Politica Esteri

Il Canada legalizza la marijuana Il Senato canadese ha approvato ieri il disegno che legalizza l’uso ricreativo della marijuana. Non senza limitazioni

Una grande giornata, quella di ieri, per la cannabis canadese. Il Senato, infatti, ha approvato la legge che legalizza l’acquisto ed il consumo ricreativo della marijuana, revocando un divieto in vigore da secoli. Il disegno di legge era passato alla Camera dei Comuni il giorno precedente, ottenendo il via libera con 205 voti favorevoli. Ora resta solo l’assenso dal governatore generale prima di diventare legge, ma si tratta solo di una formalità. 

E così, concretamente dalla metà di Settembre, il Canada sarà così la prima grande economia del mondo ed il primo paese del G7 ad aver legalizzato l’uso ricreativo della marijuana. L’Uruguay ha già approvato l’uso ricreativo della marijuana cinque anni fa e così nove stati americani insieme alla capitale Washington. In Canada, la cannabis era già stata legalizzata per uso medico nel 2001; nel 2015, lo stesso Primo Ministro Justin Trudeau, aveva promesso il passo in avanti, riconoscendo di fumare con gli amici «cinque o sei volte» anche dopo essere stato eletto come deputato. Il percorso non è stato certamente semplice; sono passati, infatti, sette mesi di dibattiti e ricerche approfondite ma, poi, il Bill C-45 l’ha scampata.

«Abbiamo appena assistito ad un voto storico per il Canada, la fine di 90 anni di proibizione, , 90 anni di inutile criminalizzazione, 90 anni di un approccio alla droga che non ha funzionato», ha affermato Tony Dean, il senatore indipendente che ha promosso il disegno di legge alla camera alta. «Sono orgoglioso del Canada oggi. Questa è una politica sociale progressista». 

Occhio però, perché per il Canada legalizzare non significa prendere le cose alla leggera, anzi. Come hanno ripetuto lo stesso Dean e gli altri senatori favorevoli, il Governo sta procedendo ora  con estrema prudenza verso questo cambiamento storico. La cannabis sarà rigorosamente regolamentata con due grandi ed importanti obiettivi, le matrici di questo disegno di legge: allontanarla dai giovani e fermare la criminalità organizzata, fino ad ora, il centro di controllo di un mercato nero fiorente. «L’approccio del governo è stato, sì, legalizzato ma anche un controllo rigoroso», ha dichiarato il senatore Peter Harder, in rappresentanza del Governo al Senato.

Ci si aspetta che la legislazione crei un’industria multimiliardaria e delle conseguenze che, quindi, andranno a beneficio del Paese stesso e dei suoi agricoltori e produttori.

L’approvazione del testo non elimina, comunque, le già presenti preoccupazioni sugli effetti sociali e sulla salute umana della pianta protagonista. «Ora possiamo iniziare ad affrontare alcuni dei danni della cannabis», ha affermato sempre Dean. «Possiamo iniziare ad essere più attivi nell’educazione pubblica. Assisteremo alla fine della criminalizzazione e potremo iniziare ad affrontare il mercato illegale di 7 miliardi di dollari del Canada». Questa, insomma, la strategia sottesa al Bill.

La ministra della salute, Ginette Petitpas Taylor, ha evidenziato che le singole province necessiteranno di due o tre mesi dall’approvazione per essere pronte ad attuare il nuovo regime di legalizzazione della cannabis.

Ma i conservatori tuonano in scia al leader conservatore Andrew Scheer che ha tentato di fare tutto il possibile per ritardare o bloccare la legalizzazione. «Ciò non suggerisce in alcun modo che sia ora di festeggiare», ha detto il senatore Leo Housakos. «L’impatto è che avremo tutte le persone coinvolte nella vendita illegale di marijuana in questo momento, diventando grandi corporazioni e facendo un sacco di soldi e lo faranno a spese delle persone vulnerabili nel Paese». La maggiore preoccupazione, l’aumento del mercato per i giovani stessi. «Quando normalizzi l’uso della marijuana e sei una persona giovane e avevi certe riserve a causa del semplice fatto che era illegale, c’è, credo, la propensione ad avere qualcuno più incline a usarlo.” 

Ma Dean ribatte prontamente dichiarando che i conservatori hanno usato la stessa identica argomentazione da quando il disegno di legge è sbarcato al Senato sette mesi fa, indipendentemente da quello che hanno sentito da testimoni esperti. Le prove sui benefici di questa linea, insomma, ci sarebbero ma loro si tappano le orecchie. «Questo mi dice che forse non sono stati aperti all’apprendimento e all’ascolto come gli altri senatori», ribatte.

Al contrario, Dean ha detto che molti senatori indipendenti, contrari o incerti sulla legalizzazione all’inizio, hanno cambiato idea dopo aver ascoltato più di 200 esperti che hanno testimoniato davanti a cinque diversi comitati del Senato ed esaminato minuziosamente il disegno di legge.

I senatori, durante la scorsa settimana, hanno approvato circa 50 emendamenti al disegno di legge. Il Governo ne ha accettati 27 e ne ha modificati altri due; i respinti sono stati 13. Tra questi,  c’era quello che avrebbe autorizzato le province a vietare la coltivazione domestica di marijuana.

Quebec e Manitoba hanno già deciso di mettere al bando la coltivazione in tal senso, anche se il disegno di legge specifica che gli individui possono crescere fino a quattro piante per abitazione. Il senatore conservatore Claude Carignan ha provato a far rientrare l’emendamento  suddetto nel progetto di legge; se ci fosse riuscito, ci sarebbe stato un rimbalzo alla Camera dei Comuni, ma così non è stato. «Ai canadesi è permesso fare birra a casa o vino», aveva affermato già qualche tempo fa, il ministro della salute Ginette Petitpas Taylor. «È già possibile per i canadesi coltivare cannabis per scopi medici e siamo assolutamente convinti che la legislazione debba essere coerente quando si tratta di cannabis ricreativa“. 

I senatori in maggioranza hanno deciso di non insistere. Yuen Pau Woo, leader del gruppo indipendente, ha detto che il C-45 è stato «un po ‘stressante» per il Senato. «Penso che il nuovo Senato sia uscito molto bene. Abbiamo lavorato molto sulla revisione del disegno di legge, proponendo emendamenti ma alla fine tutto è stato rimesso alla volontà della Camera dei Comuni eletta, come dovrebbero essere tutti i senatori che eletti non sono», ha detto.

Per quanto riguarda le restrizioni proposte, il disegno di legge contiene dei limiti, come ad esempio, l’obbligo di imballaggi semplici. Il possesso personale, poi, sarà limitato a 30 grammi. 

Una volta emanata la legge, i canadesi di età superiore ai 18 anni -e 19 in alcune regioni- saranno in grado di acquistare un grammo per circa 10 dollari o meno, dai numerosi negozi privati ​​e pubblici autorizzati. Potranno anche farlo per corrispondenza.

Il Canada ha stimato che il mercato varrà 5,7 miliardi di dollari all’anno (4,5 miliardi di dollari USA), in base ai dati di consumo dell’anno scorso. Il ministro delle finanze Bill Morneau ha stimato che il bottino ricavato dalle tasse sulla cannabis sarà di circa 400 milioni, ma Ottawa ha accettato di trattenere solo il 25% di questi fondi, mentre il resto andrà alle casse del Governo provinciale. 

In un’intervista dello scorso mese, Trudeau ha detto che il mondo stava guardando attentamente al Canada e aveva lanciato un monito: gli altri paesi potrebbero seguirne l’esempio. «C’è molto interesse da parte dei nostri alleati in ciò che stiamo facendo», aveva detto. «Riconoscono che il Canada sta osando e riconoscono che l’attuale regime (di proibizione) non funziona, che non impedisce ai giovani di avere un facile accesso alla cannabis». E gli alleati del G7? «Sono interessati a vedere come vanno le cose…prima di provare».

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