Politica Esteri

Gli USA discutono, l’Australia progetta, l’Italia è di esempio La settimana della canapa nelle testate estere, dal 22 giugno al 29 giugno

Settimana all’insegna della discussione in ambito legislativo soprattutto negli USA, il panorama che si apre dopo le recenti espressioni del Canada e le sperimentazioni in atto in altri contesti, aprono prospettive ancora tutte da sondare. L’Italia è caso di studio seguito con attenzione.

Australia

I titoli su stampa ed attraverso i media internazionali sono particolarmente focalizzati sulle discussioni inerenti la legalizzazione della cannabis, sui novi prodotti dell’indotto e sulle innovazioni, la canapa in verità sembra essere relegata in secondo piano rispetto al piano ideologico di discussione. L’industria legata alla cannabis, in realtà, un po’ sotto profilo, procede per la sua strada ed è parte essenziale di quella che sempre più è definita la “rivoluzione verde” che procede in tutto il Mondo. Infatti, sempre più aziende stanno riconvertendo le proprie finalità nella produzione e si stanno concentrando con sempre maggiore attenzione sulle potenziali applicazioni della canapa industriale. Una società, con base in Australia, ad esempio, la Mirreco, sta lavorando nel trasformare la canapa in materiali per edilizia in un futuro che si ritiene possa essere collocato già nel medio periodo. Ma c’è di più: in fase progettuale, il team di sperimentazione della Mirreco sta già utilizzando le tecniche di stampa in 3-D per portare a termine al meglio il disegno delle strutture edilizie da destinare ad edificazione secondo varie tipologie di applicazione finale.

Stati Uniti

Sembrerebbe strano a dirsi. Ma è vero: negli Stati Uniti si sta studiando l’Italia come Paese esemplare nel settore della coltivazione di canapa industriale. In particolar modo, si sta analizzando l’esperienza di una imprenditrice del ramo, Rachele Invernizzi, la quale 25 anni fa ha lasciato la sua terra natia al Nord per trasferirsi, fisicamente e aziendalmente, nel Sud Italia, dove il clima appare essere più adatto alla coltivazione specifica. Oggi, è Presidente di una società che opera nel settore della coltivazione di canapa industriale integrata verticale denominata SouthHemp. Oggi la sua esperienza è oggetto di analisi e discussione tra i colleghi che operano in campo agro-industriale negli Stati Uniti, i quali sempre più appaiono essere speranzosi nel riprodurre la sua esperienza di 25 anni sfociati in un finale successo aziendale. La struttura produttiva di Rachele Invernizzi è distante pochi chilometri dalla città di Taranto, passata agli onori della stampa per essere sede di particolare inquinamento industriale e la sua esperienza mostra il successo nell’andare in direzione esattamente contraria, in una logica “green”. Oggi la sua impresa produce, infatti, fibre di canapa per la società di bio-plastica Kanesis , Sicilia e una società specializzata in carta da canapa denominata Canapa Cruda. Ovviamente SouthHemp produce anche altro come lettiere animali ed altri prodotti dell’indotto della canapa industriale.

Stati Uniti

Dopo un voto unanime espresso dalla Food and Drugs Administration FDA, attraverso la sua Commissione di Saggi tenutosi ad Aprile scorso e dopo che si è acclarata la riduzione delle dimensioni degli estratti del 42 per cento, la tintura farmaceutica della GW Pharmaceutical denominata Epidiolex si prevede sarà approvata dalla FDA entro questo mese.  La Drug Enforcement Administration DEA ha chiarito che se l’Epidiolex sarà approvato, essa procederà a riformulare il contenuto CBD Cannabidiolo ma non ha altresì chiarito quale schema finale ne scaturirà in via definitiva. Nel caso in cui la DEA opti per rimodulare il CBD procedendo alla stesura secondo lo Schema II, allora, l’intero processo industriale derivato dalla lavorazione della canapa e la industria CBD così come ci è nota oggi potrebbe cessare di esistere ed essere rimpiazzata da piante-derivate ad uso farmaceutico. Si profila quindi -attraverso il “caso” della GW Pharmaceutical- un vero paradosso che sta particolarmente interessando non solo i legislatori USA ma anche nell’indotto di tutto il Pianeta. La Gran Bretagna, ad esempio, sta seguendo questo dibattito legislativo ed i pronunciamenti della FDA con particolare attenzione e preoccupazione.

Israele

La testata israeliana specializzata segnala ampie proteste sorte dopo una segnalazione giornalistica e popolare circa l’utilizzo di olio estratto da cannabis ad uso terapeutico per bambini affetti da autismo. Contrariamente a quanto affermato dalle Autorità Sanitarie, il prezzo finale del prodotto non risulta essere affatto diminuito, anzi, è aumentato. Questo comporta esborsi esosi per le famiglie con un componente, soprattutto un minore, affetto da autismo o altre patologie controllate secondo questa metodica. Nello specifico si tratta della Cannabis Medica Super Pharm, composto al 30% di CBD , il cui prezzo risulta essere fortemente aumentato dopo che è stato immesso nel circuito della distribuzione attraverso le farmacie. Il Direttore Generale del Ministero della Salute Moshe Bar Siman Tov ha affermato che nell’arco di due settimane al massimo si troverà una soluzione per ridurre i prezzi della cannabis medica in oggetto.

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