Politica Esteri

Cannabis e Unione Europea: finalmente qualcosa si muove Rassegna stampa della canapa nelle testate estere, dal 28 al 31 ottobre 2019

L’Unione Europea, con una relativa lentezza, sta via via recependo le istanze che partono dal mondo della scienza ma soprattutto da parte delle voci dei popoli che compongono l’Unione. Lo dimostra il fatto che la European Industrial Hemp Association (EIHA) ha aggiunto uno specifico settore CBD in fase di ricerca e analisi all’interno del proprio regolare monitoraggio sulla canapa, avendo sottolineato per anni la crescente rilevanza del mercato in questo settore. Il caso positivo della Florida. Un recente rapporto della società di ricerche di mercato ‘New Frontier Data’ mostra che la produzione di cannabis potrebbe generare circa 128.587 nuovi posti di lavoro nel Sunshine State entro il 2025. Per chiarire meglio l’ordine delle cose, si può dire che ci sono attualmente un po’ più di 16.000 persone impiegate dal settore statale della marijuana medica. La Zimbabwe Industrial Hemp Trust (ZIHT) ha creato la prima coltura di canapa legale nella Nazione del Sud Africa, lo Zimbabwe, dopo aver ottenuto specifica licenza ZIHT, la prima nel suo genere, con sede in Harare, dove si conferma sono state impiantate sei varietà di canapa industriale nell’ambito dell’avvio di un apposito progetto pilota.

 

Unione Europea

L’imprenditoria della canapa europea più attiva dell’Unione Europea stessa, ora propone una migliore ricerca e un continuativo monitoraggio del settore

La European Industrial Hemp Association (EIHA) ha aggiunto uno specifico settore CBD in fase di ricerca e analisi all’interno del proprio regolare monitoraggio sulla canapa, avendo sottolineato per anni la ‘crescente rilevanza del mercato’ in questo settore. L’EIHA ha affermato di voler dare risposte sia alla ricerca per quel che riguarda la coltivazione di colture specifiche sia per quel che concerne le questioni particolari connesse al CBD in una separata analisi di rilevanza particolare man mano che l’Unione Europea attraverso le attività delle lobby di settore sulla spinta delle esigenze diversificatesi dei coltivatori di canapa nel territorio europeo. «Si tratta di attività critica nei confronti dei politici dell’Unione Europea sottoponendo loro dati positivi, aggiornati e precisi all’interno dell’Unione Europea ai politici dell’U.E.», ha affermato Lorenza Romanese, Direttrice Manager EIHA. «Questa, ora, è la nostra missione».

«Le loro decisioni a Bruxelles saranno buone se saranno buoni ed aggiornati i dati che forniremo loro», ha aggiunto la Romanese. «Dati poveri conducono a decisioni povere. A partire dal creare una ipotesi attraverso la quale si può giungere a chiare decisioni, noi riteniamo che i dati rilasciati in un tempo ragionevole possono agevolare nel raggiungere questo risultato e questo è quel che stiamo facendo»L’ Associazione sta pressando i membri dell’Unione Europea, sia i membri sia i non membri di EIHA nel rispondere alla ricerca che oggi è anche disponibile online.

Tra i temi principali che EIHA sta via via sottoponendo all’attenzione di Brussels, vi è il trattamento che EIHA svolge su alcune lavorazioni della canapa come quelle destinate al ramo alimentare come descritte nel Novel Foods Catalogue, dove oggi vi sono confuse guideline che stanno colpendo i produttori europei di cibi a base di canapa ed estratti, in particolar modo nel settore CBD. Nel lungo termine, l’EIHA sta spingendo anche sul tema dello 0,3% di THC come tetto massimo sulla base del desiderio di «portare l’industria della canapa in linea con i livelli generalmente ritenuti accettabili di THC a livello mondiale».

La deadline per la presentazione delle risposte alla ricerca in atto è quella dell’11 novembre 2019, poco prima del Meeting Generale della Associazione che si terrà il 22 novembre a Colonia. Mentre le imprese rispondono ai questionari tecnici che vengono loro sottoposti, si assicura che tutti i dettagli che vi saranno contenuti non saranno resi noti se non nella forma anonima. Una copia dei risultati è libera per i membri EIHA come benefit, diciamo, per la loro sottoscrizione alla Associazione stessa.

Lo studio sulla coltivazione, condotto periodicamente, riguarda i campi di canapa piantati e coltivati ed i materiali prodotti dalle coltivazioni europee nel 2018. La ricerca pone quesiti come l’area totale destinata alla coltivazione della canapa, il rendimento per ettaro, le quantità di prodotto dei singoli materiali grezzi e l’ampiezza dello spettro di applicazioni per l’industria della canapa e il CBD.

La ricerca separata sul CBD comprende quesiti sulle percezioni relative al mercato attuale, al prodotto e a quanto viene commerciato tra i prodotti CBD, oltre alla percezione della dimensione del mercato. Inoltre, per condividere tutto questo con i membri ed utilizzare i dati nelle lobby di settore a Bruxelles, l’EIHA preparerà e pubblicherà un report di mercato basato proprio sui risultati della ricerca in atto. Per il report di mercato sul settore CBD, l’EIHA sta anche chiedendo agli imprenditori interpellati alla survey un contributo sotto forma di sponsorizzazione.

L’Associazione ha affermato di essere fiduciosa sul fatto che il report sul settore CBD rafforzerà le istituzioni nazionali degli Stati Membri UE e fornirà ai membri EIHA una migliore conoscenza che consentirà loro di prendere decisioni più chiare e mirate per implementare il proprio mercato.

 

Stati Uniti

Il Dipartimento USA dell’Agricoltura rende pubblica la bozza di legge sull’industria della canapa

Gli esponenti istituzionali federali presso il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti hanno emesso le note informative relative alla bozza di legge e i singoli articoli che regolamentano l’intero settore della canapa industriale. Le normative fisseranno tutte le pratiche relative alle pratiche finalizzate alla coltivazione della canapa, i tetti da fissare per i contenuti di THC e gli standard da rispettare nella applicazione dei test e come applicare correttamente i metodi consigliati per coltivare la canapa nel pieno rispetto delle leggi federali.

Quando le leggi saranno ufficializzate -si noti che restano ancor oggi soggette a variazioni- l’USDA  sarà finalmente messa in grado ad avviare la revisione ed il processo di attuazione dei programmi che regolamenteranno il settore canapa.

La proposta è attualmente disponibile per commenti pubblici e dovrebbe comparire ufficialmente nel registro federale nel corso di questa settimana; le norme entreranno in vigore inizialmente per la durata di due anni. La Casa Bianca ha approvato le proposte di regolamento all’inizio di questa settimana prima che la bozza di legge sia resa pubblica.

«L’USDA ha fissato una cornice legislativa che servirà come infrastruttura per l’economia USA della canapa», ha affermato Shaun Hauser dello studio legale specializzato in canapa e cannabinoidi Vicente Sederberg. «Mentre l’industria della canapa ha assistito ad una incredibile crescita fin dalla approvazione della Legge Agricola del 2014, allo stesso tempo è stata soffocata da una mancanza di apposite leggi di natura federale. L’istituzione di regolamenti federali che disciplinano la canapa come coltura agricola è un momento cruciale per l’intera industria della cannabis», ha affermato Hauser, partner e capo presso Vicente Sederberg, in una conferenza stampa. 

La canapa industriale è stata legalizzata a livello federale alla fine del 2018 dopo l’approvazione con successo e la firma del Farm Bill 2018, il che significa che la coltura è stata legale per 10 mesi finora senza norme o regolamenti per il settore a livello federale. Lo sforzo a favore della legalizzazione è stata una spinta bipartisan guidata da Mitch McConnell (leader di maggioranza del Senato (Repubblicano – Kentucky). Da allora, i coltivatori di canapa e le aziende a base di canapa, come i produttori di prodotti CBD hanno operato più o meno al buio circa il futuro del settore. «Se la FDA non fornisce chiarezza sui loro piani per la futura regolamentazione del CBD, continuerà ad esserci incertezza e pressione al ribasso sulla parte CBD del mercato della canapa», avverte la proposta di legge dell’agenzia.

 

Stati Uniti

La marijuana legale potrebbe creare 100.000 nuovi posti di lavoro in Florida

Chiunque abbia seguito con attenzione il movimento a favore della legalizzazione della cannabis negli anni scorsi sa bene che la cannabis legale oggi potrebbe essere una vera e propria ancora di salvezza per le economie locali e per quella statale. Non solo per questo ma è anche un forte volano in termini di creazione di posti di lavoro. E chiunque abbia già operato a vario livello e titolo finora in tale ambito, sa bene che tutto questo ha già preso avvio oppure -ancor meglio- è parte attiva del processo di crescita dei posti di lavoro nel settore della cannabis e dei prodotti derivati. Ma mentre gli Stati che hanno già sperimentato questo corso nella creazione di posti di lavoro sono collocati nei numeri che son passati a decine di migliaia, altri hanno persino superato questo livello nelle cifre e sono già proiettati in avanti nella direzione della crescita progressiva ed ulteriore. Questi sono gli Stati in cui è -in realtà- realistico aspettarsi centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro a scendere la linea attraverso la coltivazione e la vendita di marijuana legale. E se c’è una parte del Paese che è stata creata per dare lavoro alla gente, ebbene, questa è la Florida. L’unico problema è che lo Stato deve prima sollevarsi e legalizzare la cannabis per uso ricreativo nelle elezioni del 2020. Cosa che potrebbe rivelarsi impegnativa.

Un recente rapporto della società di ricerche di mercato ‘New Frontier Data’ mostra che la produzione di cannabis potrebbe generare circa 128.587 nuovi posti di lavoro nel Sunshine State entro il 2025. Per chiarire meglio l’ordine delle cose, si può dire che ci sono attualmente un po’ più di 16.000 persone impiegate dal settore statale della marijuana medica. Secondo lo studio, una tale crescita radicale dei posti di lavoro dipende dal fatto che il governo federale è finalmente pronto a porre fine al proibizionismo a livello nazionale. Inoltre, lo Stato potrebbe trovarsi ben indirizzato sulla propria strada al fine di impiegare ancor più di persone se i sostenitori possono ottenere la legalizzazione della marijuana a livello spinto nel corso del prossimo anno. Le possibilità che tutto ciò accada dipendono in realtà dagli sforzi di due organizzazioni.

Entrambe ‘Make It Legal‘ oppure ‘Regulate Florida‘ potrebbero essere il principale attore che possa condurre alla piena legalizzazione della marijuana all’interno dello Stato per il prossimo anno. Se però, si guarda più da vicino, ‘Make It Legal Florida’ sembra avere in migliore posizione per condurre ad un mercato della cannabis meglio tassato e regolato da leggi apposite. Ciò è dovuto principalmente al fatto che il gruppo ha ottenuto il sostegno finanziario più consistente per la causa della legalizzazione. E come abbiamo imparato nel corso degli anni, le iniziative elettorali, quelle in cui la voce dell’elettore è necessaria per cambiare la legge, sono costose da gestire. Alcune delle ultime previsioni mostrano che ci potrebbero volere 10-15 milioni di dollari per ottenere una legge sulla marijuana ricreativa sui libri in Florida il prossimo anno. E da questo momento, ‘Make It Legal Florida’ ha un ammirevole livello di risorse economiche per far muovere le cose nella giusta direzione. Da settembre, ha raccolto 1,1 milioni di dollari.

Ma non si tratta solo di quale gruppo possa garantire la maggior parte dei soldi che determinerà se la Florida avrà presto la cannabis legale oppure no. La raccolta delle firme è anche un pezzo cruciale del puzzle. In questo momento, entrambi i gruppi stanno facendo eccezionalmente bene nel raccogliere sostegno per le proprie iniziative. ‘Make It Florida ha relazionato di aver raccolto una impressionante cifra di 100.000 firme entro i primi 20 giorni della propria campagna raccolta firme. ‘Regulate Florida ha confermato, invece, di aver raccolto alla fine della scorsa estate 77.000 firme. Entrambe le associazioni hanno bisogno di 76,632 firme certificate per accedere alla revisione della Suprema Corte. Quindi, in un modo o nell’altro, i cittadini della Florida possono avere una buona opportunità di arrivare al voto per la legalizzazione della cannabis nel 2020. Affinché la loro sottoscrizione sia approvata, i gruppi devono presentare 766.200 firme verificate entro febbraio per assicurarsi un posto nelle elezioni generali. Questo significa che sia ‘Make It Legal Florida’ sia ‘Regulate Florida’ dovranno darsi parecchio da fare perché non perdano questa grande opportunità che si presenta loro, nel nome della conquista della piena legalizzazione in Florida.

 

Stati Uniti

Sotto esame gli equity programs per la cannabis a Los Angeles

Nel bel mezzo di voci e rumors, la città sta esaminando se gli imprenditori del settore cannabis adotteranno programmi qualificanti non-equity per conto proprio. Come spesso accade con molti processi di selezione che non sono condotti alla cieca, l’integrità del ‘Los Angeles Social Equity Program‘ per le aziende di cannabis è stata recentemente messa in discussione. Il programma di equità ha lo scopo di dare agli imprenditori colpiti più duramente dalla Guerra alla Droga un vantaggio nell’industria della cannabis più lucrativa del mondo. Tuttavia, in una recente riunione della Commissione per il Regolamento della Cannabis di Los Angeles, molti di quei candidati all’equity program hanno riempito la sala del consiglio comunale per sostenere che non gli è stata concessa la giusta considerazione.

Nel corso della riunione, un gruppo di richiedenti tra gli imprenditori non-qualificanti del settore cannabis che volevano mettere le mani sui vantaggi del programma di equità, hanno manifestano l’intenzione di usare il processo di applicazione per individuare qualcuno all’interno di una comunità influenzata come fattore guida per il loro business. E dato che il programma di equity di Los Angeles è aperto a persone provenienti da tutta la California che hanno condanne per cannabis, ci sono un sacco di persone che gli imprenditori intendono utilizzare come modo per entrare nel settore specifico.

«L’integrità del Los Angeles Social Equity Program è stata compromessa fin dall’inizio», ha affermato Jazmin Aguiar, membro del board della ‘Minority Cannabis Business Association’ ed attivista con base a Los Angeles oltre che imprenditore in una sua comunicazione alla testata ‘Cannabis Now’. «Il programma era stato creato per fornire opportunità di equità ed avviare la protezione delle comunità e dei loro membri che hanno subito un impatto grandemente sproporzionato dalla guerra alla droga».

Aguiar ha sottolineato che Los Angeles è il più grande mercato della cannabis al mondo «e senza alcun dubbio il mercato più attraente per ogni potenziale investitore, imprenditore o qualsiasi altro soggetto che voglia svolgere attività bancaria in relazione ad un mercato che può facilmente arricchire chi voglia entrare a farne parte attraverso la strada della legalizzazione».

 

Zimbabwe

Primo progetto pilota sulla canapa: 6 varietà testate in prigione

La Zimbabwe Industrial Hemp Trust (ZIHT) ha creato la prima coltura di canapa legale nella Nazione del Sud Africa dopo aver ottenuto specifica licenza ZIHT, la prima nel suo genere, con sede in Harare, dove si conferma sono state impiantate sei varietà di canapa industriale nell’ambito dell’avvio di un apposito progetto pilota.

«I benefici che deriveranno dalla produzione di canapa industriale sono enormi e di grande varietà», ha affermato il Ministro per l’Agricoltura Perence Shri nel corso di una cerimonia di inaugurazione dell’avvio della coltivazione. «Questo progetto pilota fornirà una conoscenza essenziale ai fini del successo della produzione di questa specifica coltura»La sede del test pilota sarà una prigione ad Harare, sede scelta grazie agli elevati livelli di sorveglianza, ha affermato la ZIHT.

La produzione di canapa industriale è stata legalizzata lo scorso mese in Zimbabwe nell’ambito di un programma nel quale il Ministero della Salute rilascia le licenze di coltivazione valide fino a cinque anni ma le limita con forti restrizioni giuridico-legali. La cannabis per uso scientifico e medicale è stata approvata lo scorso anno. Il possesso per uso ricreativo di cannabis resta illegale in Zimbabwe con il rischio di finire in carcere fino a 12 anni. La cannabis è stata storicamente bandita in Zimbabwe ma si registra un ampio uso nella medicina tradizionale per trattare alcune patologie.

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