Opinioni

Cannabis, Governo e Camere La ‘sfida’ che attende il nuovo Parlamento

Tra le non poche emergenze di Governo che attendono l’inedita compagine Movimento Cinque Stelle-Lega, la questione delle modalità con cui affrontare la legalizzazione dell’uso della cannabis (e ‘dintorni’) nel nostro Paese assume un proprio e non marginale rilievo. Di ‘legalizzazione’ e non di ‘liberalizzazione’ si deve parlare, come con testarda tenacia ricordava già dagli anni ’70 dello scorso millennio (e addirittura prima) Marco Pannella. In realtà la legalizzazione, a certi livelli, dell’uso personale, terapeutico e ricreativo, entro certi limiti è avvenuta da tempo. Solo che questi ‘limiti’ variano poi spesso secondo le discrezionalità e le interpretazioni dei singoli esponenti delle Forze dell’ordine, ed della Magistratura. La pur estremamente insufficiente legge approvata sul finire della scorsa, XVII, legislatura ha iniziato seppur timidamente a spostare i paletti in avanti.

Nel frattempo il ‘fenomeno’ di una accettazione di massa, di fatto, è esploso. E si va diffondendo proprio in questi primi mesi del 2018, e con una accelerazione inedita in queste ultime settimane. Ne sono la prova, e la controprova, le tante e ormai tantissime tabaccherie che si stanno ‘riposizionando’, offrendo prodotti del settore con percentuali di sostanza attiva nei limiti di legge. E che si diffondono a macchia d’olio dalle grandi città sin nei più piccoli paesi dell’intera penisola. Di questo trend è stata cartina di tornasole estremamente rivelatrice la VI edizione della ‘Indicasativa trade / Fiera internazionale della canapa’ appena tenutasi a Bologna, da venerdì 18 a domenica 20 maggio 2018. L’autentica marea di espositori (produttori e distributori di tutto quanto attiene direttamente o indirettamente il settore), in quantità e capillarità territoriale assolutamente inedita anche rispetto agli anni precedenti, ha rappresentato plasticamente l’evolversi del settore.

Ora tocca ai legislatori ‘decidere’ se far fare passi in avanti anche rispetto al riassetto legislativo del comparto. Pure questo sarà non marginale banco di prova per il Governo che sta per insediarsi. Anche per le implicazioni riguardo all’amministrazione della Giustizia, ed al conseguente ‘intasamento’ sia di tribunali che di carceri. A livello internazionale la legalità della cannabis varia da Paese a Paese. Per la prima volta la pianta venne vietata negli Stati Uniti a partire dal 1937, con l’emanazione del ‘Marijuana Tax Act’ del Presidente Franklin Delano Roosvelt. In seguito la proibizione si è diffusa nel resto del mondo, e in molti Paesi, soprattutto in Occidente ed in quella peculiare parte di Occidente che è l’Europa. Nel 1996 la California è stato il primo ‘Stato’ in assoluto (e dall’interno degli Usa a base federale) a legalizzare la cannabis a scopo terapeutico dopo il periodo di assoluto proibizionismo generale.

Oggi ormai la situazione mondiale va rapidamente evolvendo in direzione della legalizzazione. E l’Italia è banco di prova per sé stessa (in primo luogo) e come eventuale punto di riferimento per molti Stati dell’Unione Europea e limitrofi. Intervenire realmente a questo proposito è una delle ‘scommesse’ cui è chiamato il Parlamento di questa XVIII legislatura, nata dalle elezioni del 4 marzo 2018. E che sta (finalmente!) per entrare in funzione a pieno regime, visto che con l’insediamento del primo Governo verranno anche determinati i Presidenti delle Commissioni parlamentari, vere motrici dell’attività di Senato e Camera dei Deputati. E’, anche, a questa sfida che ora Senatori e Deputati sono chiamati.

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