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Cannabis terapeutica: cosa pensano gli italiani? Secondo un recente studio, il 66% dei residenti in Italia ritenga la cannabis utile per diverse patologie

Proprio mentre la cannabis sembra dividere i due alleati al Governo del Paese, Lega e M5S, con la prima contraria e i pentastellati favorevoli (è stata presentato un disegno di legge a firma del Senatore Matteo Mantero), un recente studio condotto da BEM Research ed Eusphera intitolato ‘Cannabis terapeutica: percezione ed effetti in Italia ha provato a rispondere a tre domande: chi è il consumatore tipo della cannabis terapeutica in Italia; quale percezione c’è nel nostro paese in merito agli effetti psico-fisici del trattamento; qual è l’impatto sull’economia italiana derivante dall’utilizzo della cannabis terapeutica. Come ricorda la ricerca, il Parlamento Italiano a dicembre 2017 ha deciso di consentire l’utilizzo della cannabis per finalità terapeutiche e l’Italia è quello in cui si riscontra il maggiore interesse verso la cannabis ad uso terapeutico. Non è un caso che l’Italia è il paese che ha visto crescere in modo più intenso l’interesse degli internauti in particolare del Nord, soprattutto a partire dal 2014, rispetto a Germania, Francia e Spagna.  Le regioni italiane che hanno evidenziato ad ottobre 2018 la maggiore crescita sono state Abruzzo e Sicilia, seguite da Veneto e Lombardia, ma rispetto a cinque anni prima, è la Calabria ad evidenziare l’aumento più alto.

Da una ricerca condotta attraverso la piattaforma Google Consumer Survey, che ha riguardato un campione di 1000 utenti le cui risposte sono state fornite tra il 7 e l’8 novembre 2018, è emerso come ben il 66% dei residenti in Italia ritenga la cannabis utile per diverse patologie. Secondo gli intervistati, il beneficio maggiore offerto dalla canapa medica è la riduzione di ansia, stress e depressione (37%). Rilevante è poi il numero di persone che considerano la cannabis utile nella cura delle malattie gravi (20%). Quello che appare è che al diminuire dell’età aumenta infatti la percezione positiva sui benefici della cannabis e l’area geografica dove si riscontra la più alta percezione sui benefici della cannabis medica è il mezzogiorno.

Nel complesso è stimata intorno al 15% la percentuale di utilizzatori in Italia di canapa medica, pari a circa 5 milioni di individui. La descrizione dell’utilizzatore medio è: in prevalenza donne (16,6%; 13,7% gli uomini); di età compresa tra i 25 e i 34 anni (22,9%); residenti nel mezzogiorno (19,8%); con titolo di studio elevato (16,4%; 7,9% per quelli con basso livello di titolo di studio); lavoratori autonomi (21,2%), e in secondo luogo medici (19,2%); con reddito netto mensile compreso tra i 500 e i 1.500 euro (20,9%). Dirigenti e imprenditori sono quelli con la più alta fiducia nei benefici della canapa terapeutica mentre e i pensionati sono l’unica categoria in cui gli scettici superano chi è confidente.

Circa il 40% degli intervistati tra quelli che si stimano utilizzare la cannabis medica come principale trattamento alternativo ai farmaci tradizionali ha indicato un miglioramento del benessere fisico/psichico nell’arco di una settimana compreso tra il 60 e i 120 minuti. Elevata è anche la quota di chi ha risposto tra le 3 e le 5 ore settimanali (39%), mentre sono l’11% coloro che hanno risposto tra 6 e 10 ore e 9% chi ha segnalato un effetto benefico superiore a 10 ore. E’ stimato che tra 5 e 10 milioni circa le ore di lavoro risparmiate dagli occupati grazie all’effetto benefico percepito a fronte dell’utilizzo di cannabis medica. L’uso della canapa per finalità terapeutiche ha infatti evitato – sostiene lo studio – la richiesta di un periodo di malattia, o comunque ha migliorato la capacità produttiva.

In termini economici, l’impatto complessivo sull’economia italiana derivante dai benefici connessi con l’utilizzo della cannabis terapeutica è stimabile tra i 4,6 e i 9,4 miliardi di euro su base annua. Considerando il bacino di potenziali utilizzatori di canapa medica, la stima sale tra gli 11,1 e 22,6 miliardi di euro. E questo mentre una parte del Governo, la Lega, promette una stretta sui negozi rivenditori.

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