Politica Esteri

La canapa nella legislazione della Corea del Sud Potenziale altissimo, silenzio della legge e prospettive aperte per un vecchio ‘leone’ della canapa da fibra

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La Repubblica di Corea(o Corea del Sud) si colloca storicamente e, oggi, potenzialmente tra i primi produttori asiatici dopo la Cina. Tuttavia, l’assenza di una politica agraria e di una legislazione idonee a consentirne il rilancio hanno provocato, per questa coltura, una ‘paralisi’, che sembra in via di superamento dal 2016. Senza ulteriori dati a sostegno, la rivista ‘Hightimes’ parla di una produzione di 14.000 tonnellate l’anno, ma segnala una domanda interna di semi e il ricorso all’import (soprattutto dal Canada).

Ettari coltivati a canapa

Rispetto al passato, la coltura della canapa ha subito nel Paese una contrazione negli ultimi 15 anni. I dati statistici recenti offerti dalla FAO(limitati alla produzione ufficialmente dichiarata di ‘semi’ e ‘stoppe’), non documentano per la Corea del Sud produzione di semi. Per le parti legnose della pianta, nel periodi 2014-2016 si sono coltivati 12 ha (2014), 8 ha (2015) e 9 ha (2016), per un prodotto pari a – rispettivamente – 20, 13 e 14 tonnellate. Il Governo coreano non fornisce dati in proposito e le indagini disponibili condotte sul campo sono pochissime. Secondo uno studio dettagliatodel 2006, dopo un timido tentativo di ripresa della canapa da fibra a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, nel 2004 le superfici coltivate (semi e fibra) sul territorio nazionale erano inferiori ai 140 ha. Nel 2016 si è avuta una ripresa, ma non disponiamo di dati certi per gli ultimi 10 anni.

Giro di affari

Non si dispone, al momento, di dati sufficientemente verificabili.

Sistema industriale e commercio

Le tre Regioni tradizionalmente coltivate a canapa sono l’Andong, nota per i tessuti di elevata qualità, il Boseong, che ha garantito quantitativi maggiori di fibra – seppur di qualità inferiore – e il Jeongseon, leader nella produzione dei semi. A differenza che in Cinae in molti altri Paesi, i semiin Corea del Sud sono stati impiegati per produrre mangimi animali, ma non per l’alimentazione umana, circostanza che ha portato la vecchia Hemp Company Ltda cessare la produzione.

Nel 2016 dalla Corea del Sud si è registrata una forte domanda di approvvigionamento in semi destinati soprattutto all’industria alimentare: olii vegetali, in sostituzione dell’olio di pesce, e ‘health food’ (come è avvenuto per i semi di chia o le bacche di goji). Questa domanda, finora, è stata soddisfatta dal Canada(tra i fornitori, le Province di Manitoba, Saskatchewan e British Columbia).

In occasione dell’Asian Hemp Summitche si terrà a Kathmandu (Nepal) nel 2019, si annuncia un cambio di politica agro-industriale in grado di rilanciare la produzione e la trasformazione della canapa, in linea con una dichiarata volontà di modernizzazione dell’economia nazionale.

Tessuto sociale

Secondo un’esperienza comune all’Estremo Oriente, la fibra di canapa coreana era impiegata nei secoli passati per confezionare abiti (‘sambe’). Si riteneva che i suoi semi avessero proprietà medicinali.

Nel XX secolo la sua produzione raggiunge l’apice tra gli anni ‘20 e ‘30, la canapa era coltivata in tutto il Paese, in ogni provincia, ma soprattutto nel Sud, dove cresceva con meno difficoltà. Alla fine degli anni ’50 si contavano circa 9000 ha coltivati, 4000 nel 1960.

Il Narcotics Act del 1957 sanziona il consumo di indian marijuana. L’approvazione di questa legge indirettamente suscitata dalla War on Drugsinaugurata da Harry Anslinger, capo del Federal Bureau of Narcoticsstatunitense. In questo provvedimento, peraltro, troviamo già il distinguo tra marijuana e canapa

Dopo la Guerra di Corea, mentre le superfici coltivate a canapa decrescono progressivamente, negli anni ’60 si assiste all’aumento del consumo di cannabis a scopo ricreativo (complice la cultura hippie filtrata dai militari americani di stanza in Corea) fino agli anni ’70, quando la cannabis finisce per essere vietata da una nuova legge, il Cannabis Control Act(1976). Il Governo guidato dal Presidente Park Chung heepersegue una politica repressiva, soprattutto a danno di artisti e persone legate al mondo dello spettacolo. Da allora la percezione del divieto legato alla cannabis si è rafforzata. Il consumo attuale di marijuana, penalmente punito, è diffuso soprattutto tra molti artisti di musica pop coreana (‘K-Pop’).

L’uso medico della cannabis è interdetto dalla Repubblica. Come ha riportato Kim Se-jeong, giornalista di ‘TheKorea Times’, nella cronaca recente assistiamo a casi in cui commesse private di olio di cannabis di provenienza estera sono state bloccate dalle autorità di dogana e i clienti, persone affette da malattie gravi (tumore cerebrale, epilessia a esordio infantile), sono stati imputati per avere violato la legge penale anti-droga. Con il commercio mondiale dei prodotti contenenti CBD a uso terapeutico, incoraggiato dalla promozione in rete, lo scorso anno si sono verificati 80 casi di istanze rivolte all’Autorità doganaleper sequestri effettuati in porti e aeroporti sudcoreani (10 casi nel 2016 e 6 nel 2015). Tuttavia, in molti coreani – politici compresi – è diffusa la convinzione che cannabis a uso medico-terapeutico e marihuana da fumare siano la stessa cosa, con tutti i limiti inerenti a eventuali proposte di legalizzazione.

La mobilitazione esiste, soprattutto nella Capitale: a tale scopo si è costituita a Seoul l’ ‘Organizzazione per la legalizzazione della cannabis medica in Corea’ (OLMCK).

Normativa di riferimento

Diritto internazionale

Convenzione Unica sugli stupefacenti– 1961 (ratificata dalla Repubblica di Corea il 13 febbraio 1962)

Diritto nazionale

[Cannabis Control Act(e successivi emendamenti) – 1976]

Narcotics Control Act– 2016

Decreto applicativo– 2017

  • Bill n. 2011285– 2018 (Proposta di legge per legalizzare l’uso medico)

L’ordinamento coreano

Profili penalistici sulla cannabis e coltivazione autorizzata della canapa

Il Narcotics Control Act(NCA) sanziona ogni tipo di transazione commerciale o attività di lavorazione della cannabis, con l’eccezione dei semi, dello stelo e delle bacchette, oggetto di coltivazione controllata nel Paese per i noti usi industriali della fibra. La marijuana è espressamente nominata in associazione con le sostanze stupefacenti (come l’oppio, il papavero o le foglie di coca) e psicotrope, che devono essere «poste sotto adeguato controllo e trattamento» a tutela della salute pubblica (Art.1).  Essa denota «la pianta di canapa (‘cannabis sativa’ L.), la resina estratta dalla pianta e i prodotti ricavati dalla lavorazione di entrambe», «a esclusione dei semi e delle radici della canapa, gli steli giunti a maturazione e i prodotti da essi derivati» (Art. 4). La connessione botanica e il limite di legalità sono, qui, direttamente sanciti da un’unica disposizione, che riprende la precedente legge in materia (del 2000).

Per il sistema penale coreano, il possesso di cannabis costituisce in sé reato (fino a 1 anno di reclusione o pagamento di una multa fino a 7700 euro), mentre una condanna per spaccio di stupefacenti può andare dalla sospensione condizionale della pena a 5 anni di reclusione e 50.000 won di multa (circa 38.500 euro, che possono essere raddoppiati in caso di recidiva). Secondo il Cannabis price index 2018, curato dall’agenzia tedesca di comunicazione e marketing ABCD, a Seoul il prezzo medio al grammo è di 32,4 dollari per un consumo totale di 1,57 t.

La coltivazione della canapa e le altre attività relative alla sua lavorazione, escluse da sanzione penale, ricadono sotto la competenza del Ministero dell’Agricoltura (Agricultural Extension System): il coltivatore può ottenere una licenza per coltivare canapa da fibra o da seme, o entrambe. La licenza non è sottoposta al pagamento di una tassa e non si procede a controlli sul contenuto di CBD e THC.

La disciplina contenuta nel NCA esclude, come si accennava, i semi e gli steli, ma non troviamo una legge della Repubblica che autorizzi e disciplini la produzione e il commercio nazionali di semi destinati all’alimentazione umana, al pari di quanto avviene in Europa, Stati Uniti, Canada o Giappone. In questo senso, e considerato il forte peso assunto oggi dall’import di questi prodotti, una ricerca del National Institute of Crop Scienceproponeva, 10 anni or sono, una legge agraria (perciò distinta dal riferimento continuo alla normativa sulle droghe) capace di fare chiarezza sulla materia e rilanciare lo sviluppo della canapa in Corea del Sud.

Cannabis a uso medico

Manca tuttora un riconoscimento legislativo, anche se il tema ha fatto recentemente il suo ingresso in agenda all’Assemblea Nazionale. Dopo l’affossamento di una proposta nel 2015, 11 parlamentari guidati dal democratico Shin Chang-hyunhanno depositato, all’inizio del 2018, un DDL (Bill n. 2011285) attualmente in esame presso la Welfare Committee. Si tratta di propostadi revisione del NCA tale da autorizzare – se fosse approvata – l’accesso a fitofarmaci a uso medico-trapeutico, la loro fornitura e il commercio di prodotti contenenti CBD, con tutti i relativi effetti di policy e di mercato. L’autorizzazione, previa prescrizione medica, andrebbe concessa caso per caso, in conformità con uno specifico regolamento ministeriale successivamente approvato.

La discussione in commissione parlamentare è stata avviata in aprile, ma già l’8 marzo un portavoce dell’MFDS, ha affermato la volontà di imprimere un impulso a questo processo nell’anno in corso. Le resistenze, tuttavia, non mancano.

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