Politica Esteri

La canapa nella legge degli Stati Uniti d’America Le Leggi della canapa/1 - Evoluzione e portata, nell’ordinamento federale e nei singoli Stati, delle normative in materia di canapa industriale, cannabis e marijuana

Leggi statali di riferimento
(vigenti, nei rispettivi ordinamenti, per i 3 ambiti: canapa, cannabis a uso medico e cannabis ‘ricreativa’)

  • Canapa industriale

Il 18 aprile 2018, descrivendo lo stato dell’arte nell’ambito delle diverse politiche agricole nazionali, la National Conference of State Legislatures (NCSL) ha pubblicato un elenco aggiornato dei provvedimenti adottati dai diversi Stati (35, ma il numero è in aumento) in base al Farm Bill firmato da Obama nel 2014. Le diverse normative ricoprono le questioni definitorie (THC < 0,3%; West Virginia: THC < 1 %; ricollocazione tabellare), i requisiti necessari a ottenere le licenze e essere registrati presso agenzie nazionali come produttori o distributori (in particolare: California, Indiana, Maine e Oregon), la certificazione dei semi, la tutela dei coltivatori l’istituzione di tavoli e commissioni nazionali. Forti del successo dei progetti-pilota avviati da istituzioni accademiche sotto supervisione ministeriale (soprattutto in Colorado, Kentucky e North Carolina) e nell’esigenza crescente di uniformare la materia, alcuni Stati hanno richiesto espressamente al Governo federale di varare una disciplina ad hoc per le sementi e le licenze, non senza avere, però, legalizzato la canapa in tutto il territorio degli Stati Uniti (tale è, ad esempio, l’invito espresso del Kentucky).

  • Cannabis a uso medico-terapeutico e ricreativo
 Stati interessati dalla legalizzazione della cannabis a uso medico e/o ricreativo
Stato Uso ricreativo Uso medico Anno di approvazione della legge*
Alaska Legale Legale 2014;  2014 (1998)
Arizona Illegale Legale 2010
Arkansas Illegale Legale 2016
California Legale Legale 2016;  1996 (2004 MMP)
Colorado Legale Legale 2012 (2016);  2000 (2016)
Connecticut Depenalizzato Legale 2011; 2012
Delaware Depenalizzato Legale 2015; 2011
Florida Illegale Legale 2016
Hawaii Illegale Legale 2000
Illinois Depenalizzato Legale 20162013 (2014, 2016)
Louisiana Illegale Legale 2016
Maine Legale Legale 2016;  1999
Maryland Depenalizzato Legale 2014; 2014
Massachusetts Legale Legale 2016; 2012
Michigan Illegale Legale 2008
Minnesota Illegale Legale 2014
Montana Illegale Legale 2004
Nevada Legale Legale 2016; 2000
New Hampshire Depenalizzato Legale 2017; 2013
New Jersey Illegale Legale 2010
New Mexico Illegale Legale 2007
New York Depenalizzato Legale 1977; 2014
North Dakota Illegale Legale 2016
Ohio Illegale Legale 2016
Oregon Legale Legale 1998; 2014
Pennsylvania Illegale Legale 2016
Rhode Island Depenalizzato Legale 2013; 2006
Vermont Legale Legale 2018, 2004
Washington Legale Legale 2012; 1998
West Virginia Illegale Legale 2017

 

*I link selezionati possono contenere riferimenti a successivi emendamenti e integrazioni (alcuni dei quali riportati fra parentesi) agli atti vigenti approvati nell’anno indicato.

 

Gli ordinamenti statali

La spinta alla legalizzazione arriva, nell’esperienza statunitense, ‘dal basso’: già negli anni ’70, parallelamente al nixoniano Controlled Substances Act (CSA), diversi Stati nazionali riducono fortemente l’entità delle pene: Oregon, Alaska e Maine nel 1970, poi Colorado, California, Mississippi, Nebraska, New York, North Carolina e Nevada.  In un certo senso, questo contribuirà a creare le premesse per una regolamentazione, venti anni più tardi, dell’uso medico della sostanza. Inoltre il possesso marihuana, penalmente rilevante, ha conosciuto le prime depenalizzazioni proprio negli anni del CSA (Alaska e Colorado nel 1975; Maine e California nel 1976). Negli ultimi anni, anche uno Stato come il Delaware, che uno studio dell’ACLU (ong americana attiva in difesa delle libertà civili) denuncia per un’applicazione discriminatoria (rapporto 1:3) tra ‘bianchi’ e afroamericani delle norme sul possesso di cannabis, ha depenalizzato il possesso fino a 28 grammi di marihuana comminando una sanzione amministrativa di 100 dollari. Lo stesso ha fatto, abbassando la soglia ai 21 grammi, il New Hampshire nel 2017.

Le leggi dei diversi Stati possono, inoltre, procedere a ricollocazioni tabellari del THC rispetto a quanto stabilito dal CSA federale (come hanno fatto l’Oregon, il Tennessee, l’Arkansas o, nel caso già citato, la North Carolina).

Per l’utilizzo lecito e regolamentato della cannabis a fine medico-terapeuico, la California, con il Compassionate Use Act del 5 novembre 1996, detiene il primato temporale assoluto. In base a questa legge, i cittadini dello Stato hanno diritto a ottenerla e consumarla «a condizione che un medico abbia stabilito che la salute della persona ne tragga vantaggio», «né saranno per questo penalmente imputati né sanzionati» (disposizioni confluite nell’Health & Safety Code, §11362.5). Nel 2004 entra in vigore il Medical Marijuana Program Act (MMP), che esplicita le modalità, per i pazienti, di ottenere la sostanza a fini curativi. Oltre a prevedere la coltivazione domestica personale di un massimo di 6 piante adulte e il possesso d non più di 226 grammi (mezza libbra) di sostanza, l’MMP dispone un tesseramento (facoltativo) del paziente e del medico che lo assiste nella contea di residenza del primo. In tal caso, il sanitario dovrà produrre adeguata documentazione scritta inerente a una « serious medical conditions» (che comprende AIDS, cancro, anoressia, artrite, dolore cronico, glaucoma e diverse altre patologie) per cui la terapia a base di cannabis risulti appropriata. Nel tempo si è andata creando una classe di specialisti, talvolta tacciati di ‘corporativismo’ dalla stampa investigativa (la sola California Medical Association, a favore di una piena legalizzazione, conta oggi più di 43.000 membri).

Come la California per l’uso medico, il Colorado può definirsi un altro ‘Stato pioniere’ in questo processo di apertura alle diverse destinazioni della cannabis. Nel novembre 2012 è approvato l’Emendamento 64, che modifica la Costituzione (Art. 18, sezione 16) annullando, a livello statale, il divieto federale relativo all’uso e al possesso personale, alla coltivazione e alla vendita della marijuana. Intanto, sul ‘fronte canapa’, al volgere del 2013 il Dipartimento dell’Agricoltura dello Stato approva la disciplina contenente il relativo sistema di registrazione per i coltivatori. Il 1 marzo 2014 è lanciato il programma nazionale di coltivazione, secondo la nuova normativa federale (Farm Bill) appena approvata. Se il Colorado è stato il primo, nel 2012, a legalizzare il consumo ricreativo di marijuana, ciò è dovuto a una serie di revisioni costituzionali di iniziativa popolare: l’Emendamento 20 sull’uso medico della pianta e il citato Emendamento 64, che tratta la cannabis come l’alcol relativamente a possesso e consumo personale ricreativo (fino a 6 piante e 28 grammi per chi abbia almeno 21 anni di età), alla produzione e al commercio, iniziato a gennaio del 2014.

Negli USA, a fronte di 30 Stati che autorizzano con legge nazionale l’uso medico della cannabis, in 8 di essi l’uso ricreativo è legale (consentito anche nel Distretto di Columbia), mentre in 9 risulta depenalizzato. Ai 4 Stati che hanno per primi legalizzato la vendita, il possesso e il consumo a fini ricreativi – Colorado e Washington, nel 2012; Oregon e Alaska nonché la Capitale Washington (D.C.), nel 2014 – si aggiungono, dopo i referendum del 2016, Maine, Massachusetts, Nevada, California (dove è legale dal primo gennaio 2018) e Vermont. In quest’ultimo caso, il piccolo Stato a guida repubblicana ha legalizzato il possesso (28 grammi) e la coltivazione (4 piante) per via parlamentare: l’unico modo possibile previsto dalla Costituzione, che in materia non permette di ricorrere all’ ‘Election Day’. La nuova Legge, che non prevede cessioni alla grande industria, entrerà in vigore in Vermont nel mese di luglio.

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