Politica Esteri

Asia: alla guida del mondo nello sviluppo della cannabis Rassegna stampa della canapa nelle testate estere, dal 13 al 17 maggio 2019

Recenti studi dimostrano che il continente asiatico è il presente ma soprattutto il futuro della produzione e lavorazione della canapa industriale e della cannabis. L’indotto potrebbe generare un controvalore di 5.8 miliardi di dollari entro il 2024. Netto predominio a livello mondiale

 

Asia

Il mercato potenziale della cannabis medicale potrà raggiungere il valore di 5.8 miliardi di dollari entro il 2024

I mercati della canapa e della cannabis medicale in Asia sono pienamente legalizzati e potrebbero anche crescere ulteriormente e più rapidamente di qualsiasi altra parte del Pianeta, secondo stime effettuate di recente. Il mercato MMJ cioè della canapa e della cannabis medicale potrebbe infatti raggiungere il controvalore di 5.8 miliardi di dollari entro il 2024, man mano che si espande o mantiene la legalizzazione attraverso l’intero Continente Asiatico, secondo i dati emessi da ‘Prohibition Partners‘. Serviranno comunque riforme profonde in Nazioni come Hong Kong e Cina dove la legalizzazione è improbabile da realizzarsi nei prossimi 10 anni.

«Dal nostro punto di vista, mentre gli investitori asiatici e le loro startup continueranno a mantenere desta la loro attenzione sugli sviluppi della legalizzazione in Europa ed in America, le società che già operano da tempo in Occidente sono già pronte ad esplorare nuove opportunità nel mercato asiatico», sostiene il report di Prohibition Partner sulla cannabis Medicale ripreso da ‘South China Morning Post.

In Asia, Thailandia, Pakistan e Uzbekistan hanno regolamenti duri con la cannabis medicale mentre la Corea del Sud ha legalizzato l’uso di prodotti arricchiti con derivati CBD per scopo terapeutico e medicale. Secondo il report, la Cina ed il Giappone rappresentano le due regioni col maggior valore in termini di mercati destinatari potenziali di cannabis medicinale, per un controvalore intorno ai 4,4 miliardi di dollari e 800 milioni di dollari entro il 2024, rispettivamente, sommando una cifra stimata intorno al 90 percento delle quote dell’intero mercato.

L’India ha un mercato che si avvale di circa 38 milioni di consumatori, il più grande mercato in Asia. Allo stesso tempo, la Cina conta circa la metà della produzione mondiale di canapa con una industria stimata in un controvalore pari a 1.2 miliardi di dollari. Daragh Anglim, Direttore Manager a ‘Prohibition Partners’ ha affermato che «la attuale industria cinese della canapa fornisce la Nazione con una vasta opportunità di capitalizzazione in questo mercato emergente e aiuta a diversificare le opinioni a favore degli effetti terapeutici di differenti cannabinoidi».

Uno studio condotto da ‘Reports and Data’ pubblicato la scorsa settimana ha stimato il mercato globale della canapa raggiungere un controvalore di 13.03 miliardi di dollari entro il 2016 ed il mercato Asia-Pacifico potrebbe crescere più in fretta che in qualsiasi altra parte del Pianeta, ad un tasso di crescita del 14.2 per cento.

 

USA

Plastica eco-friendly: canapa e packaging con plastica pescata nell’oceano e rigenerata

Una società sta mettendo insieme i propri sforzi per creare packaging con plastica ottenuta da canapa con una nuova iniziativa basata su plastica tratta dall’oceano e rigenerata. Si tratta di una società del Colorado che sta combattendo il packaging non eco-sostenibile attraverso l’industria della cannabis con la creazione di nuove soluzioni basate sull’impiego di canapa e plastica rigenerata tratta dagli oceani. La ‘Sana Packaging’, con sede a Denver, ha annunciato lo scorso mese di marzo di aver creato una nuova linea di prodotti con packaging ecosostenibile per l’industria della cannabis basati su plastica tratta dall’oceano e rigenerata.

James Eichner, co-fondatore e capo ufficio scientifico di Sana, ha avuto colloqui con i media nazionali specializzati tenuti alla presenza dell’amministratore delegato e co-fondatore Ron Basak-Smith col quale ha avviato la società in qualità di progetto per un programma MBA presso l’Università di Colorado Boulder. «In quel tempo eravamo frustrati per i consumatori di cannabis. Avevamo un problema con il packaging della cannabis ed eravamo impressionati dal fatto che nessuno stava facendo nulla in tal proposito» e «tutto ciò che ha a che fare col packaging della cannabis praticamente è sbagliato», ha affermato sul tema. Eichner ha poi aggiunto che molti prodotti con cannabis sono sovra-impacchettati spesso con materiali che non sono facilmente riciclabili.

Il progetto iniziale di Sana era quello di scatole, fiale e tubi pre-arrotolati composti al 100% di materiali plastici di origine vegetale, costituiti al 30% di tessuti di canapa micronizzata, acido polilattico una massa poliestere comunemente utilizzata per la stampa in 3D. Poiché la plastica è ottenuta da piante, è biodegradabile, riciclabile e riutilizzabile. A livello globale il 40% della produzione mondiale di plastica è destinata al packaging, il che vuol dire che nella stragrande maggioranza dei casi viene utilizzata una sola volta e poi gettata nell’ambiente. Inoltre, ogni anno, 18 miliardi di pound in spazzatura finisce negli oceani, secondo quanto stimato da National Geographic.

Poiché la canapa oggi sta tornando a vivere il suo trend positivo, il vertice manageriale di Sana ma anche di altre società che operano nello stesso settore merceologico e commerciale stanno guardando con particolare attenzione a questo specifico tema. L’ultima impresa in ordine di tempo da parte di Sana è una linea di confezionamento correlata all’industria della canapa basata su rifiuti di materiali plastici recuperati dagli oceani in tutto il mondo. Secondo Eichner, l’azienda sta cooperando con una società che opera in questo settore chiamata Oceanworks, con sede a Los Angeles e che mira ad accelerare la rimozione della plastica dall’oceano con l’obbiettivo a lungo termine di ottenere «un oceano senza plastica».

 

USA

Semi di canapa industriale a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ISS SpaceX 17

Semi di canapa sono in viaggio in modo protetto a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Ci si chiede però se questa sia la prima volta che semi di capa industriale viaggiano nello spazio. Nel mese di ottobre dello scorso anno, alcuni media locali e di settore hanno reso noto che semi di canapa industriale erano proprio a bordo della ISS per finalità di tipo scientifico e di studio. Semi coltivati nel Kentucky sono giunti alla stazione spaziale lo scorso lunedì, ora locale, e attraverso la SpaceX 17 sono stati lanciati dalla base di Cape Canaveral al mattino presto del giorno successivo. Le società che sono dietro questa joint venture sono la Space Tango, Atalo Holdings e Anavii Market. Secondo quest’ultima, i semi saranno a bordo della nave spaziale, chiusi in un Space Tango Cube e faranno ritorno sulla Terra in circa un mese di tempo. Gli Space Tango Cube sono chiamati CubeLabs e sono prodotti dalla Space Tango. Si tratta di piccoli cubi-laboratorio che consentiranno applicazioni multiple di tipo biomedico e per applicazioni di tipo tecnologico che saranno condotti simultaneamente e indipendentemente. Non si tratta di tentativi improvvisati oltre che costosi circa giochi da condurre nello Spazio.

I primi esperimenti chiariranno la stabilità dei semi dopo esposizione prolungata a condizioni di microgravità, ma sono molti altri i risultati che incuriosiscono e che si attendono da differenti e molteplici esperimenti che saranno condotti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. A differenza degli umani e di altre specie mammifere che possono verificare diverse tematiche inerenti alla salute nello Spazio, i semi di cannabis forse potrebbero beneficiare da un ambiente a basso livello di gravità. Vi sono molti e differenti cannabinoidi (il numero esatto è l’oggetto di molte discussioni al giorno d’oggi), tra i quali il più noto è il Tetraidrocannabidiolo (THC) e il Cannabidiolo (CBD).  A proposito del fatto che questa sia la prima volta nella quale semi di cannabis siano lanciati nello spazio, gli esperti del settore sembrano propendere con l’affermare che si tratti effettivamente della prima volta. Semi sono stati innalzati fino a 19 miglia di altezza rispetto alla superficie terrestre con un pallone aerostatico nel 2013, ma molti non considerano queste altezze propriamente come ‘spazio’. In ogni caso, vi sono ragioni per le quali sospettare che questa non sia proprio la prima volta che semi di cannabis siano stati lanciati nello spazio anche se qualche occorrenza simile di tipo scientifico a proposito di semi di cannabis magari è avvenuta a livelli molto più bassi.

 

USA

Nonna arrestata per CBD a Disney World

Battaglia legale con la Disney per una donna arrestata lo scorso mese per possesso di olii estratti da canapa contenenti CBD all’interno dell’area di Magic Kingdom nel territorio di Disney World. Nel mese di aprile, Hester Burkhalter s’era unita alla sua famiglia per una avventura nel ‘posto più felice al mondo’. Ma la donna di 69 anni, una nonna proveniente dalla Carolina del Nord, s’è ritrovata improvvisamente nell’ufficio di uno sceriffo della Orange County per possesso di olii estratti da canapa contenenti CBD con certificazione medica nella sua borsetta dentro i confini del Walt Disney World Resort. Gli accusatori hanno recentemente ritirato le accuse nei confronti della signora Burkhalter che comunque ora sta vivendo tutto il suo calvario. La signora ha indetto una conferenza stampa fiancheggiata dalla propria famiglia e dal collegio difensivo composto da Ben Crump, Michelle Rainer e Jennifer Cinnamon, nella città di Orlando dove ha annunciato la sua intenzione di denunciare la Disney e lo sceriffo della Orange County Florida. Il difensore Crump ha affermato nel corso della conferenza stampa che la denuncia è stata presentata a causa del «trattamento che è stato posto nei confronti di una donna di chiesa, rispettosa delle leggi e che stava semplicemente godendo il suo tempo nel Magic Kingdom per convivere con la propria famiglia una vacanza da sogno, soprattutto per i bambini. E che essa s’è poi trasformata in un vero e proprio incubo». Il difensore Crump ha affermato che la denuncia è nello specifico, correlata alla illegale detenzione, false motivazioni per l’incarcerazione, diffamazione, per aver inflitto intenzionalmente stress emozionale e la violazione dei diritti civili della signora Burkhalter.

A seguito del passaggio della Legge Agricola del 2018 avvenuto lo scorso dicembre 2018, la canapa ed i suoi derivati, compreso il CBD, sono stati rimossi dalla Lista delle Sostanze Controllate. In ogni caso, la FDA non ha ancora ufficializzato i regolamenti attuativi e le leggi specifiche riguardanti come debbono essere trattati i prodotti derivati dalla lavorazione del CBD , il che ha causato un ampio novero di incomprensioni e grande confusione del dipartimento di polizia a livello nazionale. E’ proprio in questo ampio spettro di confusioni normative e nell’altrettanto ampio ventaglio di interpretazioni che si pone il caso della signora irreprensibile nella vita quotidiana e trattata come criminale, davanti allo sguardo dei bambini della sua famiglia ed ai suoi più vicini congiunti fino allo stato di detenzione prolungata. Il collegio difensivo ai media ha chiarito che l’unica soluzione da parte dello sceriffo della contea e dei vertici della Walt Disney è sedersi a un tavolo e risolvere per via transazionale con ampio compenso economico per porre ripianare il grave danno psicologico arrecato alla nonna oltre che alla sua immagine ed ai propri diritti personali e civili violati.

 

 

Israele

La stella del ‘Grande Fratello’ investirà un milione di Shekel in una nuova società del settore cannabis

Eliav Uzan, il ‘Grande Fratello’ del noto show televisivo, tatuatore di professione, entra nel mondo della cannabis medicale attraverso un apposito investimento finalizzato alla coltivazione di cannabis nei territori della Galilea. La società intende condurre ricerca medica nel settore delle malattie della pelle, specialmente la psoriasi e gli effetti della cannabis medicale esplicati in questo specifico campo delle patologie. Secondo quanto confermato da testate di settore, si è giunti a tale decisione dopo un lungo ed attento studio condotto in tale materia, il che ha dato luogo alla decisione volta all’investimento ritenuto focalizzato su un settore economico proficuo.

La società non ha ancora la licenza per coltivare e produrre cannabis ma è una delle centinaia di società che hanno una approvazione propedeutica (‘Codice di Condotta’) per la definizione di nuove specie di sementi e la produzione. Non è ancora ben definito l’ammontare dell’investimento che comunque si stima non sarà inferiore a 1,5 milioni di Shekel. La società ai media locali ha chiarito che, attraverso la approvazione preliminare, si tende a selezionare specie di semi, attraverso variazioni apportate su ceppi genetici provenienti dalla Repubblica Ceca e successivamente implementati perché attecchiscano e si sviluppino in territorio israeliano. Gli studi medici e scientifici sugli effetti dei prodotti derivati dalla lavorazione della cannabis nel campo dei trattamenti delle patologie della pelle, in specie la psoriasi, saranno condotti sotto stretto controllo di professionisti del settore come i medici e gli ospedali.

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