Politica Esteri

L’ UE riflette tra i dubbi. Australia, Usa e Canada già godono i frutti positivi della coltivazione di canapa La settimana della canapa nelle testate estere, dal 29 giugno al 6 luglio

Settimana all’insegna della politica, continua dominare la scena il tema legislativo, che oramai si profila e conferma come ‘il’ tema dell’anno. La cavalcata legislativa, dunque, prosegue, con ancora in testa gli Stati Uniti.

Unione Europea

Una settimana nella quale si è constatata l’implementazione delle richieste di chiarimenti dalle più disparate parti dell’Unione, a proposito della coltivazione di canapa industriale e sui sistemi di integrazione dei linguaggi giuridici nazionali (oltre che comunitari) per quel che riguarda -invece- la coltivazione di marijuana. I potenziali investitori, come riferisce a proposito del dibattito in corso su questo tema la testata web specializzata hemptodaystanno sempre più affacciandosi nei pressi delle Autorità competenti presso l’Unione Europea soprattutto in materia di chiarimenti giuridico-legali e su quali siano le modalità per entrare nella produzione e coltivazione CBD (Cannabidiolo) e sulla coltivazione della canapa più in generale. Giungono conferme, da questo punto di vista, anche da parte di Daniel Kruse, HempConsult https://hempconsult.com/ GmbH Amministratore Delegato e consulente europeo, il quale -sollecitato sul tema- ha riferito di un aumento esponenziale delle richieste di chiarimento e domande che giungono “dal basso” cioè dal mondo della produzione agricola comunitaria.

In subordine, si è segnalato un nuovo settore verso il quale si sta sviluppando un grande interesse, in termini di produzioni green, ovvero l’applicazione di energia solare a fini di coltivazioni di canapa industriale. HempConsult conferma che anche questo specifico segmento del mercato e della produzione CBD, come peraltro dimostrato da propri test condotti da tempo a Borken, Germania del Nord Est, nei pressi dei confini con l’Olanda, ovvero la produzione di canapa industriale condotta con impianti a totale risorsa energetica proveniente da pannelli solari, una coltivazione che -secondo gli addetti al settore- è destinata a riscuotere grande interesse nella produzione del settore.

Australia

Le variazioni di legge più favorevoli alla coltivazione di canapa sul proprio territorio stanno riscuotendo i primi effetti. Ad esempio, vi è una società che oggi ha stornato la propria produzione dalla Cina a favore di fornitori nazionali per la realizzazione di pallets costituiti da fibre ottenute dalla lavorazione della canapa industriale. Si tratta della Biofiba, una società che realizza manufatti alternativi al legno. Questa società ha confermato che avvierà la spedizione di pallets dai propri impianti in Somersby, una città costiera a circa 50 miglia a Nord di Sidney.

Non si tratta di notizia di poco conto e segnala una variazione nel trend a livello internazionale. E’ risaputo, infatti, che la Cina è il più grande produttore di fibre da canapa a livello internazionalee l’insieme delle proprie infrastrutture costituisce oggi una forza dotata di potenza a livello mondiale.

Quella della Biofiba è un primo segnale importante. Spedisce pallets per via mare fin dal 2017 traendo le fibre dal prodotto crudo, dal cuore della pianta coltivata in proprio. Le piante di canapa finora erano realizzate con fibre da canapa coltivata in Cina e assemblate in quella Nazione. Il cambiamento di trend, attraverso il “caso” australiano, può quindi avere rilevanza globale notevole.

Usa – South Carolina

Il Governatore della Carolina del Sud, Henry McMaster, ha siglato l’House Bill 3559 lo scorso Maggio 2017 dove si legalizzava la coltivazione di canapa industriale nello Stato attraverso il South Carolina Industrial Hemp Program. Il nuovo provvedimenti istituzionale autorizza il Dipartimento per l’Agricoltura ad estendere le autorizzazioniad ulteriori 20 permessi durante il Programma Pilota nel suo primo anno di attività. In ognuno dei permessi si concede la possibilità di coltivare fino a 20 acri a fini di coltivazione di canapa industriale. Nel secondo e terzo anno, il DOA può espandere ulteriormente il range dei permessi fino a 40 concessioni, in ognuno dei quali si concede la coltivazione fino a 40 acri di terreno a fini di ottenimento di canapa industriale. Si tratta di un provvedimento importante, non solo perché segue la sperimentazione relativa alla redditività della coltivazione specifica ma anche -e soprattutto- perché avviene in uno Stato del Sud degli Stati Uniti dove si riteneva che ci sarebbe stata una potenziale minore ricettività in termini di propensione all’estensione e/o applicazione di questa coltivazione specifica. Invece, nell’ambito della diversificazione delle produzioni agricole ormai a livello globale, la South Carolina sembra mostrare che nuovi panorami si aprono in questo settore specifico a livello statunitense e correlativamente mondiale.

Canada

Cannabis medicale all‘Ipermercato? In Canada la risposta è “sì”.Shoppers Drug Martpresto potrebbe ottenere la licenza di vendita di cannabis medicaleda Health Canada, l’Agenzia Governativa del settore Sanitario Pubblico ma in realtà sta già espandendo la propria programmazione di vendita per potersi accaparrare il maggior novero di fornitori di Cannabis Canadese in modo da rifornire tutti i propri punti vendita e soddisfare le richieste della propria clientela con prodotti e derivati del settore specificomentre è ancora in attesa della concessione della licenza richiesta anche dalle società consociate in specie da parte della Loblaw Companies Ltd. Il 27 Febbraio 2018, Aurora Cannabis(TSX-ACB) ha annunciato il proprio accordo per fornire la catena farmaceutica canadese Aurora, specializzata in prodotti derivati dalla lavorazione della cannabis, trasformandosi così nel quarto produttore e fornitore nazionale di cannabisper poi, appunto, fissare un accordo direttamente con Shoppers Drug Mart. La sinergia e la partnership tra Shoppers Drug Mart e Aurora Cannabis è già stata salutata -anche attraverso una specifica conferenza stampa congiunta- come una importante novità nella distribuzione nazionale attraverso la catena distributiva nazionale di prodotti farmaceutici e parafarmaceutici canadese.

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