Politica Italia

Italia: cercasi cannabis medica disperatamente E' iniziato il processo di offerta per le aziende che intendono fornire all'Italia 400 chilogrammi di cannabis in due anni

Il Governo italiano prevede di importare 400 chilogrammi di cannabis medica in due anni. Per questo ha aperto il processo di offerta alle aziende che intendono rifornire l’Italia. Il Ministero della Difesa italiano – attraverso il suo ufficio di Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare (SCFM) – ha pubblicato i dettagli del processo di candidatura per la gara d’appalto. Le domande devono essere presentate il 2-3 luglio. Domande sul processo di candidatura sono accettate fino al 25 giugno. Tra i requisiti richiesti, Buone pratiche agricole e di raccolta (GACP) e Good Manufacturing Practice (GMP).

Il prezzo di riferimento per i 400 chilogrammi è 1,52 milioni di euro (1,7 milioni di dollari), il che significa una media di 3,8 euro al grammo. I 400 chilogrammi saranno divisi in tre lotti: 320 chilogrammi di fiori ad alto contenuto di THC, con un prezzo di riferimento di 4 euro al grammo; 40 kg di fiori bilanciati THC / CBD, con un prezzo di riferimento di 3 euro al grammo; 40 chilogrammi di fiori ad alto contenuto di CBD, con un prezzo di riferimento di 3 euro al grammo. Le specifiche tecniche includono anche limiti rigorosi su pesticidi e metalli pesanti, nonché dati sulla stabilità a supporto della durata di conservazione proposta, che deve essere di almeno sei mesi al momento della consegna.

Il precedente processo di candidatura, vinto dal produttore canadese Aurora Cannabis all’inizio del 2018, era per un totale di 100 chilogrammi, aveva un prezzo di riferimento di 5,7 euro al grammo. Aurora, tuttavia, aveva offerto una media di 3,2 euro al grammo.

L’Italia è stata il secondo mercato europeo della cannabis medica nel 2018, con vendite per un totale di circa 650 chilogrammi. Secondo un recente studio, il 66% dei residenti in Italia ritenga la cannabis utile per combattere diverse patologie e nel complesso è stimata intorno al 15% la percentuale di utilizzatori in Italia di canapa medica, pari a circa 5 milioni di individui.Lo stesso studio afferma che circa il 40% degli intervistati tra quelli che si stimano utilizzare la cannabis terapeutica come principale trattamento alternativo ai farmaci tradizionali ha indicato un miglioramento del benessere fisico/psichico nell’arco di una settimana compreso tra il 60 e i 120 minuti.

In Italia, come abbiamo raccontato, la cannabis terapeutica, secondo quanto stabilito dal DM del 9/11/2015, può essere prescritta solo dal medico ed è permessa solo quando le terapie convenzionali non sono sufficienti: viene utilizzata in caso di gravi patologie, dalla sclerosi ai tumori alle lesioni del midollo spinale oltre che per ridurre gli effetti causati dalla chemioterapia e dalla radioterapia, contro i sintomi dell’HIV, del glaucoma, della nella sindrome di Gilles de la Tourette.

Attualmente, a rifornire il mercato italiano è l’Aurora Cannabis, il vincitore del contratto di fornitura del 2018; le importazioni in corso dai Paesi Bassi, importate dall’ufficio olandese della Cannabis medica e prodotte, finora, solo da Bedrocan. Circa 400 chilogrammi sono stati esportati dai Paesi Bassi in Italia nel 2018, e tale numero dovrebbe aumentare fino a 700 chilogrammi nel 2019.

C’è poi la produzione nazionale da parte dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, che nel 2018 ha totalizzato 100-150 chilogrammi e dovrebbe raggiungere i 150 chilogrammi nel 2019 (si è arrivati a produrre Cannabis FM-2 contenente THC, tra il 5% e l’ 8%, e CBD, tra il 7,5% e il 12%). «L’obiettivo per il 2019 è quello di aumentare la produzione di cannabis terapeutica fino a 150 kg. Per riuscirci abbiamo adibito altre aree alla produzione e alla coltivazione». Con queste parole, era intervenuto a novembre 2018 il Colonnello Flavio Paoli, Vicedirettore dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, che poi aveva spiegato: «Siamo partiti nel 2014 con un target annuale di produzione di 100 kg l’anno. C’è stato poi fin da subito un aumento della richiesta, anche grazie alla corretta informazione fatta su questo tema. Oggi ci stiamo muovendo verso il futuro perché una volta tracciata, la strada poi deve essere ingrandita con un quadro, una direzione che noi ed eventuali attori futuri in questo settore dovremo seguire». Il cammino, aveva affermato il Vicedirettore, prevede «dei progetti di finanziamento, attualmente in fase di sviluppo, che hanno l’obiettivo di farci arrivare a una produzione di almeno a 300 kg l’anno». Senza contare, aveva aggiunto, che «stiamo inoltre lavorando per lo sviluppo degli estratti oleosi attualmente in una fase di ricerca e sviluppo, che saranno un po’ lo sbocco naturale di questa esperienza. Con l’evoluzione del progetto si aggiungono anche le modalità di interazione con enti e imprese, perché la potenzialità dello stabilimento deve essere migliorata. A livello politico è già in fieri una riflessione su quali saranno i meccanismi da attuare dal punto di vista amministrativo per poter coinvolgere altri soggetti».

L’anno scorso la ministra della Salute Giulia Grillo era stata costretta, di fronte alla scarsità delle scorte, a raddoppiare l’import di cannabis dall’Olanda per uso terapeutico, garantendo ai pazienti che la assumono una continuità di cura. «Cerchiamo così di dare una rapida e concreta risposta alle richieste pressanti e legittime dei pazienti e dei loro familiari. Questo è solo il primo passo di un percorso di attenzione che conto di rafforzare sempre di più nel tempo. Una somministrazione a singhiozzo e discontinua di cannabis, come di qualsiasi altro medicinale, mette a rischio i pazienti perché non garantisce i benefici che si ottengono solo grazie alla continuità terapeutica» aveva dichiarato la ministra che aveva inviato una lettera al suo omologo olandese, Hugo De Jonge, per richiedere l’invio di altri 250 kg di prodotto, anche se non se ne conosce la qualità (se FM-1 o FM-2) che si aggiungono ai 450 kg già pattuiti sia per il 2018 sia per il 2019.

A richiedere l’intervento del Governo erano state le numerose denunce di ritardi e disservizi presentate dalle associazioni dei pazienti, tra i quali spiccava il ‘Comitato Pazienti Cannabis Medica’ che, a luglio, aveva scritto per l’ ennesima volta alla neoministra della Salute passando in rassegna tutte le criticità del settore. «Noi siamo quei malati a cui il suo predecessore disse di aspettare che le piantine crescessero … bene, abbiamo aspettato … e per molte settimane ad inizio anno molti di noi sono rimasti senza alcuna terapia» si leggeva nelle prime righe alle quali seguiva poi:  «Le ricordiamo che noi siamo, in primis, persone che hanno figli, mogli o mariti ed una vita sociale che spesso la cannabis terapeutica ci ha permesso di riottenere, dopo che moltissimi di noi avevano perso anche solo la dignità di una vita ‘normale’».

Supponendo, quindi, che il vincitore dell’ appalto fornisca 50 chilogrammi entro la fine del 2019, le vendite totali previste in Italia nel 2019 sarebbero di 900 chilogrammi, con un incremento di quasi il 40% rispetto alle vendite totali nel 2018. E non sarebbe poco visto che, in termini economici, come abbiamo visto precedentementel’impatto complessivo sull’economia italiana derivante dai benefici connessi con l’utilizzo della cannabis terapeutica è stimabile tra i 4,6 e i 9,4 miliardi di euro su base annua. Considerando il bacino di potenziali utilizzatori di canapa medica, la stima sale tra gli 11,1 e 22,6 miliardi di euro. E questo mentre una parte del Governo, la Lega, usa il pugno di ferro.

Italia: cercasi cannabis medica disperatamente E' iniziato il processo di offerta per le aziende che intendono fornire all'Italia 400 chilogrammi di cannabis in due anni">