Politica Esteri

In Borsa, la cannabis vola Rassegna stampa della canapa nelle testate estere, dal 6 al 10 maggio 2019

La Borsa internazionale parla chiaro: seppur con un numero ridotto di trattazioni borsistiche rispetto all’anno precedente, le società che coltivano, trattano e distribuiscono commercialmente prodotti a base di marijuana nel 2019 hanno ottenuto nelle trattazioni borsistiche una rendita finanziaria pari al doppio di quanto ricavato nello stesso periodo del 2018.

 

Borsa

Volumi minori ma raccolte raddoppiate in un anno nel mercato finanziario della marijuana

Il numero dei capitali trattati relativi alla cannabis potrebbe rivelare un qualche decremento nell’ambito del corrente 2019 rispetto all’anno precedente ma il denaro raccolto è di fatto raddoppiato. I business correlati alla marijuana hanno raccolto 5.17 miliardi di Dollari USA su base annua attraverso 199 trattazioni comparati ai 2.8 miliardi attraverso le 222 trattazioni osservate nello stesso periodo calcolato.

Le dimensioni dell’innalzamento di azioni e titoli di debito sono cresciute rispetto all’anno scorso sia per le trattazioni pubbliche sia per le società private. Nel corso della settimana corrente sono stati messi a disposizione da parte di ‘Marijuana Business Daily’ e ‘Viridian Capital Advisors’ dati aggiornati sulle attività di investimento nel settore cannabis così come sono stati mostrati gli andamenti, le analisi ed i movimenti sui mercati internazionali nel settore specifico. I dati offerti da ‘Viridian Capital Advisors’ sono stati ottenuti attraverso la settimana conclusa col 26 aprile scorso. Per maggiori analisi e sguardi più approfonditi ai trend degli investimenti ed alle trattazioni nell’industria della cannabis, ci si può persino iscrivere ad un aggiornamento più costante e ad un monitoraggio più continuativo attraverso ‘Investor Intelligence’.

Due trattazioni nella settimana scorsa hanno ottenuto un valore cumulato di 845 milioni di dollari. Pax Labs di San Francisco, una impresa manifatturiera di prodotti per sigarette elettroniche, che ha chiuso a 420 milioni dollari. La raccolta che comprende investitori pubblici nuovi nel settore della cannabis hanno ottenuto valori largamente al di sopra delle loro aspettative precedenti di circa 150 milioni in attività finanziarie. Aphria, società canadese che coltiva cannabis che ha chiuso la settimana con una raccolta di 350 milioni di dollari. Aphra tratta nella ‘Toronto Stock Exchange’ sotto il titolo APHA.

Nell’ambito delle fusioni ed acquisizioni, in sigla M&A, si segnalano rispetto alla settimana corrente CanadaBis Capital, società con sede ad Alberta, che ha completato l’acquisizione di Stigma Pharmaceuticals, società che coltiva con sede ad Alberta e che produce anche prodotti CBD. CanaBis Capital opera nelle trattazioni dal 30 aprile nella TSX Ventures Exchange con la sigla CANB. Canaccord Genuity Growth, una società finalizzata all’acquisizione societaria, ha completato il proprio piano di acquisizione della Columbia Care. Columbia ha sede a New York ed è una società integrata verticale che opera nel business della cannabis in 14 Stati degli USA, successivamente diventata la prima compagnia inserita nella Borsa canadese NEO con una capitalizzazione di più di 1 bilione di dollari.

 

USA

Omogeneizzare olii estratti da cannabis e l’acqua: l’ultima frontiera delle imprese che producono bevande

In natura l’olio di cannabis è idrofobico. In altre parole, non si mischia con l’acqua, non si amalgama. E ciò presenta una ovvia e complessa sfida per le imprese manufatturiere che vogliano creare un prodotto THC o CBD sotto forma di infuso senza che abbia una bella macchia d’olio che galleggia soprattutto se si tratta di una bevanda. Bisogna prendere i materiali di base -l’olio, gli ingredienti isolati o attivi- e sottoporli ad operazione di ingegnerizzazione in modo tale che possa essere compresi in un tutto omogeneo, ha affermato Michael Heller, co-fondatore ed amministratore delegato di MJ Wooly, una società di biotecnologie che sviluppa soluzioni compatibili con acqua in modo da potervi introdurre i cannabinoidi in prodotti ingeribili.

Sotto la potente spinta degli interessi e degli investimenti attuati nella direzione della diversificazione da giganti imprenditoriali nel campo della birra, dei liquori e delle bevande, le imprese manufatturiere che producono bevande infuse sono desiderose di immettere sul mercato bevande infuse con cannabis di alta qualità nella forma di specifiche e innovative bevande. Ancor più spesso, le imprese manifatturiere si rivolgono a esperti nella scienza delle bevande per fare tutto questo nel modo giusto. La società di Heller è una delle tante entità imprenditoriali che sviluppa formule per creare bevande stabili da esporre sugli scaffali con infusi tratti da cannabis e che rilascino i desiderati effetti nei tempi più rapidi. «Vi sono molte società che operano in questo settore specifico delle bevande ma molto poche riescono ad ottenere prodotti finali ingeribili», ha affermato Heller. «Il nostro punto di vista è che cannabis e canapa sono medicine. Certamente vi è anche un grande mercato per uso ricreativo per questo tipo di prodotti ma vi è un altrettanto grande numero di persone che vedono marijuana o i prodotti CBD come un supplemento quotidiano e vogliono ottenerne il miglior trattamento possibile». Attualmente, le uniche tre società che riescono, attraverso le biotecnologie, a ottenere di amalgamare gli olii estratti da cannabis con l’acqua e superare la dimensione idrorepellente degli olii, sono la MJ Wooly, con sede a Oakland, California, con 6 impiegati addetti e fondata nel 2005; Nanogen Labs, con sede a Oakland, California, con 10 addetti e fondata nel 2018; Lexaria Biosciences, con sede a Kelowna, Columbia Britannica, con 10 addetti e fondata nel 2004.

 

USA

Family Video distribuirà prodotti CBD attraverso la sua grande catena di video noleggio e vendita

La grande catena di noleggio e vendita video Family Video ha annunciato la propria volontà di diventare distributore di prodotti contenenti CBD attraverso la propria rete di 250 punti vendita all’interno degli Stati Uniti. La decisione giunge direttamente dal proprietario della catena il quale ha affermato che i prodotti CBD lo hanno aiutato nel trovare sollievo nel trattamento della tendinite.

Fanily Video sta per unirsi così ad altre catene distributrici nella vendita di prodotti CBD secondo quanto confermato da media specializzati ‘MLive’, in primis. La catena di vendita video sta portando i prodotti nativi naturali CBD appoggiandosi ad una catena distributiva e di vendita di grandi dimensioni, per mezzo dei propri 250 punti vendita un po’ in tutti gli USA.

Levi Dinkla, Presidente dell’impresa di sviluppo Highland Ventures Ltd., società collegata della Family Video, ha riferito a MLive che «molte persone fanno uso dei video».  Dinkla ha sottolineato che la decisione è giunta per diretta espressione del proprietario Keith Hoogland il quale ha raccontato la propria esperienza personale nel corso della quale ha trovato sollievo nella cura della tendinite grazie all’uso di prodotti a base di CBD. Dinkla ha aggiunto che i punti vendita di Family Video sono solitamente collocati in piccole comunità che tendono ad essere le location più ricercate negli ultimi tempi secondo i nuovi trend e la società vede il proprio ruolo come una «risorsa educativa per le comunità». La società sta offrendo spray, olii, balsamo per le labbra, chewing gum, unguenti, acqua e prodotti per la cura degli animali, secondo quanto confermato anche da Jason Yushaz, direttore regionale delle operazioni per Highland Ventures. Attualmente per gli acquisti si richiede l’età di 18 anni, sebbene non vi sia una legge specifica sull’età di accesso ai prodotti CBD.

Nel mese di marzo, la catena nazionale di farmacie CVS e Walgreens hanno annunciato l’avvio della vendita di prodotti topici a base di CBD.

 

USA

Jimmy Buffet lancia un nuovo marchio nel settore della cannabis

Jimmy Buffet ha creato una joint venture con celebrità famose in tutto il mondo con un proprio marchio personalizzato nel settore della cannabis dopo aver annunciato una partnership con la società della Florida, Surterra Wellness. I prodotti saranno distribuiti esclusivamente nei punti vendita Surterra attraverso tutta la Florida con piani di investimento ed espansione anche in California., Nevada per l’estate. Il capo ed amministratore delegato della Surterra, William ‘Beau’ Wringley Jr ha affermato che la partnership giunge «nel tempo in cui la percezione della cannabis continua ad evolvere». «Coral Reefer fornisce una nuova piattaforma per espandere il discorso intorno all’uso della cannabis e nel cambiare il preconcetto sui benefici effetti della pianta che possono migliorare le condizioni di salute di milioni di americani», ha affermato Wrigley in un documento pubblico.

Buffet ha raccolto l’appoggio di Seth Rogen, la celebrità Martha Stewart, il regista Francis Ford Coppola, l’ex boxeur Mike Tyson, l’ex campione di football Ricky Williams, la star della musica country Willie Nelson, il rapper Master P, gli attori canadesi di Trailer Park Boys, l’attore Tommy Chong, l’attrice Woopi Goldberg, i rapper Wu-Tang Clan e Snoop Dogg ed altri personaggi famosi e marchi vicini per instaurare varie partnership.

 

Israele

Dopo 30 anni di attività la Commissione Droga della Knesset potrebbe chiudere

Dopo che la ‘Legge sull’Autorità Anti-Droga’ è stata abrogata due anni fa, la clausola nella legge che stabilisce una commissione presso la Knesset è stata anch’essa abolita. Gli attivisti a favore della cannabis ora chiedono che non riapra. La Commissione della Knesset per la Lotta contro l’Abuso delle Droghe che era stata costituita nel 1989 potrebbe non essere nuovamente ricostituita nella 21ma Knesset. La Commissione è una delle Commissioni non-permanenti della Knesset i cui poteri non sono ancorati agli Statuti della Knesset e si contrappone ad altre Commissioni. Essa fu costituita in virtù della ‘Legge sull’Autorità Anti-Droga’ nella forma di commissione accompagnatoria per le attività dell’Autorità e inizialmente si ritenne dovesse operare per un solo anno.

Dopo un anno di attività, è stato deciso che avrebbe potuto continuare nel suo operato e da allora è stata ricostituita in ogni sessione successiva della Knesset. Durante i suoi anni di operatività la Commissione è stata definita come «responsabile per il trattamento onnicomprensivo del problema droga nello Stato di Israele», «creando risorse per trattare meglio la lesione», etc.

Per molti anni la Commissione è stata guidata da molti membri della Knesset, da Shas e partiti arabi, i quali erano particolarmente attenti nel contrapporsi a qualsiasi legge che fosse nella direzione della riconsiderazione. In ogni caso, la precedente sessione della Knesset ha introdotto un cambiamento significativo nelle attività della Commissione dopo che era stato deciso che MK Tamar Sandberg (Meretz) diventasse il Capo della Commissione stessa. Zandberg era il capo della commissione a sostegno della legalizzazione della cannabis e proprio lei ha promosso le discussioni in favore delle droghe e del sollievo da cannabis in particolare. Ma recentemente con la ‘Legge sull’Autorità Anti-Droga’ ed il trasferimento dei suoi poteri ai corpi istituzionali operanti sotto il Ministero della Sicurezza Pubblica, la sezione della legge dove si stabilisce che la commissione è accompagnata dalla Knesset è stata anch’essa rimossa e quindi potrebbe così non essere più ricostituita.

Martedì scorso, il procuratore Hetz David, un attivista veterano operante da tempo a favore della cannabis ha scritto allo Speaker della Knesset Yuli Edelstein e MK Michi Zohar, capo della Commissione Preparatoria della Knesset, affinché si astenga dall’aprire una commissione anti-droga nella prossima Knesset. Secondo il suo parere con la cancellazione della Legge sull’Autorità Anti-Droga non vi era alcuna base legale per l’esistenza della Commissione e quindi doveva essere cancellata nel 2017. Inoltre, la Commissione crea una falsa coscienza che accresce la sensazione che vi sia un problema droga in Israele. Ha anche affermato: «A causa del fatto che ogni settimana i membri della Knesset sono informati su quanto grande sia il danno procurato dalle droghe, i membri perdono proporzionalmente cognizione e credono che la portata del problema stesso sia più grande di tutto Israele». Ha infine fatto notare che dalle informazioni ricevute «Nessun partito della Knesset è interessato nel guidare la Commissione e in ogni caso, nel caso in cui si chiudano tutte le discussioni su questa materia, il dibattito sul tema si terrà nell’ambito di commissioni permanenti o lobby che conducano a discussioni più positive sull’intero oggetto».

 

Nuova Zelanda

In vista della legalizzazione, svelate le clausole della legge che sarà sottoposta a referendum

Il Ministro della Giustizia della Nuova Zelanda, Andrew Little, ha svelato nuovi dettagli a proposito della costituenda legge sulla legalizzazione che sarà successivamente sottoposta a referendum il prossimo anno. Nel programma si prevede: cannabis legale per ragazzi e ragazze di 20 anni ed oltre, sul modello similare dell’Uruguay. La finalità: proteggere la popolazione e colpire il mercato nero.

Gli abitanti della Nuova Zelanda voteranno il prossimo anno su una legge che regolamenterà il mercato della cannabis nella Nazione (nella forma di legalizzazione) che comprenderà stretti limiti di legge su un modello giuridico-legale simile a quello adottato in Uruguay, come peraltro confermato dallo stesso Ministro della giustizia. Il Ministro in persona ha affermato che la legge proposta potrebbe comprendere restrizioni sulla concentrazione di THC nei prodotti e che ogni stadio del processo di produzione potrebbe aver bisogno di una specifica licenza governativa. Inoltre, ha confermato che come promesso nel recente passato, il risultato del referendum sarà vincolante per il governo.

Il modello di legalizzazione al quale si farà riferimento molto probabilmente non sarà quello del mercato totalmente libero adottato in Canada o negli USA quanto piuttosto quello regolamentato dell’Uruguay. I dettagli precisi dell’offerta governativa ancor oggi non sono noti con precisione ma è stato riferito da fonti interne che il governo vorrà mantenere nelle sue mani il più ampio controllo possibile sul mercato e le norme alquanto rigide prevedono: proibizione della vendita di cannabis online; proibizione dell’uso di cannabis in pubblico; utilizzo vietato al di sotto dei 20 anni; divieto di pubblicazione circa i prodotti derivanti dalla lavorazione della cannabis e richiesta di scritte ben chiare ed informative complete sul packaging delle confezioni di prodotti contenenti cannabis; un sistema di licenza governativa specifico per ogni fase della catena produttiva e distributiva; proibizione dell’importazione di cannabis; limitazioni sulla concentrazione di THC nei prodotti.

La legge sarà sottoposta a voto in occasione delle elezioni del prossimo così quando gli elettori saranno chiamati a votare per eleggere il prossimo Primo Ministro contestualmente voteranno anche per questo referendum specifico riguardante la legalizzazione.

Rappresentanti dei Verdi della Nuova Zelanda che son proprio i componenti del partito che maggiormente ha premuto sul governo affinché tenesse un referendum sulla legalizzazione come condizione per far parte della coalizione di governo, hanno affermato che «Il Partito dei Verdi sostiene la legge ed assicurerà che essa è stata progettata e disegnata secondo un approccio pratico e scientifico che ridurrà al minimo il danno causato dall’abuso di droghe o dipendenza».

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