Politica Esteri

Canapa: Plinio il Vecchio, il primo estimatore della cannabis medica? Rassegna stampa della canapa nelle testate estere, dal 9 al 13 marzo 2020

Effetti terapeutici della cannabis studiati ed annotati duemila anni fa, all’ombra delle ceneri dell’eruzione del vulcano Vesuvio, dove trovò la morte Plinio il Vecchio, oggi ritenuto in modo chiaro il primo autore del passato in assoluto a segnalare gli effetti benefici della cannabis sul corpo umano. Le Forze di polizia statunitensi, sempre in difficoltà nel distinguere cosa sia canapa e cosa sia cannabis, in relazione al livello di THC contenuto, nella applicazione dei parametri di legge nei vari Stati USA dove la cannabis è stata più o meno legalizzata, oggi hanno un metodo laser che distingue canapa e cannabis praticamente in tempo reale, senza richiedere la doverosa applicazione di lunghi test scientifici ed analisi di laboratorio. Grazie alla liberalità californiana in tema di cannabis, si potrà incentivare l’offerta gratuita di cannabis ad uso medicale anche per le classi povere e disagiate dello Stato che potranno utilizzare la catena distributiva dei punti vendita legali. Sempre la California dimostra che in un anno le rendite fiscali derivanti dal settore della coltivazione e trattamento della cannabis hanno raggiunto il miliardo di dollari americani. E -secondo i calcoli degli studi di settore- si può anche far di meglio.

 

Stati Uniti

Plinio il Vecchio antico pioniere della marijuana terapeutica

Gli storici della pianta di cannabis hanno sostenuto a lungo che Plinio il Vecchio era tra i primi a prendere nota delle sue proprietà curative e psicoattive .

È raro che i titoli dei giornali riguardino qualcuno che è morto quasi 2000 anni fa ma è quello che è successo il mese scorso, quando un team scientifico in Italia ha riportato i risultati del loro studio nel quale risulta che il teschio conservato in un museo di Roma è davvero quello di Plinio il Vecchio, il naturalista immortale dell’antico mondo romano.

Come riportato dal ‘New York Times’, il teschio era conservato da decenni nel Museo Storico Nazionale Dell’Arte Sanitaria, o Museo Storico Nazionale delle Arti Mediche, descritto come un «tesoro di curiosità mediche».

Era stato dissotterrato durante uno scavo nel 1900 sulla riva del Golfo di Napoli vicino alle rovine di Pompei, insieme ad alcuni gioielli dell’epoca romana. Mentre Plinio veniva ucciso nell’eruzione del Vesuvio nell’anno 79 che distrusse Pompei e si diceva che avesse incontrato la sua morte su quella costa leggendaria, sul tema ovviamente c’erano inevitabilmente delle speculazioni.

Il proprietario terriero che ha scoperto il cranio sembra averlo sfruttato per notorietà personale presentandosi come l’uomo che ha trovato i resti di Plinio.

Dopo esser passato di mano in mano, cambiando differenti proprietari, finì nel museo circa 70 anni fa. E ‘stato dapprima bollato come «Il cranio di Plinio il Vecchio», poi, meno ambiziosamente, come «Teschio proveniente dagli scavi di Pompei e attribuito a Plinio».

Lo studio forense, avviato nel 2017, ha utilizzato il sequenziamento del DNA e un’analisi della forma cranica per determinare che il cranio corrispondesse realmente a quello che sappiamo attraverso le nozioni che ci provengono dalla storia sul profilo generale di Plinio.

Andrea Cionci, leader dello studio, soprannominato Progetto Plinio, ha detto al Times: «È molto probabile che il cranio sia effettivamente quello di Plinio ma non possiamo avere il 100% di sicurezza. Abbiamo molte coincidenze a favore, e nessun dato contrario».

L’identità del cranio rimane una questione controversa. Il Times ha ironicamente citato una frase di Plinio stesso: «In queste questioni, l’unica certezza è che nulla è certo».

Vi è, tuttavia, un maggior grado di certezza sul ruolo di Plinio come uno dei primi studiosi della storia a documentare le proprietà medicinali della pianta di cannabis.

Gaius Plinius Secundus, nato intorno al 23 d.C., ha condotto campagne militari per la Roma imperiale in Germania prima di essere assegnato come ammiraglio navale nella Baia di Napoli per combattere la pirateria. In mezzo a tali avventure scrive il suo classico lavoro, ‘Naturalis Historia’ o Storia Naturale (a volte reso al plurale come ‘Naturae Historiae’).

La storia naturale’ era, secondo le parole di uno storico, un «compendio di conoscenza antica e di disinformazione». In mezzo a una massiccia rassegna di 37 volumi di flora e fauna riguardante tutto ciò che era per Roma, il mondo conosciuto, vi sono anche creazioni fantasiose come Griffins e Ciclopi. Ma fu il primo compendio del genere nel mondo occidentale e divenne il lavoro di riferimento standard per tutto il Medioevo. E la sua curiosità intellettuale sembra aver giocato un ruolo nella sua scomparsa.

Questo episodio è stato registrato in lettere scritte da suo nipote e da suo figlio adottivo, che ha testimoniato e sopravvisse nel tempo per farlo. Questi fu Plinio il Giovane, allora 17enne, che sarebbe diventato uno statista, servendo come governatore della Bitinia in Asia Minore (Turchia contemporanea). Dal suo posto di comando sulla baia di Napoli, ha visto una nube gigante sorgere dal Vesuvio. «Dopo aver visto la nuvola, Plinio il Vecchio ha deciso di avvicinarsi ad essa per indagare», ha detto al New York Times Daisy Dunn, autore della biografia di Plinio “L’ombra del Vesuvio“. «Era, dopo tutto, autore di un libro di 37 volumi di storia naturale». Ma quando la sua nave attraversò la baia verso Pompei, divenne chiaro che molti erano intrappolati sulla riva mentre la lava scendeva sulla città dal vulcano e la cenere pioveva dal cielo. Secondo un altro lavoro su Plinio, ’Indagine sulla scomparsa di un Ammiraglio’, da parte dello storico militare Flavio Russo, ciò che è iniziato come indagine personale di un fenomeno naturale è diventata «la più antica operazione di soccorso naturale». Purtroppo, fu tutto vano. Non appena Plinio il Vecchio raggiunse la riva colpita, morì asfissiato dai fumi tossici.

Nonostante gli elementi dubbi o fantastici del suo lavoro, Plinio ha avuto una grande influenza. Come nota il Daily Beast, alcuni hanno ipotizzato che abbia anche ispirato Charles Darwin, membro della Società Pliniana, a sviluppare la teoria di Darwin sui tratti ereditabili.

L’influenza di Plinio sulla Farmacopea della cannabis è stata riconosciuta solo recentemente e può anche essere considerata considerevole in quanto a ispirazione. Ci sono numerosi riferimenti nella sua opera ‘Storia Naturale’ su quello che i suoi traduttori inglesi hanno reso in ‘canapa’. Plinio fa notare chiaramente le sue applicazioni industriali potenziali e successive, definendolo «una fibra straordinariamente utile per farne corde resistenti».

Le note a piè di pagina per i riferimenti alla canapa nella più autorevole traduzione dello studioso britannico John Bostock, pubblicata nel 1856, recitavano: ‘La Cannabis sativa di Linnæus’.Si tratta di un riferimento a Carl Linnaeus, il botanico svedese del XVIII Secolo noto come il padre della moderna tassonomia, che ha inventato il sistema di classificazione delle piante ancora in uso oggi.

Dato che la parola latina per canapa è cannabis, c’è poco da far polemica, in questo caso. I probabili riferimenti all’uso terapeutico ed estatico (‘ricreativo’ nel linguaggio contemporaneo) della pianta sono un po’ più ambigui.

Nel suo libro ‘Cannabis and the Soma Solution’, il cronista canadese della cannabis e del suo uso nell’antichità Chris Bennett, si osserva che Plinio citava riferimenti in un precedente lavoro del filosofo greco Democrito (c. 460 – c. 370 prima di Cristo), ritenuto la figura centrale nello sviluppo della teoria atomica dell’universo (profondamente rivendicata poi dalla Scienza nel XX Secolo).

Il lavoro precedente annotato da Democrito ha indicato un’erba chiamata theangelis che «cresce sui monti del Libano ed in Siria»(nel Libano contemporaneo, per la precisione), ed anche «a Babilonia e Susa in Persia». Democrito, in un passo citato da Plinio, scrisse: «Un infuso di esso conferisce poteri divinatori ai Magi». I Magi, naturalmente, erano i saggi e i sacerdoti dell’antica religione persiana, lo Zoroastrismo. Plinio fa riferimento aDemocrito’ anche in relazione al geolotophillys, «una pianta trovata in Bactriana» (Afghanistan contemporaneo) e «sulle rive dei Borysthenes» (il fiume Dnieper, in Russia contemporanea e Ucraina). «Assunto con mirra e vino, ogni sorta di forme visionarie si presentano, eccitano la risata più immoderata». Come Bennet indica, le note a pié pagina di Bostock per entrambi questi nomi esoterici li identificano come ‘Canapa Indiana’ e ‘Cannabis Sativa’. Christian Rätsch nella sua ‘Enciclopedia delle Piante Psicoattive’ elenca theangelis e geolotophyllis nella sua sezione ‘Piante psicoattive che non sono ancora state identificate’. Tuttavia, i riferimenti geografici di Plinio sono in linea con quanto sappiamo sull’origine della pianta della cannabis nell’Asia centrale (l’altopiano tibetano, dalla ricerca più recente), e la sua diffusione da lì attraverso le steppe in Europa e nel Medio Oriente.

Questo fa di Plinio uno dei primi scrittori a menzionare l’uso della cannabis. Tra le prime personalità in tal senso figurano lo storico greco Erodoto, che ne ha indicato l’uso da parte degli Sciiti, e icompendii di erbe nell’Athrava Veda dell’India e i Pen Ts’ao del leggendario imperatore cinese Shen Nung (c. 2800 a.C.).

Da un punto di vista meno esoterico, Plinio ha anche notato che un’infusione di radice di cannabis bollita in acqua «facilita le articolazioni in difficoltà», i livelli di «gotta eccessiva», e un tasso «di dolore eccessivo». Egli ha anche raccomandato olio di semi di canapa come un trattamento per le infezioni delle orecchie (“vermi“). Questo è stato sottolinetato nell’edizione di dicembre 2017 della rivista trimestrale peer-review ‘Cannabis and cannabinoid Research’, in un articolo intitolato ‘Cannabis Roots: A Traditional Therapy with Future Potential for TreatingInflammation and Pain’.

L’articolo, scritto da un team guidato dalla dottoressa di Vancouver e terapeuta esperta in cannabis Natasha R. Ryz, dichiara: «Nel Primo Secolo, Plinio il Vecchio ha descritto nelle sue Storie Naturali un “decotto che posto nella forma di radice in acqua può essere utilizzato per alleviare la rigidità delle articolazioni, contrastare o limitare la gotta e le condizioni correlate. Nel diciassettesimo secolo, vari erboristi raccomandavano la radice di cannabis per trattare l’infiammazione, il dolore alle articolazioni, la gotta e altre condizioni». Sebbene la radice della pianta contenga pochi cannabinoidi, questo indica un legame tra Plinio e l’uso medicinale successivo di tinture di cannabis e simili nel XIX e inizio del XX Secolo. Questa tradizione si fermò bruscamente negli Stati Uniti con il proibizionismo federale nel 1937 ed è stata riscoperta solo dopo l’emergere del movimento della marijuana medica poco più di una generazione fa.

Le opere di Plinio il Vecchio dimostrano certamente che l’uso di cannabis non è una qualche innovazione recente, ma profondamente radicata nella cultura umana.

 

Stati Uniti

Un nuovo laser distingue la canapa dalla marijuana

Il fattore determinante di ciò che rende la canapa diversa dalla marijuana è la presenza di THC. I ricercatori stanno cercando di analizzare il THC di una pianta tramite un laser palmare. Da quando la canapa industriale è stata resa legale negli Stati Uniti, le forze di polizia stanno cercando di capire la differenza tra questa e la sua cugina illegale marijuana. E ‘parte del motivo per cui la canapa è stata messa nel divieto già dai primi step di qualsiasi processo di legalizzazione. Da quel tempo, i legislatori erano con una certa immediatezza preoccupati che la gente avrebbe potuto usare la maschera di un raccolto legittimo per farla invece franca con la coltivazione di erba illegale. Perché, in fondo, le due piante sono fondamentalmente le stesse. Sono entrambi simili in apparenza e hanno lo stesso odore. La differenza è che la canapa è definita con meno del 3% di THC.

Il leader della maggioranza del Senato Mitch McConnell non diede molta importanza al fattore della confusione un paio di anni fa, quando lavorò attraverso artifici politici per riportare in vita la canapa industriale dalla precedente morte economica e sociale. Ha causato una vera e propria tempesta di sciocche confusioni anche negli Stati dove la canapa è legale. Anche le Forze di Polizia hanno dovuto rivedere i propri piani di intervento e nei comportamenti improntati a restringere la diffusione della marijuana, in un clima legislativo che permane comunque alquanto confuso. Ha fatto sì che i procuratori di tutto il Paese iniziassero a respingere i casi per possesso di erba. Perché senza test estesi e dispendiosi nel costo e nel tempo per determinare la differenza tra canapa e marijuana, è difficile dimostrare se un trasgressore sta effettivamente infrangendo la legge oppure no.

Un gruppo di menti scientifiche del Texas, uno Stato che ha sperimentato la sua quota legale piccola di canapa legale, credono di aver trovato una soluzione al problema. Ricercatori della Texas A&M University College of Agriculture and Life Sciences affermano di aver individuato una strumentazione che può eliminare tutte le congetture e scappatoie di laboratorio associati con l’identificazione della canapa.

È un laser portatile che è in grado di determinare con un livellodi precisione 100% se il materiale vegetale sospetto è canapa o erba. Essenzialmente, lo strumento utilizza la stessa tecnologia (spettroscopia Raman) che è stata applicata per anni quando gli agricoltori hanno avuto bisogno di testare rapidamente le piante per identificare le malattie e il valore nutrizionale. Nel caso si tratti di canapa, i ricercatori dicono che il laser può illuminare le strutture delle piante (rivelando il contenuto di THCA), questo che mostrerebbe immediatamente la tipologia di applicazione della legge ed esattamente con immediatezza con quale versione della pianta si ha a che fare.

«Uno Spettrometro Raman portatile può essere uno strumento ideale per gli agenti di Polizia e gli allevatori della canapa per consentire una diagnostica altamente accurata del contenuto di THCA nelle piante», hanno spiegato i ricercatori alla rivista RSC Advances.

A questo punto del gioco, l’unico strumento che i poliziotti hanno per il lavoro è qualcosa di noto come cromatografia ad alta pressione (HPLC). L’unico problema è che questo test non è qualcosa che può essere usato sul campo. I campioni devono essere inviati in laboratorio, un processo che spesso vede i casi di droga in fondo alla lista perché gli analisti sono di solito troppo occupati a cercare di aiutare a risolvere un mucchio di casi di omicidio e stupro. La maggior parte degli americani non avrebbe avuto altra scelta. Dopotutto, sono i loro soldi che derivano dal pagamento delle tasse.

Più di ogni altra cosa, però, questi test di laboratorio sono un grande spreco di risorse«Questi test sofisticati sono distruttivi, che richiedono tempo e possono essere eseguiti solo in laboratori certificati», hanno detto i ricercatori del Fort Worth Star-Telegram. «Questo ritarda drasticamente i tempi di analisi per potenziali sostanze stupefacenti».

È interessante notare che il dispositivo può anche individuare ceppi specifici (e la loro qualità) misurando il contenuto di THC.Un test simile che consente ai coltivatori di canapa per monitorare la qualità CBD è anche in lavorazione.

I ricercatori ritengono che consentendo agli agricoltori di vedere esattamente quanto CBD è presente nelle loro colture, permetterà loro di ottenere un prezzo equo quando verrà il momento di portare quelle piante al mercato.

«I nostri colleghi, gli agricoltori, sono stati positivamente sorpresi sul fatto che siamo riusciti a identificare la varietà con 98% di precisione», ha affermato Dmitry Kurouski, Ph.D., assistente professore di Biochimica e Biofisica del Texas A&M, alla testata Science Daily. «Li ha spiazzati».

Per ora, le forze dell’ordine continueranno ad operare pervicacemente sul tema come hanno fatto finora. E sfortunatamente, questo significa che altre persone saranno trascinate erroneamente in prigione. Anche se questo dispositivo potrebbe finalmente rendere il loro lavoro più facile, più ricerca è necessaria prima che ciò sia garantito.

Potrebbe ancora essere necessario un periodo di altri tre anni prima che questi dispositivi entrino in produzione di massa.Quindi, c’è da aspettarsi che questo problema peggiori ancora prima che si ottengano miglioramenti.

 

Stati Uniti

L’assistenza compassionevole è ancora viva in California

Dal 1° marzo i rivenditori di cannabis possono fornire gratuitamente cannabis o prodotti di cannabis a pazienti e operatori sanitari che operano nel settore della marijuana medica .

Con le nuove leggi della California circa la cannabis somministrata ai malati e ai pazienti a basso reddito che sono entrate in vigore a partire dal 1° marzo, uno dei fornitori più famosi dello Stato ha approfittato immediatamente della possibilità apertasi, offrendo cannabis gratuita a coloro che ne hanno bisogno.

Dopo aver operato da quando è stato fondato nel 1993 da Valeriee Mike Corral, il collettivo è stato forzatamente indotto ad agire all’interno di un modello di detenzione, dal momento in cuilegislatori e regolatori hanno trascurato di creare un meccanismo per la cannabis medica da distribuire gratuitamente senza tasse folli.

Con il loro modello di distribuzione gratuito delineato a scala mobile per persone affette da cancro, AIDS, sclerosi multipla, epilessia e altre condizioni pericolose per la vita effettivamente tassate fuori da criteri umani raggiungibili, il funzionamento di WAMM è diventato finanziariamente irrealizzabile.

«È ironico che, dopo essere stato in prima linea nel movimento per decenni, anche di fronte a un raid della DEA nel 2002 e alla minaccia di dieci anni di prigione, sia stata la legalizzazione a chiudere le porte del WAMM», ha affermato Valerie a propositodelle leggi sull’uso adulto della California che hanno preso il via il 1° gennaio 2018.

«Ma non abbiamo mai smesso di opporci a tutto questo, insieme con i nostri molti alleati nella comunità. E ora che le leggi sono cambiate per consentire ancora una volta donazioni compassionevoli, stiamo pionieristicamente individuando un nuovo modo olistico di offrire cure fitoterapiche e alternative».

Sembrava che ci sarebbe stato un barlume di speranza nel 2018. La legge del Senato 829 ha fatto tutto il suo iter parlamentare per poi raggiungere la scrivania del Governatore Jerry Brown. Il disegno di legge avrebbe esentato i programmi di cura compassionevole dal pagamento delle tasse pazze i sui livelli hanno messo fuori mercato inizialmente anche il WAMM.Sfortunatamente, Brown ha posto il proprio veto sul disegno di legge prima di lasciare l’ufficio. Ma i sostenitori hanno continuato ad andare avanti, compreso il Senatore Scott Weiner che avrebbe archiviato la legge ancor ora giustamente chiamata Dennis Peron e Brownie Mary Act pure nel 2019. Il disegno di legge 34 del Senato giungerebbe alla scrivania del legislatore come il relativo proponente predecessore ma questa volta l’uomo che siede in quella posizione sarebbe il capo della Commissione Nastro Blu della California che ha condotto alla Proposta, presentata al Governatore Gavin Newsom. Newsom ha continuato il suo supporto tenuto da lungo termine per la cannabis medica e ha firmato il disegno di legge alla fine di ottobre ma certamente ha tenuto i sostenitori sul filo del rasoio.

Valerie ha celebrato la giornata lanciando ufficialmente le WAMM Phytotherapies, che inizieranno ad operare regolarmente a Santa Cruz presso KindPeoples, un dispensario con licenza statale.

Secondo il comunicato stampa della WAMM sul rilancio, KindPeoples ha generosamente donato l’uso del loro spazio e delle infrastrutture come WAMM Phytotherapies per le transizioni in una nuova casa in modo che i pazienti idonei possano ricevere le loro medicine in un luogo sicuro e accessibile nel cuore della città.

Quando WAMM ha fornito cannabis gratuita a 40 dei suoi membri di lunga data questa settimana, non è stato solo un atto di compassione ma è servito anche come primo passo nel loro gran ritorno nella loro amata comunità di Santa Cruz.

Il 1º marzo è stata una data che ha dato il via a una nuova era nella legalizzazione secondo l’opinione di Moutawakkil, ora che la compassione può prosperare e coesistere a fianco di più ampie riforme positive. Ha poi notato 34 tramonti dell’SB in cinque anni.

 

Stati Uniti

L’USDA e la DEA rimandano le nuove leggi ed i regolamenti sulla somministrazione dei test e sulle relative disposizioni applicative

Il Dipartimento Agricolo degli Stati Uniti USDA ha annunciato la scorsa settimana che introdurrà un rimando nella definizione dei regolamenti che richiedono ai coltivatori agricoli di sottoporre le proprie coltivazioni alle analisi sul contenuto di THC attraverso laboratori autorizzati dalla Drug Enforcement Administration . L’USDA ha, inoltre, deciso di allentare le leggi stringenti che prevedono anche la distruzione di coltivazioni che risultino con livelli superiori allo 0,3% di THC sul prodotto secco, secondo la documentazione rilasciata dal Dipartimento lo scorso 27 febbraio .

Secondo la regola finale provvisoria (Interim Final Rule IFR) che regola l’agricoltura della canapa rilasciata dall’USDA nel mese di ottobre, gli agricoltori sono tenuti ad avere le loro colture di canapa testate per il contenuto di THC da un laboratorio registrato con la DEA.

Per essere qualificate come canapa, piante e prodotti derivanti dalla lavorazione della cannabis devono contenere non più dello 0,3% di THC. Le colture e i prodotti che ne contengono di più sono considerati marijuana e quindi illegali ai sensi della legge sulle sostanze controllate e devono essere distrutti.

Tuttavia, negli Stati Uniti ci sono meno di quattro dozzine di laboratori registrati dalla DEA, motivo di preoccupazione tra gli agricoltori e i gruppi di interesse, tra cui l’American Farm Bureau, che temono che il numero limitato di laboratori renderà difficile ottenere risultati in modo tempestivo al momento del raccolto. Le conseguenti strozzature, dicono, potrebbero paralizzare l’industria. I nuovi orientamenti  ritardano l’attuazione di questa norma fino al 31 ottobre 2021 o fino alla pubblicazione dei regolamenti definitivi.

«Poiché attualmente non c’è capacità sufficiente negli Stati Uniti per il test e lo smaltimento delle piante di canapa non conformi, l’USDA ha lavorato duramente per consentire la flessibilità dei requisiti nella regola finale provvisoria per tali questioni», ha detto il Sottosegretario USDA per il marketing ed i programmi di regolamentazione Greg Ibach.

Invece, gli agricoltori potranno utilizzare qualsiasi laboratorio approvato dal loro Stato, purché soddisfino gli altri requisiti dell’IFR. Todd Morrow, il CEO dell’azienda produttrice di prodotti CBD HempMeds, ha detto che la decisione darà alle imprese del settore più scelta e un servizio migliore. «Molti laboratori di test ammessi dalla legge, compresi quelli che usiamonoi, sono completamente in grado di testare il contenuto di THC della canapa usata nei prodotti venduti sul mercato legale attuale», ha scritto ad HEMP in una e-mail. «C’è molto valore nel lavorare con partner e fornitori di fiducia che conoscono voi e la vostra attività e anche se è ancora inevitabile che gli agricoltori dovranno potenzialmente lavorare con un laboratorio certificato DEA in futuro, dà ai laboratori che hanno già familiarità con il tempo per ottenere questa certificazione».

L’USDA ha inoltre allentato il requisito per il quale le colture che contengono più dello 0,3% di THC siano distrutte in loco (di solito bruciando) in presenza di forze dell’ordine o raccolte da un ‘distributore inverso’ registrato dalla DEA per lo smaltimento. Gli agricoltori saranno ora in grado di distruggere le colture oggetto di questione, come è noto, distruggendo o tagliando le piante e arandole sotto. «Una delle principali considerazioni nel fare questi cambiamenti è stato il desiderio di fornire ulteriori opzioni che riducano al minimo, nella misura del possibile, l’impatto delle risorse per lo Stato e l’applicazione della legge locale nella gestione della canapa che è in conformità», ha spiegato Ibach.

«Siamo ansiosi di collaborare con produttori, Stati, tribù e altre parti interessate per fornire regolamenti che funzionano per tutti».

Bruce Perlowin, l’amministratore delegato della Hemp Inc., ha applaudito le mosse della scorsa settimana da parte dell’USDA. «La decisione di ritardare l’implementazione del requisito per il quale tutti i test di THC sulle colture di canapa siano effettuati nei laboratori registrati presso la U.S. Drug Enforcement Administration è un segnale», ha detto a HEMP.

«Apprezziamo questa misura ponderata perché la scarsa quantità di laboratori registrati DEA e i costi associati con lo smaltimento di ‘canapa calda’ creerebbe grandi difficoltà per i coltivatori di canapa e per l’industria della canapa. Questa notizia ha creato un senso di sollievo nella comunità di coltivazione della canapa».

 

Stati Uniti

California: le rendite fiscali da cannabis oggi ammontano a 1 miliardo di dollari

Il mercato della cannabis in California ha raggiunto un bilancio da rendite fiscali oggi pari a un miliardo di dollari e questo in soli due anni dalla sua ufficializzazione della liberalizzazione della cannabis per uso adulto .

Le entrate fiscali della California derivate dalla cannabis hanno raggiunto un miliardo di dollari in poco più di due anni dal lancio delle vendite ricreative, secondo le relazioni del Registro della Contea di Orange. La maggior parte dei fondi sono stati usati per coprire i costi normativi dellindustria della cannabis e quelli associati alla pulizia delle terre pubbliche danneggiate da coltivazioni illegali, ricerca sulla cannabis e assistenza allinfanzia per famiglie a basso reddito.

La crescita, tuttavia, è stata più bassa del previsto nel più grande mercato nazionale della cannabis; rallentando nel quarto trimestre all’1,5 per cento rispetto al 15,5 per cento dei trimestri precedenti, secondo i dati dell’Amministrazione del Dipartimento del Fisco e delle Tasse delineati dal Registro.

I primi tre mesi di vendite legalizzate nello Stato hanno portato 72,6 milioni di dollari di entrate fiscali alle casse statali, mentre gli ultimi tre mesi del 2019 hanno portato 172,7 milioni di dollari. I funzionari della California si aspettavano di raccogliere 1 miliardo di dollari all’anno dalle tasse derivate dall’industria della cannabis.

Secondo il rapporto, il 75 per cento delle vendite di cannabis nello Stato avviene ancora illegalmente in quanto i prezzi dei dispensari autorizzati sono dal 30 per cento all’80 per cento più alti dei prezzi nel mercato illecito.

La struttura delle tasse della California include un’accisa del 15 per cento, le imposte statali sulle vendite regolari, una tassa di coltivazione dal peso e le tasse comunali che possono essere alte pari al 20 per cento.

Il 1 º gennaio, i funzionari in realtà hanno aumentato le tasse all’ingrosso su fiori, foglie e piante. I regolatori hanno detto che gli aumenti delle tasse erano in linea con l’inflazione.

Lo scorso ottobre, il Senatore Gavin Newsom (Democratico) ha firmato un disegno di legge che avrebbe scavalcato la sezione 280E del Codice Interno di Servizio delle Entrate consentendo allo Stato di approvare il cosiddetto cannabusinesses attraverso il quale prendere le normali deduzioni commerciali. I legislatori hanno introdotto leggi per eliminare la tassa di coltivazione e temporaneamente abbassare l’accisa; tuttavia, disegni di legge simili hanno precedentemente fallito nelle sessioni precedenti.

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