Politica Esteri

La canapa nella legislazione della Polonia La legge polacca in materia di canapa e cannabis

Posizione Paese

In base ai dati forniti dall’EIHA, gli ettari coltivati a canapa in Polonia erano 800 nel 2016,  passati a 1300 nel 2017(circa metà rispetto all’Italia, nello stesso anno) secondo la stima riportata da ‘Hemp Today’, che cita il Programmafinanziato dal Governo per l’espansione della coltura, in base al quale è prevista una superficie di 8000 ha entro il 2020.

Giro di affari

Le potenziali dimensioni di mercato, in base ai dati dell’European Cannabis Report (Prohibition Partners, 2° Edizione, ottobre 2017), riportati dagli analisti di EverBlu Capital, sono di 1,1 per la canapa industriale e di 1,4 miliardi di euro per la cannabis medica(in questo secondo caso, trattasi di una previsione pro futuro).

 Sistema industriale e commercio

Canapa industriale

Negli anni ’60, la Polonia raggiunse una superficie adibita a canapa di 30.000 ha. Negli anni successivi, la lotta alle droghe, sommata alla mancanza di investimenti e macchinari, ha portato al tramonto della produzione di fibra nel Paese, nonostante i ricercatori polacchi avessero selezionato, dal 1946, diverse varietà nazionali(il ceppo ‘Białobrzeskie’, la prima varietà monoica, è stato registrato nel 1968).

Dopo un periodo di transizione e di crisi economica,l’interesse per la canapa in Polonia ha dato segni di ripresa dai primi anni 2000(nel 2003 si seminavano 100 ha di canapa, passati a 1600 nel 2008). L’Istituto nazionale di Ricerca sulle Fibre naturali e le Piante medicinali(IWNiRZ)è nato nel 2009 dalla fusione, su iniziativa del Ministero dell’Agricoltura, di due precedenti strutture di ricerca. Grazie a un nuovo finanziamentogovernativo di circa 3,6 milioni di euro, l’ente porta avanti un Programma teso a implementare la coltivazione di varietà di canapa selezionate e create dai suoi ricercatori. L’obiettivoè duplice: diffondere la coltura della canapa nei suoi molteplici utilizzi(compresa la biomassa da impiegare come fonte energetica sostenibile, arrivando a coprire il 20% del fabbisogno nel 2025, anche se manca ancora una normativa specifica in materia) e rendere la Polonia un attore internazionale di riferimento per la produzione e l’export di semi certificati di alta qualità. A quest’ultimo fine, al volgere del 2017 sono stati firmati accordicon due società statunitensi: International Hemp Solutions(Denver, Colorado) per la varietà  ‘Białobrzeskie’  e Schiavi Seeds  (Lexington, Kentucky) per ‘Beniko’ e ‘Tygra’. Le 3 varietà sono monoiche e adatte alla produzione sia di semi che di fibra. Si tratta di ceppi originaridell’Europa Centrale, che presentano un tenore di TCH contenuto entro lo 0,2% (pertanto conformi ai limiti europei). L’IWNiRZ nel 2017ha anche prodotto una nuova varietà monoica, ‘Henola’, capace di una resa in semi fino a 4 volte superiore alle altre. In aggiunta, si producono semi destinati all’alimentazione animale e all’industria ittica. Oltre all’Istituto nazionale, tra le realtà produttive ricomprese fra i membri dell’EIHAtroviamo Olimax, azienda impegnata nella produzione di fibra di canapa dagli anni ’90, che oggi commercia anche olio alimentare di canapa, integratori e olio di CBD. La società HemPoland, che ha ottenuto concessioni per una superficie di oltre 500ha, è attore di iniziative che coinvolgono molteplici destinazioni inerenti alla canapa/cannabis: fornitura di sementi selezionate, assistenza tecnica e legale ai coltivatori; tecniche di estrazione mediante CO2 supercritica ed elevati standard di sicurezza sanitaria; integratoricontenenti di CBD in percentuale variabile (olii e capsule) per curare disturbi del sonno, ansia, stress, inappetenza, infiammazioni articolari.

Cannabis medica

Il 24 e 25 agosto, a Lelów (Slesia polacca),si terrà un convegnointernazionale sull’uso medico della pianta: dal quadro normativo nei diversi paesi ai processi di estrazione dei cannabinoidi, dal mercato del CBD agli ultimi sviluppi della ricerca sulle proprietà delle sostanze e sulle tecnologie di lavorazione. Tra gli organizzatori del meeting troviamo Jarosłav Szulfer, ricercatore esperto nello sviluppo di farmaci e co-fondatore di HemPoland.

Nell’estate 2017, la Polonia è diventato il dodicesimoPaese dell’UE ad autorizzare la vendita di prodotti a base di cannabis a uso medico-terapeutico, ma per ora non è autorizzata la produzione nazionale dei farmaci.

Normativa di riferimento

Diritto internazionale

Convenzione Unica delle Nazioni Unite sugli stupefacenti– 1961 (ratificata il 16 marzo 1966) e relativo Protocollo– 1972 (adesione: 9 giugno 1993)

Convenzione ONU sulle sostanze psicotrope– 1971 (ratificata il 3 gennaio 1975)

Convenzione ONU contro il traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope– 1988 (ratificata il 26 maggio 1994)

Diritto dell’Unione Europea

Catalogo comune(varietà e delle specie di piante agricole)

[Regolamento(CE) n° 1251/1999 – limite europeo di THC da 0,3% a 0,2%]

Diritto interno

Legge sul contrasto alla dipendenza dalle droghe– 2005 (Art. 4, nn. 4, 5, 28, 37, 38)

Modifica del 2011(depenalizzazione facoltativa)

Legge cannabis medica– 2017

L’ordinamento polacco

La Legge sulle droghe del 29 luglio 2005 esprime chiaramente una ‘scissione’ relativa alla cannabis in due diverse sostanze: la canapa da fibra, contenente meno dello 0,2% di THC, che può essere coltivata, prodotta, distribuita e commerciata secondo le relative concessioni e autorizzazioni; la cannabis, totalmente illegale in Polonia (Art. 4). Dal 2011 è prevista una depenalizzazione facoltativa, a discrezione del Pubblico Ministero, per il possesso/consumo (condotta integrante reato dal 1999) di piccole quantità di sostanza.

Il 24 luglio 2017, con una schiacciante maggioranza successiva alle raccomandazioni rese dalla Commissione Salute sul DDL (dopo una disaminadi 8 mesi), la Camera dei Deputati polacca ha votato a favore della legalizzazione della cannabis a uso medico. La proposta, firmata dal Deputato (e musicista) Piotr Liroy-Marzec, è stata redatta a seguito di un sondaggiodel 2015 che trovava il 78% dei polacchi favorevoli alla cannabis medica. Diversi fattori di accelerazione per un riconoscimento legislativo provengono direttamente dal vissuto sociale. Un esempio è il licenziamento di un medico di Varsavia che somministrava cannabis di nascosto ai giovanissimi pazienti di un ospedale pediatrico, affetti da epilessia.

In origine (febbraio 2016) il DDL comprendeva la possibilità di auto-coltivare la pianta a domicilio per l’uso medico, ma tale previsione è stata successivamente soppressa in assemblea a favore di un sistema più controllato che regolamenta l’accesso al trattamento e alla distribuzione di farmaci di importazione tramite– rispettivamente – l’attività di medici e farmacisti. A fianco di specifiche patologie contemplate dalla Legge (sclerosi multipla, epilessia), essa finisce per rimuovere ogni restrizione ai requisiti di ammissibilità: può essere rilevante ogni stato di salute nel quale il medico, secondo la propria valutazione autonoma, ravvisi una rispondenza al trattamento con cannabis.

Quale bilanciamento indotto, nella portata finale del provvedimento, dagli esponenti del partito conservatore ‘Diritto e Giustizia’ (PiS), la nuova legge, oltre ad impedire la produzione nazionale di farmaci (importati da Olanda e Canada), non contiene concessioni all’uso/possesso personale della cannabis a fini ricreativi. La legge è vigente dal primo novembre dello scorso anno. Su 15.000 farmacie registrate sul territorio nazionale, circa il 90% è autorizzato alla distribuzione di cannabis, mentre l’Ordine dei Farmacisti polacco ha stimatouna possibilità di accesso al trattamento per 300.000 pazienti (non iscritti in un registro apposito) con un costo medio di 13 al grammo e 470 euro al mese.

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