Politica Esteri

La canapa nella legislazione del Canada Una regolamentazione a (quasi) 360 gradi precede la prima legalizzazione dell’uso ricreativo per un membro sovrano del G7

Posizione Paese

Graduatoria

Nella classifica mondiale, il Canada è secondo soltanto alla Cina. In base ai dati statistici ufficiali, a fine novembre 2017 risultavano coltivati a canapa 55.854 ha su scala nazionale, con un rendimento in tonnellate variabile da 1 a 6 per ha.

Dal punto di vista dell’evoluzione giuridica e della regolamentazione di una produzione multi-orientata per destinazioni e consumo, la Monarchia costituzionale canadese detiene, probabilmente, il primato mondiale.

Giro di affari

Per il commercio della canapa industriale nel 2017, Russ Crawford, Presidente della Hemp Trade Alliance, ha parlato di un record delle vendite prossimo ai 45 milioni di dollari.

Al momento non disponiamo, tuttavia di dati complessivi sufficientemente verificabili, sia per la canapa industriale che per la cannabis medica.

Sistema industriale e commercio

Canapa industriale

Una serie di ricerche condotte negli anni ’90 (1994-1998) portò a constatare la possibilità di separare la coltivazione della canapa dalla marijuana. Tale opportunità è stata colta, nei decenni successivi, dal Governo canadese che ha autorizzato, secondo modalità soggette a un sistema di controllo avanzato, imprese agricole e industriali a coltivare e lavorare la canapa.

Il sistema delle licenze concesse a norma di legge (Industrial Hemp RegulationsIHR) non copre ogni tipo di attività: la produzione di derivati dall’intera pianta non ricade tra le attività regolate dalla Legge sulle droghe e le sostanze ‘controllate’ (Controlled Drugs and Substances ActCDSA).

Al volgere del 2017, si sono contate, sull’intero territorio canadese, un totale di 1236 autorizzazioni a coltivare canapa: in testa, le Province di Saskatchewan (351), Alberta (325), Manitoba (235) e Québec (230 – e l’80% del totale delle licenze concesse nella Provincia). L’elenco della varietà autorizzate nel Paese è cospicuo e le 5 più piantate sono, in ordine decrescente: ‘Finola’ (quasi 18.217 ha) , ‘X-59’ (‘Hemp Nut’), ‘Katani’, ‘Picolo’, ‘Grandi’. Le superfici coltivate sono aumentate in tutto il Paese dal 2014 e l’export dei semi, soprattutto verso Stati Uniti e Cina, conosce un turnover stimato nei limiti dei 45 milioni di dollari (2017), secondo la Hemp Trade Alliance.

Cannabis a uso medico-terapeutico

Nella lista ufficiale delle imprese registrate, in base al Regolamento federale in materia,  presso Canada Health (il Dipartimento federale della Sanità), troviamo, su un totale di 112 licenze attive, le cifre maggiori concentrate in Ontario (60) e British Columbia (24), seguite – con un distacco considerevole – da Québec (8), Alberta (7) e Saskatchewan (4).

Le aziende producono foglie fresche e disidratate, e olii di cannabis destinati alla distribuzione nel campo medico-farmaceutico. La cannabis rientra sotto la disciplina della Legge sulle droghe e le sostanze controllate: per questo il Governo riporta ogni anno i dati relativi alla produzione e alle vendite all’International Narcotics Control Board, organo indipendente istituito dalla Convenzione Unica di New York del 1961. Inoltre, Health Canada svolge periodiche ispezioni di routine presso i soggetti interessati; in caso di inottemperanza ai requisiti richiesti dalla licenza, in caso di esito negativo di soluzioni cooperative basate sulla conciliazione, la licenza potrà essere sospesa o revocata.

Nella lista citata figurano anche 2 colossi dell’export di fitofarmaci richiesti dal mercato europeo – in Paesi in cui (come l’Italia, l’Olanda o la Germania) sia possibile ottenere ricette mediche per l’uso terapeutico – : Aurora Cannabis, che quest’anno ha vinto un bando per il commercio e la distribuzione di FM2 (la stessa varietà coltivata dall’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze,  e Tilray (coltivazione indoor e vendita). 

Tessuto sociale

La coltura della canapa, in Canada, è stata bandita dalla Legge sull’oppio del 1908, che costituiva ancora una base del diritto penale canadese alla fine degli anni ’80. Tale politica si inserisce nel quadro più ampio della ‘Guerra’ internazionale alle droghe, con un breve ‘interregno’ negli anni della Seconda guerra mondiale, dovuto all’assenza di materiali da fibra. Fino ai primi anni ’90, la canapa industriale, complice il successo delle fibre sintetiche, ha riscosso interessi nei soli limiti della ricerca scientifica autorizzata (dal 1961) dal Dipartimento canadese della Sanità.

Tra gli anni ’80 e ’90, è emerso un nuovo interesse per la coltivazione della canapa, finalizzato alla ricerca di materiali da fibra alternativi, potenziale fonte di occupazione. Alfiere dell’iniziativa fu proprio Health Canada. Ai canadesi è stato permesso di coltivare su tutto il territorio nazionale dal 1998 (qualcosa di ben diverso dal Farm Bill USA del 2014, che presenta anche tutti i limiti delle iniziative ‘sperimentali’ a livello statale.

Dagli anni 2000, dopo il ‘Caso Parker’, deciso dalla Corte Suprema dell’Ontario (che ha visto un malato di epilessia riconoscersi da una Corte di ultima istanza la possibilità di coltivare in proprio la marijuana per uso terapeutico), l’uso medico della cannabis è stato oggetto di successivi regolamenti – l’ultimo approvato nel 2016.

Nel contestuale diffondersi di una percezione sociale aperta all’utilizzo ‘controllato’ della sostanza, l’attuale obiettivo del Governo è porre fine al traffico e ai livelli di consumo di droga attraverso una nuova politica. Un’opzione recentemente avallata anche dalla Provincia autonoma del Québec che, in attesa del ‘commencement’ federale, si prepara a istituire una ‘Società quebecchese della cannabis’, con la finalità dichiarata di tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini – soprattutto dei più giovani.

Intanto, il 20 giugno, il Bill C-45 sulla legalizzazione del consumo ricreativo di cannabis per persone di almeno 18 o 19 anni di età – secondo l’ambito territoriale che lo vedrà applicato – ha superato positivamente anche il vaglio del Senato di Ottawa.

Normativa di riferimento (attualmente in vigore)

Diritto internazionale

Convenzione Unica sugli Stupefacenti – 1961 (ratificata dal Canada nell’ottobre dello stesso anno)

Diritto canadese

Controlled Drugs and Substances Act (CDSA: ‘Legge sulle droghe e altre sostanze’) – 1996 (e successive modifiche)

Regolamento sul controllo degli stupefacenti – 2018 (ultima versione, in vigore fino al 2020)

Regolamento sulla canapa industriale (IHR) – 1998

Regolamento sull’accesso alla cannabis a finalità medica (ACMPR) – 2016

Bill C-45 (‘Cannabis Act’ – prima lettura: 13 aprile 2017; definitivamente approvato il 18 giugno 2018)

 L’ordinamento canadese

Canapa industriale

Nella seconda metà degli anni ’90, la legislazione federale fu modificata per autorizzare la coltivazione controllata della canapa. Oggi licenze specifiche, emesse dall’Ufficio delle sostanze controllate (OCS, competente anche in materia di cannabis e per l’approvazione finale di nuove varietà di canapa) in base al Regolamento vigente (Industrial Hemp Regulations – IHR), autorizzano imprese e individui a coltivare, vendere o fornire, importare ed esportare canapa industriale (in quest’ultimo caso, saranno anche necessari i relativi permessi di spedizione e vari documenti doganali). Non si tratta di licenze esclusive: il titolare potrà esercitare anche altre attività connesse al possesso al trasporto o alla consegna di partite di canapa. Sono da escludersi le attività sopra menzionate relativamente a prodotti derivati della canapa, a piante i cui componenti non siano stati separati o a sementi (e derivati) di cannabis contenenti più di 10 microgrammi/grammo di THC.

La pubblicità ingannevole sulla canapa industriale commercializzata, che induca a pensare a un suo contenuto psicoattivo, è vietata e si autorizzano solo infiorescenze e foglie contenenti, secondo il limite internazionale, meno dello 0,3% di THC. Ogni coltivatore titolare di una licenza IHR è tenuto a fare analizzare campioni delle proprie piante per accertare tale limite, salvo che si tratti di varietà esenti dall’obbligo di verifica, secondo la lista approvata da Canada Health.

Cannabis a uso medico

La previsione di un accesso legale all’utilizzo della cannabis risale al 1999 (CDSA, Sez. 56). Il Caso Parker, deciso nel 2000 dalla Corte Suprema dell’Ontario (che ha fatto prevalere sulla norma penale i diritti alla libertà e alla sicurezza personale, garantiti dall’Art. 7 della Costituzione federale) ha dato impulso a questo processo di riconoscimento, avviato dall’iniziativa dell’allora Ministro della Sanità, Allan Rock.

Il primo Regolamento è del 2001: in base al Marijuana Medical Access Regulations (MMAR), è possibile ottenere, con l’assistenza sanitaria di un medico,  l’autorizzazione al consumo di cannabis disidratata : coltivata in proprio o ritirata presso un produttore autorizzato o una struttura di Health Canada.

Il successivo regolamento (Marijuana for Medical Purpose Regulations – MMPR), del 2013,  ha creato le condizioni commerciali necessarie alla produzione e distribuzione della sostanza: qualità controllata e elevati standard produttivi (igiene, sicurezza).

Una decisione della Corte Suprema federale del 2015 (Caso Smith) ha allargato l’accesso ad altri prodotti. Il Dipartimento della Sanità ha autorizzato, mediante esenzione di categoria prevista dalla Legge sulle droghe (Art. 56), la vendita di olio di cannabis, infiorescenze, foglie non essiccate nonché la lavorazione della sostanza da parte dei consumatori a ciò legittimati.

In coerenza con questa dinamica ‘sistemica’ (l’azione normativa segue l’impulso delle corti) e in risposta al caso Allard c. Canada del 2016, dove la Corte federale ha statuito che l’obbligo di procurarsi cannabis esclusivamente presso produttori autorizzati viola l’art. 7 della Carta canadese (diritto alla libertà e alla sicurezza personali), l’ Access to Cannabis for Medical Purpose Regulations (ACMPR – regolamento in vigore dal 2016), disciplina in modo più organico e completo la produzione e il commercio di cannabis (‘materia prima’ e derivati) certificata,  l’autoproduzione (o la produzione da parte di soggetti designati dal paziente e autorizzati dallo Stato) limitata a uso terapeutico e l’integrazione di nuove categorie di professionisti del settore.

A Health Canada spetta concedere le licenze federali, la supervisione dei produttori e del relativo sistema commerciale e distributivo (peso e misura dei prodotti, imballaggio, etichettatura, approvvigionamenti mensili per i richiedenti, analisi chimica e segnalazioni al Dipartimento), oltre alla registrazione dei casi di auto-produzione domestica (o per procura) di cannabis a fine terapeutico. I pazienti che hanno ottenuto l’autorizzazione sanitaria potranno ottenere la cannabis in base a 3 modalità: registrarsi direttamente presso i produttori autorizzati, iscriversi come auto-produttori presso Health Canada, ottenendo un certificato di idoneità (area di coltivazione, limiti di quantità, assenza di condanne per reati di droga negli ultimi 10 anni) o designare il produttore autorizzato che fornirà loro la sostanza, all’attività del quale l’interessato ha pieno diritto di partecipazione.

I limiti di possesso corrispondono a una riserva di 30 giorni o a 150 grammi di pianta disidratata (o il suo equivalente in altre forme), mentre la produzione domestica dovrà rispettare una serie di parametri: a ogni grammo di marijuana essiccata autorizzato corrispondono 5 piante (se coltivate in ambiente esterno o 2 indoor); la produzione non potrà avvenire in prossimità di scuole, parchi giochi, servizi di custodia per l’infanzia o altri luoghi frequentati da bambini; precauzioni per la sicurezza della salute personale e delle piante (come la coltivazione in serre apposite); nella lavorazione domestica, oggi possibile (ad esempio, ottenendo olio di cannabis dalle foglie), è vietato l’utilizzo di solventi domestici di estrazione come il butano a causa dei danni potenziali alla salute che tale utilizzo comporta; ogni modifica del sistema produttivo deve rientrare nei limiti stabiliti dal certificato di iscrizione rilasciato da Canada Health.

Cannabis a uso ricreativo

La nuova normativa sull’uso ricreativo, già annunciata in campagna elettorale (2015) dal premier Justin Trudeau e nuovamente sottoscritta, nella versione emendata dal Senato, il 7 giugno dalla Camera dei Comuni (205 voti contro 82), è stata approvata dalla Camera alta (52 voti contro 29) e ha ricevuto l’assenso della Corona. L’entrata in vigore è fissata al prossimo ottobre.

Forte dell’impegno elettorale assunto, poi del Report di un gruppo di esperti , lo scorso 13 aprile Trudeau ha proposto 2 DDL ( o ‘Bills’ – il secondo regola la guida in stato di ebrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti).  Il Cannabis Act vuole assicurare l’accesso legale alla sostanza, controllare e regolarne la produzione, la vendita e l’utilizzo. Si tratta di una normativa-quadro: molti aspetti sono lasciati alle Province federali. Eccone i punti-chiave:

  • tutela dei giovani, e deterrenza volta a scoraggiare attività illecite, riducendo il carico sulla macchina giudiziaria penale;
  • l’età minima per l’acquisto è fissata a 18 anni, ma le Province possono aumentarla. Chi vende a minorenni potrà essere punito con la reclusione fino a 14 anni;
  • il limite di quantità personalmente posseduta da un adulto in luogo pubblico è fissato a 30 grammi (cannabis essiccata) e il possesso di cannabis proveniente da fonti illecite è vietato;
  • le violazioni sono punite con sanzioni che vanno dalla pena pecuniaria amministrativa ai 5 anni di detenzione. La coltivazione domestica è permessa nei limiti delle 4 piante non più alte di 1 m ciascuna (se si superano questi limiti, si rischia il carcere fino a 14 anni);
  • il Governo può disporre un sistema di tracciatura per monitorare la produzione e la distribuzione. La distribuzione illegale è passibile di una pena detentiva fino a 14 anni;
  • ogni Stato può regolare il sistema al dettaglio (non esiste un modello ‘federale’ in proposito); nel caso esso non sia disposto, i produttori titolari di licenza federale possono spedire la merce con il sistema postale o tramite corriere, come avviene già con la cannabis a uso medico;
  • Tipo di merce venduta: fresca o essiccata , olii, semi e piante (per prodotti edibili, solo dopo un apposito Regolamento). Per il THC non c’è una legge federale, ma vale lo standard internazionale dello 0,3%;
  • è illegale vendere cannabis in modo da attrarre i giovani (mediante promozione, etichettatura, imballaggio). Non può esserci promozione commerciale, salvo tra adulti, né su media fuori dal Canada;
  • la normativa sul fumo si applicherà in generale anche alla cannabis.

L’intervento del Senato comporta alcune modifiche aggiuntive al testo:

  • i genitori di consumatori minorenni (almeno 16 anni) potranno condividere con i figli il consumo di cannabis nello spazio domestico;
  • le singole Province avranno facoltà di vietare l’auto-coltivazione domestica fino a 4 piante;
  • i marchi interessati al commercio di cannabis non potranno farsi pubblicità mediante articoli promozionali (come t-shirt e altri gadget).
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