Politica Esteri

Africa e Asia: ritorno al futuro. Il Brasile guarda avanti, la California guarda indietro La settimana della canapa nelle testate estere, dal 9 al 13 luglio

La settimana nella rassegna stampa mostra Continenti quali Africa e Asia più innovativi rispetto al contesto occidentale. L’Africa e l’Asia, infatti, fanno riferimento al proprio antico passato e offrono nuovi panorami di sviluppo per i propri Continenti. California e Brasile si scoprono parecchio più indietro di quel che si potesse immaginare

Africa

La coltivazione di canapa potrebbe svolgere un ruolo ancor più rilevante nel raggiungere e realizzare ognuno degli scopi prefissati nel cosiddetto Manifesto “Africa 2063”e potrebbe anche svolgere un compito rilevante in ognuno degli aspetti descritti nell’Accelerated Industrial Development plan for Africa(AIDA), condotto dallo stesso Continente Africanoe dalle Nazioni Unite. Il dibattito nell’imprenditoria africana ma anche a livello globale, oggi constata che non vi è coltura migliore che possa meglio sostenere la modernizzazione dell’Agricoltura in Africaed espandere ulteriormente i processi di industrializzazione delle economie africane rispetto alle potenzialità già espresse dalla coltura della canapa. La canapa, infatti, affermano gli osservatori esperti di Economia e Finanza a livello globale, potrebbe combattere seriamente la povertà rurale e dare una risposta economicamente robusta alla povertà conglobando progressivamente su bassa scala i produttori agricoli implementando la catena produttiva agricola investendo nella specializzazione ed addestramento, l’intero processo potrebbe così condurre ad un rapido sviluppo, creando lavoro ed assicurando una partecipazione economica più inclusiva.

Vi è poi un altro aspetto positivo nel potenziale sviluppo della coltura di canapa nel Continente Africano. Essa può contribuire alla sicurezza alimentare, accrescere la resilienza climatica e minimizzare la purtroppo nota dipendenza eccessiva dell’economia e dello sviluppo africano dal carbone e dai carbonfossili in generale. Proprio la coltura della canapa potrebbe progressivamente affrancare l’Africa dalla catena produttiva basata sul carbone che pone l’Africa al punto più basso della dignità lavorativa e della difesa della salute pubblica a livello mondiale. Il dibattito, quindi, sottolinea che la coltura di canapa potrebbe avere un ruolo strategico e profondamente innovativo nello sviluppo dell’Africa e nell’irrobustimento di una economia più friendlynei confronti dei produttori e dei popoli africani e più sinceramente utile nel progresso economico e sociale dell’intero Continente Africano.

Nepal

Il primo Summit assoluto sulla Canapa si terrà Febbraio 2019 a Kathmandu (Nepal). Si tratterà dell’Asian Hemp Summitche si terrà a Kathmandu il prossimo anno ed esplorerà le vaste possibilità dell’industria della canapa in tutto il Continente Asiatico. Tra gli organizzatori di questo importante ed innovativo Summit vengono annoverati la Shah Hemp Inno-Ventures(SHIV) che ha sede in Nepal, HempToday e Hempoint, oltre alla Repubblica Ceka. Un evento inaugurale che ha la sua data di collocazione dei lavori tra 1 e 2 Febbraio 2019 al Gokarna Forest Resortdi Kathmandu.  Già si affollano le richieste di iscrizione a questo importante Summit che si concentrerà fondamentalmente sui mercati di Cina, India, Nepal, Corea del Sud, Thailandia, Mongolia e Giappone. Gli organizzatori incoraggiano tutte le figure istituzionali e professionali interessate a partecipare alla Conferenza che riguarda principalmente tutta l’area del Continente Asiatico, per questo motivo tra le figure direttamente coinvolte ed alle quali ci si rivolge in particolar modo ci sono tutti coloro che compartecipano i processi legislativi, i politici, le varie agenzie di sviluppo, i coltivatori e produttori privati, coloro che operano nel comparto distributivo e commerciale. Dhiraj K. Shah, consulente tra i fondatori di SHIV unitamente a sua moglie Niveditanel 2014, ha fatto notare -ai media di area e globali- che la coltivazione della canapa ha molti aspetti potenzialmente positivi per le economie asiatiche, anche per i precedenti produttivi specifici che affondano le radici nell’antico Passato continentale. Le esperienze della tradizione curativa e nell’estrazione di fibre a scopo di realizzazione di tessuti, soprattutto in Cina, hanno propri riferimenti nella più antica tradizione asiatica, senza tralasciare quanto fatto in tale ambito anche in India e altre Nazioni d’Asia. Ora, visto il momento economico e produttivo mondiale, la canapa può fare riferimento a quell’antico passato produttivo asiatico per consegnare un importante messaggio all’Economia globale contemporanea, avvinta ad una sua crisi che va sempre più cristallizzandosi.

Brasile

Il leader del Partito Brasiliano dei Lavoratori alla Camera Bassa ha presentato un progetto di leggeper introdurre la legalizzazione e una rinnovata legislazione nel settore della marijuana sia per scopo medicale sia a finalità ricreative proprio nella settimana in corso. In un suo Tweet, il deputato federale Paulo Teixeira, ha scritto che la legge è stata ispirata dal trend internazionale e dal successo conseguito nell’ambito delle varie riforme legislative condotte in Uruguay, Stati Uniti, Spagna e Portogallo. Con questo progetto di legge si discute in modo chiaro e definitivo su una materia complessa e sulla quale il Brasile finora ha mancato di dare una risposta più perscrutabile. Si tratta di dare una sistematizzazione giuridico-legale sia agli scopi finali di utilizzo, cioè gli usi medicali e ricreativi ma soprattutto circa le possibilità di coltivazione sull’intero territorio del Brasile.

Attualmente la marijuana è ritenuta illegale in Brasile. La Nazione ha depenalizzato la coltivazione delle sue piante nel 2006 ma Texeira ha proposto che la legislazione sia rinnovata e si combattano vecchi retaggi sulla questione. Per questo conduce una dura battaglia da tempo, sull’argomento. Glenn Greenwald, giornalista operativo in Brasile, ha descritto lo stato delle cose riguardanti la battaglia legislativa in merito su Marijuana Moment. Ed ha anche raccontato e descritto i processi di depenalizzazione fin qui condotti in Portogallo pubblicati da Cato Institutenel 2009. Secondo gli osservatori locali -giornalisti compresi- forse l’intera questione non avrà alcuno sbocco immediato, soprattutto in ambito legislativo ma rappresenta comunque una importante novità sulla scena economica, politica e sociale del Brasile. Dal loro punto di vista, il problema principale è che il Diritto Evangelico è profondamente e totalmente contrario alla legalizzazione della marijuana specialmente in materia morale. Mentre la Nazione depenalizzava la marijuana nel 2006, nello stesso anno, i giudici stabilivano su propria discrezione chi fosse un consumatore abituale di droghe e chi ne fosse venditore. Come peraltro confermato nei propri lavori dalla stessa agenzia Reuters. Si tenga conto che da allora, in Brasile, la popolazione carceraria è aumentata del 55%, una quota proporzionale rilevante poiché lo scostamento statistico è dettato proprio dalla definizione di reati connessi col consumo o vendita di droghe. Secondo un sondaggio governativo del 2004, il 57% della popolazione brasiliana sostiene e approva la legalizzazione della marijuana a scopo medicale.

Usa-California

Confusione legislativa in Californiaed oltretutto ritenuta dannosa nei confronti dei consumatori a causa di falle giuridiche in materia di importazione. Un produttore di Cannabidiolo (CBD), infatti, ha portato in giudizio il Governo Federale in materia di definizione dei regolamenti riguardanti la importazione di canapa negli aeroporti del territorio californiano. Quel che si propone ora, dopo fatti aneddotici locali, è una revisione in materia giuridica soprattutto in relazione alla definizione delle quantità e qualità di CBD, in modo da superare i blocchi imposti dalla Custodia e Protezione Confinaria degli Stati Uniti specialmente nelle aree aeroportuali e portuali. Il dibattito prende avvio da un recente caso legato ad un importatore che lamenta il danno derivante da tale lacunosità che comporta la distruzione totale del prodotto importato nel territorio californiano. Allo stato attuale, canapa e CBD sono importazioni/esportazioni legali fino a quando si attengono agli standard federali definiti così come lo sono oggi, il che vuol dire che il prodotto deve contenere meno del 3% di THC. In caso di esportazioni, la canapa ed il CBD devono anche essere prodotti legalmente secondo i termini stabiliti dalla Legge Agricola del 2014. In questo ambiente giuridico confuso, capita spesso che ingenti quantitativi di Canapa e CBD siano distrutti in porti e aeroporti USA e della California nello specifico. Questo precedente giuridico deriva da un contrasto nato in area aeroportualenato a causa della azienda Nutraceuticals, una società che produce CBD dal 2013 nei pressi del Lago Elsinore, in California. La società ha 15 dipendenti e realizza anche tinture derivanti dal trattamento di CBD, prodotti topici e capsule che poi vengono vendute col Marchio Innovative CBD. Si tratta di prodotti realizzati da circa 1.200 chilogrammi di canapa importata ogni anno.

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