Politica Esteri

Cannabis nelle bevande gassate, la Coca Cola pronta ad entrare nel business La settimana della canapa nelle testate estere, dal 17 al 21 settembre

Settimana caratterizzata dai rumors che vedono la Coca Cola già impegnata in dialoghi e ricerche di partnership con i più grandi produttori a livello mondiale di cannabis e sostanze derivate. L’azienda delle bevande gassate famosa in tutto il Mondo potrebbe a breve investire nel settore delle linee salutiste di prodotti. Il ‘caso’ italiano oggetto di riflessione positiva a livello mondiale: sempre più operatori agricoli convertono le proprie colture tradizionali, come il grano, a favore della coltivazione della canapa con indici di redditività molto più alti delle consuete coltivazioni correnti. I media mondiali ne parlano in tono ottimista. Una azienda USA ha cominciato a realizzare e commercializzare chitarre realizzate con fibre di canapa. In Sud Africa un pronunciamento della Corte Costituzionale ritiene non sia legittima la legge che impedisce l’uso domestico e limitato di cannabis ed impone al Parlamento nazionale di produrre una legge che riveda il settore nel senso dell’adeguamento alla Carta Costituzionale nazionale nell’arco di 24 mesi

USA

Anche la Coca-Cola pronta ad entrare nel settore CBD

La Coca-Cola in colloqui riservati con un colosso del mercato CBD europeo e mondiale per mettere a punto soft drinks salutisti e nel settore wellness a base di cannabis.

 

Si rincorrono sempre più numerose le voci relative ad un imminente ingresso della Coca-Cola nel mercato della cannabis. I vertici della Coca-Cola preferiscono mantenere un profilo basso ma -in verità- non più tardi di tre giorni fa si è venuti a sapere di ‘colloqui seri’ tra Coca-Cola Co. e Aurora Cannabis Inc che recentemente ha acquisito il più grande produttore di canapa in Europa, colloqui riservati che potrebbero puntare molto probabilmente allo sviluppo di soft drinks contenenti CBD e bevande con infusi o estratti di CBD. La notizia è stata rilanciata da BNN Bloomberg Television e da quel momento, è diventata parte del flusso di informazioni mediatiche a livello internazionale in tempi ristrettissimi. Sebbene la Società Aurora Cannabis abbia preferito declinare dal rilasciare commenti sulla cosa, Kent Landers, un portavoce della Coca-Cola ha confermato che la società per la quale lavora sta ‘osservando da vicino’ la crescita del mercato CBD soprattutto per quel che attiene il settore dello sviluppo delle bevande salutiste o che potrebbero rientrare nella linea Benessere del mercato di settore. Secondo gli esperti in questa materia, a differenza di altre compagnie che normalmente operano nel settore delle bevande gassate o con bollicine in genere oppure che già operano nel campo della Marijuana light o per uso ricreativo e che quindi sono alla ricerca di prodotti cross-over tra queste linee di produzione, Coca-Cola e Aurora Cannabis Inc. potrebbero mettere a punto bevande che limitano le infiammazioni, riducono il dolore ed i crampi. Le stime approssimative si sprecano ma -in via del tutto generale- si stima che il mercato dei consumatori CBD sia in crescita negli Stati Uniti per un controvalore di 2.1 bilioni di Dollari USA raggiungibili entro il 2020, partendo dai 202 milioni del 2015, come peraltro anche stimato da un recente report di Hemp Business. Lo stesso portavoce Coca-Cola Landers, pur non pronunciandosi su quanto Aurora Cannabis voglia tenere riservato, ha aggiunto in una e-mail ufficiale inviata a BNN Bloomberg che «Unitamente a tanti altri nell’industria delle bevande, stiamo attentamente monitorando il settore della crescita di CBD non-psicoattiva in qualità di ingrediente in bevande da inserire nel settore Benessere nel Mondo. Lo spazio di mercato sta evolvendo molto rapidamente. In ogni caso, al momento, alcuna decisione è stata ancora presa in merito». Le azioni di Aurora Cannabis sono schizzate verso l’alto a seguito del recente report giungendo a 16.86 di incremento percentuale -o $1.44- per chiudere Lunedì scorso a $9.98. Le azioni Coca-Cola sono aumentate dello 0,72 per cento per giungere a USD $ 46.32 sul Mercato Azionario di New York. La Aurora Cannabis non è l’unica società con la quale la Coca-Cola ha avuto colloqui riservati. E’ nota la grande disponibilità dell’azienda di bevande a diversificare il proprio portafogli. Infatti, fonti addentro in materia e vicine a BNN Bloomberg hanno riscontrato che vi sono stati incontri anche con Leamington, Aphria Inc con base in Ontario, due mesi fa ma non vi sono stati ulteriori progressi «Vi sono molti interessi da parte dei consumatori di beni-pacchetto e le società che operano nel campo dei liquori e del tabacco guardano alla Cannabis come un mercato di potenziale e grande sviluppo a breve», ha affermato Martin Landry, direttore manager di Ricerca Equità presso GMP Securities LP. «Quel che sta accadendo nell’industria della canapa è ancora nella sua fase embrionale e non vi sono molti partner con cui cooperare e dialogare».

Italia

La canapa ha salvato le nostre famiglie

La riconversione sempre più in atto in Italia da colture ormai in crisi a favore della canapa, è oggetto di riflessione profonda in sede internazionale e sulle riviste di rilevanza mondiale  

 

E’ argomento di riflessione anche in sede internazionale, nel comparto produttivo della canapa e nell’indotto della comunicazione di settore, il fatto che sempre più agricoltori in Italia stanno convertendo le proprie colture a favore della canapa per salvare le proprie aziende ed il proprio lavoro. Tra i fattori trainanti viene annotato anche che -proprio tra gli agricoltori e coltivatori- si riscontra che la coltivazione della Canapa può anche essere utile per invertire il processo di depauperamento ed essicazione dei terreni. Come è noto, gli agricoltori italiani sono proprio al centro di uno stato di crisi profonda. Il prezzo del grano sta colando a picco, il deterioramento dei suoli sta estendendosi a tassi di sviluppo tristemente sempre più estesi e le importazioni di grano dall’estero stanno apportando ulteriore pressione sulla produzione agricola nazionale. Comunque, una legge passata il 2016 sta incoraggiando gli agricoltori a tornare ad una coltura già tradizionale nella propria Storia e più redditizia certamente del grano, i cui limiti di redditività sono ormai pari a zero. Con raccolti con una media di resa pari a circa 2.500 Euro per ettaro in termini di profitto comparati ai 250 Euro per ettaro coltivato a grano, i contadini italiani stanno convincendosi sempre più circa il ritorno ad una coltivazione antica per salvare le proprie aziende agricole. Secondo la testata The Guardian, fin dal 2013, l’ammontare di terreni destinati in Italia alla sola coltivazione di Canapa sono aumentati da 400 ettari complessivi agli attuali 4.000 ettari circa.

La coltivazione di Canapa in Italia è diventata legale dal 2016 e negli ultimi anni l’estensione dei terreni destinati alla Canapa sta diventando essa stessa il biglietto da visita del successo sempre più evidente di questa coltura in un panorama economico e produttivo di settore ormai sotto fortissima pressione. La Legge -che consente la coltivazione per usi non farmaceutici delle piante con una componente psicoattiva di THC superiore a 0.2% è stata introdotta con l’intenzione di accrescere lo sviluppo della produzione di Canapa Industriale. Gli italiani hanno già usufruito positivamente della variazione di legge per produrre così, non solo prodotti alimentari derivati o fibre per edilizia ma anche pasta a base di Cannabis e biscotti.

«Il boom della produzione di Canapa è un eccellente esempio della abilità dei Marchi produttivi agricoli nello scoprire sempre nuove frontiere”, ha affermato Roberto Moncalvo, il Presidente della Coldiretti, la più grande associazione di agricoltori in Italia. “Siamo nel mezzo di una grande opportunità per la crescita economica e di impiego». Questa soluzione alla crisi che colpisce duro in Italia gli agricoltori può essere vista come una piccola oasi di pace all’interno della parte più arida della Sicilia. In mezzo a numerosi terreni abbandonati, precedentemente occupati da colture destinate a grano, si staglia l’esperienza di Salvo Scuderi, il Presidente della cooperativa agricola Colli Erei. L’uomo di 41 anni ha appena messo a punto la raccolta di Canapa che sarà destinata alla realizzazione di pasta alimentare, olio e farina. Quest’anno Scuderi ed altri 20 produttori di Rete Canapa Sicilia, una associazione il cui scopo è quello di promuovere e creare il mercato dell’uso della Canapa nella regione, hanno congiuntamente realizzato una produzione di 150 tonnellate.

«La Canapa ci ha salvato la vita” afferma il titolare siciliano. “Quest’anno abbiamo guadagnato 10 volte più di quel che avremmo ottenuto col grano e ci ha anche permesso di assumere quattro lavoratori». Il grano consente di ottenere un guadagno netto di 250 Euro per Ettaro nel mercato attuale, mentre la Canapa può generare un guadagno netto di 2.500 Euro per ettaro, secondo quanto calcolato anche da Rete Canapa Sicilia. E vi sono molti agricoltori siciliani che -alla ricerca di un respiro di sollievo nella terra secca e per migliorare gli introiti finanziari- hanno sostituito il grano con la canapa.

USA

In arrivo le prime chitarre prodotte con fibre di canapa

I materiali ottenuti dalla lavorazione delle fibre di canapa consentono di adattarsi a svariati utilizzi finali, una ditta americana ora produce e commercializza chitarre realizzate con fibre di canapa

 

Dalla fibra alle materie plastiche, la canapa è un materiale estremamente versatile che può essere usato per molti scopi differenti, compresa la Musica. Nella giornata di ieri, la società con sede in Colorado denominata We Are For Better Alternatives WAFBA ha annunciato di aver ordinato la sua prima spedizione di chitarre realizzate con canapa che saranno messe in vendita attraverso il Marchio di recente lancio SHM Silver Mountain Hemp.  Si tratta di una linea di chitarre ispirate da design classici come quelle della Gibson e della Fender e saranno completamente customizzabili. Tutto questo consentirà ai consumatori e clienti di scegliere differenti finiture e colori, singoli elementi, come pomelli, capotasti etc. La Silver Mountain Hemp inizialmente offrirà le chitarre customizzate attraverso canali online così come attraverso i canali già finora adottati dal settore della produzione della Canapa e dell’intero indotto. Il fondatore e proprietario del Marchio chitarristico, Morris Beegle, si ritiene sicuro di essere in presenza di un elemento di spicco della sua produzione e la sezione dei prodotti quali sono le chitarre si accompagnano con numerosi altri elementi associati tutti realizzati in proprio ed ottenuti dalla lavorazione delle fibre di canapa. «Stiamo dimostrando il potenziale al fine di stabilire una catena di fornitura all’altezza delle richieste di grandi partner che ci hanno via via commissionato prodotti in linea con il rispetto dell’Ambiente». Lo stesso Beegle ha anche affermato che lo sviluppo dei propri prodotti vuole proprio avvalersi della realizzazione di prodotti chitarristici adottando esclusivamente le fibre ottenute dalla lavorazione della canapa. Proprio per affrontare al meglio l’alta competitività nel settore, la SMH vuole realizzare modelli di chitarre eseguite strettamente su specifiche tecniche presentate dai singoli richiedenti e clienti. «Il piano finale è quello di fare in modo che la clientela possa customizzare le proprie chitarre con differenti colori e finiture, componenti elettroniche, ponti, capotasti e tastiere, pomelli e pulsanteria», ha continuato ad affermare Beegle, un trentenne veterano della scena dell’intrattenimento americano. La sua società è proprietaria anche della NoCo Hemp Expo, con base in Colorado così come della Southern Hemp Expo che debutta a Nashville, Tennessee proprio in questo mese. La WAFBA farà uscire sul mercato i suoi primi due modelli, la Silver Mountain Hemp Guitar SMHG e la HempCaster, proprio durante l’evento di Nashville. Le chitarre, fornite dalla Canadian Hemp Guitars CHG, Quebec, sono ispirate dai design classici di modelli che hanno fatto la storia del chitarrismo internazionale come le Gibson e le Fender, le SG e le Telecaster. I canali di vendita web e gli eventi legati variamente al mondo della canapa saranno inizialmente i capisaldi del mercato della casa produttrice di chitarre realizzate con fibre di canapa.

Mondo

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e lo sdoganamento della Cannabis

L’OMS in un suo report ufficiale chiede di derubricare i Cannabinoidi dalla lista delle droghe che esplicano effetti sulla salute umana. Una decisione senza precedenti

 

Con una decisione che non ha precedente alcuno in tal senso a livello internazionale, la Commissione di Esperti sulle Dipendenze da Droghe presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ratificato una risoluzione nella quale si dichiara che “I puri CBD non dovrebbero essere elencati all’interno delle Convenzioni Controllo delle Droghe”. La Commissione ha rilevato che non si sono identificati casi di abuso da dipendenza correlata all’uso di CBD, nessun problema di salute pubblica associata a CBD e che l’uso di CBD è generalmente ben tollerato presso la popolazione intesa nella sua generalità. Gli esiti dei lavori della Commissione riecheggiano quelli di un report WHO precedente che anch’esso aveva rilevato nessun caso di effetti collaterali sulla salute associati all’uso di CBD. La Organizzazione Mondiale della Sanità mette anche a disposizione l’intero testo consultabile sul proprio sito ufficiale per prendere visione dei contenuti del report. Il Quarantesimo Meeting Commissione Esperti sulle Dipendenze da Droghe ECDD si è tenuto a Ginevra, Svizzera, dal 4 al 7 giugno 2018. Si tratta di una sessione speciale dedicata a rendere noti gli studi ed i loro esiti sulla cannabis e sulle sostanze derivate, sulla pianta della Cannabis e sulle sue resine, Delta-9-tetrahydrocannabinolo THC, Isomeri di THC. A tutto ciò, la Commissione WHO associa anche uno studio di revisione e approfondimento generale su CBD Cannabidiolo. Il Quarantunesimo Meeting si terrà a Novembre 2018 e si anticipa, negli studi della WHO che si tratterà di una revisione complessiva ed un test in itinere dei contenuti del Quarantesimo Meeting, a tutto ciò verrà associato lo studio di nuove sostanze psicoattive NPS compresi gli analoghi di fentanyl ed altre sostanze psicoattive. Il Direttore Generale WHO, Tedros Adhanom Ghebreyesus si esprime anche molto soddisfatto sulla cooperazione tra WHO, Nazioni Unite Ufficio su Droghe e Crimini connessi UNODC e l’International Narcotics Control Board INCB, in particolare per quel che riguarda la collaborazione a sostegno dell’operato della Commissione di Esperti sulle Dipendenze dalle Droghe e più in generale l’implementazione delle raccomandazioni operative della Assemblea Generale Sessione Speciale delle Nazioni Unite UNGASS

Sud Africa

Pronunciamento epocale della Corte Suprema: la legge sull’uso delle Cannabis è anticostituzionale, lo Stato provveda a rivederne i contenuti. Nel frattempo, per due anni, i cittadini possono coltivare e consumare privatamente la Cannabis senza essere considerati fuorilegge

 

La Corte Suprema Costituzionale del Sud Africa ha respinto un ricorso presentato dallo Stato lo scorso anno sanzionando che l’incriminazione per Cannabis è anticostituzionale. Lo Stato così provvederà a rivedere la Legge relativa nell’arco di due anni ed allo stesso tempo, i cittadini sudafricani potranno consumare e coltivare Cannabis in proprio. Lo scorso anno la Corte Suprema di Western Cape in Sud Africa ha stabilito che l’incriminazione dei consumatori di Cannabis è contraria alla Costituzione e così si è ricollegata ad altre 8 Nazioni nelle quali la Corte Costituzionale ha ratificato in modo similare in precedenza. Da tale decisione deriva, ora, così come contemplato anche da altre leggi che regolamentano la privacy, che vi dovrà essere un allineamento tra i due ambiti ed al contempo, i cittadini sono autorizzati a coltivare e consumare in proprio la Cannabis senza essere considerati illegali o soggetti che infrangono leggi nazionali dell’indotto giuridico riguardante la Cannabis ed i prodotti connessi, soprattutto quando tutto questo si svolge in ambito privatistico non mercantilizio e per uso personale in un contesto domestico. Allo stesso tempo, i giudici hanno ordinato al Parlamento nazionale di rivedere la materia di legge e di farlo entro un periodo di tempo pari a 24 mesi. Bisogna aggiungere, però, che la Giustizia, la Polizia ed i Ministeri competenti vicini alla materia della Salute pubblica hanno presentato opposizione al pronunciamento della Corte Costituzionale sudafricana “poiché vi è obbiettiva evidenza dei danni derivanti dalla Cannabis”. Martedì scorso, la Corte Suprema ha respinto l’appello dello Stato quando il Presidente della Corte Suprema del Sud Africa, Raymond Zundo ha illustrato i contenuti della decisione unanimemente ratificata lo scorso anno. La legge stabiliva che la proibizione circa il possesso, il consumo e la coltivazione di Cannabis per uso domestico fosse anticostituzionale. Il giudice Zundo ha stabilito che per legge i sudafricani possono coltivare e consumare in proprio ed in contesto domestico la Cannabis, in attesa del pronunciamento parlamentare in termini di revisione costituzionale. In ogni caso, si afferma chiaramente nel dispositivo di legge che l’uso di Cannabis è vietato ai giovani sotto i 18 anni e che la vendita o l’uso pubblico sono atti vietati anch’essi. Anche in Israele, in questi ultimi giorni, il Green Leaf Party sta preparando una campagna di fund rising per presentare una petizione presso l’Alta Corte di Giustizia sulla stessa materia, nella speranza che la Corte Suprema in Israele adotti la parallela decisione della Corte.

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