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Coltivare la canapa, istruzioni per l’uso Diario dal campo...in diretta da Gravina di Puglia/2

Con l’approvazione della Legge sulla Canapa del 2 dicembre 2016, n. 242 , pubblicata sulla GU n.304 del 30-12-2016, entrata in vigore il 14 Gennaio 2017,  abbiamo visto in Italia una vera rinascita del settore.

«Il sostegno e la promozione riguardano la coltura della canapa finalizzata: alla coltivazione e alla trasformazione; all’incentivazione dell’impiego e del consumo finale di semilavorati di canapa provenienti da filiere prioritariamente locali; allo sviluppo di filiere territoriali integrate che valorizzino i risultati della ricerca e perseguano l’integrazione locale e la reale sostenibilità economica e ambientale; alla produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie di diversi settori; alla realizzazione di opere di bioingegneria, bonifica dei terreni, attività didattiche e di ricerca» precisa la legge 242.

Ma quali sono i passaggi per entrare in questo mondo? Innanzitutto occorre essere in possesso di una partita iva o essere un’azienda agricola. In questi casi, è necessario affidarsi ad  un commercialista, il quale vi spiegherà il procedimento. Per semplificare il lavoro, i codici ateco corrispondenti alle varie attività legate alla coltivazione della canapa sono:  01.16.00 per la coltivazione di piante per la preparazione di fibre tessili; 01.19.10 per la coltivazione di fiori in piena aria; 01.19.20 per la coltivazione di fiori in colture protette.
Il secondo step è quello di individuare la tipologia finale del prodotto che si vuole ottenere. Per questo motivo è molto importante fare la distinzione tra la canapa monoica, adatta per la produzione di semi e per la fibra e la canapa dioica, adatta per le infiorescenze.
In Italia è possibile coltivare solo varietà di canapa certificate a livello Europeo. Nelle immagini seguenti ne viene rappresentato l’ elenco:
Nonostante, per legge, non ci sia più l’obbligo di comunicazione “di avvenuta semina” alle forze dell’ordine, è consigliabile farla ugualmente, per evitare incomprensioni.

Esempio di pianta maschile da rimuovere per evitare l’impollinazione

Per coloro che vorrebbero iniziare a coltivare è preferibile una superficie di 1/2 ettarocon una pianta al metro quadro ed impianto di irrigazione a goccia. Tenete in considerazione che se decidete di avere una coltivazione di canapa per infiorescenze, dovete scegliere varietà dioiche, acquistate con regolare fattura e cartellino originale – «Il coltivatore ha l’obbligo della conservazione dei cartellini della semente acquistata per un periodo non inferiore a dodici mesi. Ha altresì l’obbligo di conservare le fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa vigente» impone l’ articolo 3 della legge 242 – e, infine, togliere tutte le piante maschili per evitare l’impollinazione. Avete bisogno di un locale per l’essiccazione non troppo luminoso, non umido e necessariamente ventilato. Se non sapete a chi vendere il vostro raccolto non esitate a contattarci.
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