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Cannabis: Matteo Salvini usa il pugno di ferro «Io gli spacciatori li voglio in galera uno per uno» dice il Ministro dell'Interno. E' stata annunciata la cancellazione di Sativa Torino Expo

Claudia Ottone, direttore marketing della Sies Group, agenzia di organizzazione eventi, ha annunciato la cancellazione dell’evento previsto al Pala Alpitour di Torino il 17-18-19 maggio«Dopo essere stati citati da Salvini nel video di ieri in cui annuncia guerra ai Festival della Canapa abbiamo deciso non con poco rammarico di annullare Sativa Torino Expo». Si tratta di un evento che aveva come obiettivo principale la diffusione e l’informazione sugli usi e la storia della canapa sativa, diviso in due momenti: il primo, tenutosi al Palavela dal 3 al 5 maggio, aveva attirato centinaia di persone.

«Sativa Torino Expo» – si legge in una dichiarazione dell’organizzazione – «è nato come un progetto culturale e divulgativo che come obiettivo principale si pone la diffusione e l’informazione sugli usi e la storia della canapa sativa, sul CBD e cerca di fare chiarezza su argomenti, qui in Italia, ancora molto controversi. Il ministro Salvini ieri ha divulgato un’intervista dove cita il festival della canapa e lo definisce uno scempio, oltre a giurare di far chiudere qualunque punto vendita commercializzi la canapa sativa. Difficile a questo punto far comprendere che Sativa Torino expo non è una festa che punta alla promozione delle droghe leggere. Per questo motivo molti standisti hanno abbandonato l’idea di partecipare e per questo motivo siamo costretti ad annullare l’evento in primo luogo per tutelare chi essendo presente rischierebbe la propria attività direttamente al festival vedendosela chiudere. Ci auguriamo» – concludono gli organizzatori –  «che presto la possibilità di divulgare un pensiero attraverso un evento culturale torni ad essere una libertà non soggetta a repressione».

Sativa Torino potrebbe non essere l’unica manifestazione ad essere chiusa. «La droghe fanno male. A Torino l’hanno capito e hanno annullato il Salone della cannabis. E’ un’ottima notizia, mi auguro che il buon senso arrivi anche da noi e che si ponga fine allo squallore di ‘Canapisa’. Rivolgo un appello al Questore, dottor Paolo Rossi: al di là del regresso culturale che un evento simile a nostro avviso rappresenta, soprattutto per i giovani, non è di certo improbabile che la manifestazione possa degenerare in disordini o, quantomeno, provocare anche solo incidenti o danni proprio a causo dal consumo contestuale di cannabis. Meglio un supplemento di riflessione oggi che la conta dei danni domani» Così il deputato pisano della Lega Edoardo Ziello. Intanto a Pisa si infiamma la polemica sulla manifestazione a favore della legalizzazione delle droghe leggere che da 18 anni si svolge nel mese di maggio e che quest’anno è prevista per sabato 18. Contro Canapisa è schierato il sindaco Michele Conti in prima linea che ha ribadito la volontà di organizzare, in contemporanea con Canapisa, un’altra manifestazione proprio a pochi metri dalla stazione ferroviaria. Un rapporto dei reati registrati dalla polizia municipale negli ultimi 18 anni in occasione della street-parade è stato consegnato dal sindaco Michele Conti al prefetto Giuseppe Castaldo e al questore Paolo Rossi, in una riunione del Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza, e al ministro dell’Interno, in visita sabato scorso. Già venerdì scorso, il sindaco Conti aveva organizzato, assieme alle associazioni del commercio e a un centinaio di cittadini, un sit-in sotto la prefettura, mentre sabato scorso, Salvini aveva ribadito in un comizio in provincia che «ogni iniziativa che pubblicizza e distribuisce droga non deve esistere». Oggi un nuovo appello al ministro dell’Interno, per annullare la manifestazione, viene lanciato da Susanna Ceccardi, sindaco di Cascina e commissario regionale della Lega: «Basta con il Canapisa che raccoglie da anni tutti gli spacciatori d’Italia e tutti i consumatori di droga a Pisa nel mese di maggio. Grazie a un ministro come Salvini che ci ha sempre ascoltati e al sindaco Michele Conti, che ha strappato il Comune dalla sinistra, e’ possibile adesso liberare i pisani da una manifestazione che non ha nulla di sociale e di culturale. Le vittime sono i pisani, ostaggio dentro le loro case».

«Da stamattina ho messo giù il pugno di ferro» ha detto Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno, in un comizio a Fano, raccontando dell’incontro che ha avuto ieri al Viminale con le comunità di recupero e del fatto che una volta andavano a parlare nei licei, oggi «vanno nelle scuole elementari e medie» perché «alcuni cominciano a impasticcarsi e accannarsi a 10 – 11 anni. Vedono qualche cantante, calciatore, artista o politico che in tv dice ‘va bene, dai c’e’ di peggio, la droga poi non fa cosi’ male’. Io gli spacciatori li voglio in galera uno per uno». Su Twitter, Salvini ha poi scritto: «Chiusi altri tre negozi di cannabis cosiddetta ‘legale’ in provincia di Macerata. L’ha deciso il Questore. Con questa operazione, la provincia marchigiana non ha più attività di questo tipo. Complimenti al Questore e alla magistratura, lo Stato dimostra di non essere complice di chi vende prodotti che fanno il male dei nostri figli. Sono sicuro che il ‘modello Macerata’ può essere replicato con successo in tutta Italia, oggi stesso manderò una direttiva con questa indicazione».

«Oggi a Macerata chiusi altri tre cannabis shop. Siamo sulla buona strada. Il consumo di stupefacenti va bloccato in ogni modo. Se Pd e M5S per qualche voto in più decidono di incentivare l`uso, la vendita e la coltivazione di droga sappiano che avranno sempre il no della Lega. Preferiamo difendere i nostri ragazzi anche a costo di risultare impopolari per alcuni. E` nostro dovere far capire ai giovani che l`uso di sostanze stupefacenti porta solo morte e devastazione. Lo Stato non può essere complice di chi vende prodotti che rovinano la vita dei nostri figli» ha dichiarato Riccardo Molinari capogruppo della Lega alla Camera.

«Non è certo chiudendo i canapa shop che si risolve il problema delle droghe e delle dipendenze in Italia» – spiega il Presidente del CODACONS, Carlo Rienzi – «Lo Stato finora non ha fatto molto per affrontare la questione, e proprio per contrastare le sostanze psicotrope e la loro diffusione tra i giovani il Codacons ha dovuto denunciare l’Istituto Superiore di Sanità, colpevole di immobilismo sul fronte delle dipendenze. Pur condividendo le preoccupazioni di Salvini crediamo che il Governo farebbe bene, prima di adottare misure autoritarie che danneggerebbero migliaia di esercenti, ad avviare studi per accertare come la cannabis light abbia influito sul consumo di droga presso i giovani, per verificare se vi sia stato o meno un incremento nell’uso di sostanze stupefacenti».

«Non ci penso proprio a ritirare la mia proposta di legge» ha detto a ‘BeLeaf Magazine’Matteo Mantero, il senatore del Movimento 5 Stelle (che governa con Salvini), che ha depositato in Parlamento una proposta di liberalizzazione della cannabis che consente l’autoproduzione e la detenzione di piccole quantità’ da poter usare a scopo ricreativo. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha chiesto lui, a tutto il Movimento 5 Stelle e a Luigi Di Maio di ritirare la proposta sulla ‘droga libera’ : «E’ vero che nel contratto di governo non c’è, ma è un mio impegno come senatore e una prerogativa del parlamento legiferare senza subalternità al governo o a singoli ministri. Il Parlamento e’ sovrano e fa le leggi, non le fa il governo. La mia proposta seguirà l’iter parlamentare e  spero si apra un dialogo con tutte le forze politiche. Anche nella Lega non tutti la pensano come Salvini».

«La legalizzazione della marijuana e della cannabis oltre a portare nelle casse dello Stato più di 10 miliardi di euro che verrebbero sottratti ai profitti delle organizzazioni criminali, avrebbe anche il vantaggio di ridurre i rischi per la salute esercitando un controllo sulle sostanze che vengono somministrate. In queste ore le Mafie stanno brindando davanti alla possibilità che quella fetta di mercato sottratta con la vendita della Marjuana Light ritorni sotto il loro controllo» afferma Erasmo Palazzotto de La Sinistra, presentatore di una proposta di legge sulla legalizzazione delle droghe leggere. Infatti, prosegue, «nel giro di cinque anni sono aumentati di dieci volte i terreni coltivati a cannabis sativa, passando dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4000 circa per il 2018, come ci ricorda la Coldiretti. Un mercato in forte espansione che sta creando migliaia di nuovi posti di lavoro. Mentre nel mondo sono sempre piu’ paesi legalizzano sia il consumo medico che ricreativo, l’ultimo in ordine di tempo e’ il Canada, in Italia si continua ad affrontare il tema solo sul piano ideologico e senza alcuna valutazione oggettiva dei benefici che la legalizzazione della cannabis produrrebbe per il nostro Paese. Il mercato della cannabis e dei suoi derivati e’ da decenni in mano a mafie di ogni sorta e colore per un valore di una decina di miliardi di euro. Chi si batte per mantenere lo status quo agisce oggettivamente in concorso con gli interessi di queste organizzazioni»

«Ogni anno in questo paese le mafie muovono 16 miliardi con il traffico di droga. Il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, invece che occuparsi di questo, dei ragazzi sempre più’ esposti all’uso di eroina, di cocaina e delle droghe sintetiche, ha deciso di proibire ciò che in questo paese e’ legale: la cannabis light. Invece che combattere le mafie si combattono i negozi legali, che agiscono alla luce del sole e che danno lavoro. Noi vogliamo combattere il narcotraffico. Noi vogliamo dare un vero colpo alle mafie. Per fargli male. Noi vogliamo la legalizzazione della marijuana per uso ricreativo. Perché’ non può’ essere reato» scrive su Facebook la deputata Pd, Giuditta Pini.

«I negozi di cannabis light non vendono ‘droga’, come la chiama lui, sono a norma di legge e nessuno può sigillarli, anche perché seguendo il suo criterio bisognerebbe vietare anche le lenzuola di canapa. Finora la cannabis era sparita dal dibattito elettorale. E purtroppo è tornata nel modo peggiore, con una propaganda disinformata e disinformante. Il ministro dell’Interno non sembra avere competenze sull’argomento, ma soprattutto Salvini dovrebbe contrastare le mafie, mentre la sua posizione ne favorisce i traffici illegali. La legalizzazione è l’unica soluzione valida per garantire la salute e stroncare i trafficanti, che si arricchiscono in maniera smisurata» dichiara il fondatore di Possibile, Giuseppe Civati, candidato di Europa Verde alle Europee nelle circoscrizioni Italia centrale e Italia Nord-Occidentale. «Anche questa» – aggiunge Civati – «è una questione europea, non rinviabile. In Europa ci sono alcuni Paesi, tra cui il nostro, in cui il consumo di cannabis è molto alto. Paesi in cui, salvo il caso portoghese e una legislazione più flessibile in Olanda e in Spagna, si fatica a individuare soluzioni per legalizzare la cannabis. Mentre in Italia il tema viene dibattuto con logiche bocciate dalla storia sotto lo slogan della ‘guerra alla droga’».

I prodotti a base di cannabis in Italia sono legali, se rispettano il tetto fissato per la dose di THC contenuta, ossia lo 0,6%. La svolta arriva con la legge 242 del 2016, entrata in vigore il 14 gennaio 2017 portando un giro d’affari in forte crescita (nel 2018 si calcolano introiti per 40 milioni di euro, in crescita). La norma contiene ‘Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa’, finalizzata alla coltivazione e alla trasformazione; all’incentivazione dell’impiego e del consumo finale di semilavorati di canapa provenienti da filiere prioritariamente locali; allo sviluppo di filiere territoriali integrate che valorizzino i risultati della ricerca e perseguano l’integrazione locale e la reale sostenibilità economica e ambientale; alla produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie di diversi settori; alla realizzazione di opere di bioingegneria, bonifica dei terreni, attività didattiche e di ricerca.
Qualora all’esito del controllo del Corpo Forestale, il contenuto complessivo di THC della coltivazione risulti superiore allo 0,2 per cento ed entro il limite dello 0,6 per cento, nessuna responsabilità e’ posta a carico dell’agricoltore mentre se la dose e’ superiore a 0,6, scatta il sequestro e la distruzione della coltivazione.

La cannabis a uso terapeutico, invece, in Italia è prodotta dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze in applicazione dell’accordo di collaborazione tra il Ministro della salute e il Ministro della difesa firmato il 18 settembre 2014. La distribuzione è destinata alle farmacie per l’allestimento di preparazioni a base di cannabis FM-2 solo dietro presentazione di prescrizione medica. Il prodotto cannabis FM-2 (contenente THC 5% – 8% e CBD 7,5% – 12%), è la prima sostanza attiva a base di cannabis prodotta in Italia in conformità alle direttive europee in materia di medicinali su processo produttivo depositato e controllato, in una officina farmaceutica autorizzata dall’AIFA e la cui distribuzione è autorizzata dall’Organismo statale per la cannabis presso il Ministero della salute. La prescrizione di cannabis ad uso medico in Italia è prevista nel caso di dolore cronico e di quello associato a sclerosi multipla e a lesioni del midollo spinale; nella nausea e vomito causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV; come stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell’anoressia nervosa; l’effetto ipotensivo nel glaucoma; la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette. Secondo un recente studio condotto da BEM Research ed Eusphera intitolato ‘Cannabis terapeutica: percezione ed effetti in Italia‘ di cui avevamo già scrittol’Italia è quello in cui si riscontra il maggiore interesse verso la cannabis ad uso terapeutico. Non è un caso che l’Italia è il paese che ha visto crescere in modo più intenso l’interesse degli internauti in particolare del Nord, soprattutto a partire dal 2014, rispetto a Germania, Francia e Spagna.  Le regioni italiane che hanno evidenziato ad ottobre 2018 la maggiore crescita sono state Abruzzo e Sicilia, seguite da Veneto e Lombardia, ma rispetto a cinque anni prima, è la Calabria ad evidenziare l’aumento più alto.

Per il 30 maggio è prevista la decisione delle sezioni unite penali della Cassazione sulla cannabis light, sulla punibilità o meno di chi mette in commercio prodotti derivati da infiorescenze o resine della cannabis con THC inferiore allo 0,6%. Questione sollevata dalla quarta sezione penale con un’ordinanza del 27 febbraio, nell’ambito di un procedimento riguardante il sequestro effettuato nei confronti di un commerciante: il Riesame di Ancona aveva annullato il sequestro e il procuratore capo del capoluogo marchigiano si era quindi rivolto alla Cassazione.

Inoltre, l’Organizzazione mondiale della sanità ha dato una svolta alla questione dello status della ‘cannabis: infatti, dopo un’attenta analisi della ricerca scientifica sugli usi terapeutici e sugli eventuali danni e pericoli derivanti dal suo uso, l’OMS ha inviato  il suo parere in una lettera firmata dal direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, inviata al segretario generale delle Nazioni Unite António Guterresraccomandando ai governi di eliminare la cannabis dalla Tabella IV della Convenzione unica sugli stupefacenti risalente al 1961, contenente le sostanze ‘particolarmente dannose e di valore medico o terapeutico estremamente ridotto’viene richiesto all’ONU l’inserimento di alcune preparazioni farmaceutiche a base di cannabis nella Tabella III della stessa Convenzione che contiene le sostanze con valore terapeutico e con basso rischio di abusoviene sancito che le preparazioni di cannabidiolo puro, con meno dello 0,2% di THC, non devono essere sotto controllo internazionalesi richiede poi la rimozione del THC dalla Convenzione del 1971, contenuta nella Tabella I della convenzione del 1961.

 

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