Politica Esteri

Europa alla conquista del primato dei prodotti alimentari al CBD Rassegna stampa della canapa nelle testate estere, dal 23 al 30 dicembre 2019

L’Unione Europea intende innalzare l’asticella della regolamentazione in materia di prodotti CBD destinati al ramo alimentare. Per questo motivo la European Industrial Hemp Association (EIHAsi auto-costituisce azionista della European Food Safety Authority. La Thailandia si allinea al club delle Nazioni che portano all’1% del prodotto secco il THC consentito nella canapa. Si tratta di una decisione molto importante per una Nazione che ha recentemente liberalizzato l’uso del CBD ma che -allo stesso tempo- vuole porre limiti di legge ben chiari e regolamentati. Un imprenditore nepalese scopre un nuovo ramo collaterale nella lavorazione dei prodotti correlati alla coltivazione ed al trattamento della canapa, il cosiddetto carbone vegetale destinato all’alimentazione, visto che si tratta di un prodotto che consegue sempre maggior successo popolare. La Enviromental Protection Agency degli USA ha annunciato la scorsa settimana che sono stati approvati 10 pesticidi nella coltivazione della canapa, 9 di essi sono biocompatibili.

 

Unione Europea

L’associazione europea della canapa ottiene lo status di autorità chiave nel ramo alimentare

La European Industrial Hemp Association (EIHA) ha dichiarato che il suo recente status di azionista registrato presso la European Food Safety Authority contribuirà a migliorare la sua posizione per ottenere un miglior impatto sulla legislazione dell’UE riguardante gli alimenti a base di canapa.

«Questo è infatti un grande passo per l’industria alimentare europea della canapa per essere accettata in qualità di partner dialogante dall’EFSA e riconosciuta come rilevante centro di conoscenza», ha affermato Daniel Kruse, il nuovo presidente EIHA.

L’EFSA, un’agenzia dell’Unione Europea, fornisce pareri scientifici indipendenti e analizza i rischi esistenti ed emergenti associati alla catena alimentare in tutta l’UE. La maggior parte del lavoro dell’EFSA comprende studi per la Commissione Europea e gli Stati Membri dell’UE. La voce dell’Agenzia è fondamentale per l’accettazione degli alimenti e per una guida responsabile delle normative alimentari in Europa.

L’EFSA mantiene protetti i canali per l’impegno delle parti interessate, consentendo loro di fornire un contributo alla valutazione scientifica e alle comunicazioni, preservando nel contempo l’indipendenza e la trasparenza di tali processi. Il nuovo status rafforzerà gli sforzi dell’EIHA per definire orientamenti ragionevoli per gli estratti di canapa, in particolare la CBD, dando all’associazione una voce più forte ai massimi livelli dell’UE.

«Essere riconosciuti come parti interessate registrate ci dà l’opportunità di fornire un contributo strategico ai piani di lavoro dell’EFSA e alle priorità future», ha dichiarato l’amministratore delegato dell’EIHA Lorenza Romanese. «Questo riconoscimento porterà l’EIHA ad una posizione chiave innegabile nei prossimi anni». Comitato consultivo specializzato EIHA fornirà EFSA di alta qualità pareri scientifici, ha aggiunto la Romanese. Le parti interessate dell’EFSA sono organizzazioni rappresentative interessate al lavoro dell’Autorità o al settore alimentare e dei mangimi in generale. L’EFSA divide le parti interessate in sette gruppi principali: organizzazioni dei consumatori, ONG e gruppi di difesa, agricoltori, rappresentanti dell’industria alimentare, HORECA, associazioni, operatori e università.

 

Thailandia

La Thailandia si aggrega al club dell’1% nel fissare i limiti di THC nella canapa

La Thailandia ha raggiunto il gruppo di testa a livello mondiale nel fissare il livello di THC consentito nella canapa portandolo all’1% per prodotto secco, secondo un recente annuncio ufficiale emesso dalla Commissione Narcotics Control Commitee (NCC).

L’annuncio ufficiale porta chiarezza definitiva su certa confusione iniziale sui livelli consentiti per legge di THC, tra revoche e re-introduzioni di leggi stabilite in precedenza che son state variamente riportate nella fissazione dei limiti di THC legali tra un massimo dello 0,1% oppure dello 0,3% nel peso del prodotto secco, comprese le infiorescenze e le foglie. La decisione riguarda molto da vicino e con grande impatto tutto il settore nazionale della produzione CBD.

Le leggi oggi stabiliscono anche che oltre al raggiungimento della soglia massima di THC dell1,0%, i prodotti CBD devono essere puri almeno al 99%. Un regolamento separato richiede che i testper il THC siano effettuate in un laboratorio accreditato. La NCC ha inoltre affermato che la regolamentazione citata del THC non sarà applicata alle colture o ai semi certificati di canapa che sono stati approvati prima del recente cambiamento. Tecnicamente, i cambiamenti significano che l’olio di CBD estratto da cannabis o canapa non è più considerato come un narcotico secondo ilThailand Narcotics Act del 1979.

Nel portare il suo livello di THC all’1,0%, la Thailandia si unisce alle principali Nazioni del Mondo, in tal senso, come l’Uruguay, la Svizzera e l’Australia, stabilendo i più alti standard nazionali per il THC. Nelle Nazioni di tutto il mondo dove la canapa è legale, si osserva un limite dello 0,3% del contenuto di THC . La maggior parte delle Nazioni europee opera sotto un parametro di riferimento dello 0,2% per il THC ma le regole UE rimangono confuse.

I funzionari thailandesi hanno dichiarato che intendono consentire l’uso di estratti di canapa in medicina, cosmetici e alimenti e in generale sostenere la canapa come ulteriore e benvenuta fonte di reddito.

Anche se i recenti cambiamenti possono rendere la Thailandia attraente allo sguardo dei potenziali investitori internazionali in questo settore, non sarà poi così facile raggiungere il vero potenziale della canapa nel Paese, soprattutto per quel che riguarda nello specifico, il CBD. Tanto per cominciare, i regolamenti generali per quanto riguarda gli investimenti, le vendite, le importazioni, le esportazioni e il possesso di estratti di canapa e marijuana, essi sono fortemente restrittivi.

Le norme non consentono l’importazione di CBD fino al 2024, ad esempio, presumibilmente dando agli interessi thailandesi un periodo di tempo per avviare attività commerciali e bloccando i produttori internazionali esistenti che intendano operare sul mercato dei consumatori thailandesi di 70 milioni di abitanti.

Inoltre, non è ancora noto quando i consumatori thailandesi potranno acquistare CBD. Le leggi che regolamentano l’accesso dei pazienti alla relativa copertura devono ancora essere scritte con le indicazioni iniziali per i quali CBD richiederà una opportuna prescrizione da uno degli stimati 1.200 dottori istruiti nell’uso della cannabis in senso medicale.

I produttori di cannabis devono ottenere una specifica licenza per la coltivazione e la produzione in Thailandia attraverso le agenzie di Sanità pubblica ed i relativi ospedali convenzionati.

Infine, il Governo thailandese non consente investimenti stranieri diretti, il che significa che gli attori del ramo CBD che vogliano avviare una specifica operatività nella produzione del settore in Thailandia, devono trovare un partner locale nel settore pubblico, oltretutto ritenuto altamente inficiato dalla corruzione. La Thailandia, infatti, si è collocata al posto 36/100 nella Transparency International 2018 Corruption Perception Index, mostrando il suo settore pubblico così collocato in una classifica di 99 su 180 Paesi valutati.

Nonostante le sfide, diversi attori internazionali affermano di essere sul campo e si dice che il capitale di rischio si stia spostando nel Paese per sostenere le imprese del settore cannabis.

 

Nepal

Un imprenditore nepalese medita progetti cosmici sull’uso della canapa come carbone del futuro

Tra i molti usi potenziali che si possono immaginare per la pianta della canapa, un imprenditore nepalese, Bilabh Shresthasta iniziando lì dove sembra essere semplice cominciare . L’imprenditore di 28 anni ha sviluppato un metodo per trasformare gli steli di canapa in carbone commestibile, un’applicazione abbastanza comune al giorno d’oggi e che è stato dimostrato pulisca via le tossine dal corpo e procurano benefici per la salute in specie per la digestione e per il cuore. Shrestha ha in programma di sviluppare una linea di tali prodotti a base di carbone di canapa, che sono realizzati mettendo lo stelo della canapa in trattamento attraverso un processo sterilizzato che lo rende una sostanza organica commestibile.

Mentre egli ha saggiamente avviato il tutto in modi apparentemente semplici, in realtà, i piani di Shrestha sono grandi, come peraltro si riflette nel nome stesso della sua azienda con base a Kathmandu: Cosmic Annunaki (che approssimativamente può essere tradotto in: “La canapa cosmica sulla Terra”).

«Vogliamo fare un uso saggio della pianta della canapa per responsabilizzare i settori locali, e commercializzare i prodotti finiti sia in Nepal sia a livello internazionale», ha detto Shrestha a proposito degli obiettivi della società. Allo stesso tempo, salvare le specie di canapa nativa del Nepal è centrale per la missione della società: «In Asia meridionale, specie originali della pianta di canapa sono ampiamente rintracciabili». Si tratta di specie esistenti già prima che l’uomo abitasse la Terra, ha detto lo stesso Shrestha. «La canapa è ancora una coltura molto diffusa nelle aree rurali e urbane del Nepal. Ma questi ceppi genetici originari stanno avviandosi all’estinzione», ha aggiunto l’imprenditore nepalese, annotando che la canapa è stata parte della cultura nepalese fin dalla notte dei tempi.

Mentre il piano di Shrestha può effettivamente raggiungere le stelle, l’Annunaki Cosmico inizia molto pragmaticamente con i piedi per terra. Per prima cosa, Shrestha ha dei piani per sviluppare una linea di carbone vegetale estratto da canapa di tale genere in vista di mobilizzare lo sviluppo dell’economia nelle specifiche località. Ciò significa migliorare i processi educativi e di aggiornamento e l’addestramento, tutti aspetto che ora diventano assolutamente prioritari. Shrestha, che lavora nel settore della canapa dal 2014, ha affermato che il Cosmic Annunakiprevede di espandersi anche in altri settori dei prodotti derivati dalla lavorazione della canapa mentre l’azienda si sviluppa. Nel frattempo, i principali consulenti e produttori nepalesi di Shah Hemp Inno-Ventures (SHIV) stanno fornendo materie prime e spazio di lavoro per la produzione di carbone di Cosmic Annunaki, con progetti per cui la SHIV potrà alla fine riprendere l’attività su base contrattuale.

Tutto questo concederà a Shrestha maggior quota parte di tempo per perseguire la propria progettualità fino in fondo e con una visione sempre più ampia: “Il tema principale è quello del voler rivoluzionare la cannabis intesa come maggior rendita derivante in termini di capitalizzazione, per poi adottare un uso saggio della canapa per scopi industriali invece che badare solo agli aspetti ricreativi”, ha aggiunto lo stesso Shrestha. «Voglio usare e sfruttare questa coltivazione per il miglioramento della Terra in modo che le generazioni future possano fare anch’esse un uso saggio della canapa».

 

L’EPA approva 10 pesticidi per la canapa

Nove dei 10 pesticidi sono biopesticidi, ciò significa che potrebbero ritenersi compatibili con l’agricoltura biocompatibile

La Enviromental Protection Agency degli USA ha annunciato la scorsa settimana che sono stati approvati 10 pesticidi per la loro adozione nella coltivazione della canapa industriale. La decisione giunge mentre il Governo Federale continua a formulare leggi e regolamenti per la coltivazione specifica a seguito della legalizzazione della canapa che è stata introdotta con la Farm Bill del 2018.

Il Sottosegretario all’Agricoltura degli Stati Uniti Sonny Perdue, in tal proposito ha affermato nel corso di una conferenza stampa : «Le decisioni dell’EPA giungono oggi in sostegno ed aiuto agli agricoltori americani che si sforzano di coltivare la canapa in tempo per la prima stagione di raccolta».

I pesticidi comprendono prodotti per mettere sotto controllo insetti, funghi e nematodi. Nove dei prodotti menzionati sono stati molto di recente approvati ai fini del loro utilizzo nella coltivazione della canapa da parte dell’EPA attraverso il Federal Insecticide, Fungicide and Rodenticide Act e si tratta di biopesticidi mentre uno è un pesticida convenzionale. L’EPA regolamenta i pesticidi secondo la Legge per assicurare che si tratta di prodotti sicuri per gli agricoltori, etichettati come da regolamenti del settore vigenti ed anche sicuri ai fini della coltivazione di prodotti per l’alimentazione.

L’approvazione consentirà agli agricoltori che coltiveranno canapa nel 2020 la chiarezza normativa necessaria per sviluppare piani destinati alla gestione delle proprie colture e prendere, così, le decisioni di acquisto adatte per realizzarli. Il Senatore repubblicano Rand Paul del Kentucky ha manifestato gran plauso per l’annuncio EPA, affermando che la approvazione potrà «essere di grande beneficio» per gli agricoltori nel proprio Stato di nascita, una coltura che tra le altre cose è riemersa diventando leader per la rinascita della intera agricoltura della canapa negli Stati Uniti .

«Da quando la Farm Bill è stata approvata e trasformata in legge l’anno scorso, nel Kentucky i coltivatori della canapa hanno chiesto agenti di sicurezza ed efficaci nella protezione delle colture, che soddisfino le esigenze del settore della canapa in piena espansione», ha detto Paul.

«Conosciamo il valore della canapa in Kentucky e io continuerò a lottare per sostenere tutti gli sforzi al fine di mantenere questo settore e che gli consenta di andare avanti», ha poi aggiunto.

L’annuncio dell’EPA sta anche ricevendo l’approvazione delle autorità della regolamentazione a livello statale. La Dottoressa Barbara P. Glenn, CEO National Association of State Departments of Agriculture, ha esteso i ringraziamenti alla «EPA per aver intrapreso il primo passo per fornire protezione alle colture degli USA e dei suoi coltivatori della canapa. Tale collaborazione sarà la chiave di volta utile a sostenere il nostro lavoro per fornire una completa panoplia di soluzioni, tra cui i bio-pesticidi, per l’emergente industria della canapa».

Tale industria, desiderosa di orientamenti normativi con l’approssimarsi della stagione della semina del 2020, sta anche reagendo positivamente alla notizia. Jonathan Miller, del Consiglio Generale del Gruppo Commerciale Nazionale degli Stati Uniti. La Tavola Rotonda della Canapa ha affermato che la sua organizzazione è «profondamente grata all’EPA per aver preso misure critiche per responsabilizzare i coltivatori della canapa degli USA, garantendo lo sviluppo di prodotti che proteggono le colture da erbe infestanti e parassiti. La canapa rappresenta un nuovo ed entusiasmante prodotto agricolo e l’azione dell’APE contribuirà a fornire agli agricoltori gli strumenti di cui hanno bisogno per cogliere questa opportunità».

Tyler Strause, Presidente del noto marchio produttore di prodotti CBD Randy’s Club, ha detto alla testata HEMP che la grande presenza dei bio-pesticidi approvati andrà a beneficio della sua azienda, che utilizza solo estratti di canapa che a sua volta viene coltivata organicamente.

«L’approvazione da parte dell’EPA dei pesticidi organici per l’uso sulla canapa industriale ci fornisce maggiore chiarezza e garanzia sul fatto che saremo in grado di crescere con fiducia e che saremo in grado di gestire i parassiti che possono danneggiare le nostre colture senza aver timore di violare i regolamenti o perdere il nostro raccolto a causa dei parassiti», ha scritto in una email.

L’EPA ha osservato nel suo elenco di prodotti registrati che ulteriori pesticidi saranno approvati per l’uso su colture di canapa man mano che l’agenzia riceve e processa applicazioni aggiuntive da parte dei produttori. Ancora da venire è la guida dalla U.S. Food and Drug Administration sull’uso del CBD come ingrediente negli alimenti e integratori alimentari.

 

Stati Uniti

Il Senato a protezione dell’industria per uso adulto dal peso della Legge di Bilancio

Mentre il budget di previsione che protegge la cannabis medica dalle interferenze federali è rimasto intatto con il nuovo pacchetto omnibus, le protezioni dell’industria ricreativa sono state smantellate.

Nel corso delle negoziazioni il Senato che è per la maggioranza sotto controllo dei Repubblicani, ha rimosso numerosi codici dal pacchetto onnicomprensivo della Legge di Bilancio al fine di proteggere l’industria della cannabis legale secondo un report stilato da Newsweek . Anche se i legislatori hanno mantenuto un progetto di legge pilota che impedisce ai fondi federali di essere utilizzati per il rispetto di programmi sulle leggi federali riguardanti la cannabis medica, essi hanno poi lanciato un altro progetto pilota che potrebbe estese quelle protezioni ai mercati ricreativi.

La Camera ha aggiunto anche una misura per impedire che Washington D.C. sia estromessa dalle vendite per il mercato dell’uso adulto che il Distretto ha legalizzato nel 2014. D.C. Sul provvedimento si basa il Congresso per il finanziamento e i precedenti negoziati di bilancio hanno incluso queste disposizioni. Il Senato ha anche respinto una misura che avrebbe dato possibilità legali di abusare delle tutele bancarie per il business della cannabis, forme simili cioé alle protezioni consentite dalla legge bancaria SAFE approvata dalla Camera . Tale misura deve ancora essere introdotta in Senato o anche inviata a una Commissione guidata dal leader della maggioranza Mitch McConnell.

La scorsa settimana il presidente del Comitato Bancario della Senate Banking Committee, Mike Crapo ha detto che non avrebbe sostenuto il SAFE Act perché, dice, non affronta problemi sui livelli di potenza, il marketing diretto ai bambini, la ricerca sugli effetti della cannabis e i potenziali problemi di riciclaggio di denaro.

Prima dell’approvazione del disegno di legge al Senato, i negoziatori di entrambe le Camere hanno rimosso disposizioni che avrebbero impedito ai veterani che lavorano nell’industria della cannabis di essere discriminati dal Department of Veterans Affairsdegli Stati Uniti. quando fanno domanda per prestiti per la casa, e un’altra misura che avrebbe permesso agli individui con un singolo reato a basso livello di cannabis di arruolarsi nuovamente nell’Esercito.

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