Politica Esteri

Il Canada sbarca sul mercato della canapa USA Rassegna Stampa della Canapa nelle testate estere, dal 25 febbraio al 1° marzo 2019

Il Canada sbarca sul mercato interno americano con tutto il proprio potere e tutta la propria esperienza accumulata nel settore cannabis. E lo fa con un colosso della propria economia di settore, la Tilray che ha acquisito società americane ed ora si propone di incrementare la voce commerciale specifica, in un settore ormai parecchio fiorente e nel quale sempre più investitori stanno collocando propri capitali sotto forma di investimento con buone rendite anche nel breve periodo.

 

Canada

Lo sbarco del Canada nel mercato americano della cannabis

La società canadese che opera nel settore cannabis Tilray ha espresso un voto di fiducia alla compagnia manifatturiera di cibi derivati da cannabis Manitoba Harvest, sotto forma di centinaia di milioni di dollari. Come ulteriore esempio di società canadesi interessate nei confronti di American Green Rush, l’impresa Tilray ha annunciato che nella giornata del 20 febbraio s’è accordata per acquistare la società con sede negli Stati Uniti Manitoba Harvest per 410 milioni di dollari.

L’acquisto rappresenta uno sforzo apparente di Tilray di entrare a pieno titolo nel nuovo e fresco mercato di CBD legale degli Stati Uniti – specialmente in relazione al vasto mercato distributivo di Manitoba Harvest per i propri prodotti da canapa, compresi muesli, latte di canapa e cuore di canapa, attualmente in vendita attraverso il circuito delle grandi catene come Whole Foods, Costco e Walmart.

«La acquisizione di Manitoba Harvest da parte di Tilray è una pietra miliare per l’industria della cannabis. Si basa sulla partnership strategica che abbiamo formato con i leader dell’industria e dimostra il nostro percorso tracciato nel disgregare il settore farmaceutico globale, l’alcool, CPG, il cibo funzionale e le categorie delle bevande», ha affermato Brendan Kennedy, presidente ed amministratore delegato di Tilray, in una conferenza stampa tenutasi a proposito della vendita. «Siamo emozionati di lavorare con Manitoba Harvest per sviluppare e distribuire un differente portfolio di cibi CBD derivati con marchi riconosciuti nel mondo e prodotti per la salute da commercializzare negli USA e in Canada». Nello stesso comunicato stampa si annota anche che «Una linea di CBD contenenti Broad Spectrum Hemp Extracts sarà lanciata nella prossima estate».

L’amministratore delegato Manitoba Harvest, Bill Chiasson, il quale ha affermato a Cheddar che lo scopo principale della sua industria è quello di «aiutare le persone a trasformare la propria vita attraverso il potere della canapa» ha condiviso l’entusiasmo di Kennedy in relazione all’acquisizione in una breve intervista concessa due giorni dopo l’acquisto effettuato. «Cerchiamo davvero di essere capaci di entrare a pieno titolo nel know how, nell’esperienza accumulata nel settore da parte di Tilray, stiamo andando verso l’acquisizione di capacità nell’accelerare tutto questo per supportare i nostri consumatori quanto più possibile», ha affermato Chiasson menzionando la ricerca Tilray, lo sviluppo e le «risorse tecniche» così come alcuni tra i maggiori asset della società.

Questa acquisizione è l’ultima in ordine di tempo tra quelle che ultimamente si sono svolte in termini di business nel campo cannabis in America effettuate da parte di società canadesi, giunte a seguito di un paio di precedenti svoltesi tra i punti vendita Bay Area Harborside e Apothecarium a favore di due compagnie canadesi, Lineage Grow Co. e TerrAscend.

Non vi è alcuna sorpresa nel vedere attori con grandi capitali giungere nel business della cannabis che aprono gli occhi e i portafogli a favore di cugini che operano nel settore THC. CBD è destinata ad ottenere molti benefici in campo salutista, dalla discesa dell’ansia a limitare le allucinazioni e le forme di area grigia nello status legale, il che aiuta nella definizione degli additivi consentiti nei coffee shop e nei ristoranti lungo tutti gli Stati Uniti. E dopo la Legge Agricola del 2018 che ha reso la canapa legale a livello federale in tutti gli Stati Uniti a conclusione dello scorso dicembre, i cannabinoidi oggi trendy sono diventati merce ancor più ricercata al giorno d’oggi ed acquisizioni come questa rendono chiaro che l’industria internazionale della cannabis ha preso piede, nonostante alcuni sforzi legislativi lungo gli USA in senso contrario.

Sembra però, che i vertici di Manitoba Harvest e per estensione anche quelli di Tilray, sono assolutamente non preoccupati su quali impatti possano esplicare tali ripensamenti di natura giuridico-legale sul loro prosieguo nell’ambito dell’industria CBD. «Differenti Stati hanno sistemi legislativi e regolamentazioni singole molto differenti tra di loro e noi vogliamo essere particolarmente attenti nel muoverci tra di essi, poiché vogliamo restare assolutamente nei limiti del mercato legale nel quale noi oggi operiamo», ha affermato Chiasson a Cheddar. «Io credo che il sistema giuridico raggiunga un sempre maggior chiarimento e continuerà a farlo anche nei prossimi anni».

 

Israele

Scarse disponibilità di risorse di cannabis, Tikun Olam invita i propri acquirenti a rivolgersi altrove per le proprie forniture medicali

Migliaia di pazienti in trattamento con cannabis e prodotti medicali derivati rischiano in Israele di rimanere senza le proprie forniture necessarie per i trattamenti medicali, dato che Tikkun Olam ha annunciato pubblicamente di aver problemi, data la penuria rilevata nelle proprie scorte entro il prossimo mese di marzo. I pazienti in cura con cannabis ed a rischio di mancata copertura sono migliaia ma non solo a causa delle scarse risorse di Tikun Olam, in quanto anche IMC ha dichiarato di avere scorte svuotate mentre BOL ha annunciato di poter assorbire tutti i pazienti scoperti. Si spera ora che il Ministero della Salute possa mettere a disposizione più semplici procedure di transizione da un fornitore ad un altro, proprio per sopperire alla penuria di scorte. Il periodo per il quale le forniture Tikun Olam possono essere momentaneamente sospese è da collocarsi tra il 15 marzo ed al massimo fino a luglio 2019.

I pazienti che hanno licenza ad utilizzare cannabis medicale sotto forma di olii estratti possono continuare a ricevere bottigliette di estratti come al loro solito. Coloro che sono trattati con infiorescenze debbono cercarsi delle alternative per accedere a varietà di cannabis per le quali hanno ricevuto autorizzazione specifica presso altre società.

Il motivo della mancata fornitura ai pazienti, secondo la stessa società, è il trasferimento delle proprie attività dalla fattoria produttiva collocata in Biriya nel Nord della nazione ad una nuova fattoria collocata a Kfar Yehoshua: «Non possiamo mettere a disposizione infiorescenze nei prossimi quattro mesi, in parallelo al trasferimento delle nostre unità produttive dalla fattoria di Upper Galilee alle strutture della società collocate a Jezreel Valley, con stretta aderenza ai nostri standard di qualità del prodotto», ha affermato la società in un suo comunicato stampa ufficiale. A causa del momentaneo stop nelle forniture, è stato aggiunto, sarà la stessa società – attraverso strutture collegate –a facilitare i propri pazienti a risolvere la questione delle forniture presso altre società.

La società si scusa per la sequenza di circostanze che hanno condotto alla temporanea carenza di prodotto e chiarisce che durante il mese di luglio Tikum Olam renderà piena disponibilità di infusi di cannabis medicale attraverso le nuove colture delle proprie sedi produttive.

In ordine al facilitare il passaggio ad altri fornitori, i pazienti Tikun Olam debbono trasferire le proprie licenze originarie all’accesso di cannabis medicale con una specifica domanda da inoltrare ad un elenco di società che lo stesso Ministero della Salute ha reso pubblico. La procedura può essere completata con il corriere all’atto della consegna oppure presso gli uffici sanitari competenti. Questa comunicazione ufficiale di Tikun Olam è stata preceduta da un messaggio della società che opera nel campo della cannabis, IMC, che chiarisce come le infiorescenze di cannabis potrebbero non essere più fornite che hanno vecchie licenze di più di 40 grammi per mese.

In relazione alla spedizione e facilitazione nella transizione di pazienti Tikun Olam ad altre società, il Ministero della Salute fornirà una procedura rapida di trasferimento per ognuno di essi. Il resto dei pazienti di altre società continuerà ad usare le procedure usuali.

I prezzi della cannabis medicale per i pazienti si stima siano sul punto di essere in rialzo di decine e persino di centinaia di punti percentuali. La crescita dei prezzi riguarda solo coloro che sono in cura con cannabis per più di 30 grammi di cannabis per mese. I nuovi prodotti derivati da cannabis avranno presumibilmente aumenti pari a NIS 120 fino a 250 NIS o anche più per singolo prodotto. Inoltre, ad esempio, un paziente che riceve 30 grammi di cannabis al mese, potrebbe pagare da NIS 360 fino a 750 NIS. Coloro che ricevono 40-50 grammi di cannabis potrebbero pagare anche cifre molto più alte di quelle già anticipate.

 

Australia

In Tasmania campi coltivati a canapa in forte incremento in tempi molto rapidi

I campi di coltivazione destinati a canapa potrebbero molto a breve espandersi fino a raggiungere 8.000 ettari (circa 20.000 acri) nei prossimi anni, come affermato dagli stessi utenti anche grazie alla tanto attesa legge australiana che regolamenta l’uso dei semi di canapa e che oggi è operativaQuest’anno circa 1.600 ettari di terreno coltivati a canapa stanno ulteriormente espandendosi in Tasmania, con i coltivatori che oggi possono affermare di aver ottenuto un controvalore pari a 4.5 milioni di dollari australiani.

La richiesta di canapa è praticamente schizzata verso l’alto e – con condizioni climatiche particolarmente favorevoli, facile accesso alle fonti idriche e grande esperienza nell’arte del coltivare – lo Stato è oggi ben posizionato nel trarre il massimo vantaggio sul mercato specifico che sta vivendo la sua particolare fase di boom, come peraltro confermato dallo stesso Presidente della Tasmanian Hemp Association (THA), Tim Schmidt.

«Le società che operano qui hanno ricevuto ordini che oggi dobbiamo assolvere, altrimenti potrebbe esservi un certo rischio che si verifichino carenze locali che potrebbero essere colmate da prodotti importati, in specie le sementi», ha aggiunto Schmidt. «Vi è una grande opportunità per i coltivatori locali nel trarre vantaggi da coltivazioni che crescono e si espandono sempre di più, anno dopo anno».

Il rendimento medio da seme lungo tutto lo stato è di circa una tonnellata per ettaro, il più alto in tutta l’Australia ed i suoi Stati. Alcuni raccolti di livello più alto hanno ottenuto un rendimento persino di 1.5 tonnellate per ettaro e Schmidt ha affermato che vi è ancora spazio per un ulteriore incremento in quell’area: «La parte agronomica delle cose migliora ed oggi noi abbiamo nuovo materiale genetico che rappresenta una potenziale crescita dei ricavati».

Vi sono attualmente tre società che si interessano di coltivare e acquistare semi di canapa in Tasmania, i cui raccolti rappresentano circa i due terzi dei raccolti complessivi di tutta l’Australia.

Man mano che i volumi crescono, aumenteranno anche le opportunità di sviluppare ancor più prodotti con un maggior valore aggiunto, ha annotato Schmidt, che rappresenta lo Stato della Tasmania nell’appena istituito Australian Hemp Growers Council. THA lavora anche con lo Stato della Tasmania per riformare la legge che permetterà la vendita di canapa ed i raccolti così come il pacciame.

 

Israele

Eric Clapton ed altri musicisti che hanno usato droghe nel proprio passato si attivano per un evento benefico a favore dell’Associazione anti droga Al-Sam che rischia di chiudere

In relazione alla raccolta di denaro per la continuazione delle proprie attività, la Anti-Drug Society ha organizzato una vasta fase di fund rising attraverso una speciale serata nella quale le canzoni di famosi autori che hanno variamente usato droghe nella propria vita saranno da loro interpretate in prima persona. La motivazione? La risposta è stata molto ironica: sono dei bravi musicisti. La Al-Sam Association che è sul punto di chiudere sta organizzando, appunto, uno speciale evento a fini di fund rising per consentire il prosieguo delle proprie attività nella lotta contro l’uso delle droghe.

L’organizzazione fa notare che la speciale serata benefica da tenersi alla fine di marzo sarà caratterizzata da una band che suonerà un certo numero di cover di musicisti e band del passato e contemporaneeNella lista di singoli e band le cui canzoni saranno eseguite nel corso della serata evento, vi sono anche composizioni dei Beatles, Joe Cocker, Eric Clapton ed altri, tutti noti per aver utilizzato frequentemente le droghe nel proprio passato, proprio l’oggetto verso il quale la stessa Associazione lotta da anni.

I Beatles, ad esempio, hanno usato cannabis e LSD abbastanza regolarmente e per lunghi periodi delle proprie vite. Molte delle loro canzoni contengono espliciti riferimenti all’uso delle drogheJoe Cocker, il cantante britannico di blues e rock il quale una volta disse: «Le droghe erano alquanto comuni un po’ dappertutto ed io vi ho sguazzato dentro per un bel po’». Eric Clapton uno dei musicisti tra i più famosi al mondo e noto chitarrista ha usato droghe nel suo passato. Una delle sue canzoni ‘Cocaine’ descrive proprio la sua esperienza della cocaina.

Come accennato, il Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali, Chaim Katz, ha annunciato la cessazione del finanziamento delle attività dell’associazione anti-droga e il trasferimento del trattamento dei giovani dipendenti da droghe alle autorità municipaliIn risposta Al-Sam ha annunciato battaglia per la sopravvivenza della sua struttura e per cancellare tale decisione volta alla sua chiusura. L’operazione di fundrising attraverso la creazione di eventi di portata internazionale è proprio parte di questo progetto di mantenimento in vista della associazione. Il biglietto d’ingresso per l’evento può essere acquistato presso l’Enav Cultural Center, Ibn Gvirol Street, Tel Aviv, NIS. Ulteriori dettagli su Facebook.

 

Israele

Il Partito Laburista sostiene la legalizzazione del partito

Per la prima volta nello scenario politico nazionale ma soprattutto nella sua storia più in generale, il Partito Laburista – e per la prima volta anche nel Parlamento – ha aggiunto una clausola a sostegno della legalizzazione da inoltrare ad una piattaforma ufficiale del partito.

Il Partito Laburista, al giorno d’oggi, è il più grande partito di Israele che sostiene la causa della legalizzazione e la sua unione politica si colloca sopra lo sbarramento di accesso al Parlamento nazionale. «Così come in molte altre Nazioni nel mondo, Israele potrebbe ora muoversi con ampiezza verso la legalizzazione della cannabis» afferma il partito. La clausola è ora aggiunta alla piattaforma delle elezioni per il 2019 da tenersi il 4 settembre. Secondo l’intenzione del partito, vi è da proporre e conseguire «il consumo personale di cannabis in modo supervisionato e legale».

Nonostante questo supporto a favore della legalizzazione, molti commentatori locali ritengono che Benjamin Netanyahu ed il Likud vinceranno le elezioni e successivamente si ritiene pure che il Partito Laburista non siederà nel governo, il che renderà ancor più difficile mandare avanti la macchina legislativa.

Contrariamente a quel che è generalmente accettato, il partito Meretz non ha dato il suo appoggio ufficiale alla causa della legalizzazione nella sua piattaforma politica ufficiale ma solo un supporto per la non-incriminazione anche se il proprio leader ha manifestato il suo appoggio personale alla legalizzazione.

Questa mossa è risultata sorprendente, da una parte, dato che si tratta di un partito di stato, in Israele. Sull’altro lato, la mossa è vista alla luce del ben noto supporto dell’agenda del nuovo capo del partito Avi Gabay. Lo stesso Gabay, per la prima volta ha annunciato il sostegno alla campagna per la legalizzazione della cannabis in Israele già a Maggio 2017, in risposta a chiarimenti richiesti sul tema da parte di testate giornalistiche locali. «E’ giunto il tempo, per lo Stato d’Israele, nel quale in molti campi già più avanzati nel Mondo, di accettare quest’avanzamento e l’adozione di politiche volte alla legalizzazione», ha affermato in persona già in quel periodo di tempo. Ha anche aggiunto che «Gli utilizzatori di cannabis non sono criminali e lo Stato nei propri comportamenti li spinge oggi di fatto al di fuori della legge».

Il Canada sbarca sul mercato della canapa USA Rassegna Stampa della Canapa nelle testate estere, dal 25 febbraio al 1° marzo 2019 ">