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Decreto Dignità e mondo dell’azzardo: tutte le novità Ecco le misure che verranno adottate a partire dal 1 gennaio 2020, volte a prevenire e a controllare la ludopatia

Considerato un settore dell’economia italiana in netta e profonda espansione, il gioco d’azzardo non è solamente una ricca fonte di introiti per l’erario o un semplice passatempo che raccoglie un bacino di utenza molto ampio. Negli ultimi tempi è anche al centro di un dibattito di natura sia politica che pubblica, che si divide in due fazioni piuttosto nette: da un lato c’è chi punta il dito contro le criticità del mondo del gioco sottolineando quanto sia problematico il rischio di sviluppare delle dipendenze, dall’altro ci sono coloro che investono e lavorano nel settore e che sono già stati oggetto dei severi divieti introdotti con il Decreto Dignità che, com’è noto, vieta tra le altre cose la pubblicizzazione del gioco d’azzardo.

Assieme le misure che verranno adottate a partire dal 1 gennaio 2020 volte a prevenire e a controllare la ludopatia, si segnala quella che interesserà i nuovi apparati da gioco e in particolare le slot machine: dovranno essere munite di un sistema in grado di leggere la tessera sanitaria e verificare la maggiore età del giocatore, così come già avviene da diversi anni per i distributori di articoli dedicati ai fumatori.

Gli strumenti di prevenzione utilizzati dalle piatteforme di gioco online

Fin dal loro sbarco sul mercato italiano, i siti dedicati alle scommesse e al gambling sono stati oggetto di numerose e attente verifiche eseguite dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli o ex AAMS. L’obiettivo primario delle istituzioni e dei gestori è stato fin da subito impedire che i minorenni potessero accedere alle piattaforme di gioco online e, contestualmente, favorire una massiccia diffusione di una serie di norme e consigli volti ad approcciare il mondo dell’azzardo in maniera sana e consapevole, oltre che legale. Analizzando la pagina di accoglienza di uno dei maggiori casinò online autorizzati dall’AAMS è possibile individuare in pochi istanti il logo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, le avvertenzeGiocare può causare dipendenza patologica – É vietato il gioco ai minori di anni 18‘, nonché il numero di concessione dell’operatore e i link alle sezioni dedicate al Gioco Legale e Responsabile.

Parola d’ordine in questo caso è autoregolazione: in fase di iscrizione, i siti dedicati al gioco in Italia chiedono ai loro futuri utenti di impostare una somma limite di versamento settimanale. Una volta superata tale soglia, non sarà più possibile fare ulteriori puntate o pagamenti. Accanto a questo importante parametro, ce ne sono anche degli altri relativi al tetto quotidiano che non si può oltrepassare e uno relativo alla giocata singola.

Le limitazioni della spesa proposte dalle piattaforme online non sono solamente queste: è possibile anche sospendersi in via temporanea o definitiva dal circuito congelando il proprio account. Tale misura impedisce in automatico la creazione di nuovi conti gioco, riuscendo anche a bloccare quelli eventualmente registrati presso altri siti.

Nei portali dedicati al gioco in possesso della certificazione rilasciata dall’AAMS è possibile visionare una serie di linee guida volte a una gestione coscienziosa al mondo delle scommesse, tra cui:

  • Ricordarsi che giocare equivale sempre a spendere.
  • Non scommettere o puntare nel tentativo di rifarsi delle eventuali perdite.
  • Non sottrarre tempo alla vita affettiva, familiare e lavorativa per dedicarsi all’azzardo.

Tutti i numeri dei giocatori in Italia

È possibile conoscere i numeri precisi del gioco in Italia e la sua incidenza sulla popolazione grazie a un report molto esaustivo pubblicato dal Cnr a maggio. Il documento, compilato attentamente dall’Istituto di fisiologia clinica di Pisa in base alle informazioni raccolte da ESPAD e IPSAD, si riferisce all’anno 2017. In esso emergeva chiaramente che:

  • Nel corso dell’anno 2017 il 42,8% della popolazione tra i 15 e i 64 ani aveva fatto una scommessa o partecipato a un gioco con dei premi finali.
  • Rispetto al 2014, in cui gli italiani che avevano effettuato una puntata erano 14 milioni, nel 2017 è stata raggiunta la quota di 17 milioni. Di questi, occorre dire che 1,4 ha giocato su delle piattaforme online.
  • I volumi delle scommesse sportive sono aumentati di ben 10 punti percentuali. Ciò non ha scalfito i leader del settore come il Gratta&Vinci (preferito dal 74% dei giocatori) e il Superenalotto e Lotto (in calo, ma sempre amato dal 50% della popolazione giocante).

A questi dati si collegano anche altri riguardanti i giovani. Nel 2017 hanno giocato almeno una volta 1 milione di studenti contro gli 1,4 milioni registrati nel 2010: ciò attesta come da parte dei ragazzi vi sia un calo generale dell’interesse legato al gioco d’azzardo.

Come vengono percepiti i rischi connessi al gioco

Il 39,1% dei giocatori è ancora convinto che il gioco d’azzardo consenta veramente un miglioramento del proprio status sociale grazie alle eventuali vincite, mentre le generazioni più giovani sono erroneamente convinte che l’esito dei giochi aleatori come il bingo, in realtà totalmente casuale, dipenda non dalla fortuna, ma dalle abilità proprie della persona, tesi sostenuta dal 16,7% dei ragazzi di età compresa tra i 15 e i 19 anni.

Tali dati pongono la questione azzardo sotto una luce decisamente ambigua, sebbene le numerose iniziative che promuovono un gioco responsabile messe a punto dai gestori in possesso della concessione AAMS hanno fatto sì che vi sia informazione e controllo. Solamente un ragazzo su dieci è all’oscuro del divieto di accesso al gioco che vige per i minorenni e le piattaforme online, dal canto loro, impediscono a monte la registrazione degli under 18. Per aprire un account e il conseguente conto gioco è difatti indispensabile fornire un documento valido d’identità che accerti la maggiore età.

A risultare meno controllati sono i luoghi pubblici: qui solamente uno studente su quattro avrebbe riscontrato difficoltà nell’eseguire una puntata, segno evidente di quanto sia scarso il monitoraggio eseguito nelle tabaccherie e nelle ricevitorie, dati confermati e per alcuni versi rivisti anche in negativo in un recente studio pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità.

La ludopatia in numeri

Coloro che manifestano comportamenti scorretti nei confronti del gioco meritano, com’è ovvio, un discorso a parte. Parallelamente all’incremento delle scommesse e dei giochi aleatori le stime concernenti la ludopatia hanno registrato un incremento dei soggetti interessati piuttosto notevole. Se nel 2010 ad essere affetti da questo disturbo erano circa 100mila persone, nel 2017 la cifra è salita a 400mila, con un incremento pari al 2,4% del totale.

E le somme investite nel gioco? In media, la cifra spesa dai giocatori oscilla sull’ordine delle 10 euro mensili. Nei soggetti che manifestano un approccio al gioco non totalmente equilibrato, questa somma arriva a toccare i 50 euro mensili. Ben il 14,9% dei giocatori, invece, arriva a investire nel vizio del gioco anche più di 200 euro al mese.

La ludopatia si attesta come un problema piuttosto rilevante nella popolazione adulta, ma fortunatamente è in calo nelle fasce più giovani. Il trend, sebbene registri un lieve incremento nelle regioni meridionali, è in netto calo sia al Centro che al Nord Italia.

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