala senza scopo di profitto. Nel 2010 è stato depenalizzato il possesso e il trasporto di marijuana nei limiti dei 6 grammi (con una sanzione pecuniaria di circa 70 euro). Per quantitativi superiori, le pene detentive possono arrivare a 3 anni – che diventano 10 (massimo edittale) nel caso di produzioni in scala «particolarmente consistente», con la possibilità di una multa cumulativa di 500.000 rubli (circa 6.800 euro).

A fini di efficienza applicativa, la Corte Suprema federale ha disposto, con un’Ordinanza del 2006, una disamina dei casi individuati dall’Articolo in questione e una serie di linee-guida interpretative per i giudizi relativi a reati in materia di stupefacenti.

Allo stato attuale, la legge russa non autorizza alcun tipo di consumo ricreativo della cannabis né prevede l’autorizzazione di farmaci contenenti percentuali controllate di CBD e/o THC, esclusivamente destinati all’uso medico. Un effetto tangibile di questa policy di chiusura interessa anche la cosiddetta ‘riduzione del danno’: nel 2014, quando la Crimea è entrata a far parte del territorio russo, il ricorso al metadone, bandito dalla legge federale, è stato negato come trattamento sostitutivo a 800 persone, obbligate a interrompere la cura. Secondo l’inviato speciale dell’ONU Michel Kazatchkine, ciò avrebbe causato la morte di almeno 80 persone.

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