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‘Io Coltivo’, la disobbedienza civile per la legalizzazione della cannabis «Decine di antiproibizionisti si raduneranno per tornare a chiedere al Parlamento di discutere le proposte di legge per la legalizzazione della cannabis»

Lanciata lo scorso aprile da duemila cittadini, ventisei parlamentari (venti del M5S, tre del Pd, Roberto Giachetti di Italia Viva, Antonio Tasso del Gruppo Misto, Riccardo Magi di + Europa. Tra i Cinquestelle, Giuseppe Brescia, Elio Lannutti e Barbara Lezzi. Tra quelli del Pd, Enza Bruno Bossio, Chiara Gribaudo, Giuditta Pini) e venti associazioni, tra le quali l’Associazione Luca Coscioni che ne è co-promotrice, l’iniziativa ‘Io Coltivo‘ ha organizzato per domani una manifestazione «per portare in piazza le piantine di cannabis coltivate come forma di disobbedienza civile».

L’evento avrà luogo prima della presentazione alla Camera dei Deputati del XI Libro Bianco sulle Droghe, un rapporto indipendente sugli effetti del Testo Unico sugli stupefacenti (DPR 309/90) sul sistema penale, sui servizi, sulla salute delle persone che usano sostanze e sulla societa’. Il Libro Bianco è promosso da La Società della Ragione, Forum Droghe, Antigone, CGIL, CNCA, Associazione Luca Coscioni, ARCI, LILA e Legacoopsociali con l’adesione di A Buon Diritto, Comunita’ di San Benedetto al Porto, Funzione Pubblica CGIL, Gruppo Abele, ITARDD e ITANPUD. Ogni anno viene presentato in occasione del 26 giugno, Giornata mondiale sulle Droghe, nell’ambito della campagna internazionale di mobilitazione Support! don’t Punish che chiede politiche sulle Droghe rispettose dei diritti umani e delle evidenze scientifiche e che quest’anno coinvolgera’ oltre 164 citta’ in 84 paesi.

La manifestazione coinvolgerà «decine di antiproibizionisti si raduneranno per tornare a chiedere al Parlamento di discutere le proposte di legge per la legalizzazione della cannabis a partire dalla proposta di legge d’iniziativa popolare Legalizziamo! sostenuta da oltre 100.000 firme e depositata nel 2016».

Si inizierà con due ore di maratona oratoria, che inizieranno alle 10, e a cui parteciperanno anche i tanti protagonisti nell’iniziativa #ioColtivo, che vede «centinaia di persone far crescere in casa piante di cannabis per chiederne una regolamentazione legale».

Già la settimana scorsa, era stato chiesto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, di  affrontare il tema della legalizzazione della cannabis agli Stati generali. Richiesta che era stata fatta da cento parlamentari che avevano aderito all’appello lanciato dal deputato del Movimento Cinque Stelle, Michele Sodano. L’appello spiegava: «Se è vero, come dice il Premier che questi giorni di incontri servono per parlare del futuro dell’Italia, a maggior ragione crediamo sia arrivato il momento di dare un colpo alle mafie legalizzando la vendita e il consumo della cannabis e sottraendo loro la gestione del mercato e dei guadagni».

«Le politiche repressive si sono dimostrate finora del tutto inefficaci, tanto più che in Italia al momento i consumatori di cannabis sono sei milioni, nonostante il proibizionismo» sottolineava l’appello. Infatti, legalizzare le droghe leggere porterebbe, sulla base di uno studio dell’Università La Sapienza di Roma, «un beneficio per le casse dello Stato pari a 10 miliardi derivanti dai risparmi dell’applicazione della normativa di repressione e dal nuovo gettito fiscale che comporterebbe l’apertura del mercato alle aziende».

«Secondo i dati presenti in commissione Giustizia lo scorso 18 febbraio nascerebbe una filiera produttiva di oltre tremila imprese e 350mila possibilità di impiego» sia nella coltivazione sia nella produzione, si afferma nell’appello. Il Docente del Dipartimento di scienze sociali ed economiche dell’Università La Sapienza di Roma, Marco Rossi,  ha infatti calcolato che se il mercato della cannabis fosse regolamentato come quello dei tabacchi, potrebbe emergere e permettere all’erario di incassare circa 3 miliardi di euro solo dalle tasse sulle vendite. Così lo Stato risparmierebbe circa 600 milioni spesi ogni anno da polizia, magistratura, e carceri nel contrasto al narcotraffico.

«Ci sono in Italia sei milioni di consumatori di cannabis costretti a rivolgersi alla criminalità. La legalizzazione significherebbe bruciare gli affari alle mafie», sostiene Riccardo Magi, di +Europa. Secondo i cento parlamentari che hanno sottoscritto l’appello per portare la legalizzazione della cannabis sul tavolo degli Stati Generali, il futuro e la ripresa dell’Italia «possa passare anche attraverso la legalizzazione della cannabis».

«In un momento di fragilità economica come quello che stiamo attraversando non possiamo permetterci di ignorare i benefici che la legalizzazione porterebbe al nostro Paese», ha affermato Antonella Soldo, coordinatrice di ‘Meglio Legale’, campagna per la legalizzazione delle droghe leggere.

Ecco anche spiegato perché sedici parlamentari di Pd, M5S e +Europa stanno coltivando o stanno per iniziare la coltivazione della cannabis nelle proprie abitazioniRiccardo Magi, Matteo Mantero, Aldo Penna, Michele Sodano, Conny Giordano, Doriana Sarli, Caterina Licatini, Carmen Di Lauro, Chiara Gribaudo, Andrea Romano, Enza Bruno Bossio, Teresa Manzo, Elisa TripodiMichele Usuelli, Carmen Di Lauro e Luigi Sunseri. Di questi, sono quattro i parlamentari che, partecipando alla campagna ‘Meglio Legale’, hanno deciso di autodenunciarsi pubblicando un video sui propri social e sono Mantero, Magi, Penna, Sodano.

La Corte Costituzionale nel 2014 ha annullato una legge specifica del 2006 che prevedeva sentenze dure per chi avesse venduto, coltivato, o commerciato cannabis, con pene da 2-4 anni fino a 6-20 anni di carcere. L’Unione Europea, allo stato attuale, ha un limite del 2% di THC per la canapa legale, più basso dello 0,3% stabilito negli Stati Uniti. Ma per uso interno, cioè nel territorio italiano, la Legge 242 del 2016 stabilisce un limite dello 0,6%, ancora basso al fine di ottenere eventualmente un effetto stupefacente ma che offre più flessibilità nella disponibilità di varietà. Il giorno dopo il pronunciamento di Salvini, la Suprema Corte di Cassazione, il fattore giuridico di più alto livello nella Nazione, ha stabilito che la vendita di cannabis o dei suoi derivati è illegale nonostante la Legge 242.

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