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Ecco il Disciplinare di produzione di Infiorescenze di Canapa Sativa L. in Italia Il documento Elaborato dal Tavolo Tecnico composto da Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori – CIA e Federcanapa

Anticipiamo in esclusiva il ‘Disciplinare di produzione  di Infiorescenze di Canapa Sativa L. in Italia‘, elaborato dal Tavolo Tecnico composto da Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori – CIA e Federcanapa, che domani verrà sottoscritto, come ci è stato preannunciato in questa intervista da  Chiara Mina, HACCP Senior Consultant, tra i responsabili tecnici della redazione del testo di autoregolamentazione, dai vari soggetti che lo hanno elaborato.

 

Disciplinare di produzione  di Infiorescenze di Canapa Sativa L. in Italia

Elaborato dal Tavolo Tecnico composto da Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori – CIA e Federcanapa.

         

Bologna, 19 maggio 2018

Disciplinare di produzione di Infiorescenze di Canapa Sativa L. in Italia

SCOPO DEL PRESENTE DISCIPLINARE  

è definire le Buone Pratiche per la produzione di infiorescenze di Canapa sativa L. a partire dalle fasi di coltivazione mediante semina o impianto, raccolta, trasformazione i Criteri di Conservazione del materiale vegetale derivante da coltivazioni di varietà di Cannabis sativa L. da applicare ai fini dello  sviluppo della filiera di produzione a livello nazionale. Particolare attenzione viene data al rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale, di valorizzazione della coltura e dei suoi prodotti nel territorio Italiano, di liceità e di sicurezza  igienica delle produzioni, attenzione al consumatore finale e a tutti i soggetti della Filiera. 

La filiera di produzione è articolata in cicli produttivi quali  ‘seme – pianta a fiore’ o  cicli ‘seme – piantina – pianta a fiore’. Per il secondo ciclo produttivo il presente disciplinare propone un modello di tracciabilità della filiera da adottare su base volontaria, che ha pertanto valore propositivo.

Art. 1 OGGETTO

1.1 Definizione

Oggetto del presente Disciplinare è la produzione di porzioni vegetative di Cannabis Sativa L. in conformità con la L. n. 242/2016 e le norme comunitarie di settore, finalizzate a promuovere la coltivazione, l’impiego e il consumo finale dei possibili prodotti della canapa provenienti, prioritariamente, da filiere locali. 

I materiali rispondenti al presente disciplinare rientrano nelle finalità e nei prodotti previsti dalla L. n. 242/2016, artt.1 e 2. La coltivazione della canapa, oggetto del presente disciplinare, deve essere condotta in conformità alle disposizioni della L. 242/2016 per quanto attiene le varietà colturali ammesse, i possibili prodotti ottenibili, i limiti di THC, gli obblighi del produttore in termini di tracciabilità e rintracciabilità del prodotto.

1.2 Denominazione “Infiorescenza di canapa coltivata in Italia, tracciabile e di qualità”

La denominazione è riservata al prodotto che risponde alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione e che viene coltivato esclusivamente sul territorio italiano. 

La denominazione è tutelata da un Marchio e da un Logo che verranno determinati entro il termine di 90 giorni dalla presentazione del presente disciplinare e che verranno gestiti dall’Organismo di Controllo di cui al successivo punto 9.

Art. 2 DESTINATARI

Al presente Disciplinare possono aderire i soli imprenditori agricoli, così come definiti dall’art. 2135 del Codice Civile.

Art. 3 CARATTERISTICHE BOTANICHE DEL PRODOTTO  

Il prodotto oggetto del presente disciplinare è la sola infiorescenza femminile non impollinata di varietà di Cannabis sativa L. iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante di cui è consentita la coltivazione e la commercializzazione nei territori dell’Unione europea (di cui all’articolo 17 della direttiva 2002/53/CE) e con valori di principio attivo THC entro i limiti di legge.

Art. 4 AREE DI PRODUZIONE

Il solo territorio italiano.

Art. 5 ELEMENTI CHE COMPROVANO L’ORIGINE

5.1 Materiale di origine

E’ prescritto l’acquisto di materiale genetico certificato – semente – o di piantine entrambi di varietà appartenenti al catalogo varietale europeo. Si obbliga il produttore alla conservazione del cartellino delle sementi acquistate, per almeno 12 mesi dalla semina, fatto l’obbligo di mantenimento dei documenti di tracciabilità per almeno 24 mesi (in funzione della shelf life dei prodotti ottenuti). 

Nel caso di coltivazione con impianto, la piantina deve essere acquistata da un soggetto agricolo con licenza florovivaistica e la vendita deve essere accompagnata dal passaporto fitosanitario che certifica la varietà del pianta, il materiale genetico di provenienza e l’assenza di patogeni (nella fattura è possibile prevedere un codice identificativo del passaporto).

Il produttore conserverà la documentazione di cui sopra, insieme alla fattura di acquisto comprovante l’origine e il numero di piantine acquistate. La piantina acquistata sarà dotata di un QR code con informazioni relative alla data di semina, notifica a Forze dell’Ordine, lotto seme con indicazione del numero di piante prodotte e messe in vendita, nome produttore e licenza florovivaistica.

5.2 Tracciabilità del processo produttivo

Ogni fase del processo produttivo è monitorata documentando, per ognuna, gli input (prodotti in entrata) e gli output (prodotti in uscita). La tracciabilità e la rintracciabilità del prodotto lungo l’intera filiera di produzione è garantita da tale documentazione, integrata dall’iscrizione in appositi Elenchi – dei Produttori, delle Particelle catastali sulle quali avviene la coltivazione, degli Essiccatoi – nonché attraverso la comunicazione alle autorità locali di polizia dell’avvenuta semina/impianto e la dichiarazione tempestiva all’eventuale azienda acquirente e agli Enti preposti al Controllo delle varietà utilizzate e delle quantità prodotte, comprovate dal cartellino identificativo. 

Gli Elenchi sono gestiti da soggetti terzi quali associazioni di categoria, organizzazioni di produttori, ecc. preposti al controllo delle attività e dichiarazioni di tutte le persone, fisiche o giuridiche, iscritte in tali elenchi, secondo quanto disposto dal presente disciplinare e dal relativo piano di controllo.

5.2.1 Elementi per comprovare la tracciabilità

Il prodotto di cui al presente disciplinare sarà accompagnato da un QR code apposto sulle confezioni (cassetta/scatole, ecc.)  da cui è possibile risalire alle seguenti informazioni: varietà seme, piantina, area di coltivazione, azienda produttrice, coltivazione in serra o pieno campo, data di semina o impianto, concimazioni e trattamenti effettuati, data di raccolta, modalità di raccolta (solo manuale/ecc.).

Art. 6 TECNICHE DI PRODUZIONE E GESTIONE DEL SUOLO

La canapa è una pianta che ha la potenzialità di migliorare il tenore di sostanza organica e la struttura dei suoli italiani. Pertanto nel seguito si prescrivono alcune misure atte a garantire questa finalità.

6.1 Raccomandazioni per la preparazione del terreno

La canapa ha una grande capacità di adattamento e può essere coltivata in vari tipi di suolo, ma per dare una buona resa e prodotti di qualità, necessita di un suolo abbastanza profondo e ben drenato, con un discreto grado di umidità e buone capacità nutritive. Il PH ideale è tra 5,8 e 6,5. Nei terreni compatti serve preparare bene il terreno in estate-autunno con un’aratura medio-profonda o una ripuntatura a seconda del grado di presenza di erbe infestanti. E’ raccomandata la pratica del sovescio con l’interramento di una coltura invernale.

Si raccomanda la preparazione di un perfetto letto di semina disgregando le zolle con attrezzature a lavorazione verticale al fine di evitare la formazione della soletta di lavorazione.

Nel caso di trapianto delle piantine è raccomandato l’utilizzo di pacciamatura mediante teli biodegradabili o paglia al fine di contenere la crescita delle infestanti.

6.1 Rotazione colturale e copertura permanente del terreno

E’ obbligatoria la rotazione annuale della canapa con altre colture, al fine di preservare la fertilità del suolo, limitare le problematiche legate alla specializzazione di malattie e fitofagi e migliorare la qualità delle produzioni. A tal fine si raccomandano rotazioni con leguminose, colture proteiche o con altre colture autunno-vernine.

Si prescrive in ogni caso la copertura permanente del terreno, onde evitare fenomeni di erosione e dilavamento e favorire un maggior controllo delle piante infestanti.

Per le coltivazioni in serra a terra, il terreno è sottoposto a solarizzazione per geodisinfezione mentre nella coltivazione in vaso o fuorisuolo, il substrato colturale utilizzato dovrà essere certificato a garanzia dell’assenza di metalli pesanti e/o materiali inquinanti e dovrà essere sostituito ad ogni ciclo produttivo, ed essere costituito esclusivamente da terreno di origine organica 

6.2. Salvaguardia dell’ecosistema naturale 

Si consiglia/si chiede l’adozione del sistema nazionale di qualità della produzione integrata (SQNPi) al fine di salvaguardare gli insetti ed microrganismi utili del suolo.

6.3 Concimazioni 

Si possono effettuare concimazioni sia con materiali organici che inorganici limitando la somministrazione fino, ad almeno, 10 giorni prima della raccolta, quanto meno nelle coltivazioni in serra. Non sono ammesse le concimazioni fogliari per l’apporto di macro e microelementi. Sono ammesse le tecniche colturali dell’idroponica, dell’aeroponica e dell’acquaponica.

6.4 Metodi di irrigazione

Per la coltivazione a terra (in serra o in pieno campo) con impianto di piantine, si rende necessario  l’utilizzo dell’irrigazione a goccia mediante manichetta autocompensante, soprattutto nella fase di attecchimento della giovane pianta. Nel caso di coltivazione in vaso è consigliato impianto a goccia con tubi capillari, è comunque ammessa ogni tipologia di irrigazione, tranne quella che prevede la bagnatura fogliare.

Art. 7 RACCOLTA E REQUISITI DEL PRODOTTO RACCOLTO

7.1 Metodo di raccolta

La raccolta va effettuata alla maturazione dei fiori femminili riconoscibile dal cambiamento del colore dei pistilli da bianchi ad arancioni/marroni.   

.La porzione di pianta da raccogliere è l’infiorescenza totale, limitando la presenza di porzioni di fusto non interessate dall’infiorescenza stessa, realizzando una superficie di taglio massima di 2×2  ed eliminando le foglie di maggiore dimensione.

La raccolta con taglio delle porzioni vegetali dovrà essere eseguita esclusivamente in modo manuale.

7.2 Gestione della biomassa residua

Dopo l’asportazione dell’infiorescenza, onde evitare sprechi, la biomassa residua della pianta va gestita e utilizzata per sovescio o per uno degli impieghi previsti dalla L. n. 242/2016.  

7.3 Fase di post-raccolta: pulizia ed essiccazione  

Entro le 4 ore dalla raccolta vanno avviate le fasi di pulizia ed essiccazione delle infiorescenze al fine di mantenere la salubrità del prodotto.

Il prodotto raccolto andrà riposto in cassette alveolate o in sacchi di materiale che ne permettano la traspirazione. Tutti i materiali impiegati per il contenimento e a contatto con il prodotto dovranno rispondere ai requisiti cogenti in materia di M.O.C.A. (Materiali a Contatto con Alimenti).

La prima operazione consiste in una pulizia grossolana a carico dell’apparato fogliare, con l’eliminazione manuale o meccanizzata delle foglie più grandi, operazione da effettuarsi lontano da luce diretta e da fonti di calore.

. 

La fase di essiccazione dovrà avvenire in un locale autorizzato per le lavorazioni agroalimentari aziendali o in strutture rurali tradizionali nel rispetto delle ottimali condizioni ambientali per l’essiccazione della canapa sativa. Il locale di essiccazione dovrà avere un tenore di umidità compreso fra il 40% e il 55% , ventilazione adeguata ai volumi di prodotto ed una temperatura compresa tra i 17° C ed i 24° C 

Il prodotto essiccato dovrà avere un tenore di umidità compreso tra l’8% e un massimo del 15%.

Si consiglia di raggiungere il livello di umidità di cui sopra, in maniera graduale al fine di mantenere le proprietà dell’infiorescenza. 

. Il prodotto finale, rispondente ai requisiti al punto 7.5, dopo una perdita di peso di circa il 75%, dovrà essere conservato preferibilmente ad una umidità relativa fra il 58% e il 62%.

Il soggetto che provvede all’essicazione, nel caso non sia lo stesso agricoltore, deve essere coinvolto con uno specifico capitolato di fornitura.

E’ vietato l’impiego di qualsiasi biocida o additivo in fase di post raccolta. Dovranno essere eliminate le infiorescenze con evidenze di ammuffimento che potrebbero compromettere la sicurezza igienica del prodotto.

7.4 Concia e Gestione del materiale essiccato 

Il materiale essiccato dovrà essere sottoposto ad un periodo di concia. Le infiorescenze essiccate verranno stoccate in contenitori ermetici, certificati per contatto alimenti, evitando di riempire tutto lo spazio a disposizione. Sarà necessario controllare il prodotto quasi giornalmente, aprendo i contenitori al fine di verificare l’umidità residua, eventuali principi di muffa e favorire un minimo ricambio di aria. Trascorso un periodo di tempo di almeno venti giorni, l’infiorescenza va ripulita dalle ultime foglie residue e confezionata in sacchi ermetici termosaldati.

Gli spazi di stoccaggio del materiale vegetale dovranno possedere sistemi di termo/igroregolazione. 

7.5 Imballaggi 

I contenitori usati come imballaggio devono essere chiusi in modo tale che il contenuto non possa essere estratto senza la rottura della confezione. Il materiale dell’imballaggio e le dimensioni dovranno essere conformi alla normativa vigente con riferimento alle varie destinazioni di utilizzo.

Ciascun imballaggio deve recare, in caratteri raggruppati sullo stesso lato, leggibili, indelebili, le indicazioni che consentano l’identificazione dell’imballatore o speditore. Sui contenitori dovrà inoltre essere indicata la denominazione “canapa sativa L. della varietà ………….”, data di confezionamento e lotto di produzione, nonché il marchio distintivo del presente disciplinare.

7.6 Requisiti per il conferimento o per la commercializzazione del prodotto 

Al fine di garantire la più ampia sicurezza igienico -sanitaria, il prodotto conferito o commercializzato dovrà rispondere ai seguenti requisiti:

  • conformità alla Legge 2 dicembre 2016, n. 242 riguardo al contenuto di THC;
  • metalli pesanti nei limiti fissati dal  Reg. Ue N. 629/2008 del 2 luglio 2008 per le erbe aromatiche;
  • As <0,20mg/kg di prodotto essiccato;
  • Aflatossine secondo i limiti previsti al punto 2.1.14 dell’allegato al Reg. UE 165/2010;
  • Ocratossina A secondo i limiti previsti al punto 2.2.11 dell’allegato al Reg. UE 105/2010;
  • Assenza dei seguenti patogeni su 25 g di prodotto essiccato: Listeria monocitogenes, Salmonella spp, Bacillus cereus
  • Controllo valore di muffe (<1000ufc/g) ed Enterobatteriacee (<100 ufc/g)

Art. 8 DESTINAZIONI DI UTILIZZO DEL PRODOTTO

L’infiorescenza di canapa sativa prodotta in conformità del presente disciplinare potrà essere destinata al consumatore finale e/o conferita alle industrie o ad aziende artigianali per successive lavorazioni, nel rispetto degli usi previsti dalla L. 242/16 e delle specifiche norme vigenti nei settori di impiego.

Art.  9 STRUTTURA DI CONTROLLO

Il controllo per l’applicazione delle disposizioni del presente disciplinare di produzione verrà svolto da un apposito Organismo di Controllo che verrà determinato entro 90 giorni dalla presentazione del presente disciplinare, il quale si occuperà, anche eventualmente in forma consortile, della gestione del marchio di cui al superiore punto 1.2, della verifica del rispetto del presente disciplinare e dell’esecuzione dei controlli sugli aderenti al disciplinare.

Al fine di garantire lo svolgimento dell’attività di controllo da parte del suddetto Organismo di controllo, nonché dei soggetti deputati ai controlli ai sensi dell’art. 4 della L. n. 242/2016, l’agricoltore aderente, in caso di produzione a terra (in serra o in pieno campo), al momento della raccolta, lascia in piedi una percentuale di piante (il reg. UE 1155 prevede 50 piante per particella) per almeno dieci giorni dopo il periodo di fioritura. 

In caso di coltivazione in serra in vaso o fuori suolo, il produttore non procede alla raccolta di una percentuale di piante pari a 20 che mantiene per almeno dieci giorni dalla fioritura.

Bologna. 19.05.2018

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Ecco il Disciplinare di produzione di Infiorescenze di Canapa Sativa L. in Italia Il documento Elaborato dal Tavolo Tecnico composto da Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori – CIA e Federcanapa">