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CBD e THC: scopriamo bene le differenze Come funziona il CBD e quali sono le differenze rispetto al THC

Tante volte abbiamo sentito parlare di cannabis e dei suoi tanti componenti, soprattutto di THC e di CBD.

La Cannabis, infatti, contiene più di 60 cannabinoidi ed il CBD -acronimo di cannabidiolo– è proprio uno di questi. Il CBD si trova in commercio soprattutto nelle forme di caramelle o gomme da masticare, creme e concentrati liquidi. Il CBD è noto perché in grado di interagire con le cellule ricettrici, aumentando la risposta del sistema nervoso umano. Si tratta, inoltre, di un efficace inibitore naturale. Il CBD ha dimostrato di essere particolarmente efficace nel trattamento contro la schizofrenia, il disturbo d’ansia sociale e la depressione, oltre a contrastare molti altri sintomi psicotici. Le persone affette da questi disturbi riescono a migliorare la loro qualità di vita grazie alle proprietà terapeutiche di questo cannabinoide. Grazie alle sue proprietà non psicoattive, questo cannabinoide è considerato sicuro e benefico, ma anche legale in tutto il mondo. Tuttavia, la stretta parentela con il THC tende a mettere, erroneamente, sullo stesso piano questi due composti.

Il THC –tetraidrocannabidiolo– non solo rientra tra i 60 cannabinoidi, ma è anche il principale composto psicoattivo contenuto nella Cannabis. Il THC rimane ancora il principio attivo più ricercato e conosciuto tra gli appassionati. Si lega ai recettori delle cellule nervose ma la reazione che ne deriva è molto diversa da quella che consegue dall’uso di ben altre sostanze, quali la morfina o l’eroina. Nel momento in cui avviene questa interazione tra THC e cervello, viene rilasciata dopamina. Tutto comunque dipende dalle concentrazioni di THC presenti nella pianta. Queste, fanno da tetto per comprendere ciò che è legale, da ciò che non lo è. Fatto sta che il THC ha mostrato interessanti proprietà anche nel campo della medicina. Essendo il primo composto scoperto all’interno delle piante di Cannabis, la ricerca ha già ottenuto promettenti risultati per una sua eventuale applicazione con fini terapeutici. È stato infatti dimostrato che può agire efficacemente contro malattie croniche o gravi e disturbi di varia natura, offrendo sollievo e riducendo i dolori laddove i convenzionali farmaci hanno fallito o non possono essere utilizzati per i loro effetti collaterali dannosi.

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