Politica Esteri

L’OMS riconosce la cannabis come medicina curativa Rassegna Stampa della Canapa nelle testate estere, dal 4 all’8 febbraio 2019

L’OMS invia documento ufficiale all’ONU dove mostra i risultati delle proprie ricerche scientifiche per le quali consiglia alla Organizzazione delle Nazioni Unite di considerare ufficialmente la cannabis come medicina terapeuticamente valida al pari di tutte le altre e di incentivare la rimozione dei sistemi legali che ne impediscono la somministrazione controllata. Negli USA, dopo la legalizzazione, si verificano ancor oggi forti contrasti nei sistemi giuridici statali e confederali. Un’azienda privata e l’Università del Kentucky hanno messo a punto una qualità genetica di canapa a THC zero, una scoperta che potrebbe avere risvolti molto importanti a livello mondiale

 

Mondo

L’OMS riconosce i benefici medicali della cannabis e consiglia un alleggerimento delle legislazioni restrittive

Un nuovo report ufficiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) inviato ad Antonio Guterres, il Segretario Generale delle Nazioni Unite e agli Stati Membri della Commissione delle Nazioni Unite sulle Droghe Pericolose (CND) illustra le conclusioni del team esperto ECDDIl testo del report raccomanda una revisione e l’aggiornamento della Convenzione delle Nazioni Unite su Droghe e Narcotici, per la prima volta dalla sua pubblicazione nel 1961, affinché riconosca formalmente l’efficacia medicale della cannabis così come raccomanda anche l’aggiornamento della definizione legale di THC e di CBD, i principali elementi attivi della cannabis stessa. 

Secondo quanto riportato nel testo, si raccomanda che:

la cannabis sia rimossa dalla categoria delle droghe più pericolose (Scheda IV) e si attui il trasferimento nella scheda I così che in contrasto con lo stato attuale nel quale gli Stati non possono cambiare le leggi sulla cannabis a causa dei trattati che avevano siglato in precedenza secondo le linee guida del 1961 delle Nazioni Unite, oggi essi possano messi in grado di stabilire nuove procedure in tutta indipendenza;

il componente psicoattivo della cannabis THC sia rimosso completamente dalla lista delle sostanze pericolose definita nel 1971 e sia unitamente alla cannabis trasferito nel secondo livello di severità (Scheda I) nella lista delle sostanze pericolose della convenzione sulle droghe del 1961, una procedura che potrebbe facilitare la sua successiva ridefinizione legale;

il componente della cannabis CBD che è oggi considerato da tutti un fattore salutare ed anti-infiammatorio e che è diventato recentemente molto popolare in tutto il mondo, si richiede sia totalmente rimosso dalla lista delle sostanze pericolose e non sarà ulteriormente limitato fino a quando conterrà puro CBD oppure CBD ed altri cannabinoidi con un livello non superiore a 0.2% di THC;

farmaci contenenti THC come Sativa o Marinol saranno aggiunti al livello più basso della lista delle sostanze pericolose delle Nazioni Unite (Scheda III);

Per quanto riguarda cannabis e hashish, il report OMS consiglia che gli estratti di cannabis siano rimossi dalla lista a più alto rischio (Scheda IV) ed aggiunti al secondo livello (Scheda I), poiché la attuale categoria definisce particolarmente pericolosi i prodotti che non esplicano effetti medicali. «I fatti che ci sono stati evidenziati non ci mostrano che la pianta di cannabis o i suoi estratti abbiano gli stessi pesanti effetti di altre sostanze pericolose come quelle comprese nella Scheda IV», è scritto nel testo emesso dagli esperti ECDD. «Si aggiunge inoltre che i prodotti da cannabis hanno invece evidenziato potenziale medicale per il trattamento del dolore o altri problemi della salute come epilessia e spasmi muscolari. Inoltre la cannabis può essere definita in positivo con un così tale ampio raggio da mettere al riparo la prevenzione circa il suo uso pericoloso e non vi sarà quindi alcun ostacolo al suo accesso per uso medico o a fini di ricerca».

Circa il THC, il report inoltre raccomanda che tutte le forme di THC siano raggruppate insieme con la cannabis nella Categoria 1. Questo potrebbe semplificare il modo in cui i vari sistemi giuridici nel mondo possono uniformarsi e trattare il tema in modo più omogeneo. «I pericoli associati all’uso di THC sono simili a quelli della cannabis e i suoi estratti ed inoltre è molto più appropriato che tutte le forme siano raggruppate nella stessa categoria», riporta il testo del report. «A causa delle somiglianze chimiche di ognuno degli isomeri di THC rispetto al THC stesso è difficile differenziarli attraverso i metodi standard».

Già raccomandato nel passato l’ECDD rimuove il cannabidiolo CBD dalla lista delle droghe pericolose ed oggi nuovamente sottolinea che i prodotti con puro CBD o quelli che contengono meno del 2% di THC potrebbero non far parte di questa lista. «Il cannabidiolo si trova nella cannabis ma non ha effetti psicoattivi, non pone un rischio di dipendenza da sovradosaggio o seri effetti collaterali», afferma il testo del report. «Il cannabidiolo è stato verificato esplicare efficacia nel trattamento di svariati problemi come l’epilessia ed è stato approvato negli Stati Uniti per alcuni trattamenti medicali così come ci si aspetta sia approvato presto anche dall’Unione Europea».

Droghe che contengono THC. La Commissione annota che non vi è alcun rischio di sovradosaggio causante dipendenza alle droghe che contengono THC e che esse non sono usate per scopi che non siano medicali, consiglia di rendere più accessibile il loro uso. Inoltre, la Commissione raccomanda di rimuovere questi prodotti, siano essi sintetici o naturali, dalle Categorie I oppure II e di trasferirle tutte alla Categoria III: «Poiché i componenti THC non possono essere separati da questi prodotti medicali e non pongono particolari problemi alla salute pubblica, la Commissione raccomanda di aggiungerle alla Sezione III della lista delle sostanze pericolose», afferma il testo del report.

 

USA

Prodotto un tipo di canapa 0% di THC, è già definito il ‘Santo Graal’ della genetica della canapa

Un marchio originario del Kentucky ha annunciato lunedì scorso di aver sviluppato un nuovo ceppo genetico di canapa che produce in modo naturale canapa a 0.0 per cento di THCA questo risultato si è giunti attraverso una partnership con GenCanna Global e l’Università del Kentucky. I genomi saranno marchiati nell’egida del brand Outdoor Cannabis (OC), fatto avvalorato e confermato da un apposito comunicato stampa emesso nel corso della settimana corrente. Ryan Quarles, commissario della Kentucky Agriculture ha affermato nel testo del comunicato che lo Stato ha promesso di essere leader nell’ industria della canapa oggi nuovamente tornata a fiorire con veemenza sul mercato globale. «Questo è uno sviluppo notevole per l’industria della canapa e per lo stesso Kentucky», ha affermato Quarles. «Quando io sono diventato Commissario all’Agricoltura, promisi di rendere il Kentucky l’epicentro della ricerca sulla canapa e la sua produzione negli Stati Uniti. Annunci come questo provano che il Kentucky è ben posizionato nella corsa a guidare la Nazione in questo campo». Steve Bevan, il presidente di GenCanna ed il presidente della U.S. Hemp Roundtable, hanno affermato che il progressivo e continuo successo dell’industria della canapa richiederà sempre più varietà di piante che possano essere prodotte in massa e con maggiore facilità.

«La crescita della nostra industria necessita di innovazioni su scala», ha affermato Bevan,  aggiungendo che «i nostri ceppi genetici sono virtualmente free THC e daranno sia alle industrie partecipanti sia a quelle in attesa di verificare risultati maggior fiducia e confidenza man mano che si opera nel rendere disponibili nuove soluzioni a proposito delle piante di canapa. Noi abbiamo fatto nascere GenCanna per sviluppare forniture su scala di prodotti CBD che incontrino la più stringente qualità e gli standard di maggior sicurezza ed il nostro lavoro con l’Università del Kentucky è un ulteriore step verso il raggiungimento di tali scopi». GenCanna è una società a tecnologia verticale integrata specializzata nella produzione di canapa ricca di CBD ed è stata primo membro del Programma Pilota Canapa Kentucky. Chris Stubb, il capo ufficio scientifico presso la società, ha affermato che il lavoro della azienda con l’Università del Kentucky ed altri partner per lo sviluppo di nuovi ceppi genetici di canapa promette di avere anche risvolti economici importanti per l’intero Stato.

Il professor David Hildebrand della Università del Kentucky ha guidato la ricerca in partnership con Henri Marmillon, direttore sviluppo globale GenCanna. Hildebrand ha affermato che l’Università sta concentrandosi sullo sviluppo di varietà di canapa per agricoltori locali. «Il supporto di GenCanna per la ricerca all’interno dell’industria della canapa presso l’Università del Kentucky è molto apprezzato e sta snellendo lo sviluppo dell’industria della canapa attraverso una più duttile varietà di canapa resa disponibile oggi per gli allevatori del Kentucky», ha aggiunto Hildebrand, spiegando che «lo scopo generale della industria della canapa è di aumentare la quantità e l’efficienza dei prodotti CBD così come la produzione di altri cannabinoidi non-THC in varietà di canapa ottimizzate per il Kentucky. Ciò coinvolge la selezione genetica di varietà di canapa con più alti livelli di CBD e livelli quasi zero THC».

 

USA Maine

Divieto dello Stato del Maine sui prodotti CBD edibili fuori dai centri autorizzati e dalle farmacie

Il Dipartimento del Maine della Salute e dei Servizi (DHHS) sta limitando la vendita di prodotti CBD edibili nello Stato messi a disposizione dei soli centri vendita autorizzati citando atti pubblici stilati dalla FDA successivi alla approvazione della Legge Agricola del 2018. Gli ispettori dei Servizi di Salute Pubblica hanno incominciato ad informare le attività commerciali al ramo la scorsa settimana riferendo loro della necessità di rimuovere tutti i prodotti CBD edibili dai loro scaffali, persino i croccantini destinati ai cani. Cosa strana, i prodotti destinati ad essere fumati o svapati con sigaretta elettronica oppure quelli destinati a soluzioni topiche non sono colpiti dal provvedimento di divieto.

Il DHHS ha indicato nel caso specifico le recenti normative della FDA le quali affermano che fino a quando le regolamentazioni create finora non stabiliscono esattamente come i prodotti CBD devono essere venduti, siano tecnicamente considerati un additivo alimentare non approvato, nonostante il nuovo status legale della canapa.

«Improvvisamente ci è mancato il terreno sotto i piedi. La canapa è stata appena legalizzata a livello nazionale ed ora il Maine fa una inversione totale e la rende illegale solo qui da noi e che cosa ne è allora di quello che abbiamo fatto per due anni? Come il CBD può diventare improvvisamente insicuro? Tutto ciò è ridicolo. Non sta in piedi. La gente ha bisogno di sapere quale sia lo stato delle cose e che lo Stato tenga definitivamente fuori le mani dalla materia CBD», ha affermato Dawson Julia, proprietario della EastCoast CBD a Unity, attraverso i media.

Coloro che sostengono la causa CBD si stanno raccogliendo per uno sciopero a favore di CBD e dei Diritti dei Lavoratori Agricoli all’interno della Maine Statehouse. Essi ritengono che le recenti regolamentazioni non siano necessarie e siano controproducenti per l’attuale commercio e vendita CBD e che tutti coloro che sono variamente coinvolti col business CBD si siano ritrovati in un imprevisto ed ingiusto stato di pressione psicologica. Lo sciopero e le manifestazioni annesse comprenderanno anche gruppi di discussione e incontri coi media per spiegare quali siano le opportunità per gli imprenditori che si interessino di CBD, tutti generalmente entusiasti di raccontare le proprie storie con legislatori ed il pubblico in genere.

Le recenti normative DHHS non colpiscono il sistema cannabis medicale statale, ma si applicano solamente ai punti vendita autorizzati e che mettono sul mercato prodotti che non sono regolamentati secondo il sistema legale nazionale. Coloro che hanno bisogno di tinture CBD ed altri prodotti edibili dovrebbero cercare di ottenere una card medica oppure mettere online le proprie vendite CBD.

La FDA ha indicato che le leggi via via definite giungono per consentire il commercio interstatale per i prodotti CBD edibili, sebbene la timeline è ancora incerta pure a fronte del fatto che la canapa ed i suoi derivati sono stati tutti legalizzati prima di Natale.

 

USA

La Pennsylvania ci ripensa: rimuove le restrizioni, torna in operatività l’industria della canapa

La Pennsylvania rivede la propria decisione presa lo scorso anno quando lo Stato aveva affermato che non avrebbe attivato il proprio programma di canapa industriale nel 2019 a causa della proibizione federale, ora che la canapa è stata legalizzata a livello nazionale. Lo Stato della Pennsylvania ha così deciso di rimuovere le limitazioni sui suoi programmi pilota sulla canapa e acconsentirà ai propri agricoltori pieno accesso all’industria della canapa.

La Pennsylvania ha sottoposto il proprio piano canapa al Dipartimento USA dell’Agricoltura. Mentre la Legge Agricola del 2018 ha legalizzato la coltivazione di canapa industriale con basso livello di THC, il governo federale ha già definito le proprie leggi in materia di coltivazioni. La precedente Legge Agricola conteneva strette linee guida che permettevano solo programmi pilota di canapa industriale che oggi permangono in essere in molti Stati. La Pennsylvania sta ora cancellando tali programmi pilota che contenevano forti limitazioni che avevano bloccato l’industria a 84 partecipanti e solo 100 acri di terreni coltivati a piante di canapa. Il Dipartimento di Stato dell’Agricoltura aveva annunciato nel 2018 che era troppo tardi per cambiare il corso delle cose nel 2019 ma ora ha ufficialmente invertito le proprie decisioni in merito.

Restano comunque molte sfide da affrontare per la Pennsylvania dopo aver adottato la decisione di aprire il proprio programma canapa. Secondo il portavoce Shannon Powers, «ci sono 80 anni circa di informazioni mancate» a proposito della coltivazione della canapa, come ciò che riguarda i pesticidi ed i metodi di coltivazione. Senza dimenticare di citare il fatto che non vi sono attualmente trasformatori di canapa commerciale disponibili.

«E’ un ulteriore passo in avanti ma -in questo caso- è un grande passo per i coltivatori della Pennsylvania i quali stanno cercando alternative valide nelle rotazioni delle coltivazioni», ha affermato Geoff Whaling, Presidente del Pennsylvania Hemp Industrial Council.

 

USA

Per il Giudice, l’uso ‘accidentale’ di cannabis è ancora considerato ‘giusta causa’ per il licenziamento

Un giudice federale ha stabilito che il Governo ha facoltà di licenziare impiegati che risultino positivi ai test sulla cannabis anche nel caso in cui essa sia stata consumata accidentalmente, secondo un servizio dei media locali.

La decisione è stata espressa nell’ambito di un processo riguardante un lavoratore impiegato nel settore Information Technology risultato positivo ad un test sulla cannabis durante uno screening casuale e così è stato rimosso dalla sua posizione lavorativa. Il soggetto non ha contestato i risultati del test sulle droghe, ha però affermato che qualcuno, durante un barbecue, gli aveva dato un infuso a base di cannabis per fargli uno scherzo e non gli aveva detto che si trattava di un infuso alimentare. Pur sottolineando una carenza di prove, l’ufficiale addetto al controllo confinario ed attività di polizia responsabile della applicazione del test ha comunque deciso di rimuovere l’impiegato dal suo lavoro. Questi si è appellato contro la decisione ma un gruppo di giudici dopo aver audito le varie testimonianze, ha stabilito che le intenzioni dell’impiegato sono irrilevanti. La Corte ha emesso il verdetto stabilendo, inoltre, che questo costituisce un precedente. Ciò significa che tutti i casi similari futuri riguardanti questa materia saranno trattati senza dare alcuna rilevanza al fatto che la persona interessata si dichiari consumatore cosciente oppure no, in caso di eventuale somministrazione di test sulle droghe, a causa di numerose linee guida giuridiche stabilite in precedenza da esponenti ufficiali in materia sia nel periodo della Presidenza Regan sia durante l’Amministrazione Obama, in tutti i casi è materia di licenziamento.

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