Politica Esteri

Cannabis: le elezioni MidTerm USA rilanciano la legalizzazione Rassegna Stampa della canapa nelle testate estere, dal 12 al 16 novembre

Dopo che Jeff Sessionselezioni MidTerm USA appena concluse- è stato defenestrato dalla Amministrazione Trump ora si riapre il dibattito sulla estensione dell’accesso alla cannabis medicale ed alla legalizzazione della marijuana non solo a livello dei singoli Stati della Confederazione ma anche a livello nazionale. Chi ha sostituito Jeff Session oggi professa di voler riprendere quel discorso sia nell’ambito della ricerca sia nella estensione della liberalizzazione stessa, nella società americana. Anche l’Australia sta respirando la stessa aria liberalizzatrice mentre in Israele continua a soffiare un vento chiuso e restauratore, al punto di vedere un conflitto istituzionale tra l’attuale Premier e Ministro della Salute e l’Alta Corte di Giustizia.

 

Stati Uniti

Si cambia aria dopo le dimissioni di Sessions: la cannabis trova nuove adesioni e rinnovati sostegni e si riapre il dibattito parlamentare

Come riportano i media USA, Jim Governor, Presidente della Commissione Leggi presso la Camera Bassa ha promesso di concedere un più ampio dibattito sulla riforma riguardante la cannabis all’interno delle attività parlamentari, cosa che appare alquanto probabile dopo il defenestramento di Jeff Sessions che -su tale tema- non aveva in precedenza ammesso alcun tipo di dibattito ribadendo a ogni pié sospinto un suo proprio atteggiamento netto, imperativo e privo di aperture al dialogo, stabilendo l’assunto negativo su queste tematiche. Come è noto, Jeff Sessions è stato un fiero avversario della riforma della cannabis ed egli stesso -in persona- ha bloccato decine di carte, leggi ed emendamenti compresi quelli che trattavano aspetti meramente medicali, avendo stabilito -in proprio- una battaglia a tutto campo contro quella che era stata definita la crisi degli oppioidi. A conti fatti, Session ha perso il suo seggio durante le votazioni di Midterm, preso da Collin Allred mentre i Democratici hanno preso il comando della Camera Bassa -la Camera dei Rappresentanti- conferendo il posto al Repubblicano Jim McGovernor (Massachussets) che così sostituisce Sessions. Presiederà la prossima Sessione della Commissione Camera Bassa per le Leggi presso il Congresso.

McGovernor ha già promesso di fermare del tutto l’utilizzo della Commissione Leggi a fini di controllo sul dibattito del Congresso. Ai microfoni dei media che lo hanno sollecitato ha affermato: «Non voglio essere conosciuto come il Presidente della Commissione Leggi che ha presieduto alla sua versione più chiusa nella sua storia, cioè quel che vediamo tutt’oggi. Voglio essere più disponibile e sostanzialmente rafforzare il lignaggio e la posizione dei membri. Non mi piace di imporre la mia idea quasi fosse l’unica idea approvabile. Abbiamo bisogno di un processo più deliberativo». McGovern ha poi anche aggiunto: «A differenza del mio predecessore, io non andrò a bloccare gli emendamenti riguardanti la marijuana. I cittadini stanno attuando iniziative di voto, legislazioni stanno approvando le leggi e noi dobbiamo rispettare tutto questo. Le leggi federali e gli statuti sono una via che sostiene questo intero processo».

Sia che la legislazione federale proceda su questi temi oppure no, vi è chiarezza sul fatto che l’aspetto medicale ha grande sostegno popolare. Così come la riforma dell’ambito sanitario che guarda all’applicazione della cannabis e dei prodotti che sono derivati. Il rimuovere la cannabis dallo Schema I si è rivelata mossa non lungimirante. Come dimostrano molti sondaggi recenti, quasi tutti gli americani credono che la cannabis dovrebbe essere liberalizzata a scopi medicali e più di due terzi credono che dovrebbe essere legale del tutto per gli adulti. McGovernor ha anche fatto cenno a molti temi che saranno sottoposti al vaglio legislativo oltretutto con un appoggio bipartisan come la risoluzione indolore dei problemi delle attività di banking a sostegno della cannabis, la concessione alla classe medica di prescrivere la cannabis medicale per i veterani di guerra e la fissazione di concessioni federali più chiare per l’approccio di Diritto alla riforma della cannabis. «Mi sembra che siano tutti argomenti di buon senso comune», ha chiosato McGovernor.

 

Stati Uniti

In arrivo un milione e mezzo di dollari per la ricerca sui cannabinoidi minori e sui terpeni. Revisioni sempre più estese sui testi di legge nella direzione della legalizzazione

Il Centro Nazionale USA per la Sanità Complementare e Integrativa (NCCIH) ha intenzione di investire più di un milione e mezzo di dollari nel progetto FY19 per fornire fondi alla ricerca nei cannabinoidi minori e nei terpeni.  Mentre un ammontare crescente è stato destinato alla ricerca verso i cannabinoidi maggiori THC e CBD (vi sono approssimativamente 113 differenti cannabinoidi nella cannabis e pochi altri sono stati studiati attentamente da vicino). Oltre a quelli, 120 terpeni che sono idrocarburi insaturi volatili rintracciabili in olii essenziali di piante che danno loro l’aroma ed il gusto e vi è ancora tanto da conoscere circa i benefici potenziali della cannabis in termini applicativi sulla salute umana. In relazione ai terpeni, si ritiene essi possano esplicare impatto sull’attività dei cannabinoidi o intercettare segnali provenienti dai recettori ai cannabinoidi. HCCIH afferma però che i risultati conclusivi a sostegno di questa ipotesi stiano venendo meno.

I fondi in arrivo andranno a sostenere la ricerca sui cannabinoidi minori e sui Terpeni in relazione al dolore ed al nocicettivo, il sistema nervoso sensoriale responsabile di alcuni particolari stimoli, così come il loro effetto potenziale nel trattamento di uso disordinato da oppioidi. «Questa iniziativa intende sostenere studi meccanicistici o basici altamente innovativi in organismi modello appropriati e/o soggetti umani allo scopo di identificare, descrivere e prevedere se i cannabinoidi minori e/o i terpeni possono aiutarci nel trattare il dolore», ha affermato una dichiarazione di intenti siglata da NCCIH. La stessa NCCIH ha stimato che la pubblicazione ufficiale dell’annuncio del finanziamento in sede ufficiale potrebbe essere il prossimo 8 Gennaio 2019, con la prima applicazione stimata nella data del prossimo 8 Marzo. La prima data segnalata allo stato attuale è il prossimo 10 Settembre dell’anno venturo. Si stima che vi sia una assegnazione di circa 350.000 dollari per ogni singola concessione. Allo stadio corrente, un vasto raggio d’organizzazione sarà messo in grado di utilizzare i fondi, dal piccolo commercio alle università ed ai dipartimenti governativi.

La ufficializzazione degli intenti può essere visionata  nella sua interezza: i singoli dati sono stati pubblicati per dare alle parti interessate sufficienti tempi per sviluppare collaborazioni, progetti e per utilizzarli a fini di completamento di tutte le necessarie licenze. Questo annuncio ufficiale è un ulteriore segnale relativo al fatto che il Governo degli Stati Uniti sta cambiando le proprie visioni a proposito della cannabis medicale. La marijuana è ancora classificata come sostanza da Scheda I ad un livello federale, il che vuole dire che non ritiene sia dimostrato il suo valore medicale. Mentre questo è stato profondamente e realmente dimostrato, le leve della burocrazia continuano a muoversi in modo incredibilmente lento.

 

Australia

Il Queensland intende facilitare e velocizzare l’accesso alla cannabis medicale

Nello Stato australiano del Queensland è stata definita ed introdotta una specifica legge che è stata presentata poi in Parlamento, al fine di mettere a disposizione un raggio di azione vasto in campo medicale a favore dei cittadini di quella regione australiana, una legge volta ad un accesso più rapido e facilitato alla cannabis medicale.

Attualmente gli specialisti -o i professionisti del consulto medico – debbono contattare il Sistema Sanitario del Queensland per ottenere l’approvazione della somministrazione di cannabis medicale. Inoltre, una specifica certificazione deve essere emessa dalla Amministrazione Beni Terapeutici (TGA) per l’approvazione e la concessione di supporti medicali. Le variazioni di legge tenderanno a rivedere i contenuti della Legge Sanità Pubblica 2016 (in tema di cannabis medicale) e vedrà i medicinali e i prodotti derivati dalla cannabis classificati nella Scheda 8 o nella più leggera Scheda 4 per le medicine. Le medicine della Scheda 8 sono prescrizioni mediche considerate avere un potenziale più alto di abuso e dipendenza o cattivo utilizzo e sono strettamente controllate.

Alcuni potrebbero ritenere che questo sia di peso eccessivo per quel che riguarda la cannabis ma il Governo ritiene, invece, che si sia sulla strada giusta. «Il nostro Governo ha l’obiettivo di migliorare le condizioni dei pazienti del Queensland nell’accesso ai medicinali con cannabis e questa nuova legislazione in materia si allinei con la gran parte delle leggi progressiste del nostro Paese», ha affermato il Ministro per la Salute ed i Servizi Mobili Steven Miles. Affermando che la decisione intrapresa è destinata sia ad aiutare sia a proteggere i pazienti, Miles ha stabilito che i cambiamenti rimuoveranno i requisiti per la approvazione di livello statale, concedendo spazio in materia alla TGA nel visionare e rimuovere eventuali duplicati di processazione. Egli ha anche invocato un approccio nazionale consistente alla cannabis medicale e per la TGA alla fine di farsi carico del processo della prescrizione. I cambiamenti sono parte dell’Health and Other Legislation Amendment Bill 2018.  

I cittadini del Queensland sperano che i cambiamenti arrivino al più presto, dato che al momento constatano sconsolatamente che il dibattito in materia è previsto sia rimandato al prossimo anno. Ed anche qualora sia approvata la legge dubitano che l’accesso alla cannabis medicale sia velocizzato e facilitato in tempi brevi. Alcuni altri Stati australiani hanno già applicato legislazioni e variazioni di legge simili a quelle delineate nel Queensland. Ad esempio, nel mese di Marzo di quest’anno, il New South Wales ha introdotto variazioni alla approvazione delle prescrizioni che devono essere vagliate sia dalla Commonwealth sia dalla NSW Health, sostituendo tutto questo con un’unica definizione stilata dalla TGA in ambito medico. La legislazione è stata vagliata in Australia per assicurare una fornitura medicale «sicura, legale e affidabile» di prodotti a base di cannabis medicale nel mese di Febbraio 2016.

 

Stati Uniti

L’Istituto Nazionale sugli Abusi da Droghe (NIDA) vorrebbe assumere rollatori di sigarette alla marijuana

L’Istituto Nazionale per gli Abusi da Droghe (NIDA) cerca professionisti nel realizzare sigarette di marijuana. La prima testata ad aver notato la cosa ed averne parlato sui propri mezzi di comunicazione è stata Marijuana Moment, e si ritiene sia la più recente azione intrapresa a favore della selezione di un maggior numero di ricercatori in sede federale in materia di cannabis. In particolare, NIDA non sta cercando di assumere nessuno, almeno non al momento. Al contrario, l’agenzia sta cercando asserzioni di capacità per piccoli business al fine di stabilire la misura ed i requisiti di un programma futuro. Rollare professionalmente delle sigarette potrebbe essere solo una delle caratteristiche richieste per questo lavoro – secondo quanto postato da NIDA – dove si precisa che si cercano piuttosto organizzazioni capaci di avere le qualità d’analizzare e tipizzare vari tipi di droghe potenzialmente oggetto di abusi, compresi i cannabinoidi ed altre ricerche chimiche. NIDA chiarisce che le organizzazioni dovrebbero essere capaci di acquisire sostanze controllate e incontrollate tra quelle rintracciabili nelle droghe ed analizzare la purezza, l’autenticità e la stabilità di questi componenti, tra molte altre responsabilità.

In un estratto del testo di selezione NIDA tra altre cose si precisa, per quanto riguarda le specifiche tecniche richieste: «Sigarette di marijuana di manifattura standardizzata realizzate all’interno di varie concentrazioni di delta-9-THC e capacità di analizzare strettamente la materia oltre alla stabilità di esse a vari intervalli mentre si dimostra anche di avere la capacità di mantenere una sicura modalità di spedizione e nel far viaggiare via mare sigarette di marijuana a favore della ricerca di specifici investigatori». Nel testo della inserzione postata si chiarisce che si cercano anche coloro che sappiano realizzare ed analizzare sigarette con nicotina sempre a scopo di ricerca.

 

Stati Uniti

Colorado: dopo sei anni dalla legalizzazione, nessuna delle paure originarie si è mai avverata

Nel 2012 il Colorado confermò la piena legalizzazione della cannabis e dopo appena un anno aprii negozi di cannabis libera in tutto lo Stato. In questa settimana, il Governatore afferma a viva voce che tutte le paure e le preoccupazioni sulla eventuale crescita dell’abuso di cannabis tra i giovani o l’aumento di gente alla guida della propria auto sotto effetto di marijuana finora sono state ampiamente dissipate. Il Colorado è stato il primo Paese negli Stati Uniti che nel Novembre del 2012 divenne capofila nella legalizzazione della Cannabis e permise l’inizio della rivoluzione della legalizzazione che oggi vede 9 Stati allineati su tale posizione. In quel tempo, a risultato acquisito, l’allora Governatore John Hicknoffer si dimostrò alquanto intimorito ed affermò che -se fosse stato per lui- avrebbe girato indietro le ruote della storia. Un po’ di anni dopo, quando le preoccupazioni degli oppositori si furono dissipate ed i risultati positivi si manifestavano in tutta la loro chiarezza, cambiò opinione a riguardo ed espresse un sostegno di tipo retroattivo.

La scorsa settimana, dopo la storica decisione presa dai residenti del Colorado in un referendum democratico, il Governatore veterano ha affermato di essere soddisfatto con l’iniziativa e con i risultati finali. «Le cose circa le quali eravamo maggiormente preoccupati il potenziale aumento dell’uso di cannabis tra i giovani soprattutto i teenager e tra le persone che ne sono sotto influenza non si sono avverate», ha affermato durante una conferenza tenutasi presso un club economico a Chicago. «Agli inizi abbiamo visto un certo aumento nel consumo tra i giovani ma poi è declinato. Non abbiamo assistito ad alcun tipo di aumento in nessun gruppo sociale in termini percentuali ad eccezione dei cittadini anziani, lascio a voi trarre le debite riflessioni» ha aggiunto. Nel corso dell’intervista lo stesso Governatore ha ammesso di aver fumato marijuana quando era ragazzo ma di esserne stato allontanato in un certo qual modo dalla ricchezza della cannabis venduta al giorno d’oggi la più ricca di THC al cospetto di quella che si vendeva negli Anni ’70. Nel 2015 il Governatore del Colorado John Hicknoffer si recò in visita in Israele e chiese al Governo locale di approvare l’esportazione di cannabis e di guidare l’industria della canapa a livello mondiale. «Abbiamo 100 milioni di Dollari e voi avete gli sviluppi tecnologici ed una agricoltura avanzata, potreste fare una fortuna». Ma il Governo di Israele rifiutò.

 

Israele

Cannabis e guida dell’auto: il Primo Ministro dice una cosa e l’Alta Corte ne dice un’altra

Agli inizi dell’anno, il Ministro della Sanità pubblicò una nuova legge che permetteva l’uso e la somministrazione di cannabis medicale per pazienti ai quali veniva concesso tutto ciò secondo particolari precondizioni. Sebbene il Primo Ministro stesso avesse apposto la propria firma alla legge, la Polizia nazionale ha continuato a revocare le patenti a quei pazienti che avevano ed hanno ottenuto accesso a cure mediche con prodotti a base di cannabis. Nella giornata di ieri l’altro, durante una audizione sulla materia sottoposta all’attenzione dell’Alta Corte, il tema è giunto sul tavolo dei giudici di quell’organismo. E’ stato chiesto ai media nazionali di riferire che sarà posto un chiarimento ed una revisione al precedente testo. Si aspetta ora che venga pubblicato l’appello. Si profila, insomma, uno scontro istituzionale tra il Premier ed i giudici dell’Alta Corte. I Magistrati del Traffico a Petah Tivka hanno respinto a metà settimana la nuova revisione pubblicata dal Primo Ministro Benjiamin Netanyahu, il quale è anche Ministro della Sanità. Agli inizi del 2018 era stato definito diversamente, come accennato, circa l’accesso alla cannabis medicale a scopo terapeutico, nello specifico per alleviare il dolore, e la possibilità di continuare a guidare. Il giudice della Corte sul Traffico Tal Ostfeld Nawi, per tutta risposta, ha obbligato con nettezza tutti i mezzi di comunicazione radiofonica, televisiva ed a mezzo stampa, compresi Yedioth Ahronot, Walla, Haaretz e Cannabis Magazine a pubblicare un aggiornamento dove si stabilisce che vi è stato un errore forse di interpretazione ma che la legge in materia non è operativa. Questo vuol dire che i pazienti che usano la cannabis tornano ad essere considerati criminali nel momento in cui si mettano alla guida di un’auto.

Il Ministro della Sanità non ha ancora chiarito gli sviluppi della materia quali possano essere a breve. Il caso prende le mosse da un articolo di Cannabis Magazine, dove si descrive circa un signore paziente in cura con cannabis, al quale è stata revocata la patente perché considerato sotto effetto di droghe. Da qui nientemeno l’arresto. A niente son valsi i chiarimenti del tipo la cannabis era stata usata sei ore prima e a fronte di una legislazione che avrebbe consentito gli spostamenti in auto in ogni caso, poiché basta guidare tre ore dopo aver assunto cannabis. Nessuna delle motivazioni addotte da quel signore son state ritenute valide dalla Polizia, che ha continuato imperterrita a fare riferimento alla vecchia legislazione e così, ha messo in manette il signore e gli ha revocato la patente di guida.

Ora è nuovamente battaglia legale in Aula e l’Alta Corte si ritrova a dover dirimere una questione che, in Israele, rischia di diventare annosa. Allo stato attuale ed in attesa di un pronunciamento definitivo in materia, sembra che ai pazienti che usano cannabis nelle proprie cure mediche convenga non dichiarare di farne uso sebbene a solo scopo medicale, pena l’arresto a prescindere, diciamo, da parte della Polizia e la conseguente revoca della patente. Anche se – come da regolamento – è stata assunta cannabis tre ore prima di mettersi alla guida. La Polizia, a sua volta, ha proposto una misura alternativa per i pazienti che usano cannabis, ovvero, accedere al trasporto pubblico gratuito, in modo da evitare di ritrovarsi nell’obbligo di arrestarli e revocargli la patente.

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