Politica Esteri

Italia quarta in Europa per incremento di ettari per coltivazione di canapa La settimana della canapa nelle testate estere, dal 6 al 10 agosto

Settimana all’insegna delle notizie positive circa l’incremento delle aree destinate alla coltivazione di Canapa in Europa. La Francia è grandemente prima in questa speciale classifica ma l’Italianon demerita affatto, ponendosi alla quarta piazza dopo la Lituania e prima dell’Olanda. In Israele si discute animatamente circa i processi di legalizzazione della marijuana, ai giocatori nella Premier League di Pallacanestro torna la disponibilità di poter fumare le varietà consentite dalla legge senza essere sanzionati né sottoposti a pene detentive ma ci sono ancora dubbi sui limiti. Sempre in Israele il Report Annuale della Polizia mostra che non vi è aumento di incidenti a causa degli incidenti stradali e che la popolazione nazionale, attraverso sondaggi, chiede alla Polizia di concentrarsi su altri aspetti. In Canada, la Procura Generale ha approvato l’uso di un dispositivo per fare test su strada sull’uso di Cannabis alla guida molto semplice e basato su un prelievo di saliva. Si tratta di un metodo non invasivo e che può essere utilizzato praticamente in tutto il Mondo. In Nevada, Stato USA, sono entrate nelle casse pubbliche, attraverso il prelievo fiscale, 68 milioni di Dollari e niente vieta di pensare che il trend sia in ulteriore crescita, grazie all’espansione dei punti vendita e delle attività commerciali specializzate. E tutto ciò a nemmeno un anno dalla Legalizzazione introdotta nello Stato

Aree agricole coltivate a canapa in crescita. Italia quarta in Europa

Secondo ilreport annualedella European Industrial Hemp Association, ente tra i più accreditati nel rilevare e ufficializzare i dati settore, il Vecchio Continente ha aumentato le aree agricole destinate a coltivazione di canapa da 8.000 Ettari a 33.000 Ettari nello scorso anno. L’Italia è al quarto posto, dopo l’Olanda e davanti alla Lituania con 2.300 Ettari destinati alla coltivazione di canapa, il settore è in crescita.

Queste configurazioni hanno superato le previsioni dello scorso anno dell’EIHA che avevano delineato un numero di coltivazioni destinate alla canapa nel Vecchio Continente piatte rispetto alle25.000 piante che erano state piantate nel 2015. Il documento statistico sembrerebbe indicare una stabilità ormai raggiunta nella coltivazione di canapa in Europa, una crescita alla cui guida si trova il ramo delle applicazioni alimentari e medicali, compresi i prodotti derivati dalla lavorazione di Cannabidiolo (CBD). Ulteriore fattore da annotare è il fatto che la crescita progredisce nonostante vi siano numerosi balbettamenti escarsa chiarezzasoprattutto nell’ambito delle normative dei singoli Paesi Membri UE e dell’Europa più in genere, in special modo per le normative che regolamentano la possibilità di coltivare canapa nell’arco dei territori del Vecchio Continente e nonostante i numerosi allarmi giunti sul CBD da parte dei mercati statunitensi nello scorso anno che hanno finito con l’ influenzare notevolmente le esportazioni di CBD.

La Francia, il Paese che guida grandemente la lista delle Nazioni che coltivano canapa sul proprio territorio, primeggia su tutti gli altri Paesi con 17.000 Ettari circa di campi coltivati a canapa calcolati sulla base dello scorso anno. La piccola Estonia è parecchio distante al secondo posto con circa 3.500 Ettari coltivati, secondo quanto mostrato nel proprio Report annuale da parte della EIHA, ente che solitamente viene considerato come il maggior depositario di dati di crescita accertati sul settore circa i mercati d’Europa. L’Italia è al quarto posto, con 2.300 Ettari coltivati a canapa, dopo l’Olanda (2.443 Ha) e davanti alla Lituania (2.035 Ha) ed alla Germania (1.501 Ha).

Israele

Grande dibattitoin Israele dopo la sospensione di alcuni giocatori di Pallacanestro della Premier League, successivamente al rinvenimento di tracce di Cannabis nel loro sangue, nel corso della settimana, durante le operazioni di anti-doping. Il Partito ‘Green Leaf’ha subito colto l’occasione per chiedere una revisione delle normative in ambito sportivo, in specie da parte delle dirigenze del mondo della pallacanestro e del Doping sportivo della Pallacanestro della Super League. Proprio sulla base della richiesta di Green Leaf, ora la Lega sta pianificando di cancellare le pesanti sanzioni nei confronti di giocatori di pallacanestro che fumano cannabis. La stessa Lega, infatti, ha constatato che i giocatori che sono stati sottoposti a test in Israele giocano regolarmente nei Campionati di Pallacanestro in tutto il resto del Mondo.

Nella giornata di ieri, è stato reso pubblico che-in seguito agli eventi e nelle pieghe delle attività dell’amministrazione corrente della Lega cioè l’organizzazione che rappresenta tutte le squadre della Premier League-intende chiedere una consulenza legale affinché si confronti la politica e la strategia d’azione della Premier League con quel che accade da parte della FIBA in Europa e nell’NBA negli Stati Uniti. E’, infatti, risultato acclarato che in altri Campionati l’uso della cannabis è consentito e che la cannabis non viene classificata come elemento che potenzia le prestazioni. Alla federazione israeliana risulta che la materia è alquanto complessa e che bisogna studiare attentamente i bilanciamenti e le verifiche nei confronti con altri sistemi giuridico-legali in materia. Ad esempio, nell’NBA degli USA risulta che un giocatore scoperto a fumare marijuana è stato re-inviato al laboratorio di analisi,un secondo reato è stato sottoposto ad una ammenda di 25.000 dollari,un terzo reato ha avuto una pena pari a soli cinque mesi di sospensione e ad un corso di aggiornamento in materia. Ora la Federazione israeliana sta studiando la questione con FIBA e WADA e dopo aver ottenuto tutti i dati circostanziati, deciderà in merito soprattutto dal punto di vista legale. Il Comitato contro il doping nello sport è stato edotto sul fatto che è WADA il braccio esecutivo dello Stato di Israele (vincolato a decisioni del Governo), elemento che è stato chiarito anche ai media. Non è territorio di giurisdizione nemmeno per l’Agenzia Nazionale per la Prevenzione del Doping nello Sport (DAN), né lo sono tantomeno sindacati e associazioni di diversa natura sia locali sia internazionali. Si tenga conto del fatto che fino al 2013, anche la caffeina compariva nella lista delle sostanze non consentite e successivamente fu rimossa. Il THC attualmente non è consentito solo durante le competizioni, è persino fissato un livello oltre il quale si viene segnalati come “positivi” durante l’anti-doping.

Israele

Il rapporto annuale della Polizia relativo all’anno 2017 mostra un brusco aumento nell’applicazione di pene per reati commessi nell’ambito delle droghe, in particolare per quanto attiene la cannabis. L’uso delle droghe costituisce una percentuale molto ridotta tra le cause di incidenti stradali e l’opinione pubblica preferisce manifestamente che la Polizia concentri i propri sforzi su altri reati.

Contrariamente a quanto affermato dal Ministro Gilad Erdan, il quale aveva resi noti i dati per i quali appariva vi fosse una diminuzione nell’applicazione di reati connessi alla Cannabis nell’ultimo anno, i risultati del Report 2017 della Polizia israeliana mostrano il netto contrario. Questa la sintesi presentata da esponenti ufficiali della Polizia nell’ambito di una discussione pubblica sul tema delle multe. E quanto riportato anche dalla rivista di settore ‘Cannabis Magazine’. Secondo i dati ufficiali, appare che ogni mezz’ora viene aperto un fascicolo della Polizia per reati connessi all’uso personale solo per la cannabis. E ne vengono aperti anche di più se si prendono in considerazione altre infrazioni connesse alla cannabis o altre droghe.L’ultimo Report della Polizia mostra che l’anno scorso è stato registrato un record assoluto di tutti i tempi nell’applicazione delle pene per reati connessi con le droghe, in tutti i settori, produzione, spaccio, consumo. In aumento anche la produzione ed una quota non direttamente destinata al consumo ed al commercio. Tra altri aspetti interessanti, aumento dei sequestri di stupefacenti, soprattutto di cannabis (14.9 per cento cioè 679 casi) e che solo il 4 per cento di incidenti stradali mortali sono causati da ubriachezza oppure uso di droghe. Da sondaggi si è constatato che solo il 2 per cento della popolazione vuole che la Polizia si concentri su reali legati alla droga ed all’alcool.

Anche tra gli adolescenti si è riscontrato un aumento nell’apertura di fascicoli per tutti i reati connessi con la droga, 4.575 casi sono per l’utilizzo nel 2017 rispetto ai 3.991 del 2016. Di tutti i reati per droga, si ritiene che almeno l’85% sia correlato con la sola Cannabis.

Canada

La Procura Generale del Canada ha approvato l’uso di un particolare dispositivo per test sulla guida in stato di influenza da Cannabis su strada utilizzando un semplice campione di saliva. La decisione giunge prima dell’apertura del mercato legale della Cannabis nel Paese. Solo a Giugno era stato confermato l’Atto del Senato Canadese 45-C per il quale il Canada è diventato il secondo Paese al Mondo(dopo l’Uruguay)ed il primo nel G7 a riconoscere la piena legalizzazione della Cannabis ad uso ricreativo. Prima dell’introduzione della nuova Legge che entrerà in vigore il 17 del mese di Ottobre corrente anno, lo scorso mese è stato approvato un altro Disegno di Legge, il 46-C, che giunge a definire i limiti dell’utilizzo di Cannabis alla guida, fattore che esplicherà comunque effetti sul mercato della cannabis legale. Finora gli unici strumenti di misurazione a disposizione della Polizia canadese su traffico erano per individuare l’alcool e lo stato di ubriachezza al volante(test classici, camminare sulla riga, stare su una sola gamba etc.). Nonostante si sia scoperto e definito che l’alcool alla guida risulta essere molto più pericoloso della cannabis, il Legislatore canadese ha voluto assicurarsi che alla guida le persone non usassero il proprio veicolo dopo il consumo di THC, da qui la necessità di avere uno strumento tecnico che mettesse in grado la Polizia canadese di somministrare gli opportuni test. Sul mercato esistono già diversi dispositivi che intendono dare una soluzione semplice per rilevare tracce di cannabis nel sangue senza interventi di tipo invasivo oppure test delle urine da farsi ai bordi di una strada, come ad esempio il test sulla saliva WANG, Laboratori di Hound . Alla fine, il Canada ha preferito usare il metodo Draeger (Draeger Drug Test 5000) che viene prodotto in Germania . Il dispositivo portatile consentirà alla Polizia canadese di sottoporre a test i conducenti su strada utilizzando un kit che preleva un campione di saliva all’interno delle guance e rende disponibile risultato immediato. Il test può individuare THC e cocaina, oltre a oppiacei, ketamina, metadone, metanfetamina e altre sostanze. La Procura Generale aveva ritenuto il test conforme ai sensi della Legge 46-C ma adesso essa ha ottenuto anche il superamento dei test presso i laboratori del Consiglio Nazionale delle Ricerche del Canada ed ha anche superato le procedure previste dall’Istituto Valutazione Canadese Scienze Forensi.

Nevada (USA)

Il Nevada in un anno ha incassato 68 milioni di dollari grazie alla coltivazione di canapa. Sembra che gli Stati Uniti continuino, così, ad offrire prospettive positive non solo nella direzione della legalizzazione. Lo Stato del Nevada, infatti, riferisce che le vendite mensili di Cannabis legale hanno consentito alle casse statali di introitare più di quanto previsto, in totale68 milioni di dollari dalle imposte sulle vendite il cui ammontare è stimato in 481 milioni di dollari. Solo un mese dopo la legalizzazione, entrate record, 3.6 milioni di dollari, il che significa che -dopo soli 10 mesi dalla legalizzazione- si è superato per la seconda volta il tetto record. Secondo quanto riportato dalle Autorità dello Stato, nelle casse pubbliche, grazie al Fisco, è entrato il 25 per cento in più rispetto a quanto previsto nelle stime e nelle valutazioni successive alla regolamentazione della materia per via di Legge. I punti vendita son passati da 11 a 63. Nel solo mese di Maggio, il Nevada ha ricavato attraverso la tassazione sulle vendite di prodotti derivanti dalla Cannabis, un ingresso fiscale portato da 1 milione di dollari a 7,1. In base alle cifre ufficiali, risulta che l’80 per cento delle rendite fiscali che provengono dalle persone fisiche sono entrate nelle casse dello Stato grazie al mercato del tempo libero e per il 20% dallacannabis medicale. La sommatoria finale delle vendite in tutto lo Stato ammontano, appunto, a 481 milioni di Dollari USA tutti derivanti dalle vendite di Cannabis.

In una nota pubblica emessa dall’Agenzia delle Entrate, si legge: «Sebbene le vendite di Marijuana costituiscano una porzione relativamente piccola delle vendite totali nel Paese, esse hanno certamente contribuito notevolmente allo sviluppo economico del Nevada cui s’è assistito nell’ultimo anno. Visti i dati finora riscontrati, nulla vieta di stimare vi possano essere ulteriori crescite». La struttura fiscale attuale nel Paese è essenzialmente basata sul 15% dall’imposta sulle vendite di cannabis per scopo ricreativo e 10% per uso medicale. Il Nevada ha approvato la Legalizzazione della Cannabis attraverso un Referendum che si è svolto parallelamente alle elezioni del 2016. I negozi hanno iniziato a vendere il prodotto nell’estate del 2017 cioè quasi un anno fa.Anche il numero degli incidenti stradali nello Stato è diminuito del 10% con l’ingresso della Cannabis legale attraverso la commercializzazione sul territorio.  Sull’onda del successo delle vendite, via via sono aumentati i punti vendita ed i negozi ma questo ha mostrato poi problemi di carenza nelle forniture.

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